Marvel Avengers Academy

Crea la tua accademia di supereroi con Marvel Avengers Academy.

Marvel Avengers Academy è un’applicazione gratuita per il cellulare sviluppata dalla TinyCo. Disponibile per il sistema Android, è un gioco d’avventura e dà la possibilità al giocatore di creare la sua personale accademia di supereroi.

Strani e misteriosi avvenimenti hanno spinto Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., a costruire un’accademia. L’obiettivo? Addestrare giovani supereroi per sconfiggere l’Hydra e ogni altra minaccia che si nasconde dietro l’angolo.
Il primo a iscriversi è il giovane Tony Stark alias Iron Man. Dopo di lui arriveranno anche Captain America, Loki, Vedova Nera, Wasp e molti altri ancora.

Che cosa sarà mai la misteriosa nebulosa temporale che circonda l’accademia? Perché il professor Hank Pym ne sembra così ossessionato? E soprattutto che cosa nascondono Nick Fury e Odino?
Immergetevi in questa nuova avventura per scoprirlo.

L’evento dedicato a Dottor Strange in Marvel Avengers Academy.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Sarà forse un anno che gioco a Marvel Avengers Academy e, nonostante possa essere un po’ monotono a volte, ancora non mi sono stufato di giocarci.

La storia principale ruota attorno al mistero della nebulosa temporale e a ciò che Nick Fury e i professori nascondono. Per avanzare bisogna completare le missioni che ciascun personaggio dovrà affrontare.

Più si andrà avanti, più verranno fuori tante cose e soprattutto si recluteranno nuovi supereroi. A volte si avrà anche la possibilità di avere dalla propria parte alcuni dei più famosi supercriminali della Casa delle Idee.

Il gioco è caratterizzato anche da numerosi eventi. Questi ultimi sono spesso legati a film, fumetti oppure serie televisive di prossima uscita. Per esempio c’è stato l’evento su Civil War, Doctor Strange e persino sugli Inumani.

Gli eventi hanno le stesse caratteristiche della storia principale. Ci sono delle missioni da completare per sbloccare e reclutare un determinato personaggio. In più si potranno affrontare diversi antagonisti con una squadra composta da tre supereroi. E il giocatore avrà la possibilità di decidere chi mandare in battaglia in base alle abilità del personaggio. Alcuni personaggi si possono sbloccare soltanto con le gemme, mentre altri con determinate aree della nebulosa temporale.

Ci sono molte interazioni sociali in Marvel Avengers Academy.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, ne sono rimasto completamente conquistato. E’ uno stile che mi piace, così come ho apprezzato molti dei dialoghi. Gli sviluppatori sono stati capaci di svecchiare i personaggi, di renderli più giovani senza però perdere di vista la loro vera personalità. Mi sono piaciute anche le gag e soprattutto i “momenti equivocabili” fra alcuni personaggi dello stesso sesso e non.

Se vi piacciono giochi di questo genere, Marvel Avengers Academy è l’applicazione che fa al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Dragon Trainer 2: Il Videogioco

Copertina di Dragon Trainer 2: Il Videogioco per Wii U.

Dragon Trainer 2: Il Videogioco è stato sviluppato da Little Orbit LLC in occasione dell’uscita al cinema dell’omonimo film nel 2014.
Compatibile con la maggior parte delle console, questo videogioco non presenta nessuna trama di fondo, che possa essere collegata al film d’animazione.

Il giocatore è libero di scegliere il personaggio con cui giocare e, di conseguenza, il drago da cavalcare. Sono sei i cavalieri in totale:

  • Hiccup con la Furiabuia di nome Sdentato;
  • Astrid con l’Uncinato Mortale ovvero Tempestosa;
  • Gambedipesce con il Gronchio noto come Muscolone;
  • Moccicoso con l’Incubo Orrendo chiamato Zanna Curva;
  • Testabruta e Testaditufo con il Bizzippo noto come Rutto e Vomito.

Questo videogioco presenta sia la modalità single player che la multiplayer. La prima dà la possibilità al giocatore di esplorare liberamente l’Isola di Berk, scoprendo luoghi remoti e nascosti. Inoltre ci si può cimentare in tre diverse sfide: volo, colpire il bersaglio e recuperare più pecore possibili.

Testabruta e Testaditufo in sella al loro Bizzippo in Dragon Trainer 2: Il Videogioco.

Ciascuna sfida permette di raggiungere un proprio record. Più sarà alto, più ci si avvicinerà al titolo di miglior cavaliere dei draghi. Quest’ultimo potrà essere conteso con gli altri cavalcadraghi, qualora si decidesse di sfidarli.

La seconda invece permette ovviamente di sfidare un proprio amico in uno dei mini giochi presenti nell’altra modalità citata poco fa.

Quando si raggiunge un certo punto del gioco, si avrà la possibilità di sbloccare altri due cavalieri dei draghi, con cui si potrà successivamente giocare.

Adesso veniamo a noi. Ho acquistato Dragon Trainer 2: Il Videogioco un bel po’ di tempo fa, dopo l’uscita al cinema del film. Pensavo di avere fra le mani un’epica avventura e devo ammettere che sono rimasto un bel po’ deluso da questo titolo.

Hiccup esplora l’Isola di Berk insieme a Sdentato in Dragon Trainer 2: Il Videogioco.

Mi aspettavo un videogioco d’avventura e d’azione con delle missioni da completare per proseguire con il corso della storia. E invece mi sono trovato davanti un titolo basato su tre sfide per raggiungere un certo punteggio, così da decretare il miglior cavaliere dei draghi.

E’ vero che ho apprezzato la possibilità di scegliere il personaggio, di sperimentare con ognuno di essi e di esplorare liberamente l’isola, ma mi aspettavo davvero qualcosa in più da un titolo del genere.

L’ho trovato un bel po’ ripetitivo e a lungo andare può causare noia. Per farla breve, ci si può facilmente stufare. E’ quello che è successo a me in pratica e devo ammettere che mi pento un po’ di aver speso una bella cifra per questo videogioco.

Naturalmente è soltanto la mia opinione, quindi siete liberissimi di acquistarlo e di provarlo voi stessi. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue

Copertina del videogioco Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue.

Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue è un videogioco pubblicato dalla Vivendi Universal Games nel 2003. Sviluppato da Blitz Games, è un simulatore di equitazione compatibile con le maggiori console dell’epoca. Avendo riscontrato un discreto successo, nel 2008 fu rilasciato il seguito intitolato Barbie Horse Adventures – Riding Camp.

Barbie insieme a Cristina e a Teresa sta andando al maneggio per trascorrere le vacanze. Giunte lì, si sistemano per la notte e durante quest’ultima una tempesta si abbatte sul luogo. Tuoni e fulmini spaventano i cavalli e i puledri nel recinto, che fuggono via appena la porta si apre.

Quando giunge la mattina, la proprietaria del maneggio e le tre ragazze scoprono cosa è accaduto durante la notte scorsa. Barbie si propone di ritrovare e recuperare i cavalli e i puledri scomparsi, chiedendo alle sue amiche di aiutarla in questa impresa.

Barbie trova un puledro sulle montagne in Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle caratteristiche di questo videogioco. Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue presenta sia la modalità singleplayer che multiplayer.

La prima è incentrata sulla storia del videogioco. Il giocatore interpreterà Barbie, a cui potremo personalizzare gli abiti attraverso il guardaroba. In sella al suo cavallo, esplorerà i boschi, le montagne e le spiagge in cerca dei cavalli e puledri smarriti.

Ogni livello è caratterizzato da un certo numero di puledri da recuperare e salvare, mentre un cavallo da prendere al lazo ci attende verso la fine del percorso. Tuttavia, può capitare che quest’ultimo sia già stato trovato da Cristina oppure Teresa, che proporranno a Barbie una gara.

Per completare la missione, il nostro personaggio interagirà con l’ambiente che lo circonda. Inoltre potrà raccogliere diversi tipi di oggetti, come per esempio monete e carote. Alcuni di essi potranno essere usati durante l’avventura.

La modalità multiplayer è presente in Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue.

La seconda, invece, presenta alcuni minigiochi. Questi ultimi permetteranno di sfidare un secondo giocatore.

La sfida può consistere in una gara, dove vince chi fa più giri e arriva per primo al traguardo. Ci si può sfidare a chi raccoglie più monete oppure cattura più cavalli con il lazo. Ad entrambi i giocatori viene data la possibilità di scegliere il personaggio fra Barbie, Cristina e Teresa.

Adesso veniamo a noi. Questo videogioco appartiene al periodo della mia infanzia e ricordo che passavo ore ed ore davanti alla mia Play-Station 2. Era il periodo in cui stavo in fissa con i cavalli e desideravo fare equitazione.

Quando ho avuto Barbie Horse Adventures – Wild Horse Rescue fra le mani, mi si sono illuminati gli occhi e mi sono innamorato di questa nuova avventura. E’ stato bello esplorare diversi tipi di paesaggi, così come prendere a lazo i cavalli. Questi ultimi li potevo poi prendere per esplorare il livello successivo. E ricordo che il mio preferito era Luce Stellare, un cavallo completamente bianco.

Anche se si tratta di un videogioco per bambine, vi consiglio di recuperarlo, se ne avete la possibilità. E’ un’avventura che può accompagnarvi in qualche noioso pomeriggio. Inoltre non è niente di troppo impegnativo. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Grand Theft Auto San Andreas

Copertina del videogioco Grand Theft Auto San Andreas.

Grand Theft Auto San Andreas è un videogioco d’azione e d’avventura, sviluppato dalla Rockstar North e pubblicato dalla Rockstar Games.

Ambientato a San Andreas, Carl Johnson, detto “CJ“, torna nel suo stato natio per il funerale di sua madre. Scopre che la Grove Street Families, una gang di Los Santos di cui ha fatto parte in passato, vive una situazione difficile. La maggior parte dei territori sono sotto il controllo di altre gang rivali. Anche gli affari non vanno affatto bene.

Ed è così che CJ decide di restare. La sua missione sarà riscattare il proprio nome e riconquistare la fiducia della sua gang, perduta dopo la morte di suo fratello Brian. E aiuterà soprattutto la Grove Street Families a riconquistare l’onore e l’orgoglio perduto.

Dopo aver parlato della trama, passiamo all’analisi di questo titolo, sviluppato inizialmente per la Play-Station 2. Questo videogioco ha portato alcune rivoluzioni all’interno di questa saga.

La prima novità è rappresentata dalla possibilità di caratterizzare Carl Johnson, il nostro protagonista. Si può cambiare il taglio di capelli e anche l’abbigliamento. In oltre si può interagire con alcuni personaggi, in particolare diverse ragazze con cui lui potrà instaurare una relazione durante il gioco. Si potrà interagire anche con alcuni ambienti, come i fast food e le discoteche.

La Grove Street Families in Grand Theft Auto San Andreas.

Un’altra novità è stata l’introduzione delle gang all’interno del videogioco. Los Santos è un territorio da conquistare.
Essendo tale, ogni famiglia cerca di mantenere la propria egemonia sui propri territori e soprattutto di espandersi.
La Grove Street Families non fa certamente eccezione e durante il gioco avremo la possibilità di affrontare le altre gang per il possesso dei territori.
Ogni famiglia ha le proprie caratteristiche, facilmente riconoscibili dall’abbigliamento e anche dal tipo di auto.

Per poter affrontare ogni genere di missione primaria oppure secondaria, San Andreas è disseminata di armi di ogni genere. Si possono trovare ovunque oppure acquistarle all’interno di un’armeria.
Per quanto riguarda invece i veicoli, sono anch’essi tanti e sono tutti ispirati a quelli esistenti nella vita reale. Alcuni di essi permetteranno anche di svolgere delle missioni speciali. Un comune taxi ci potrà permettere di trasportare dei passeggeri. Una volante della polizia ci permetterà di far rispettare la legge e così via.

Mappa con leggenda di Grand Theft Auto San Andreas.

A proposito di San Andreas, quest’ultimo è uno stato immaginario ispirato a quello della California e del Nevada. E’ composto da tre territori: Los Santos, San Fierro e Las Venturas. Sono collegati attraverso immensi ponti, lunghe autostrade, linee ferroviarie e così via. Il paesaggio è caratterizzato da grandi metropoli, piccoli centri, campagna, deserti, montagne e così via.

Dopo aver parlato delle caratteristiche di questo videogioco, passiamo alle considerazioni personali. Grand Theft Auto San Andreas è un videogioco che appartiene alla mia preadolescenza. Ricordo che ci ho passato diversi pomeriggi e non so quanto ho bestemmiato ed imprecato ogni volta che fallivo una missione.

E’ un videogioco violento e forse anche un po’ diseducativo, perché impersoniamo un protagonista che non è dalla parte della legge. Tuttavia, la sua storia è affascinante. Ti prende totalmente e finisci per sentirti parte della Grove Street Families. Provi astio verso le altre gang rivali e spesso ti fai prendere dal desiderio di vendetta. O almeno è ciò che ho provato io, quando ci giocavo. E ci tengo a precisare che sono più che sana di mente. Questo videogioco non ha distorto la mia realtà, perché so benissimo che non fa parte di quest’ultima. E’ finzione in pratica.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Anarchy Reigns

Copertina di Anarchy Reigns per PS3.

Anarchy Reigns è un gioco di genere beat’em up, prodotto da Platinum Games e pubblicato da Sega. Il gioco è ritenuto un seguito spirituale di MadWold (gioco dello stesso genere, distribuito invece per Nintendo Wii).
Ora andò a parlarvi in dettaglio del titolo toccando i seguenti punti: trama, gameplay, sonoro e critica.

Trama: siamo in un futuro distante e la terra è straziata da guerre atomiche e armi biochimiche. In questo futuro post-apocalittico le bande di mutanti e altri pazzi intossicati da quello che rimane delle sostanze tossiche delle guerra scorrazzano liberamente.
Nelle piccole periferie dove gli attrezzati cyborg della polizia non arrivano, l’unico organo a cui i cittadini possono rivolgersi è uno: la gilda dei cacciatori di taglie.
Il nostro protagonista, Jack Cayman ha l’ incarico di trovare e uccidere Maximilian Caxton, agente di polizia che pare abbia rubato un importante tecnologia.

Jack Cayman, protagonista di Anarchy Reigns

Gameplay: il gioco si presenta più come un Musou, ovvero un gioco dove dovremmo sconfiggere diverse orde di nemici, i quali ci daranno punti per sbloccare dei mini-giochi che, a loro volta, ci daranno accesso alle missioni della trama principale.
Il gioco presenta inoltre un vasto comparto di modalità multiplayer, che vanno dal tutti contro tutti al “cattura la bandiera”.

Sonoro: le musiche, che accompagnano la nostra avventura, sono in pieno stile film anni 80. Abbiamo pezzi rock per poi passare al rap, senza però dimenticare ovviamente il metal.

Critica: gli esperti concordano nel dare ad Anarchy Reigns voti che vanno dal 6 al 9. I problemi che potreste riscontrare in questo titolo sono solo alcuni movimenti fastidiosi di telecamera.

In conclusione mi sento di consigliare questo titolo a tutti coloro che sono in cerca di qualcosa di nuovo. La storia potrà suonarvi già vista o banale, ma fidatevi, saprà sorprendervi.
Detto questo, vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Warhammer 40.000 Space Marine

Copertina di Warhammer 40.000: Space Marine
Copertina di Warhammer 40.000 Space Marine

Prima di parlarvi del titolo mi sembra doveroso parlarvi dell’ambientazione di Warhammer 40.000 Space Marine, gioco da tavolo tridimensionale in stile futuristico dove i giocatori controllano un esercito costituito da varie unità. Ora andrò a parlavi del gioco toccando come al solito vari punti che questa volta saranno: Trama e Gameplay. Ora senza altri indugi iniziamo.

Trama: nel 41° millennio l’universo è in guerra. I numerosi pianeti conquistati dall’uomo contano sull’Imperatore (figura quasi divina nell’universo di Warhammer 40.000) per ottenere protezione dai nemici. Per affrontare minacce ostili come gli Orki, (simili agli orchi a cui siamo abituati con la differenza che nell’universo di Warhammer 40.000 sono una selvaggia razza di razziatori spaziali) vengono inviati in battaglia gli Space Marine, soldati sottoposti ad un rigido incrocio genetico, innesti bio-organici e coperti da una pesante e resistente armatura. Il capitano Titus (il nostro protagonista) è il leader di una squadra di Space Marine appartenenti alla sezione Ultramarine inviata su un pianeta, attaccato dagli Orki, per impedire che il titano Invictus ( una sorta di robot gigante da battaglia) cada nelle mani nemiche. Una volta sul pianeta il capitano Titus scoprirà che dietro l’attacco c’è una forza ben più oscura.

Esempio di gameplay in Warhammer 40.000: Space Marine
Esempio di gameplay in Warhammer 40.000 Space Marine

Gameplay: il gameplay è quello di un classico sparatutto in terza persona e in battaglia disporremo di 4 differenti armi per il corpo a corpo (coltello, spada a catena, ascia e martello) e diverse armi da combattimento a distanza (pistola, fucile, pistola al plasma, fucile al plasma eccetera). Per il combattimento corpo a corpo avremo a disposizione un tasto per attaccare con l’arma e uno per stordire il nemico, che potrà successivamente essere eliminato con un’esecuzione (è l’ unico moto per rigenerare la salute).
Ora passiamo alle mie opinioni personali. Il gioco per un conoscitore dell’universo di Warhammer 40.000 Space Marine risulta gradevole e ben caratterizzato. Anche agli occhi di un “profano” sono sicuro che il gioco risulterà altrettanto gradevole. In conclusione, se siete appassionati del mondo di Warhammer vi consiglio di recuperare questo gioco e se vi state avvicinando da poco a questo mondo e volete qualcosa per cominciare questo è ciò che fa per voi. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “Leggete con il cuore e pensate con la mente “.

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Remember Me

Copertina Ps3 di Remember Me
Copertina Ps3 di Remember Me

Remember Me è un gioco del 2013 di genere azione/avventura sviluppato dallo studio DONTNOD Entartainment e pubblicato da Capcom. Il gioco è rimasto, purtroppo, sconosciuto a molti giocatori, complice anche l’uscita in concomitanza con titoli più attesi. Come sempre andrò a parlavi di questo gioco toccando vari punti per poi esporvi le mie opinioni personali. I punti questa volta saranno: trama e gameplay. Ora, senza altri indugi, iniziamo.

Trama: siamo nell’anno 2084, in una versione futuristica di Parigi chiamata Neo-Prigi. La multinazionale Memorize ha inventato una nuova tecnologia chiamata Engine Sensation (abbreviato in Sensen) che permette a quasi il 99% della popolazione di caricare e condividere i propri ricordi in rete, cosi come cancellare quelli infelici o spiacevoli. In questo modo Memorize ha acquisito un controllo quasi totale sulla popolazione, che le permette di stabilire un vero e proprio monopolio sociale e politico. Questo, a sua volta, ha portato alla nascita di una fazione di ribelli detti “Erroristi” che hanno come unico obbiettivo la distruzione di Memorize.

Nilin, la protagonista di Remember Me
Nilin, la protagonista di Remember Me

L’invenzione del Sensen ha anche portato alla nascita dei Leapers, esseri umani che, dovo aver sviluppato una dipendenza ai Sensen, hanno assorbito così tanti ricordi da perdere i loro ed essere mutati in una forma sub-umana. La protagonista della nostra storia è Nilin, la migliore agente degli Erroristi, imprigionata nella
Bastiglia, una super-prigione situata nel cuore di Neo-Parigi. Qui, Nilin (quasi senza ricordi) sta per subire la totale cancellazione della memoria, salvo poi essere salvata dall’enigmatico leader degli Erroristi, Edge che, comunicando con lei attraverso il Sensen, la guiderà prima fuori dalla prigione e poi verso la sua vera missione.

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Scena di battaglia e scontro in Remember Me.

Gameplay: Remember Me è un mix di esplorazione, platform, stealth e combattimenti corpo a corpo. Peculiarità del gioco è il meccanismo di Memory-Remix”, cioè entrare in possesso dei ricordi di bersagli importati per manipolarli. Altro meccanismo chiave del gameplay è la facoltà di poter rubare i ricordi di obbiettivi specifici e utilizzarli un punti speciali chiamati Reminiscenze, che permettono di riprodurre i ricordi in tempo reale. Questa azione è spesso necessaria per procedere nel gioco ed evitare rischi nascosti. In termini di combattimento, il gioco permette di creare e personalizzare le proprie combo tramite un apposito menù, che utilizza quattro categorie di colpi. Le combo sono formate Pressens e tramite essi potremo creare le nostre combo spostandoli a piacimento nel menù. Le quattro categorie sono: Regen (guarigione), Power (danno), Chain (duplicazione e raddoppio di mosse) e Colldown (ricarica degli S-Pressen). Le mosse speciali, le S-Pressen appunto, sono mosse che ci saranno messe a disposizione nel corso del gioco e permettono di stordire i nemici, muoversi ad alta velocità e incrementare i colpi, o girare i robot nemici in alleati per poi distruggerli.

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Esempio di ambiente in Remember Me.

Ora è arrivato il momento delle mie opinioni personali. Remember Me è un titolo interessante non solo per il suo gameplay, ma soprattutto so ciò su cui si basa la sua trama: i ricordi. I ricordi fanno di noi quello che siamo, e saremo veramente pronti a metterli a disposizione di tutti? La stessa Nilin manipola i ricordi dei suoi nemici cambiandone anche la personalità. Voi accettereste di consegnare i vostri ricordi ad una società che può manipolarli a piacimento? Le cose che ricordate di aver fatto, le persone che avete conosciuto e i sentimenti che provate forse appartengo a qualcun’ altro. Questo è ciò che spinge Nilin a combattere una società ormai troppo legata alla rete e alla tecnologia che dà libero accesso a tutti alla propria vita e libertà. Società che purtroppo, non è lontana da quella reale.
In conclusione vi consiglio di recuperare questo, purtroppo sottovalutato titolo, non solo per il suo gameplay peculiare ed originale ma soprattutto per la sua profonda trama. Detto vi saluto e vi do appuntamento ad un prossima recensione e ricordate: “Leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Criminal Case

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Indagare nelle scene di Criminal Case è uno dei principali fattori del gioco.

Creato da Pretty Simple, Criminal Case è un gioco d’avventura grafica ed interattiva disponibile sia per computer – attraverso il portale del social network noto come Facebook – sia per dispositivi come smartphone e tablet, quindi è possibile scaricarlo gratuitamente come applicazione – alcune cose richiedono dei costi in denaro però – ed è compatibile sia con il sistema Android che iOS.
Criminal Case significa letteralmente in lingua italiana “caso criminale” e come suggerisce il titolo stesso, si tratta di un gioco che si basa sul tema del più classico romanzo giallo ovvero poliziesco. Il giocatore si troverà a vestire gli abiti di un agente di polizia del posto e la storia avrà come sfondo Grimsborough, una città in cui il crimine dilaga in ogni luogo e in ogni quartiere e spetterà proprio a noi risolvere la situazione con la nostra abilità di osservazione ed intuizione.

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Interrogare i testimoni e gli indiziati permetterà di fare chiarezza in ogni caso di Criminal Case.

E adesso esaminiamo in modo dettagliato questo gioco. Criminal Case prevede cinquantuno casi da rivolvere, divisi in dieci oppure undici per ciascun quartiere. Ognuno di essi prevede nove scene, in cui si troveranno indizi che permetteranno di trovare il colpevole e di risolverli. In oltre si guadagneranno cinque stelle in ciascuno di esse, che potranno essere utilizzate per interrogare gli indiziati e i testimoni, analizzare le prove, sbloccare le fasi successive di un caso oppure i casi successivi e acquistare pacchetti di figurine oppure di energia. E per finire si potrà stabilire un proprio record e gareggiare così contro gli altri giocatori per ambire alla prima posizione.
Grimsborough è una città composta da ben cinque quartieri: Zona Industriale, Centro Finanziario, Centro Storico, Università e Maple Heights. Ognuno di essi rappresenta un particolare aspetto di questa grande città, quindi durante l’avventura avremo la possibilità di incontrare diverse categorie e tipologie di persone, dalla più ricca alla più povera, dall’intellettuale all’analfabeta e così via.

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Schermata di esempio di interrogatorio di indiziati in Criminal Case.

Per quanto riguarda il nostro personaggio, al giocatore sarà data la possibilità di scegliere il sesso e modificarne l’aspetto fisico come più gli piace e ciò varrà per tutta la durata del gioco. Tuttavia, non è possibile scegliere il nome, che sarà automaticamente quello del proprio account.
Durante l’avventura saremo affiancati dal nostro collega l’agente Jones e dal nostro fedele amico a quattro zampe, acquistabile solo ed esclusivamente dopo aver ottenuto tutte le stelle in un certo numero di casi. E man mano che si avanza, si sbloccheranno altre razze tra cui scegliere e si avrà così la possibilità di addestrare anche altri cani, che ci aiuteranno a trovare monete, carte oppure punti esperienza. A proposito di questi ultimi, ci consentiranno di aumentare di livello e soprattutto di fare carriera all’interno del corpo di polizia di Grimsborough.
E adesso passiamo a una breve considerazione personale. Criminal Case è uno dei pochi giochi proposti da Facebook ad essermi piaciuto e soprattutto durato a lungo. Nonostante il meccanismo di gioco sia un po’ ripetitivo e alla lunga possa stancare, l’idea che ci siano cinquantuno casi da risolvere mi spinge a continuare perché voglio assolutamente conoscere le storie che ci sono dietro, gli intrighi e le situazioni che hanno portato al compimento di quell’omicidio da parte dell’assassino. E devo ammettere che ancora adesso alcune non le comprendo affatto.
Questa recensione su Criminal Case termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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The Wolf Among Us

Copertina di The Wolf Among Us
Copertina di The Wolf Among Us

Ispirato al fumetto DC Comics Fables e sviluppato dalla Telltale Games – la stessa e famosa casa di videogiochi ideatrice della saga di The Walking Dead –, The Wolf Among US è un’avventura grafica a scelte multiple ricca di intrighi e misteri.
Ora andrò come sempre a parlarvi del gioco, analizzando i diversi punti che questa volta saranno: trama e gameplay.
Senza perdere altro tempo, entriamo nel vivo del gioco.

Bigby Wolf, il protagonista di The Wolf Among Us
Bigby Wolf, il protagonista di The Wolf Among Us

Trama: i personaggi delle favole e delle leggende hanno dovuto abbandonare il loro mondo e si sono trasferiti nel nostro, precisamente a New York. Tutti quei personaggi che non possiedono l’aspetto umano, nascondono le loro sembianze tramite una magia detta “malia” e a regolare la legge tra la comunità delle fiabe è Bigby Wolf (il Grande lupo cattivo, che ora cerca di redimersi per le sue azioni passate) ed è proprio da lui che inizia la nostra storia. Una notte come tante il nostro protagonista, essendo lo sceriffo, viene chiamato per sedare una lite domestica tra il Taglialegna (si, proprio quello di Cappuccetto Rosso) e una misteriosa ragazza. Dopo aver calmato le acque, non senza difficoltà, Bigby torna nel suo appartamento salvo essere svegliato dopo poche ore da Biancaneve (anche lei detective). Fuori dal condominio è stato ritrovato qualcosa di orribile: la testa della stessa ragazza che il nostro protagonista aveva salvato poco prima. Inizia così un indagine per scoprire chi era questa misteriosa fanciulla, perché è stata uccisa e più importante, chi è stato?

Esempio di Gameplay di The Wolf Among Us
Esempio di Gameplay di The Wolf Among Us

Gameplay: è quello classico dei giochi targati Talltale. Durante l’avventura ci verranno proposte varie scelte per rispondere alle domande e alle situazioni che affronteremo. Ogni scelta andrà a cambiare il corso del gioco.
Ora passiamo alle mie opinioni personali. The Wolf Among Us è ricco di intrighi e misteri. I personaggi del mondo delle favole ci vengono presentati in una chiave molto diversa da quella che conosciamo: la Bella e la Bestia hanno dei problemi finanziari, mentre la Sirenetta è finita a lavorare in un night club. Questi sono solo alcuni esempi di ciò che potrete trovare all’interno del gioco. Lontani dal loro mondo, questi personaggi hanno imparato a conoscere la grigia e non molto fiabesca realtà umana. Questa avventura diventerà via via sempre più coinvolgete e ci calerà nei panni di Bigby, facendoci riflettere su ogni scelta che compiremo.
Per concludere, The Wolf Among Us è un validissimo gioco. Ricco di intrighi, misteri e di una società di favole purtroppo molto più simile a quella umana di come noi potremmo pensare. Vi esorto dunque a recuperare questo titolo e vi segnalo che è disponibile sia per console di vecchia e nuova generazione ed anche per dispositivi mobili.
Vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “ leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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To the Moon

Copertina di To the Moon
Copertina di To the Moon

Creato da Ken Revies Gao, To the MOON è la prima produzione commerciale del suo team di sviluppo di videogiochi indie chiamato Freebird Games e – sviluppato tramite il motore RPG Maker – si presenta come un gioco d’avventura graficamente ispirato ai più celebri Final Fantasy VI, Chrono Trigger e The Legend of Zelda: A Link to the Past.
L’interazione con l’ambiente e con gli altri personaggi è minima. Infatti il personaggio li osserverà oppure li esaminerà automaticamente cliccandoci con il mouse e lo stesso inventario dove collezioneremo oggetti ha infatti un utilità fittizia, visto che nel gioco non ci saranno enigmi da risolvere tramite l’uso di questi ultimi. Inoltre durante la storia ci saranno dei mini-giochi il cui punteggio non andrà ad intaccare il risultato finale.
To the Moon può essere considerato quindi come una sorta di visual novel, un titolo che conta di più sulla trama e sui personaggi. Ora lasciandoci alle spalle la parte tecnica, andrò a parlarvi del gioco seguendo i soliti determinati punti che questa volta saranno: trama, gameplay, critica e sonoro. Subito dopo questi vi esporrò le mie opinioni personali, ma ora senza altri indugi, cominciamo.

Fan Art che ritrae i protagonisti di To the Moon
Fan Art che ritrae i protagonisti di To the Moon

Trama: la storia inizia con l’ arrivo della dottoressa Eva Rosaline e del dottor Neil Watts presso una grande abitazione costruita su una scogliera, nei pressi di un faro. In questa casa vi abita l’anziano Johnny Wyles, ormai vicino alla morte, insieme alla sua badante Lily e a Sarah e Tommy, i figli di lei. I due dottori lavorano per la Sigmund Agency of Life Generation, una società che offre ai suoi clienti la possibilità di esaudire un loro desiderio, attraverso l’impianto di ricordi artificiali.
Dato che questi andrebbero in contrasto con i veri ricordi del paziente, la procedura viene effettuata solo ed esclusivamente se a una persona resta poco da vivere, in modo da garantire una morte serena e senza rimpianti. Eva e Neil hanno il compito di esaudire l’ ultimo desiderio di Johnny: andare sulla luna. Per poter svolgere il loro lavoro, i due hanno bisogno di conoscere il perché di questo strano desiderio. Non riuscendo a reperire informazioni né da Lily né dagli oggetti in casa, i due decidono di entrare nella mente del loro paziente tramite l’ultimo ricordo accessibile. Tuttavia, lo stesso Johnny non ricorda il motivo del suo desiderio. Inizia cosi il viaggio di Eva e Neil attraverso i ricordi di Johnny che porteranno i due a scoprire segreti, ricordi e verità di cui anche il paziente aveva scelto di dimenticarne l’esistenza.

Esempio di Gameolay di To the Moon
Esempio di Gameolay di To the Moon

Gameplay: il gameplay si presenta abbastanza semplice. In ogni ricordo saranno sparsi in giro dei “link mnemonici”, degli oggetti o persone chiave che ci daranno delle piccole sfere di colore diverso. Una volta che ne avremo raccolte cinque passeremo al ricordo successivo dopo un semplice mini-gioco.

Critica: il gioco è stato un successo non solo per i giocatori ma anche per la critica. Esso infatti ha ricevuto molti premi ed elogi tra cui anche il premio “Game of the Year”.

Sonoro: uno dei pregi di To the Moon oltre alla sua splendida trama, è anche l’eccellente colonna sonora, molto lodata dalla critica. Alcune tracce di essa sono su YouTube e hanno riscosso milioni di visualizzazioni.

Ora è arrivato il momento delle mie opinioni personali. To the Moon è uno di quei piccoli capolavori che purtroppo molto spesso in pochi hanno la fortuna di conoscere o giocare. La trama magnificamente studiata riesce a farti entrare nella mente di Johnny, ti porta a voler scoprire il perché di determinati comportamenti e ricordi e ti fa capire che a volte dietro un desiderio c’è molto di più di quello che si vede.
Se vogliamo trovare una morale in To the Moon di sicuro potrebbe essere: i ricordi contano. I ricordi sono quello che siamo, le nostre esperienze belle e brutte, i nostri amori, e soprattutto i nostri desideri. Il gioco ci insegna a non lasciare andare questi ultimi, perché un giorno – anche se non ce lo aspettiamo – anche noi come Johnny potremo vivere i nostri sogni. In conclusione, vi invito a scoprire o riscoprire questo titolo che può regalare tantissime emozioni e anche intrattenere magnificamente.
Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una nuove recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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