Il Guanto dell’Infinito

Copertina di Il Guanto dell’Infinito.

Il Guanto dell’Infinito (The Infinity Gauntlet in lingua originale) è una miniserie pubblicata dalla Marvel Comics. Scritta da Jim Starlin e disegnata da George Pèrez e Ron Lim, è composta da sei albi in totale.
Di recente è stata pubblicata una ristampa in Italia in occasione della collezione “Le Battaglie del Secolo”.

La Morte ritiene che l’equilibrio dell’universo sia sbilanciato dalla presenza di troppi esseri viventi. Riportato in vita Thanos, gli affida il compito di ristabilirlo.

Per completare la missione e conquistare il cuore della sua signora, il titano sente la necessità di ottenere più potere. E così utilizza il Pozzo dell’Infinito per trovare le Gemme dell’Infinito.

Queste ultime sono state saggiamente separate e ognuna di esse è stata affidata ad un Antico. Per il folle titano non è difficile sconfiggerli e riesce ben presto a recuperarle tutte, acquistando così grande potere.

Per dimostrare alla Morte il suo amore, elimina con uno schiocco di dita metà degli esseri viventi presenti in tutto l’universo. Tale gesto non scompone la sua amata, che capisce di essere stata ingannata e adesso sottomessa a una creatura più potente di lei.

I supereroi rimasti sul pianeta Terra si uniscono ad Adam Warlock per sconfiggere Thanos. Riusciranno nella loro impresa?

Una tavola tratta da Il Guanto dell’Infinito.

Dopo aver parlato di parte della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Il Guanto dell’Infinito è una serie che sono riuscito a leggere grazie alla collezione “Le Battaglie del Secolo“.

Nonostante non sia il genere di storia che più mi attira, devo ammettere che è stato interessante leggere questi due volumi. Ciò che più mi ha affascinato è proprio Thanos.

L’ho visto come l’incarnazione dell’uomo potente, impossibile da abbattere e sconfiggere. Nonostante abbia già tutto questo potere, è insaziabile e ne vuole ancora. E’ un po’ come le persone ricche. Più hanno soldi, più ne desiderano avere altri.

Quando Thanos riesce a recuperare tutte e sei le Gemme dell’Infinito, acquista un potere tale da diventare invincibile. E utilizza quell’enorme potere per conquistare la Morte, di cui lui è completamente stregato.

Peccato che le cose non vadano come da lui sperate e subentra così la follia, il più delle volte incontrollata. E quest’ultima è strettamente collegata a quel potere, che viene rilasciato inconsapevolmente, generando catastrofi di enorme portata.

Sarà questa condizione stessa a permettere ad Adam Warlock e ai supereroi di avere qualche chance di strappargli la vittoria, perché Thanos acquista tanta di quella sicurezza in sé stesso da distrarsi e commettere qualche sciocchezza a suo discapito.

Se amate le storie ambientate nell’universo, Il Guanto dell’Infinito è la serie fumettistica che fa al caso vostro. Se desiderate recuperarla, è possibile grazie al sito della Gazzetta dello Sport.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Avengers vs X-Men

Una delle copertine di Avengers vs X-Men.

Pubblicato dalla Marvel Comics, Avengers vs X-Men è un crossover del 2012. Scritto da cinque sceneggiatori e disegnato da tre disegnatori, è diviso in dodici parti. Ed in essi sono contenuti un prologo, tre atti ed un epilogo.

Racconta la storia di un epico scontro avvenuto fra gli Avengers e gli X-Men. Il motivo? Il ritorno della Fenice sul pianeta Terra. A quanto pare questa entità cosmica è pronta a prendere possesso del suo nuovo avatar: Hope Summers.

Dopo aver citato in breve la trama, entriamo nel vivo di questa recensione. Avengers vs X-Men è ambientato qualche tempo dopo gli avvenimenti di “House of M“, un altro crossover della Casa delle Idee.

L’incantesimo pronunciato da Scarlet ha provocato la decimazione della razza mutante, di cui ne restano effettivamente pochi. Quindi la scomparsa del gene X ha determinato la possibile estinzione dei mutanti, in quanto non si attiva nelle generazioni successive.

Questa triste realtà cambia agli occhi di Ciclope, che ritrova la speranza quando viene a sapere da Cable che Hope è destinata ad essere il nuovo avatar della Fenice. E ciò potrebbe permettere la nascita di nuovi mutanti, se la ragazza riuscisse a controllare quell’enorme potere.

Copertina di Round 12 di Avengers vs X-Men.

Questa prospettiva lo porterà a dichiarare guerra ai Vendicatori, quando si presenteranno sulle spiagge di Utopia. Quest’altro super gruppo ha le sue ragioni per voler prendere in custodia Hope e portarla al sicuro. Temono infatti che la Fenice possa riportare morte e distruzione sul loro pianeta, esattamente come accadde con Jean.

L’impossibilità del dialogo fra le due fazioni porterà solo a peggiorare la situazione. E quando la giovane mutante non riuscirà a legarsi con questa forza cosmica, quest’ultima finirà nelle mani di altri cinque mutanti.

Da qui inizierà poi una sorta di dittatura a contrario, in cui sarà la razza umana ad essere sottomessa. Le cinque Fenici porteranno si pace e prosperità, ma col tempo perderanno il controllo di loro stessi, portando così distruzione e morte ovunque. Si scaglieranno anche gli uni contro gli altri, finché Hope non riuscirà a fondersi con la Fenice. E quando ciò accadrà, la così detta profezia si avvererà.

Ed è in questo clima che mi è stato impossibile schierarmi. Ambedue i super gruppi agiscono in un certo modo, perché spinti e guidati dai propri sentimenti e dalle proprie ideologie. Hope diventa quasi un oggetto di contesa e nessuno effettivamente le si rivolge per sapere ciò che sente e ciò che pensa. Viene tradita a destra e a sinistra da chiunque e sembra che soltanto Scarlet sia in grado di capirla.

Sarà infatti grazie alla donna che la ragazza comprenderà davvero ciò che lei è, diventando così la Fenice Bianca. E sarà sempre grazie alla strega, se lei riuscirà a gestire quel potere e a rilasciarlo, rimediando così agli errori del passato.

Copertina di Round 8 di Avengers vs X-Men.

Ciò che non sono riuscita a tollerare è stato l’atteggiamento di Scott. Comprendo benissimo il dolore che prova per la perdita di Jean e la preoccupazione riguardante la sua specie. Tuttavia, non riesco a giustificare tutto ciò che ha fatto.

E’ vero, quando è entrato in possesso di parte del potere della Fenice, ha cercato di realizzare il sogno del Professor X. Tuttavia, non si è reso conto che un potere di questa portata ha comunque delle conseguenze, se non usato saggiamente.

Lasciando che l’ira lo invadesse, ha permesso alla Fenice di prendere il controllo su di lui. E le conseguenze diventano ben presto catastrofiche. In poche parole ha ripagato l’umanità con la stessa moneta. Ha fatto provare ad essa ciò che i mutanti hanno provato per anni, per intere generazioni.
E lo stesso ragionamento può valere per le altre quattro Fenici, le prime a lasciarsi sopraffare da troppo potere.

Ciò che ho apprezzato invece è l’atteggiamento di Iron Man. L’uomo nell’armatura apprende l’errore commesso con l’arma anti-fenice. Preso dai sensi di colpa, cerca di porre rimedio a tutto questo. All’inizio non vede via d’uscita, ma alla fine riesce a trovare una soluzione.

Per quanto riguarda la realizzazione delle tavole, devo ammettere che il lavoro dei tre disegnatori ha dato i suoi frutti. Le tavole sono dinamiche, ricche di azione ma anche di quiete prima della tempesta. Gioia, dolore, coraggio, paura, tensione sono ben trasmesse grazie anche a un ottimo gioco di colori, luci ed ombre.

Se amate questo genere di storie, Avengers vs X-Men è il crossover che fa per voi. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Fear Itself

Copertina del primo volume di Fear Itself.

Scritto da Matt Fraction e disegnato da Stuart Immonen in collaborazione con Wade Von Grawbagder e Laura Martin, Fear Itself è un crossover con protagonisti principali Thor e Steve Rogers, mentre Tony Stark e Odino fanno da personaggi secondari. Composto da sette volumi e pubblicato dalla Marvel Comics nel 2011 (Panini Comics nel nostro paese), racconta una storia legata ad una leggenda, in cui si afferma che il Serpente tornerà e Thor cadrà nell’affrontarlo.
Tutto ha inizio con Sin, la figlia di Teschio Rosso, la quale insieme a Barone Zemo è alla ricerca di un misterioso martello molto ma molto simile a quello del dio del tuono. Seguendo ciò che suo padre ha scritto in un suo diario, riesce a trovare questo misterioso artefatto e, nel momento in cui prova a sollevarlo, scopre di esserne degna e ottiene così i poteri della dea Skadi.
Sentendo che una strana e misteriosa voce la sta chiamando, decide di seguirla ed è così che trova il luogo in cui il Serpente era stato rinchiuso da Odino anni or sono, dopo che quest’ultimo lo aveva sconfitto. Questo ritrovamento sarà l’inizio di una nuova catastrofe su Midgard e in questa nuova avventura i nostri eroi dovranno superare le proprie paure. Riusciranno a salvare ancora una volta il loro mondo? Spetterà a voi lettori e a voi lettrici scoprirlo.

Copertina del sesto volume di Fear Itself.

Dopo aver accennato parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Fear Itself è un crossover che mi ha letteralmente conquistata, perché prende spunto dalle leggende e dalle storie tipicamente nordiche, che personalmente amo. Partendo da una leggenda in particolare, la Casa delle Idee ha creato questa storia che viene narrata ovviamente con qualcosa di diverso, in quanto sono coinvolti personaggi di ogni genere e si scoprono tante cose, che non hanno nulla a che vedere però con il racconto norreno originale (un esempio è l’identità stessa dell’antagonista ovvero il Serpente).
Per quanto riguarda i personaggi, ho apprezzato molto Thor e Tony Stark. Il primo è disposto a correre il rischio, a far avverare la profezia pur di salvare Midgard e arriva al punto di lottare contro il suo stesso padre, il quale si vedrà costretto a lasciare che suo figlio compia questo infausto destino; mentre il secondo è un eroe che arriva a vendere e a contrattare addirittura la sua stessa dignità pur di avere udienza presso il Padre di Tutto, il quale resterà così colpito da tutto ciò che gli permetterà di utilizzare l’officina di Asgard per creare ogni tipo di arma che occorre per sconfiggere i così detti Valorosi, personaggi buoni e cattivi che sono entrati in contatto con altri sette martelli e sono diventati come una sorta di cavalieri del nostro antagonista, portando così paura e distruzione in ogni angolo del regno. Un personaggio che non ho apprezzato molto è stato proprio Odino, il quale ha pensato bene di fuggire e di lasciare Midgard nelle grinfie di questo pericoloso nemico, con l’obiettivo però di distruggere direttamente questo pianeta perché convinto di risolvere così il problema, allontanando e scongiurando l’avverarsi della profezia riguardante suo figlio. Ha lasciato che la paura di perderlo offuscasse il suo giudizio, finendo così per commettere un errore che poteva essere fatale per tutti i Nove Regni.
A parte la sceneggiatura scritta da Matt Fraction, ho apprezzato molto i disegni di questi tre grandi disegnatori. Ciascuna tavola possiede un’anima, che può essere ricca di azione e di combattimento oppure di sentimenti contrastanti come la paura e il coraggio, la gioia e la tristezza, la calma e l’ira. La colorazione è a dir poco eccezionale e grazie a un perfetto gioco fra le luci e le ombre, sembra quasi di vivere in prima persona questo conflitto e di condividere con ciascun eroe e supereroe le proprie e le altrui paure, oltre che le gioie e i dolori.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Original Sin

Copertina del primo numero di Original Sin.

Scritto da Jason Aaron e disegnato da Mike Deodato Jr., Original Sin è un crossover pubblicato dalla Marvel Comics (Panini Comics in Italia) nel 2014. Di recente è stato nuovamente pubblicato in due volumi – con tanto di descrizione e di presentazione degli autori coinvolti – in occasione del lancio di una nuova collezione (in collaborazione con il giornale La Gazzetta dello Sport) con il titolo “Le battaglie del secolo“.
La storia di Original Sin ruota attorno a un omicidio: Uatu, meglio conosciuto come l’Osservatore ovvero colui che tutto vede e tutto sa senza interferire con il corso degli eventi è stato ucciso e gli sono stati rubati gli occhi. A scoprire il cadavere è Nick Fury, il quale non perde tempo e informa subito gli Avengers dell’accaduto. Mentre questo gruppo dà inizio alle indagini per scoprire l’assassino, un altro gruppo composto da Doctor Strange, Pantera Nera, il Soldato d’Inverno, Moon Night, Ant-Man, il Punitore e Rocket Raccoon ricevono un misterioso messaggio da qualcuno che li conduce in luoghi diversi, dove alcuni eventi sono avvenuti nel passato e forse accadono ancora adesso.
Che cosa significherà tutto ciò? La verità li porterà a scoprire i propri peccati, ma spetta a voi lettori scoprire il come tutto questo avverrà.

Uatu, l’Osservatore protagonista dell’omicidio in Original Sin.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Original Sin è un crossover di tutto rispetto. Jason Aaron è stato capace di scrivere una sceneggiatura con una storia avvincente, ricca di fascino e di mistero oltre che di tanta ma tanta suspance. E tutto è stato reso ancora più perfetto dai disegni, dalle tavole create con brillante maestria da Mike Deodato Jr., il cui stile mi ha profondamente colpita in questa storia.
Pagina dopo pagina mi è stato impossibile distogliere lo sguardo dalla lettura, perché questa storia presenta un’atmosfera e un’ambientazione così cupe, così piene di intrighi e di misteri che è da sciocchi interromperla senza sapere, senza scoprire chi è l’assassino, chi è il personaggio che è stato capace di commettere una simile atrocità verso l’unica creatura in tutto l’universo che non ha mai osato interferire con la storia dei popoli e dei diversi mondi, che non ha mai fatto male praticamente a nessuno (o almeno è ciò che tutti sanno). E ciò che suscita ancora più interesse verso questo avvenimento, è senza ombra di dubbio il movente. Perché? Perché è accaduto tutto questo?
E’ praticamente un giallo e se amate questo genere di storie, Original Sin è il crossover che fa sicuramente a caso vostro e, se non lo avete ancora fatto, cercate di recuperarlo e di aggiungerlo alla vostra collezione.
La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

Leggi anche: Civil War

Civil War

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Copertina del volume di Civil War.

Civil War è un fumetto composto da ben sette volumi – è una mini serie in pratica – ed è stato scritto da Mark Millar e disegnato da Steven McNiven. Pubblicato dalla Marvel Comics, è uno dei maggiori crossover di questa casa editrice statunitense, in quanto riunisce gran parte delle sue testate fumettistiche come per esempio gli Avengers e gli X-Men.
La nostra storia ha inizio a Stamford, in Connecticut. I New Warriors – un gruppo di giovani supereroi – è intento a registrare un nuovo episodio del loro personale reality show e affrontano alcuni super criminali, che si sono nascosti in una casa. Tra questi c’è un certo Nitro che, pur di vincere questo scontro, utilizza le sue particolari capacità e si fa esplodere, causando la morte di seicento persone – tra cui molti bambini di una scuola lì vicina – oltre che dei suoi stessi compagni e dei New Warriors, a cui viene ovviamente data la colpa di questo massacro. Questo episodio causa paura nell’animo del popolo americano, che chiede maggiore controllo e soprattutto sicurezza, affinché catastrofi come questa non possano verificarsi mai più. In oltre questo clima di tensione porta a episodi di violenza verso gli eroi in calzamaglia, tanto è vero che Johnny Storm – la Torica Umana – viene brutalmente pestato e mandato in ospedale in stato comatoso, mentre Tony Stark – alias Iron Man – viene assalito verbalmente da una donna che ha perso suo figlio.
Il governo U.S.A non può restare fermo a guardare, così propone l’Atto di registrazione dei super umani. Si tratta di un documento ufficiale che permetterà di avere tutte le informazioni riguardo ciascun supereroe, regolarizzando così la loro attività anti-crimine. Ed è così che i nostri supereroi si riuniscono presso il Baxter Building, residenza e quartier generale dei Fantastici Quattro per discutere di quanto è accaduto e decidere il da farsi. All’appello manca Captain America, che è stato convocato da Maria Hill sull’elivelivolo dello S.H.I.E.L.D. perché è stato scelto come leader per guidare una squadra che darà la caccia a tutti i supereroi che non vorranno registrarsi. Nonostante la sicurezza nazionale stia molto a cuore all’eroe stelle e strisce, lui si rifiuta perché ritiene che questo Atto di registrazione violi quelli che sono i diritti e soprattutto la libertà di ciascun individuo. Questa scelta lo rende automaticamente un fuorilegge, così si vede costretto a scappare e Tony Stark rassicura la casa bianca che sarà lui stesso a catturarlo e a farlo ragionare.

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I due schieramenti di Civil War.

Ed è da questo punto in poi che si entra nel vivo della storia, che porterà alla creazione di un conflitto senza precedenti con ben due schieramenti capeggiati da due validi leader: Captain America e Iron Man. Chi ha deciso di seguire il primo, è contro l’Atto di registrazione dei super umani; mentre chi segue il secondo, n’è a favore. Effettivamente questi due personaggi rappresentano due diverse correnti di pensiero, ambedue valide a mio avviso e infatti per me è stato impossibile schierarmi. Steve Rogers è un uomo di altri tempi, figlio di un epoca in cui il mondo era minacciato dall’avanzata del nazionalismo dittatoriale tedesco e ha visto le atrocità della guerra con i suoi stessi occhi. Si è sottoposto a un esperimento che lo ha reso un super soldato e si è trovato a indossare i panni di Captain America, difensore del suo paese e soprattutto della libertà dell’intera umanità. Ciò che quell’Atto di registrazione propone va contro tutti i suoi principi e a un certo punto viene da chiedersi per cosa ha lottato fino a questo momento. E’ come se il popolo avesse dimenticato tutto ciò che è stato fatto e soprattutto che gli eroi hanno un’identità segreta forse perché hanno anche loro una vita e qualcuno che amano e che va assolutamente protetto. Tuttavia, ciò che sfugge a Captain America è che il popolo ha paura e non riesce più a tollerare tutto questo. Ha nuovamente bisogno di certezze, di provare un senso di sicurezza che è andato perduto.

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Una scena di Civil War.

E a Tony Stark questo dettaglio non è affatto sfuggito. A differenza di Steve Rogers lui non è un soldato e non ha scelto di diventare un supereroe. E’ accaduto tutto per caso, quando una bomba da lui stesso creata gli è esplosa addosso lasciandogli alcuni frammenti che solo il Reattore Ark che ha nel petto può tenere a bada e impedire che raggiungano il cuore e muoia. Per sopravvivere e proteggersi da un mondo esterno che gli causa paura ed ansia, ha creato questa armatura e lentamente è nato in lui la consapevolezza che poteva fare qualcosa di buono una volta tanto nella vita. Ed è così che è nato Iron Man, questo supereroe in armatura. Tony Stark non è altro che l’uomo moderno, affranto da problemi di natura personale che non sempre riesce a risolverli o a gestirli quindi che cosa fa? Si rifugia nell’alcol, come fanno esattamente molti di noi al giorno d’oggi. E’ un uomo che cerca di redimersi, di porre rimedio a delle scelte sbagliate e quel discorso alquanto violento e pieno di dolore di quella madre in lacrime lo ha scosso così profondamente che non ci ha pensato due volte a firmare dell’Atto di registrazione. A lui è chiaro che i supereroi devono essere controllati dal governo stesso, affinché nessuno di loro possa nuocere a qualcuno perché ubriachi o chissà cos’altro.

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Iron Man e Captain America si affrontano in Civil War.

Ed è per queste ragioni che ho esposto sopra che mi è stato impossibile scegliere da che parte stare, perché ribadisco che entrambi hanno ragione. Sono due punti di vista assolutamente validi, peccato solo che a un certo punto tutto si trasforma in una sorta di “ho ragione io” e si perde di vista l’obiettivo. E’ qualcosa che Captain America probabilmente realizzerà a un certo punto, mentre Iron Man ci metterà un po’ più di tempo del previsto tanto è vero che il nostro eroe a stelle e strisce a un certo punto gli chiederà “n’è valeva la pena?
La nostra recensione su Civil War termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

Giorni di un futuro passato

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Back in Black [2005] – Giorni di un futuro passato.
Giorni di un futuro passato è il titolo che Adrian Tranquilli – autore di tutte le opere che sono state esposte – ha dato alla mostra che è stata inaugurata il giorno 2 aprile 2016 presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Questa notizia ci è giunta da un articolo scritto su Internet – non ricordo esattamente il nome del sito e se non sbaglio si trattava di un giornale online – e da alcune foto che alcuni nostri amici hanno pubblicato sui loro profili di Instagram e Facebook. Ed è stato così che TNIO ed io abbiamo deciso di fare una bella visita a questo museo della nostra città natale e dare un’occhiata a questa mostra, visto che eravamo alquanto incuriositi da tutto ciò che i nostri occhi avevano soltanto intravisto tramite i diversi social network.
Il giorno 3 aprile 2016 ci siamo recati presso il Museo Archeologico Nazionale e dopo aver pagato il biglietto, abbiamo esplorato la struttura da cima a fondo. A quanto pare le opere non erano tutte raccolte e riunite in un’unica stanza o sala, bensì sparse per tutto il museo e ciò ha contribuito al nostro desiderio di avventura e di esplorazione. Non è stato difficile orientarsi – visto che c’eravamo già stati tempo a dietro – e siamo riusciti a trovare tutte le opere di Giorni di un futuro passato. E la vostra domanda adesso è: ma di che si tratta? Bene, miei cari lettori e mie care lettrici, la mostra riguardava il mondo dei supereroi. A giudicare dalla quantità di opere, l’indiscusso protagonista e soggetto principale nell’arte della scultura è stato sicuramente Batman, eroe del mondo DC conosciuto come “l’uomo pipistrello” – detto all’italiana – o “il cavaliere oscuro” come preferiamo definirlo noi. Ovviamente non sono mancate sculture con Spiderman oppure Superman e c’erano anche alcune opere ispirate e dedicate al mondo di Star Wars oppure a quello di V for Vendetta.

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Believe [2001] – Giorni di un futuro passato.
E adesso passiamo alle considerazioni personali.
Giorni di un futuro passato si è presentato come una mostra capace di trasmettere mille e più emozioni, tutte diverse da persona a persona. Se vogliamo, è questo il potere dell’arte: l’immedesimazione, l’introspezione, l’interpretazione ovvero la capacità di leggere tra le righe. Per fare un esempio, l’opera Back in Black – l’immagine che è stata collocata sopra – mi ha trasmesso un senso di decadenza, di caduta verso l’oscurità dalla quale si potrà successivamente trarre forza e rinascere. Sarà che Batman è uno dei pochi eroi del mondo DC che davvero mi piace e mi attira, ma ho apprezzato particolarmente quell’opera. La stessa cosa si potrebbe dire per Believe – l’immagine qui accanto – a cui però devo ancora riuscire a dare un’interpretazione.
Riassumendo quanto è stato detto fino ad ora, ho apprezzato non poco Giorni di un futuro passato e devo ammettere che questa iniziativa mi ha fatto sorridere un bel po’. è raro vedere qualcosa di questo calibro nella mia città, ma ciò non significa che sia impossibile. E chissà forse è soltanto l’inizio di qualcosa di magico, di originale. E in cuor mio spero che in futuro ci siano altre iniziative di questo genere. Ovviamente parlo da ragazza che ama il mondo del fumetto e che da un po’ di tempo ha iniziato a interessarsi anche all’Universo Marvel e DC.
Perfetto, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Kick-Ass

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Una delle copertine di Kick-Ass 1

Diventare un eroe, combattere il crimine, proteggere la propria città, essere in prima  linea per cambiare il mondo. Chi di noi non ha mai fatto questi pensieri, etichettandoli poi come impossibili? Ma se qualcuno non lo avesse fatto, che cosa sarebbe successo? A queste domande rispondono John Romita Jr, che inizia la sua carriera come disegnatore di copertine di alcune ristampe presso la Marvel, e Mark Millar, anche lui disegnatore prima sotto DC poi passato a Marvel. Nel 2008 danno vita alla saga di Kick-Ass, pubblicata dalla Icon Comics (casa editoriale sempre di proprieta di mamma Marvel).
La storia segue le vicende del giovane studente di New York, Dave Lizewski, che, spinto dalla sua passione per gli eroi dei fumetti e dal suo senso di giustizia, decide di diventare un supereroe della vita reale e, dopo aver indossato un costume ed essersi armato di un paio di manganelli, inizia a pattugliare le strade. La sua prima “missione” non si conclude nel migliore dei modi e Dave finisce in ospedale con molte ossa rotte, ma non si arrende e una volta guarito riprende la sua strada da supereroe. La svolta arriva quando un passante, dopo averlo ripreso mentre salvava un ragazzo da una banda di teppisti, carica il video su internet. Dave diventa presto famoso col nome di Kick-Ass e inizia la sua vera e propria carriera da eroe, ma la fama porta con sé anche molti problemi. Infatti diventa un ostacolo per gli affari criminali del boss John Genovese e l’alleanza con gli eroi metropolitani Hit-Girl e Big Daddy, molto più esperti e “risoluti” nei metodi rispetto a lui, non fa che complicare le cose. Stanco di questa situazione, l’antagonista manda suo figlio Chris per le strade a sventare crimini da lui stesso organizzati col nome di Red Mist, nella speranza di attirare Kick-Ass verso questo nuovo eroe. Il piano riesce ed è cosi che Dave si troverà difronte alla sua prima vera lotta per la sopravvivenza.

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Il Colonnello in Kick-Ass2

Nel secondo capitolo della saga vediamo che i nostri eroi pensano alla propria vita. Dave si divide tra la sua attività da studente e la lotta contro il crimine nei panni dell’ormai strafamoso Kick-Ass, mentre Hit-Girl ha più o meno appeso la maschera al chiodo e si trova a dover imparare a comportarsi come una normale dodicenne. Tuttavia, un vendicativo Chis Genovese è ancora in circolazione e si è messo in viaggio per l’Europa dell’est in cerca di mercenari per la sua squadra di supercriminali. Intanto una sera il nostro Dave scopre per caso l’esistenza della Justice Forever, un supergruppo formato da ragazzi che, sentendosi ispirati da Kick-Ass, ha deciso di combattere il crimine sotto la guida del carismatico Colonnello Stars and Stripes, e con sua grande sorpresa il nostro supereroe trova nel gruppo anche due suoi grandi amici: Marty (che ha preso l’ identità di Battle Guy) e Todd (che si fa chiamare Ass-Kicker). La vita scorre tranquilla fino al ritorno di Chris, che ora si fa chiamare “The Mother Fucker” e del suo nuovo gruppo di supercriminali tra cui spicca per la sua brutalità l’ex prigioniera sovietica Madre Russia. Stavolta le cose per Dave si fanno molto più difficili e la lotta per la giustizia porterà non pochè perdite nella sua vita.

 

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Copertina del primo numero di Kick-Ass 3

Arriviamo così all’ultimo capitolo della saga, dove vediamo Kick-Ass e i resti della Justice Forever impegnati nel cercare di far evadere Hit-Girl dalla prigione in cui è stata rinchiusa, anche se i molteplici piani non riscontrano così tanto successo. Questi non sono gli unici problemi, in quanto c’è crisi tra i membri stessi della Justice Forever, visto che uno dei suoi nuovi membri vive e mangia a sbafo nella base e organizza provini per aspiranti membri senza autorizzazione. A peggiorare ulteriormente la situazione arriva Rocco Genovese, zio di Chris e vero “padrino” della famiglia Genovese, che decide di prendere in mano personalmente gli affari riguardanti New York. Intanto in prigione Hit-Girl è seguita da uno psichiatra, che cerca di capire il motivo della sua violenza e prova persino a farla parlare con sua madre, per poi scoprire che quest’ultima è anche più fuori della figlia. Nel frattempo Dave è scoraggiato dai ripetuti fallimenti e ha iniziato ad indossare sempre di meno i panni di Kick-Ass. Durante una delle sue poche ronde conosce Valerie, infermiera che si prende cura delle sue “ferite di routine”, e inizia a frequentarla seriamente. Kick-Ass sembra essere totalmente sparito dalla mente di Dave. Ad ogni modo Il “grande capo” dei Genovese non è l’ unico ad essere entrato in azione: anche Vic Gigante, capo della ormai interamente corrotta polizia, decide che le misere mazzette che Rocco gli passa non gli bastano più e con l’ aiuto di altri sui agenti “sottopagati” forma il gruppo Skull & Bones. Seguendo la fma degli eroi metropolitani, questo gruppo si intasca i soldi di quegli spacciatori e malavitosi che finge di fermare. Rocco è stanco di tutti questi “idioti in maschera” e ordina ai suoi uomini di freddare all’istante chiunque porti una maschera. Tutti questi eventi ci porteranno verso un epico finale ricco di redenzioni – che sembravano impossibili – e personaggi che crescono e maturano e forse anche verso una vita serena per il nostro protagonista. Per concludere, Kick-Ass racchiude in sé una morale? Assolutamente si! Questo fumetto ci suggerisce che non dobbiamo mai starcene fermi e zitti, come se non vedessimo il male che abbiamo intorno, tanto è vero che sulle copertine “variant” della saga – una volta collezionate tutte – vedremo formarsi la scritta “Evil prevails when good men do nothing” (lettaralmente: il male prevale quando l’ uomo buono non fa niente). Non dobbiamo per forza vestirci con un costume per aiutare il prossimo, perché anche facendo cose normali (che molto spesso la gente etichetta come inutili tipo il lavoro che Dave sceglie di intraprendere nel finale) possono fare la differenza. Detto questo cari lettori concludo questa mia recensione della saga di Kick-Ass. Ho cercato di fare meno spoiler possibili, omettendo anche particolari che lascio a chi desidera recuperare l’opera in questione. Allo stesso tempo ho cercato di fornire un esauriente racconto per quelli che magari si sono fermati ai film o ai primi episodi. Vi lascio con la frase che è un po il mio motto: “leggete con il cuore, pensate con la mente”. A presto ad una nuova recensione.

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