Ayakashi Ghost Guild

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Immagine che mostra le tre carte iniziali di Ayakashi Ghost Guild.

Realizzato da Zynga, Ayakashi Ghost Guild è un GDR di carte scaricabile gratuitamente e compatibile sia con il sistema Android che iOS. All’avvio dell’applicazione il giocatore è introdotto in un mondo dove la pace è garantita dagli agenti spettrali, uomini e donne che sono capaci di comunicare con gli spettri, creando così un legame con essi e trasformandoli in propri demoni. Ed è proprio un agente spettrale – a cui spetterà al giocatore stesso dargli un nome – il protagonista di questa avvincente avventura. Insieme all’inseparabile Mira il nostro eroe si troverà ad affrontare con audacia missioni ed eventi, in cui ne scoprirà i misteri e i segreti a mano a mano che avanzerà e ovviamente dovrà anche porre rimedio, affinché la pace infranta venga ripristinata.

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Carta dorata di Ayakashi Ghost Guild.

Dal momento che si tratta di un gioco di ruolo basato sulle carte e sui combattimenti con esse, l’obiettivo del giocatore è collezionare più carte possibili. Più demoni si possiedono, più forti si diventa. Per ottenere un demone, ci sono mille e più soluzioni:

– durante le missioni si avrà la possibilità di reclutare gli spettri, di eseguire una trattativa con essi. Ci sono casi in cui bisognerà usare una catena della congrega – acquistabile al solo prezzo di dieci mele d’argento -, affinché la trattativa vada a gonfie vele e lo spettro diventi definitivamente nostro;
– quando ci sono eventi importanti, in cui saranno ottenuti dopo averli sconfitti un certo numero di volte durante l’avanzata oppure spendendo un certo numero di oggetti raccolti e/o ottenuti combattendo;
– le pietre possono essere raccolte durante le missioni. Bisogna trovarne sei per liberare lo spettro che è dentro di esse. Quelle mancanti si possono ottenere combattendo contro altri giocatori dello stesso livello o poco superiore/inferiore al nostro;
– l’evocazione consente di richiamare i demoni spendendo dieci punti evocazione, ottenibili una volta al giorno dando un pizzicotto agli altri giocatori che sono nostri alleati. C’è un’evocazione gratis ogni giorno più un’altra – sempre gratis – all’ora di pranzo dalle 11:30 fino alle 13:30;
– e infine attraverso le pergamene, ottenibili ogni volta che si completerà una missione al 100%.

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Carta spettro di Ayakashi Ghost Guild.

Per diventare il più forte agente spettrale in circolazione, collezionare demoni non basta. Bisogna potenziarli, farli salire di livello. Ciò è consentito grazie ai magatama o ai demoni stessi. A proposito di questi ultimi essi si dividono in ben tre categorie: spettri, divinità ed anime. Sembra piuttosto ovvio che si possono fondere soltanto demoni che appartengono alla stessa categoria o praticamente uguali, quindi spettro con spettro, divinità con divinità e anima con anima. Le tre categorie non possono combinarsi fra di loro in pratica.
Adesso passiamo all’aspetto grafico di Ayakashi Ghost Guild. Questo gioco di ruolo è stato realizzato in ogni minimo dettaglio: i disegni sono semplicemente fantastici e molto accattivanti – grazie anche ad un buon accostamento e scelta di colori e di effetti di luci ed ombre – che rimandano allo stile orientale tipicamente giapponese, mentre il comparto sonoro sa e saprà sempre deliziare il nostro senso uditivo. Il sistema di gioco scelto rende tutto più semplice perché basterà cliccare sullo schermo del nostro cellulare o tablet per compiere una determinata azione. E udite udite: è stato realizzato in lingua italiana! Mica male, eh?
Riassumendo quanto abbiamo detto fino ad ora, Ayakashi Ghost Guild è sicuramente un GDR di carte che saprà accattivarvi con il suo stile originale e con una storia piuttosto avvincente. L’ho provato personalmente e vi confesso che ci gioco dalla bellezza di un anno o forse più, ma ho ancora molta strada da fare per diventare un perfetto agente spettrale. E voi accoglierete questa sfida?

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Antithesis

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Gwen e Xavier, protagonisti di Antithesis.

Realizzato dalla giovane e brillante mente di Jessica Marino, Antithesis è un fumetto on-line a sfondo ambientalista. Improntato sul genere fantasy e fantascientifico, il lettore viene introdotto in un universo alternativo dove la Terra è divisa in due grandi continenti: Hevel e Qayin. Nel primo dimorano coloro che sono una sola cosa con la Natura. Essi hanno imparato a vivere secondo le sue leggi e a rispettarle ciecamente. Conoscono il valore della vita e soprattutto della morte e secondo il loro credo ogni creatura di questo mondo – uomo o animale che sia – ha diritto a nascere e vivere libero come la natura stessa ha voluto. Nel secondo abbiamo l’esatto opposto. Lì dimorano quegli uomini che non si sono adeguati al mondo così com’è. Ciò che la Natura aveva loro da offrire non bastava mai e così, superbi e avidi, hanno avuto l’arroganza di plasmare questo mondo a proprio piacimento e secondo quella che è la loro visione. Ed è così che le fitte foreste e le immense valli lasciano il posto alla pietra e al cemento. Ciò che un tempo era dei colori dell’arcobaleno diventa grigio e tetro e la luce dell’esistenza stessa sembra ormai svanita. Ed è proprio in questo mondo creato dalle stesse mani dell’uomo che avviene quello che può essere considerato come un significativo incontro, forse non a primo impatto ma di sicuro in un futuro prossimo e non tanto lontano. Gwen, abitante di Hevel, si avventura in Qayin con una missione ben precisa: salvare dalla schiavitù i pochi animali selvatici – e non – rimasti e concedere loro la libertà che tanto gli spetta di diritto. Tuttavia, l’incontro-scontro con il ricercato Xavier stravolgerà un bel po’ i suoi piani – ovviamente non sarà la sola ed unica volta – e si ritroverà a vivere una sensazionale avventura alquanto imprevista.
Analizzando attentamente Antithesis, si scopre che questo fumetto riesce a trattare un tema attuale e piuttosto forte – ovvero le problematiche ambientali che affliggono il nostro pianeta ormai da un bel po’ di tempo – con una chiave di lettura a tratti seria e a tratti comica. Già l’accostamento di questi due personaggi così tanto diversi n’è la prova. Ad ogni tavola corrisponde più o meno un deteminato sentimento e punto di riflessione nel lettore. Ci sono dei momenti in cui le loro differenze generano un sorriso e ti fanno pensare o dire “toh ma guarda quanto è ingenua Gwen” oppure “Xavier, ma quanto sei stronzo” ed altre in cui avviene l’esatto opposto. Per citare un esempio, mi si è sciolto il cuore quando il nostro fuorilegge cerca di far prendere sonno alla nostra giovane pro-ambiente, nonostante sia una spina nel fianco e la sembri detestare un bel po’. Ciò che scaturisce da episodi di questo genere è che l’apparenza può spesso ingannare. La nostra protagonista appare come una ragazza ingenua e completamente fuori di testa – per i suoi discorsi pro-natura – agli occhi degli abitanti di Qayin, che imparano presto quanto possa essere micidiale ciò che appare innocente. Stesso discorso può essere fatto sull’altro protagonista, indifferente a tutto ma lo sarà davvero al 100%?

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Antithesis – Da che parte starai?

Riassumendo quanto è stato detto fino a questo momento, Antithesis è un fumetto on-line che sarà sicuramente capace di accattivare il pubblico virtuale con i suoi simpaticissimi sketch e i suoi momenti seri che incitano ad una perfetta riflessione, che è assolutamente e completamente personale. Ognuno è libero di sviluppare ed esporre quella che è la propria idea o teoria su un determinato argomento – in questo caso l’ambiente -, che può essere più o meno condivisa con gli altri in quanto un aspetto importante di quest’opera è la possibilità di scegliere da quale parte stare: Hevel o Qayin? Natura o progresso? A voi spetta la decisione.
Ad ogni modo Jessica Marino è stata capace di sviluppare un’idea che è presente in numerose opere sia del passato che dei giorni nostri, ma ci ha aggiunto quel pizzico in più, quel tocco strettamente personale che rende Antithesis un fumetto unico nel suo genere. Lo stile di quest’artista sembra sposarsi alla perfezione con ciò che viene mostrato all’interno di questa storia e vi confesso che non riesco ad immaginarlo diversamente. La scelta dei colori non è per niente casuale: vivaci (prevalentemente giallo, verde, bianco e una certa tonalità di marrone) per richiamare la serenità di un ambiente che è rimasto al 100% naturale; spenti (grigio, rosso, viola, ecc.) per indicare un luogo artificiale e forse destinato alla decadenza. E tutto ciò si collega ad un perfetto gioco di luci ed ombre. Concludendo, consiglio a tutti voi di dare uno sguardo a quest’opera perché merita davvero e forse anche più di quanto possiamo immaginare. Potete recuperarla facilmente su Facebook nella pagina apposita (vi lascerò il link qui in basso).

Pagina ufficiale di Facebook: Antithesis

Wolf’s Rain

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Kiba, il lupo bianco protagonista di Wolf’s Rain.

<< Il Rakuen, sicuramente non esiste in nessun posto. Ai confini del mondo non c’è nulla. E per quanto si cammini non si fa che proseguire sulla stessa strada. Ma allora perché un così forte impeto mi pervade? Sento una voce che dice “Dirigiti al Rakuen”. >>

Così il lettore è introdotto nel mondo di Wolf’s Rain, manga e anime realizzato da Keiko Nobumoto e pubblicato dallo studio Bones. Riconosciuto come seinen, quest’opera è ambientata in un mondo simile al nostro dall’atmosfera steampunk, visto che allo stato di povertà e di decadenza si affiancano tecnologie avanzate e tipicamente fantascientifiche con oggetti che risalgono all’epoca medievale.
La trama ruota attorno a un tema principale: il viaggio, visto sotto molti aspetti. Nel nostro caso riguarda la speranzosa ricerca di un luogo leggendario, chiamato Rakuen. Secondo quanto viene affermato nel libro della luna (che è stato proibito dal governo stesso), soltanto i lupi possono accedere a questo luogo sacro, che a loro può garantire la pace eterna. E proprio quattro lupi sono i protagonisti di questa storia. Mossi da un antico richiamo, lasceranno uno dei pochi insediamenti umani (Freeze City, per essere precisi) dove è ancora possibile sopravvivere per mettersi in viaggio e cercare Cheza, la fanciulla del fiore frutto della scienza umana. Lei sarà la chiave che lì condurrà al Rakuen.

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Kiba e Tsume, personaggi principali di Wolf’s Rain.

Analizzando attentamente l’opera in ogni suo minimo particolare, è possibile notare quanto sia ricca di elementi che conducono il lettore al tema della vita e della morte, a cui si collega anche quello della rinascita e della sopravvivenza della specie. L’ambiente, infatti, è stato realizzato con una certa minuziosità, affinché fosse assolutamente ben percepibile lo stato di decadenza a cui questo mondo va sempre più incontro. Non è un caso se città come Freeze City diventano desolate e a poco a poco sono ricoperte dal ghiaccio, segno che suggerisce l’avvicinarsi di un ulteriore e nuova glaciazione, fenomeno naturale che causerà l’estinzione della flora e della fauna. A dare maggiore forza al mondo dei caduti, alcuni personaggi secondari (sia umani che lupi o persino altri animali) mettono a dura prova i nostri protagonisti, invitandoli più volte ad arrendersi all’evidente destino di questo mondo e di rinunciare così ai propri sogni, in questo caso alla ricerca del Rakuen. Tuttavia, questa interazione spesso provoca una sorta di rinascita dello spirito, una riscoperta di sé stessi e un’ulteriore crescita da ambedue le parti. Per citare un esempio, nel quinto episodio dell’anime (Lupi decaduti) il quartetto incontra un branco di lupi, guidato da Zali. Esattamente come Kiba, quest’ultimo era partito alla ricerca del Rakuen insieme al suo branco, ma ci ha rinunciato dopo aver visto cadere molti compagni davanti ai suoi occhi. Da quel giorno lui e i suoi seguaci vivono in questa città, lavorando al fianco degli uomini e pagando un caro prezzo per sopravvivere. L’incontro col giovane lupo bianco risveglierà in lui l’orgoglio perduto. La stessa cosa accade anche con Cher e Hubb, rispettivamente scienziata e ispettore di polizia. In passato erano felicemente sposati, ma qualcosa cambiò fra loro due e divorziarono. Intraprendendo un personale viaggio, riscopriranno sé stessi e finiranno col riconciliarsi.

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Kiba, Toboe, Tsume e Hige sono i quattro lupi che decidono di affrontare questo viaggio in cerca di Cheza e del Rakuen in Wolf’s Rain.

A questo punto sembra chiaro che il tema del viaggio non è inteso semplicemente come lo spostamento di un corpo da un luogo a un altro, ma anche come una fase di perfetta e personale introspezione a cui nessun personaggio è assolutamente immune. A proposito di personaggi, è giusto spendere qualche parola su di loro. Come è stato detto in precedenza, i protagonisti sono ben quattro lupi:

Kiba, il lupo bianco dal cuore perfettamente puro e dal forte orgoglio nei confronti della sua specie. Sembra avere un particolare feeling con la fanciulla del fiore, ma ciò resta avvolto nel mistero per ora;

Tsume, il lupo grigio dall’indole fortemente indipendente e solitaria, con un carattere al quanto scontroso ed arrogante;
Hige, il lupo marrone dall’insaziabile appetito e dalla forte curiosità, sempre in cerca di leggiadre fanciulle lupesche e di una futura compagna;
Toboe, il lupo rosso nonché mascotte del gruppo. Ha uno spiccato amore e una cieca fiducia nei confronti dell’uomo, visto che è stato allevato da un’anziana signora quando era solo un cucciolo.

A questo quartetto si aggiungeranno nel corso del viaggio Cheza, ovvero la già citata fanciulla del fiore, e Blue, il cane-lupo di Quent Yaiden, un ex-sceriffo che dà la caccia ai lupi per vendetta. A parte lui come personaggi umani abbiamo i già citati Cher Degre e Hubb Lebowski e in più tre nobili ossia Darcia III, Lady Jagara e Amona. Esattamente come è stato fatto con l’ambiente, ciascun personaggio è stato realizzato in ogni minimo dettaglio, affinché si muovesse all’interno di questa storia seguendo quelle che sono i sogni, le ideologie, curiosità, pensieri e istinti. E tutto ciò partendo dal loro passato. Nulla avviene per caso e tutto sembra collegato, come se fosse già stato scritto da qualcuno. Possiamo chiamarlo Destino, Fato ma non lo sappiamo con certezza. Si parla addirittura di una precedente vita.

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Tutti i personaggi principali di Wolf’s Rain.

Riassumendo quanto è stato detto fino ad ora, Wolf’s Rain non è un manga/anime da prendere alla leggera. Trattandosi di un seinen, prende in esame tematiche piuttosto forti e forse anche molto filosofiche e presenta qua e là messaggi ed insegnamenti sottoforma di metafore. Parlando con tutta onestà, sono riuscita solo a guardare l’anime (composto da ben 26 episodi + 4 OAV che lo concludono) mentre il manga lo devo ancora recuperare. Mi è capitato di leggere qualche scan (solo il primo capitolo per essere precisi) e posso dirvi che l’ho trovato abbastanza scorrevole, forse quanto l’anime stesso. Riguardo al disegno, vi confesso che ho apprezzato molto lo stile di questa mangaka. Mi è sembrato preciso, dinamico ma soprattutto chiaro. Ad ogni modo consiglio a tutti e soprattutto a chi ama le storie con i canidi di leggere il manga oppure di guardare l’anime, in quanto a mio modesto parere merita davvero.
La nostra recensione su Wolf’s Rain termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Love Academy

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Schermata iniziale di Love Academy.

Realizzato da KOYONPLETE, Love Academy è un gioco per dispositivo mobile, scaricabile gratuitamente attraverso l’App-Store oppure il Play-Store a seconda del sistema utilizzato (iOS o Android).
Dal momento che si tratta di un otome game, letteralmente “gioco per ragazze“, l’obiettivo principale è conquistare il ragazzo di turno.
All’avvio dell’applicazione alla giocatrice è data la possibilità di dare un nome alla protagonista, dopo aver letto attentamente le informazioni che il gioco stesso fornisce. Eseguito correttamente questo passaggio, si passa al prologo dove la nostra eroina insieme a Takumi dà uno sguardo al manifesto del Moulin Academy, una prestigiosa scuola per ragazze e ragazzi ricchi di talento. Ginko, così l’ho chiamata, si trova a dover affrontare un provino, in cui è messa a dura prova la sua dote di cantante. Contro ogni aspettativa riesce a superare questa audizione e a diventare a tutti gli effetti un’alunna del Moulin Academy. A questo punto si apre un pannello, che ci presenta ben quattro personaggi:

Togo Gen, giovane pianista;
Yota Ameda, presidente studentesco un po’ presuntuoso ed egocentrico;
Haku Shirato, indipendente e misterioso quanto i gatti randagi;
Takumi Jyogasaki, amico di infanzia della protagonista.

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Schermata in cui si dà la possibilità alla protagonista di scegliere quale storia d’amore intraprendere nel gioco di Love Academy.

Ebbene si, Love Academy presenta ben quattro fantastiche storie, ognuna caratterizzata a sua volta da tre finali: better, normal e bad. A seconda delle scelte che il giocatore farà di volta in volta, si otterrà un determinato tipo di finale quindi scegliete con cura. Per procedere con la storia, bisogna spendere 10 Koyon ogni volta che viene richiesto. Se ne ottengono 20 ogni volta che si accede al gioco. Ciò avviene solo ed esclusivamente una volta al giorno.
Dal punto di vista grafico è tutto realizzato secondo i canoni del disegno orientale e ai nostri occhi sembra di vedere un tipico episodio di un anime destinato a un pubblico femminile. Personaggi e paesaggi sono realizzati in ogni minimo dettaglio, trasmettendo e suscitando nella giocatrice mille e più emozioni grazie a una vasta gamma di suoni e di tracce musicali avvincenti e adatte ad ogni situazione. A rendere tutto ancora più esplicito e soprattutto percepibile, si presentano di volta in volta immagini di grande impatto visivo. Queste ultime possono essere salvate, spendendo un buon numero di Koyon.

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Schermata iniziale di Love Academy Yaoi Version.

Love Academy presenta anche una variante YAOI con protagonista Jun, fratello minore di Takumi. Il nostro giovane protagonista si trova a prendere parte a uno spettacolo teatrale, progetto che è stato affidato alla gestione e supervisione del dottore della scuola, con cui sembra avere un certo feeling.
Riassumendo quanto è stato dichiarato fino a questo momento, Love Academy è un gioco che può essere in grado di attrarre a sé il pubblico femminile di tutto il mondo, in quanto è stato rilasciato in lingua inglese, affinché fosse comprensibile ai molti. Personalmente l’ho voluto provare, così l’ho scaricato e ci ho giocato fino alla fine. Devo ammettere che l’ho trovato molto interessante. è stato capace di suscitare in me diverse emozioni dalla tristezza alla felicità. Credevo davvero di essere Ginko in quei momenti. La protagonista ed io eravamo un tutt’uno, cosa che mi succede solo ed esclusivamente con i personaggi che creo io stessa. E non parliamo delle scene. Le guardavo e riguardavo credo per qualche minuto. Ero incapace di distogliere lo sguardo. Facevo il possibile per ottenere Koyon a sufficienza per proseguire nella storia, visto che mi catturava parecchio. E fra le tante storie posso dire che quella di Haku mi ha colpito parecchio. Mi è rimasta dentro. Per concludere questo articolo, faccio un appello alle gentil donzelle: scaricate questo gioco e provatelo. Non costa nulla, letteralmente.

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Purpurea Noxa – Intervista a X&V

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Immagine raffigurante Connor e Izaak, personaggi di Purpurea Noxa. è stata utilizzata per la copertina del terzo volume.

1) Come è stato scritto sul sito stesso, Purpurea Noxa ha preso vita praticamente da un GDR. Chi ha avuto la brillante idea di trasportare questa storia dal gioco di ruolo alla tavola fumettistica?

Xele: Purpurea Noxa è un progetto nato per gioco. Noi due ci siamo conosciute su un GdR PbC (Gioco di Ruolo Play by Chat) cinque anni fa grazie ad alcune amiche e non pensavamo di certo di cominciare una cosa del genere. Scherzando, convinsi Vèna che sarebbe stato bello se lei avesse disegnato ciò che stavamo “ruolando”. Lei accettò e, avendo già in mano un mezzo plot e l’autorizzazione delle persone che giocavano con noi, iniziammo a pianificare la storia.

Vèna: come ha detto Xele, Purpurea Noxa è nata un po’ per scherzo e un po’ per gioco. Terminata la scuola di Comics, ho iniziato immediatamente a lavorare presso il mio attuale impiego e, per pigrizia e per mancanza di tempo, ho cominciato ad abbandonare quella che per me è sempre stata una passione: il disegno. Ricordo ancora quando Xele mi fece quest’assurda proposta del fumetto … “Stai sprecando il tuo talento!” mi disse e si offrì di scrivermi gli storyboard e crearmi un sito tutto mio dove poter mettere i miei disegni. Disegnare i personaggi che ruolavo quotidianamente ormai da anni di certo ha stimolato le mie dita, non lo nego … Insomma, senza la mia migliore amica non avrei mai creato niente di tutto questo, per cui le devo riservare un sincero: “Grazie Vale”.

 

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Copertina della pagina di Facebook di Purpurea Noxa.

2) Di solito non è semplice dare un titolo appropriato a un racconto e la vostra scelta è ricaduta su Purpurea Noxa. Vi piacerebbe spiegare il motivo di tale scelta?

X&V: Purpurea Noxa è la fusione di due parole latine. Purpurea si riferisce al colore “rosso scuro“, porpora per l’appunto, ed è ovviamente correlato al colore del sangueNoxa ha molteplici significati, vuol dire danno, nuocere, ma è stato anche utilizzato per indicare, colpa, criminepeccato, punizione e in alcuni documenti è anche legato alle malattie e agli agenti nocivi. Con queste due parole abbiamo cercato di riassumere ciò che per noi significa essere un vampiro. Oltre ai vantaggi dei poteri guadagnati, ci sono un sacco di ostacoli nella non-vita che non possono essere evitati. Il sole, il fuoco e la vera fede, sono solo alcuni di essi, ma il vero nemico è nascosto nel proprio sangue e nella maledizione che porta con se. La fame e la bestia interiore sono sempre in allerta e pronti a sopraffarvi. È una maledizione legata al sangue, la loro fonte di vita e, allo stesso tempo, di dannazione. Quindi per noi è anche un peccato,è una colpa, è una malattia.

 

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Prima pagina del primo capitolo di Purpurea Noxa.

3) Lucca e Pisa sono le due città che fanno da sfondo a questa storia. Cosa vi ha spinto a sceglierle fra le tante città italiane?

V&X: la scelta non è stata nostra. Il GDR, da cui è tratta parte della storia, è stato ambientato dalle prime master, prima che lo prendesse in mano Xele a Lucca e Pisa per un motivo quasi banale. Ci incontriamo con il gruppo con cui giochiamo praticamente solo una volta l’anno in occasione del Lucca Comics ed è sembrata quindi la scelta più giusta, essendo una città che conosciamo tutti.

 

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Terza pagina del terzo capitolo di Purpurea Noxa.

4) Da ciò che ho letto sul sito, alcuni personaggi appartengono ad altri “autori”. Quali sono nati dalla vostra mente e quali dalla mente altrui?

V&X: praticamente tutti i personaggi principali, escluso Trevor e quelli che vedete comparire come comparse (Roman, IvanAndrea, Danilo, Calisto, Ian, Melek), sono nostri. Se vi interessa la divisione tra noi due è questa:

Xele: Izaak, Javier, Seymour, Dylan, Jacopo, Lyuben, Nayden
Vèna: Connor, Jason, Hayner, Falko, Caidan, Zhivko, Jager

 

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Il fascino dell’Antico Egitto in Purpurea Noxa.

5) A proposito dei personaggi, li ho contati e ho visto che sono quattordici. Avete in mente qualche “apparizione” a sorpresa?

V&X: in linea generale manca ancora qualche pedina importante da mostrare.

 

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Volumi di Purpurea Noxa a Lucca Comics and Games 2015.

6) Parlando con sincerità, avete mai pensato di ottenere così tanto successo presso il pubblico con questo fumetto on-line?

V&X: sinceramente no (XD). Non ci aspettavamo per niente un riscontro così positivo! Certo ormai son 3 anni particamente che il fumetto è in giro e all’inizio non era affatto così, ma eravamo felici lo stesso. Egoisticamente parlando, il fumetto è nato prima di tutto per noi stesse, è una cosa che rende felice prima di tutto noi. Ora però siamo decise a dare il massimo per i nostri lettori! Vorremmo avere solo più tempo a disposizione per poter fare tutto ciò che abbiamo in mente!

 

10427283_802764223117813_4889362331636214915_n7) A parte Purpurea Noxa avete qualche altro progetto in futuro?

V&X: al momento no. Cioè escluso qualche sorta di spin-off non abbiamo ancora programmato nulla.

 

Sito ufficiale: Purpurea Noxa

Pagina ufficiale: Facebook

DeviantArt: VenaMalfoy

Axis Powers Hetalia

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Una delle tante copertine con i personaggi principali di Axis Powers Hetalia.

Axis Powers Hetalia (scritto a volte Hetalia Axis Powers) è un manga ideato e realizzato da Hidekaz Himaruya. Pubblicato inizialmente sul sito dell’autore stesso ovvero Kitayume, acquista presto fama e suscita l’interesse della Gentosha Comics. Il primo volume esce in forma cartacea nel mese di marzo del 2008. In Italia è pubblicato dalla Jpop a partire dal 28 ottobre 2011 a oggi.
La trama ruota principalmente attorno a due eventi piuttosto significativi all’interno della storia dell’umanità: Prima e Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, fra una striscia fumettistica e l’altra si individuano anche accenni ad altri periodi storici più o meno precedenti o successivi a quelli citati poco fa.
Protagonisti di questo manga non sono personaggi alquanto comuni, bensì le nazioni del mondo. A quanto pare, l’autore ha pensato bene di far prendere loro vita (le antropomofizza in pratica) e di muoverle sullo sfondo di questo racconto dalla basale tematica storica. Così facendo, è riuscito a mettere in scena momenti esileranti oppure di stampo serio, a seconda dell’evento storico che veniva preso in esame. Tuttavia, ciascun tema non viene mai descritto e trattato in modo dettagliato. Per esempio quando si tratta della Seconda Guerra Mondiale, non si fa nessun accenno alla Shoah Ebraica.

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Personaggi principali di Axis Powers Hetalia.

Ritornando ai personaggi, a ciascuno di essi dà le caratteristiche tipiche del popolo di quella nazione, mescolando sia i pregi che i difetti. Per fare un esempio, Italia è diviso in ben due personaggi: Veneziano (Italia del Nord) e Romano (Italia del Sud). Entrambi rappresentano un popolo che non è molto dedito al lavoro, anzi preferiscono dormire, mangiare quintali di pasta e soprattutto evitare i conflitti con le altre nazioni (tanto è vero che Feliciano ha sempre con sé una bandiera bianca, che sventola in continuazione). Tuttavia, il primo si dimostra parecchio ingenuo e credulone, mentre il secondo si comporta da duro ma sotto sotto ha un cuore tenero. Ludwig (Germania) si presenta serio e molto dedito al suo lavoro, mentre Alfred (America) è fissato con il concetto di eroe. Potremmo continuare all’infinito visto che sono proprio tantissimi peronaggi, ma ci fermiamo qui.
Comunque come si può vedere, queste nazioni rappresentano in pieno lo spirito di un popolo, in quanto si comportano come se fossero persone vere. è come se la nostra nazione prendesse praticamente vita e fosse al nostro fianco. Se vogliamo, il popolo è la voce di una patria, di una terra che vive e respira, esattamente come noi.

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Una delle tante copertine con i personaggi principali di Axis Powers Hetalia.

Ad ogni modo ciò che fuoriesce dalla geniale mente di questo giovane e aspirante mangaka, è un manga che può essere considerato unico nel suo genere. Appartenente alla categoria Seinen (per certi versi appare anche come Shonen-Ai), può essere letto con estrema facilità. è praticamente ottimo per chi vuole trovare un attimo di pace e un po’ di relax da questa odiosa e difficile vita reale, che tutti noi ci troviamo ad affrontare giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno.
Dal momento che tratta alcuni eventi storici, Axis Powers Hetalia può anche essere considerato come un manga storico che “rinfresca la memoria”. Ripensandoci, è davvero così. Leggendolo, mi è capitato di incappare in eventi storici di cui non sapevo nulla (o che semplicemente non ricordavo) e, dal momento che ero piuttosto curiosa, mi sono messa a fare delle ricerche. è un buon modo quindi per ampliare quella che è la nostra cultura personale, soprattutto dal punto di vista storico. E pensare che ci sono anche dei momenti in cui può persino indurci a fare una riflessione (o almeno questo è stato il mio caso). A parte il manga sono state tratte ben tre serie animate, un videogioco e persino un film.
Perfetto, questa recensione si conclude qui quindi miei cari Dreamers alla prossima e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Comicon 2014

Napoli Comicon - Palco esterno
Comicon 2014 – Palco esterno

La sedicesima edizione del Comicon si è tenuta presso la Mostra d’Oltremare dal 1 al 4 maggio.
Per chi non ne fosse a conoscenza, questo evento partenopeo altro non è che una fiera del fumetto, capace ogni anno di attrarre milioni e milioni di visitatori. Se volessimo esagerare, potremmo dire persino miliardi … e così è stato!
C’è stato un pubblico senza precedenti, tanto è vero che si sono verificati alcuni imprevisti, di cui si discuterà in seguito.

Mirka Andolfo, autrice di Sacro/Profano mentre è intenta a lasciare una dedica.
Mirka Andolfo, autrice di Sacro/Profano mentre è intenta a lasciare una dedica durante il Comicon 2014.

Parliamo dell’organizzazione di questo evento. A livello strutturale l’area interna è stata messa a disposizione per ciascuno stand, affinché si potesse offrire al pubblico una vasta gamma di prodotti: manga/fumetti, peluches, action figures, cappelli, magliette e chi più ne ha più ne metta. E non parliamo poi degli spazi dedicati agli artisti di vario genere, a cui si poteva praticamente stringere la mano e scambiare giusto qualche parola. Per concedere a ognuno il proprio territorio e facilitare così anche l’orientamento del pubblico,  sono stati sfruttati ben cinque o sei padiglioni, di cui due esterni. E a proposito del mondo che c’è là fuori,  l’area esterna è stata messa a disposizione del pubblico, dando così la possibilità di girare liberamente e sfruttare i giardini – o qualsiasi altro spazio – come area di riposo e di ristoro. E per facilitare la siesta sono stati collocati strategicamente alcuni chioschi, che fornivano cibo e bevande. In oltre è stato inserito anche un palco esterno, dalla quale partiva musica di diverso genere: sigle di animazioni vecchie e nuove, canzoni di varie lingue e così via.

Ciro Priello - membro di The Jackal - ospite al Napoli Comicon.
Ciro Priello – membro di The Jackal – ospite al Comicon 2014.

Per rendere le cose ancora più interessanti, gli organizzatori del Comicon 2014 hanno pensato bene di invitare alcune persone piuttosto note nel mondo del fumetto oppure del web. Citiamo qualche esempio: Mirka Andolfo (l’autrice di Sacro/Profano), Dario Moccia, Yotobi, Nirkiop, The Jackal, Frank Matano e molti altri ancora. Al pubblico è stata data quindi la possibilità di incontrare e di interagire con i propri “idoli“, alquanto disponibili a partecipare anche a conferenze inerenti ai campi da loro trattati. C’è da precisare che erano presenti all’evento partenopeo in determinati giorni, notizia resa ben nota dal sito ufficiale.

Cosplayer Hetaliani.
Cosplayers in veste Hetalia al Comicon 2014

Al Comicon 2014 erano presenti anche numerosi e svariati cosplayers, con cui tutti noi abbiamo avuto più o meno la possibilità di scattare chissà quante foto.
C’erano numerosi personaggi legati al mondo di Bioshock Infinite, Dragonball, Frozen, Fullmetal Alchemist, Hetalia Axis Powers, Le cinque leggende, Marvel (in generale), Naruto, OnePiece, Pirati dei Caraibi, Pokèmon e Super Mario.

Napoli Comicon - Palco esterno
Comicon 2014 – Palco esterno

A questo punto si direbbe che il Comicon 2014 sia stato assolutamente perfetto, peccato che non sia affatto così in quanto si sono verificati alcuni imprevisti.
Parliamo in particolare di sabato 3 maggio ovvero il terzo giorno.
Ci è giunta voce che una ragazza è stata protagonista di un incidente fuori programma. Per farla breve, sembra che qualcuno abbia avuto la brillante idea di giocare con un oggetto piuttosto pesante a “chi lo lancia più in alto“, senza pensare che le cose potessero sfuggire di mano e che qualcuno potesse farsi male, cosa che è ovviamente accaduta. Si spera che la ragazza stia bene e si stia riprendendo, ma soprattutto che i responsabili di un simile atto siano stati identificati e segnalati.
A parte ciò quel giorno c’è stato un pubblico che ha superato fin troppo le aspettative e lo staff si è trovato un bel po’ in difficoltà. Come se non bastasse, era una giornata di pioggia, quindi ci si riuniva all’interno dei padiglioni, cosa che rendeva l’aria fin troppo irrespirabile. Aprire altri padiglioni, non è stata una soluzione totalmente efficace, quindi si sono visti costretti a chiudere le biglietterie il giorno dopo, consentendo l’accesso solo e soltanto a chi aveva braccialetto e biglietto e aveva preso parte all’evento nei giorni precedenti. Parlando del regolamento, non è stato preso sul serio e soprattutto alla lettera, tanto è vero che giravano una marea di Free Hugs, Free Kiss e chissà cos’altro, nonostante fossero stati vietati.

Shomi - membro del Team di recensori - con alcuni amici.
Shomi – membro del Team di recensori – con alcuni suoi amici al Comicon 2014.

Nonostante tutto questo la sedicesima edizione del Comicon non è stata poi così male e anzi si ritiene e si pensa che in futuro questo evento possa diventare e soprattutto essere una delle più grandi fiere italiane dedicate al mondo del fumetto. Noi siamo più che sicuri che questi aspetti negativi possano essere corretti, affinché non si ripetano mai più perché, se vogliamo, l’esperienza aiuta a crescere, a maturare e a diventare migliori di come si era quindi forza e coraggio Comicon, che ci si rivede al prossimo anno!

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La Dimora Del Sognatore

La Dimora Del Sognatore è un sito web che nasce con uno scopo ben preciso: unire la comunità italiana dell’Otaku Universe – possiamo chiamarlo anche Nerd Universe o Nerd World tanto è sempre la stessa cosa – e condividere con essa la nostra passione per il mondo del fumetto, dell’animazione e dei videogiochi. Saranno inseriti anche articoli che riguardano il mondo dei libridei film e – perché no – anche delle serie televisive, che occupano comunque parte del nostro tempo libero quindi è giusto includerli in questo ambizioso progetto.

Tonari no Totoro, meglio conosciuto come Il mio vicino Totoro in Italia.
Tonari no Totoro, meglio conosciuto come Il mio vicino Totoro in Italia.

Sin da quando eravamo soltanto bambini, tutti noi abbiamo quasi sempre mostrato di possedere uno spirito creativo e pieno di inventiva. Eravamo soliti trascorrere interi pomeriggi a dare sfogo alla nostra fantasia in svariati modi. C’è chi disegnava o scriveva e aveva la tendenza ad incollarsi davanti alla Play-Station oppure al Nintendo – ma anche ad altri generi di console – quando si era chiusi dentro alle quattro mura domestiche; e c’è chi lasciava l’accogliente dimora e si riuniva con gli amici, creando dal nulla una vasta gamma di avventure. Ed era così che i giardini diventavano praticamente giungle e misteriose foreste oppure vaste praterie, mentre le strade si trasformavano in lunghi fiumi, ampi laghi o addirittura immensi oceani.

Mononoke-hime, meglio conosciuto come Princess Mononoke in Italia.
Mononoke-hime, meglio conosciuto come Princess Mononoke in Italia.

Crescendo, alcuni di noi finiscono con l’avvicinarsi all’Otaku Universe. Come ciò avviene, è differente per ognuno di noi. Nel caso del nostro Team di recensiori tutto ha avuto inizio dalla pura e semplice curiosità verso un qualcosa che ci affascinava e ci attraeva come fanno le calamite con gli oggetti metallici. C’è chi si è avvicinato ai fumetti, chi ai videogiochi e chi ancora alle serie televisive e ai libri. Sono tutti interessi diversi eppure hanno qualcosa in comune: desiderio, fantasia, immaginazione, immedesimazione, sfidare amichevolmente gli altri, voglia di mettersi in gioco e tanto altro ancora.

Le opere di Hayao Miyazaki
Le opere del maestro Hayao Miyazaki

Ed è stato in base a tutto questo – ovvero hobbies, passatempi e passioni in comune – che il Team si è riunito attorno a un tavolo per discuterne e ha preso questa importante decisione, arrivando così a fondare La Dimora Del Sognatore.
Si tratta di un progetto ambizioso e di larghe vedute, che impiegherà tempo ed energie necessarie alla sua realizzazione. Tutto ciò non ci spaventa affatto perché noi siamo guidati da una forte ambiezione, da un forte desiderio e sappiamo già che non falliremo, anzi ne saremo sicuramente all’altezza e condivideremo con tutti voi le nostre conoscenze, introducendovi così nell’Otaku Universe.