Sacro/Profano – Paradiso

Copertina regolare di Sacro/Profano – Paradiso.

Pubblicato da Dentiblù Edizioni, Sacro/Profano – Paradiso è un fumetto creato da Mirka Andolfo. Ultimo volume della trilogia, racconta le vicende di Angelina e Damiano in seguito alla scoperta di una inaspettata gravidanza.

Quando è in arrivo un bambino, i futuri genitori si trovano spesso ad affrontare un gran numero di responsabilità. Ed è così che il nostro satanasso decide di mettere la testa a posto. Comincerà a cercare un lavoro serio, finendo col mettere da parte la sua band ovvero gli Scassaballe, ormai considerata come un illusorio sogno giovanile.

Questa decisione lo porterà in una posizione di conflitto con i suoi amici di infanzia Giuda e Grugno, che si sentiranno un po’ traditi da lui. E, come se non bastasse, i genitori del nostro diavolo sembrano nascondergli qualcosa. Che cosa sarà mai?

Dopo aver accennato la trama, passiamo alle considerazioni personali. Sacro/Profano – Paradiso rappresenta una perfetta conclusione per questa trilogia e i personaggi raggiungono una piena maturità. Angelina si trova a dover affrontare la gravidanza con tutti i suoi pro e i suo contro, finendo a volte per tormentare involontariamente il povero Damiano.

Una tavola di Sacro/Profano – Paradiso.

Quest’ultimo comincia a sentire su di sé il peso delle responsabilità. E’ spaventato dall’idea di diventare padre e spesso si sente un fallito in confronto alla sua amata angioletta. Tuttavia, è disposto a tutto pur di essere all’altezza del duplice ruolo di padre e di marito. Infatti affronta numerose peripezie e molti colloqui per trovare un lavoro serio.

Tutte le sue ansie e le sue paure spariscono nel momento in cui Eden viene al mondo ed è fra le sue braccia. Scopriremo in seguito che è diventato uno splendido marito e un ottimo padre.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, scopriamo il più grande segreto della mamma di Angelina e anche quello dei genitori di Damiano. Ovviamente non farò nessuno spoiler perché preferisco che ve lo leggiate e che lo scopriate da soli.

Ad ogni modo questo volume è esattamente come i due precedenti. E’ ricco di umorismo e, come sempre, le scene rappresentate non sono sempre quelle che sembrano. Spesso sono equivoche e noi lettori finiamo per pensare a cose poco caste e pure, che poi non si rivelano proprio tali.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui e ovviamente vi invito a recuperare questa storia, perché ne vale veramente la pena. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure”.

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Sacro/Profano – Purgatorio

sacro profano purgatorio
Copertina di Sacro/Profano – Purgatorio.

Pubblicato da Dentiblù Edizioni, Sacro/Profano – Purgatorio è un fumetto italiano creato da Mirka Andolfo. Sequel di Inferno, racconta le vicende caste e peccaminose avvenute dopo la proposta di matrimonio.

Angelina ha risposto di sì al gentil satanasso e, forse di conseguenza, si è finalmente concessa a lui. C’è stata così la loro prima notte d’amore e di passione.

Il matrimonio non può organizzarsi da solo, quindi i futuri sposi compiono il primo passo: conoscere i futuri suoceri. C’è chi resterà contento di questa unione e chi ne sarà contrario fino all’ultimo momento.

Riuscirà la nostra coppia a celebrare il loro matrimonio, nonostante gli aspri e i dissapori creatisi in famiglia?

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho acquistato Sacro/Profano – Purgatorio durante una sessione autografi organizzata da Star Shop di Napoli. L’ho letto poco tempo dopo e mi si sono aperti nuovi orizzonti.

Una tavola di Sacro/Profano – Purgatorio dove viene organizzato un incontro fra le due famiglie dei rispettivi sposi.

Questo volume chiarisce un punto fisso di Angelina: il sesso solo ed esclusivamente dopo il matrimonio.

Tutto ha inizio anni prima, quando la nostra angioletta è soltanto una bambina. Sua madre ha una visione molto negativa sulla figura maschile, in quanto è stata abbandonata dal suo amato. Si è trovata così da sola a crescere la sua adorata bambina, facendole da padre e cercando di non farle mancare nulla.

Influenzata da questa sua nuova visione di vita, spinge la figlia a prometterle di non concedersi a nessun uomo, finché quest’ultimo non le chieda prima di sposarla. Soltanto dopo la cerimonia potrà consumare la passione fino ad allora assopita.

Angelina, ingenuamente, glielo promette e questa sua scelta la condizionerà per tutta la vita. La situazione tende a peggiorare, perché sua madre non accetta la sua relazione con Damiano.

Agli occhi della futura suocera il satanasso non è l’uomo giusto per sua figlia. E’ un diavolo per niente di bell’aspetto, senza un lavoro stabile e soprattutto non ha rispettato l’innocente purezza della sua bambina.

Una tavola di Sacro/Profano – Purgatorio, in cui è Angelina a prendere spesso l’iniziativa e chissà come mai.

La reazione di sua madre porterà Angelina a desiderare la famiglia perfetta, quindi cercherà di diventare presto mamma.

Tuttavia, ogni suo tentativo servirà davvero a poco e nemmeno dopo le nozze cambierà qualcosa. L’odiosa suocera si occuperà della celebrazione della cerimonia, ma deciderà anche di rinunciare a sua figlia.

Angelina non ha mantenuto la promessa e, avendo scelto Damiano, non ha rispettato sua madre e la sua volontà.

Questo avvenimento segnerà molto la nostra neo sposa, che già aveva perso suo padre e adesso anche l’unico genitore che aveva.

Nonostante il futuro appaia incerto e abbia paura di mettere su famiglia, il nostro satanasso conforta la sua sposa. Viene così fuori un uomo premuroso, che ama sua moglie e che desidera costruire il suo futuro insieme a lei, però a piccoli passi e senza fretta.

Una tavola di Sacro/Profano – Purgatorio.

All’interno di questo volume conosciamo anche i genitori di Damiano. Sono una coppia affiatata, la cui fiamma passionale non si è mai spenta e anzi spesso si accende anche laddove non sarebbe opportuno, facendo imbarazzare il figlio.

A differenza della madre di Angelina loro approvano questo amore, ritenendo l’innocente e formosa angioletta la donna ideale del loro diavoletto.

Per quanto riguarda l’atmosfera che si respira attraverso le tavole, è praticamente la stessa che già si è percepita nel volume precedente.

E’ una perfetta miscela di comicità e serietà. Non mancano le classiche gag equivocanti e finte porcellose, dove niente è mai come sembra.

Lo stile di disegno morbido e formoso di Mirka Andolfo si sposa perfettamente con questa storia ancora una volta.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure”.

Leggi anche: Sacro/Profano – Inferno

Sacro/Profano – Inferno

Regular Cover di Sacro/Profano – Inferno

Sacro/Profano – Inferno è il primo volume della trilogia creata da Mirka Andolfo e pubblicata dalla Edizioni Dentiblù.
Nato come un fenomeno del web, racconta la storia d’amore fra Angelina e Damiano, rispettivamente un angelo e un diavolo.

La loro relazione amorosa nasce per caso. Durante il concerto degli “Scassaballe” (la band rock di Damiano), il nostro diavolo salta dal palco e atterra proprio sui seni prosperosi della nostra ingenua angioletta.

Damiano è deciso a conquistarla con il suo irresistibile fascino, così da poter mostrare la forza devastante del suo magico arnese. Tuttavia, l’impresa non si dimostra per niente facile, perché non ha messo in conto un piccolo dettaglio: il matrimonio.

Riuscirà il nostro povero diavolo a varcare la soglia dell’angelico paradiso senza doversi per forza sistemare e mettere su famiglia?

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Sacro/Profano – Inferno è un fumetto che ho apprezzato molto, perché racconta una storia d’amore fra un angelo e un diavolo, che non è poi così diversa da quelle che ognuno di noi vive nel mondo reale.

Una delle tavole più belle e che meglio spiega il rapporto fra Angelina e Damiano in Sacro/Profano – Inferno.

Angelina è la classica ragazza pura e casta, un po’ ingenua. Sogna di incontrare il suo principe azzurro, una persona da amare e con cui vorresti condividere la tua intera esistenza.

Damiano, invece, è il classico ragazzo che ama vivere giorno per giorno, seguire il vento ovunque soffi ed essere libero in qualunque sfaccettatura e sfumatura della vita.

Pur essendo così diversi ed incompatibili, fra i due sboccia un amore che diventa sempre più forte col tempo. All’inizio di questa storia il nostro diavolo ha come unico obiettivo conquistare la prosperosa angioletta e portarla a letto.

E’ il classico “sedotta ed abbandonata”, peccato solo che la situazione gli sfugga di mano e passano ben sette anni dal loro incontro.

Sono sette anni in cui il nostro diavolo tiene a bada il suo forcone, impedendo così che profani il primo buco che gli capiti a tiro. Ciò che lo spinge a resistere così tanto a lungo è l’amore che lui prova per Angelina, cosa che comprende dopo un bel po’.

Ed è nel momento in cui raggiunge questa consapevolezza, che decide di fare il grande passo e di chiederle la mano. Aveva sempre rimandato questa cosa proprio per paura di impegnarsi, di mettere su famiglia perché troppo giovane per affrontare un simile avvenire.

Un’altra tavola tratta dal volume Sacro/Profano – Inferno.

D’altro canto Angelina capisce dopo tanto tempo che non occorre arrivare necessariamente nubile al matrimonio per comprendere e constatare le reali intenzioni della persona amata. Comprende gli sforzi fatti da Damiano e decide che è arrivato il momento di entrare in intimità completa con lui.

Mirka Andolfo ci racconta questa storia d’amore attraverso delle tavole disegnate divinamente, con il suo stile così inconfondibile: pulito, morbido e sensuale.
Si, miei cari lettori e mie care lettrici, avete capito proprio bene. C’è tanta sensualità ed erotismo in questo racconto, che non sfocia mai nel volgare e anzi il più delle volte mette in evidenza quanto la nostra mente possa essere maliziosa e perversa.

Ogni episodio nasce e si sviluppa in un certo modo, conducendoci inconsapevolmente a pensare a un determinato epilogo e, quando lo si raggiunge, scatta l’umorismo e la risata perché non avviene ciò che ci aspettavamo realmente. E non mancano ovviamente momenti ricchi di sentimenti e di “pucciosità”.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione su Sacro/Profano – Inferno termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche: Mirka Andolfo

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Drizzit – Le origini

La terza striscia di Drizzit – Le origini.

Pubblicato da Shockdom, Drizzit – Le origini è il primo volume della serie a fumetti “Drizzit“. Scritto e disegnato da Luigi “Bigio” Cecchi, racconta le strambe e divertentissime avventure di un gruppo di avventurieri, sempre alla ricerca di gloria, fama e, perché no, anche di bottini e tesori. In questo primo volume facciamo la conoscenza del nostro protagonista: Drizzit. Elfo oscuro di bassa statura rispetto ai suoi simili e con il cuore e l’anima tipici di una brava persona (se non addirittura di un angelo), si stanca della brutalità e della violenza che dilaga di continuo nella società degli elfi oscuri e decide di abbandonare il regno del sottosuolo. Arrivato in superficie, si scontra con una truppa composta da orchi e, dopo averli sconfitti, fa la conoscenza con un gruppo di avventurieri, composto dal nano Dotto, dalla ladra Katy Brie e dal guerriero Wally. Unitosi a loro, inizia la sua nuova vita come avventuriero (e ne vedrà delle belle).

Il nostro protagonista incontra Dotto, Katy Brie e Wally in Drizzit – Le origini.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho acquistato Drizzit – Le origini sotto consiglio del fidato TN10 durante il Lucca Comics and Games dell’anno scorso e l’ho letto qualche tempo dopo l’evento. Nonostante lo stile del disegno non sia poi così accattivante ed attraente (“Non fare caso ai disegni brutti” mi disse manco a farlo di proposito Bigio quel giorno in cui me lo sono fatto autografare e dedicare), mi ha letteralmente conquistata con il suo umorismo senza senso e con una comicità semplice ed intuitiva. Mi è stato impossibile smettere di leggere, di passare da una pagina all’altra, da una striscia all’altra. Ciò che ho trovato è un fumetto che è nato praticamente per gioco, per prendere un po’ in giro quelli che sono i giochi di ruolo che più o meno facciamo un po’ tutti. Il linguaggio che viene usato è privo di censure, quindi trovate tranquillamente doppi sensi ovunque, per non parlare poi di ciò che definirò come “attributi femminili” (chi vuole intendere, intenda!).

Un esempio del rapporto fra i personaggi e l’autore di Drizzit – Le origini.

Una cosa interessante di questo fumetto è il rapporto tra l’autore e i personaggi. A volte capita che questi ultimi si rivolgano o facciano riferimento a lui, che ovviamente interviene per chiarire ogni eventuale e possibile equivoco come per esempio un buco di trama e così via. Fatto sta che la trama altro non è che un filo che serve a tenere tutto insieme. Infatti si possono leggere i volumi separatamente, anche se è sempre consigliabile leggerli seguendo la cronologia di pubblicazione, così da avere le idee un po’ più chiare qualora ci fosse qualche riferimento a qualcosa che in quel volume non è dato sapere. Se cercate un fumetto non troppo impegnativo e complicato da leggere nel tempo libero, Drizzit – Le origini è ciò che fa al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Pagina ufficiale di Facebook: Drizzit

Kill the Granny 2.0

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Prima pagina del fumetto Kill the Granny 2.0

Se vi trovaste improvvisamente a vivere nei panni di un gatto che è stato castrato dalla sua padrona, che cosa fareste?
Kill the Granny 2.0 è il fumetto che risponde più che bene a questa nostra domanda. Nato da menti geniali e creato dalle abili mani di Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora, racconta la storia di un gatto – credo che appartenga alla razza siamese, a giudicare dall’aspetto esteriore – a cui la padrona ha dato il ben servito: la castrazione. Dal momento che desidera ardentemente la vendetta nei confronti della sua “carnefice”, decide di stipulare un patto con il diavolo in persona. Che contratto potrà mai essere o trattarsi? Tutto è legato a una semplice clausola: se questo gatto riuscirà a uccidere la donna e a dare così l’anima al diavolo, potrà riavere ciò che l’anziana signora gli ha tolto cioè le sue amate palle feline. Ci riuscirà? Spetta ai lettori e alle lettrici scoprirlo, perché ovviamente non ve dirò né adesso, né mai.
E adesso passiamo alle considerazioni personali su Kill the Granny 2.0
Questo fumetto made in Italy è stato una vera rivelazione, una vera sorpresa. Mi era già capitato di vedere qualche disegno o qualche tavola sulla pagina ufficiale di Facebook, in quanto alcune persone che ho fra gli amici lo condividevano.
Quando durante l’edizione di Napoli Comicon di quest’anno sono arrivata davanti allo stand Dentiblù Edizioni e l’ho trovato, ho pensato bene di comprarlo. Nonostante non fossi sicura di questa scelta perché non avevo idea di cosa aspettarmi, ho deciso di rischiare comunque e non mi pento affatto di questa azione. Ciò che ho avuto fra le mani è un fumetto che racchiude una trama ben elaborata, che lascia stupore e sorpresa verso la fine del volume. Ed è stato esilarante vedere quanto questo gatto si sforzi pur di raggiungere il suo tanto bramato scopo. Se ne inventa di cose per eliminare l’anziana signora, peccato che non gli vada sempre bene. Che sia sfortunato? Chi lo sa, starà a voi scoprirlo.
La nostra recensione su Kill the Granny 2.0 termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Pagina ufficiale di Facebook: Kill the Granny 2.0

Homosaurus

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Copertina del primo volume di Homosaurus.

Auto-pubblicato e realizzato dalle abili mani dell’artista Flaminia Spinelli, Homosaurus è un fumetto italiano dedicato a un pubblico piuttosto giovane, ma non mancano ovviamente i così detti “grandicelli” che – esattamente come la sottoscritta – lo hanno apprezzato e non poco direi. Attualmente sono stati pubblicati ben tre volumi – l’ultimo è uscito in occasione del Lucca Comics & Games 2015 – ed è possibile seguire questa produzione attraverso la pagina ufficiale di Facebook oppure al profilo di DeviantArt dell’artista.
Homosaurus è ambientato in un mondo preistorico, dove uomini e dinosauri vivono fianco a fianco e si aiutano a vicenda nella vita di tutti i giorni. Protagonisti della nostra storia sono un umano dalla testa calda di nome Rio e un simpatico e tranquillo – nonché riflessivo – triceratopo di nome Hildeg. Questa coppia, questo duo è in viaggio verso la città di Cratera, dove si terrà la prima parte di un torneo piuttosto importante alla quale desiderano partecipare. E ovviamente hanno l’obiettivo di arrivare primi in classifica e chissà se ci riusciranno … Ad ogni modo è proprio da questo punto che inizia la loro avventura ricca di azione e di scontri, dove incontreranno tanti amici e altrettanti nemici sia umani che con le squame.
E adesso passiamo alle considerazioni personali. Homosaurus è un fumetto alquanto facile e semplice da leggere, in quanto le pagine scorrono l’una dietro l’altra quindi la lettura risulta alquanto piacevole e forse anche un po’ rilassante o almeno così è stato per me. Per quanto riguarda l’aspetto grafico, devo ammettere che mi è sempre piaciuto lo stile di Dalamar – nome d’arte di Flaminia Spinelli – e in questo fumetto dà davvero tutta sé stessa con il disegno. è stata capace di dare dinamicità all’azione, soprattutto nelle scene in cui Rio si trova a dover affrontare i suoi simili sia prima che durante il torneo. E a proposito delle sfide ciò che mi ha colpito molto è stata l’impostazione di queste ultime. A prima vista – e ad un occhio disattento – si direbbe che a lottare siano i nostri amici squamosi, ma non è affatto così. Ad affrontarsi sono gli uomini e le donne, mentre i dinosauri fanno da coach, da istruttori durante la lotta. E che dire delle armi? Sono bellissime e si possono evocare, in quanto sono oloarmi e ognuna di esse ha un proprio nome che spesso rievoca la struttura o comunque com’è fatta.
Ad ogni modo la sottoscritta vi consiglia di non perdere assolutamente questo fumetto italiano, a prescindere se appartenete al pubblico giovane oppure adulto. E questo discorso può valere – si, vale senza ombra di dubbio – anche e soprattutto per chi come me ha sempre amato i dinosauri e il loro mondo ormai perduto. Se poi siete anche amanti dell’avventura e del mistero, sicuramente farà al caso vostro. E poi ci sono anche scene piuttosto divertenti, capaci di strapparvi un sorriso e persino una risata.
La nostra recensione su Homosaurus termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Pagina ufficiale di Facebook: Homosaurus

Profilo DeviantArt: Dalamar89

Antithesis

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Gwen e Xavier, protagonisti di Antithesis.

Realizzato dalla giovane e brillante mente di Jessica Marino, Antithesis è un fumetto on-line a sfondo ambientalista. Improntato sul genere fantasy e fantascientifico, il lettore viene introdotto in un universo alternativo dove la Terra è divisa in due grandi continenti: Hevel e Qayin. Nel primo dimorano coloro che sono una sola cosa con la Natura. Essi hanno imparato a vivere secondo le sue leggi e a rispettarle ciecamente. Conoscono il valore della vita e soprattutto della morte e secondo il loro credo ogni creatura di questo mondo – uomo o animale che sia – ha diritto a nascere e vivere libero come la natura stessa ha voluto. Nel secondo abbiamo l’esatto opposto. Lì dimorano quegli uomini che non si sono adeguati al mondo così com’è. Ciò che la Natura aveva loro da offrire non bastava mai e così, superbi e avidi, hanno avuto l’arroganza di plasmare questo mondo a proprio piacimento e secondo quella che è la loro visione. Ed è così che le fitte foreste e le immense valli lasciano il posto alla pietra e al cemento. Ciò che un tempo era dei colori dell’arcobaleno diventa grigio e tetro e la luce dell’esistenza stessa sembra ormai svanita. Ed è proprio in questo mondo creato dalle stesse mani dell’uomo che avviene quello che può essere considerato come un significativo incontro, forse non a primo impatto ma di sicuro in un futuro prossimo e non tanto lontano. Gwen, abitante di Hevel, si avventura in Qayin con una missione ben precisa: salvare dalla schiavitù i pochi animali selvatici – e non – rimasti e concedere loro la libertà che tanto gli spetta di diritto. Tuttavia, l’incontro-scontro con il ricercato Xavier stravolgerà un bel po’ i suoi piani – ovviamente non sarà la sola ed unica volta – e si ritroverà a vivere una sensazionale avventura alquanto imprevista.
Analizzando attentamente Antithesis, si scopre che questo fumetto riesce a trattare un tema attuale e piuttosto forte – ovvero le problematiche ambientali che affliggono il nostro pianeta ormai da un bel po’ di tempo – con una chiave di lettura a tratti seria e a tratti comica. Già l’accostamento di questi due personaggi così tanto diversi n’è la prova. Ad ogni tavola corrisponde più o meno un deteminato sentimento e punto di riflessione nel lettore. Ci sono dei momenti in cui le loro differenze generano un sorriso e ti fanno pensare o dire “toh ma guarda quanto è ingenua Gwen” oppure “Xavier, ma quanto sei stronzo” ed altre in cui avviene l’esatto opposto. Per citare un esempio, mi si è sciolto il cuore quando il nostro fuorilegge cerca di far prendere sonno alla nostra giovane pro-ambiente, nonostante sia una spina nel fianco e la sembri detestare un bel po’. Ciò che scaturisce da episodi di questo genere è che l’apparenza può spesso ingannare. La nostra protagonista appare come una ragazza ingenua e completamente fuori di testa – per i suoi discorsi pro-natura – agli occhi degli abitanti di Qayin, che imparano presto quanto possa essere micidiale ciò che appare innocente. Stesso discorso può essere fatto sull’altro protagonista, indifferente a tutto ma lo sarà davvero al 100%?

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Antithesis – Da che parte starai?

Riassumendo quanto è stato detto fino a questo momento, Antithesis è un fumetto on-line che sarà sicuramente capace di accattivare il pubblico virtuale con i suoi simpaticissimi sketch e i suoi momenti seri che incitano ad una perfetta riflessione, che è assolutamente e completamente personale. Ognuno è libero di sviluppare ed esporre quella che è la propria idea o teoria su un determinato argomento – in questo caso l’ambiente -, che può essere più o meno condivisa con gli altri in quanto un aspetto importante di quest’opera è la possibilità di scegliere da quale parte stare: Hevel o Qayin? Natura o progresso? A voi spetta la decisione.
Ad ogni modo Jessica Marino è stata capace di sviluppare un’idea che è presente in numerose opere sia del passato che dei giorni nostri, ma ci ha aggiunto quel pizzico in più, quel tocco strettamente personale che rende Antithesis un fumetto unico nel suo genere. Lo stile di quest’artista sembra sposarsi alla perfezione con ciò che viene mostrato all’interno di questa storia e vi confesso che non riesco ad immaginarlo diversamente. La scelta dei colori non è per niente casuale: vivaci (prevalentemente giallo, verde, bianco e una certa tonalità di marrone) per richiamare la serenità di un ambiente che è rimasto al 100% naturale; spenti (grigio, rosso, viola, ecc.) per indicare un luogo artificiale e forse destinato alla decadenza. E tutto ciò si collega ad un perfetto gioco di luci ed ombre. Concludendo, consiglio a tutti voi di dare uno sguardo a quest’opera perché merita davvero e forse anche più di quanto possiamo immaginare. Potete recuperarla facilmente su Facebook nella pagina apposita (vi lascerò il link qui in basso).

Pagina ufficiale di Facebook: Antithesis

Splatter

 

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Copertina del quarto numero di Splatter

Se credete che Dylan Dog sia l’ unico rappresentante del fumetto horror italiano, vi sbagliate. Splatter è una serie mensile di fumetti horror, di genere appunto splatter. Le pagine sono composte nel classico stile del fumetto italiano con storie ad una o due pagine, formate dalle 4 alle 6 strisce per pagina. Le storie vanno da episodi del genere “ai confini della realtà” a quelli di tipo satirico più o meno crudo. A volte vengono offerte anche delle mini-saghe, che in molti casi continuano nei numeri successivi.
Purtroppo in Italia la pubblicazione di questo fumetto è ferma, anche se in America ha riscosso un certo successo, conquistandosi anche fan famosi del calibro di Eli Roth, regista ben noto per film come Hostel e Cabin Fever.
In più a Splatter è stato dato il permesso di creare storie su leggendari personaggi del cinema horror tra cui Michael Myers e Freddy Krueger. Si spera che l’ Italia dia presto il via libera alla sua ristampa e capisca soprattutto che la letteratura horror non va demonizzata come molte volte accade. In conclusione se volete informazioni sul fumetto o sul merchandising ad esso legato, vi invito a visitare il sito www.splatter-comics.it. Detto questo cari lettori vi saluto e vi lascio con questa frase: “leggete con il cuore e pensate con la mente”. A presto.

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