Full Bloom Darling

Full Bloom Darling è un manga di genere yaoi creato da Kotetsuko Yamamoto. Pubblicato dalla Casa Editrice Taiyo Tosho, racconta la storia d’amore fra Takashi e Haruhiko.

La coppia lavora in un negozio di fiori. Nonostante siano in un ambiente lavorativo, Haruhiko coglie sempre l’occasione per “molestare” l’ignaro e amato Takashi. Quando ciò accade, quest’ultimo cerca sempre di resistere alle attenzioni che riceve dal suo capo.

Quando sono da soli a casa invece, ha spesso la tendenza a scappare dalle sue grinfie. Il motivo? Ha paura. Per lui è un’esperienza nuova e finisce spesso per lasciarsi condizionare da ciò che ha sentito dire in giro. Tuttavia, si farà coraggio e si fiderà finalmente dell’uomo che ama, abbandonandosi completamente a lui in una notte di passione.

Questo evento sarà soltanto la punta dell’iceberg, perché le cose si faranno più interessanti con la convivenza. E’ in questa occasione che la coppia affronterà nuovi problemi e nuove difficoltà.

I due protagonisti di Full Bloom Darling.

Full Bloom Darling ci presenta il concetto di coppia con i suoi pro e i suoi contro nella vita quotidiana.

Haruhiko e Takashi sono due persone assolutamente diverse a partire già dall’età. Il primo è un uomo adulto, che ha già fatto un bel po’ di esperienze in generale nella sua vita e adesso gestisce anche un negozio di fiori; il secondo, invece, è un giovane uomo che comincia ad affacciarsi al mondo degli adulti.

L’inesperienza genera spesso insicurezza e paura nei confronti delle novità. Tuttavia, queste ultime vengono poi superate proprio grazie ai gesti oppure alle parole di Haruhiko, che dimostra una sicurezza tale da riuscire poi a convincere Takashi ad affrontare ciò che lo spaventa. Lo invita, per esempio, a prendere lui l’iniziativa.

E’ chiaro che, dalle situazioni che si creano, nasce spesso il confronto fra loro due, che finisce per sfociare nel romanticismo e nel sentimento più puro. Ovviamente non mancano i momenti erotici così come quelli comici.

Se state cercando una storia d’amore omosessuale da leggere, questo manga potrebbe fare al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Non mi farò coinvolgere

Copertina di Non mi farò coinvolgere.

Non mi farò coinvolgere è un manga di genere yaoi creato da Kou Yoneda. E’ stato pubblicato sulla rivista Craft dalla Taiyoh Tosho. In Italia è arrivato grazie alla Flashbook Edizioni.

Racconta la storia d’amore tra un dipendente e il suo datore di lavoro. Quando Shima viene assunto in una nuova azienda, il primo incontro col suo nuovo datore di lavoro non è proprio dei migliori: Togawa è di ritorno da una serata di baldoria e si presenta con i postumi dell’alcol.

Nonostante sia un uomo amichevole, è invadente e ha dei modi di approcciare molto grossolani. All’inizio Shima è insofferente a tutto questo ma, ad un certo punto, cerca di prendere e mantenere un po’ le distanze sia verso di lui che verso tutti gli altri colleghi a causa del suo passato.

Tuttavia, passa il tempo e il nostro nuovo dipendente finisce per innamorarsi del suo datore di lavoro. Infatti, quando Togawa lo invita a cena, lui non rifiuta questa volta. Com’è senz’altro prevedibile in questo genere di racconti, i due finiscono a letto insieme e da lì comincia la loro frequentazione anche fuori dal lavoro. Questa relazione sarà destinata a durare?

Una pagina di Non mi farò coinvolgere.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Non mi farò coinvolgere è un manga che mi è piaciuto sin da subito e l’ho trovato anche un po’ più maturo rispetto ad altre cose che ho letto.

Shima è una persona introversa, che difficilmente si esprime e si apre verso gli altri. Ha anche difficoltà a fidarsi di chiunque e tutto questo è dovuto principalmente a ciò che è avvenuto prima di essere assunto in questa nuova azienda.

Gli è infatti difficile pensare che un eterosessuale come Togawa possa realmente provare dei sentimenti molto forti per lui, che vanno al di là del semplice rapporto sessuale. Secondo il suo punto di vista lui prima o poi si scoccerà e lo abbandonerà com’è già successo in altre circostanze. Inoltre non potrà mai dargli la famiglia che lui vorrebbe.

Cerca quindi di non farsi coinvolgere troppo da questa storia e arriverà pure a troncarla pur di proteggersi da qualcosa che in questo caso non esiste, se non nella sua testa. E pagherà amaramente la sua decisione.

Per quanto riguarda Togawa, è un personaggio che ho amato tantissimo. E’ stato bello vedere un eterosessuale approcciare con una persona del suo stesso sesso, finendo per innamorarsene. Non si è fatto nessuna domanda e nessun problema al riguardo. Le cose sono andate così e a lui sta bene.

Se amate questo genere di storie o lo yaoi in generale, vi consiglio di recuperare questo manga. E’ un unico volume, quindi il vostro portafoglio non ne risentirà più di tanto. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Yuria Type 100

Copertina del primo volume di Yuria Type 100.

Yuria Type 100 è un manga di genere fantascientifico, ma è anche una commedia romantica. Scritto da Shigemitsu Harada e disegnato da Nobuto Hagio, è conosciuto in Giappone col titolo Yuria Hyaku-shiki.
Pubblicato dalla casa editrice Hakusensha, è composto da dodici volumi in totale. Attualmente sette di essi sono arrivati in Italia grazie alla Magic Press Edizioni.

Questo manga racconta la storia di Yuria, una normalissima ragazza. O almeno così sembra.
E’ l’anno 20XX quando il dottor Akiba crea una nuova bambola gonfiabile robotizzata, affinché fosse identica a una donna vera. Nasce così la nostra protagonista. Per diventare il proprietario di questo giocattolo sessuale, bisogna effettuare la registrazione. Come? Penetrandola naturalmente.

Quando Yuria capisce le reali intenzioni del suo creatore, scappa via dal laboratorio. Viene trovata mezza nuda per strada e salvata da un cane che cercava di accoppiarsi con lei. Il suo salvatore è Kubo Shunsuke, un ragazzo che lavora per mantenere i suoi studi, che la invita a stare a casa sua.
All’inizio la nostra protagonista non si fida molto di lui, perché pensa che possa avere qualche secondo fine. Tuttavia, col passare del tempo imparerà a conoscerlo e finirà per sentire qualcosa per lui.

Copertina del secondo volume di Yuria Type 100.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. E’ stato il fidato TN10 a consigliarmi la lettura di questo manga e devo ammettere che mi ha incuriosito parecchio, nonché colpito.

E’ un seinen spassoso dalla prima all’ultima pagina. Yuria incarna perfettamente le fantasie sessuali maschili ed è programmata per soddisfarle. Ciò che suscita il sorriso è proprio la sua natura di bambola sessuale. Ogni minima cosa le può far uscire il sangue dal naso oppure entrare inconsapevolmente in una determinata modalità.

Questa sua natura mette in seria difficoltà Shunsuke, il quale viene più volte molestato da lei soprattutto durante la notte. E proprio quando c’è il rischio di raggiungere il massimo del piacere e di diventare praticamente sua, lui la ferma utilizzando le sue conoscenze nella lotta, mettendola così K.O. per un po’.

Ciò che spinge il nostro bel giovane a non cadere in tentazione è l’amore che prova per Maria, la sua ragazza nonché promessa sposa. Tuttavia, col passare del tempo la situazione potrebbe cambiare (o forse degenerare?) e lui potrebbe scoprire di provare qualcosa verso la nostra protagonista.
Riuscirà a resisterle ancora, pur di restare fedele alla sua storica amata? E il dottor Akiba riuscirà invece a riprendere Yuria e a farla sua?

Per scoprirlo, correte nella vostra fumetteria di fiducia e compratelo. Tranquilli, non passerete per sporcaccioni. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Gangsta.

Copertina del primo volume di Gangsta.

Pubblicato dalla casa editrice Shinchosha, Gangsta. (Gyangusuta in lingua originale) è un manga di genere seinen, creato dal mangaka Kohske. Arrivato in Italia grazie a Planet Manga, è ambientato ad Egastulum e la storia ruota attorno a tre personaggi: Worick Arcangelo, Nicholas Brown e Alex Benedetto.

Dopo questa breve introduzione entriamo nel vivo della recensione. Gangsta. è un manga che ho conosciuto grazie ad un’amica e scrittrice in questo sito. L’ho letto quando mi ha ospitato a casa sua durante l’edizione del Lucca Comics and Games 2015. E ricordo che mi ha entusiasmata così tanto che la convinsi a ruolare i due personaggi principali.

La storia proposta da questo manga è ricca d’azione, ma presenta anche elementi legati al mistero e, perché no, anche al mondo sentimentale.

Come suggerisce la parola stessa Egastulum è una città maledetta, dannata. Fu creata per contenere i mercenari e successivamente divenne anche una prigione per i Twilight. Chi sono costoro?

Nicholas Brown, il Twilight protagonista di Gangsta.

Sono uomini e donne che hanno particolari abilità, che li rendono diversi dalle persone normali. E queste abilità sono dovute dall’assunzione di un farmaco chiamato “Celebrer“, che è diviso in due tipologie:

  • downer, che inibisce e diminuisce le capacità speciali del Twilight, generando un senso di spossatezza;
  • upper, che, invece, le amplifica.

Questo farmaco fu inventato in tempi di guerra per rendere invincibili i soldati e i mercenari. Tuttavia, venne presto alla luce un importante effetto collaterale: creava praticamente dipendenza in chi l’assumeva. E l’utilizzo di quest’ultimo a lungo andare portava a una diminuzione della durata della vita.

Qualora un Twilight venisse al mondo da un padre o da una madre utilizzatori del Celebrer, nascerebbe con un’anomalia fisica oppure psichica più o meno grave. Nicholas Brown, per esempio, è sordo dalla nascita e spesso comunica appunto con il linguaggio dei segni.

La Razza del Crepuscolo si riconosce subito, perché ogni individuo porta al collo delle piastrine militari. Lì sono incisi oltre al nome e al cognome anche il livello di appartenenza: D, C, B, A ed S. A queste lettere sono associati dei numeri che vanno dal 5 allo 0. Essendo in ordine crescente, ciò significa che i livelli A ed S sono i più pericolosi, soprattutto se ad essi è associato il numero 0.

A dare loro la caccia, sono gli Hunter. Nessuno sa esattamente chi essi siano, ma si sa per certo che anche loro sono persone con abilità particolari. Sono infatti capaci di tenere testa ai Twilight, arrivando persino ad eliminarli letteralmente.

I tre personaggi principali di Gangsta.

Per quanto riguarda Egastulum, è una città dove le forze dell’ordine non hanno la capacità necessaria per far rispettare la legge. A mantenere l’ordine e il fragile equilibrio in questo mondo fatto di paura e di violenza, sono tre famiglie mafiose: i Monroe, i Corsica e i Cristiano. Sono questi tre clan a contendersi i territori, equamente suddivisi da un patto che prevede anche il tipo di attività che ogni famiglia deve gestire.

Ed è in questo ambiente che i nostri tre protagonisti si muovono. Worick e Nicholas sono conosciuti come “Benriya“, ovvero i Tuttofare. Non facendo parte di nessun clan, agiscono per conto proprio e svolgono il lavoro sporco per chi li commissiona. Alex è invece una ex-prostituta, salvata proprio dai Tuttofare, e adesso lavora per loro come segretaria.

Sono tre personaggi totalmente diversi eppure formano un trio a dir poco fantastico. I due uomini sono gli esatti opposti l’uno dell’altro e pare che ci sia un passato in comune. La donna, invece, ha un passato doloroso alle spalle e adesso cerca di fare comunque del suo meglio. Un esempio è il suo desiderio di imparare il linguaggio dei segni, così da poter comunicare meglio con Nicholas.

Per concludere il discorso fatto fino ad ora, consiglio a tutti voi di recuperare questo manga perché ne vale davvero la pena. La nostra recensione su Gangsta. termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Tokyo Ghoul

Copertina del primo volume di Tokyo Ghoul
Copertina del primo volume di Tokyo Ghoul

Scritto e disegnato da Sui Ishida, Tokyo Ghoul è un manga di genere seinen e oltre alla storia principale ci sono anche un prequel intitolato Tokyo Ghoul: JACK ed un sequel con il titolo Tokyo Ghoul: re. Senza ulteriori ed altri indugi, adesso vi parlerò della trama e successivamente vi dirò la mia opinione.
A Tokyo si verificano una serie di strani e cruenti crimini dovuti alla presenza dei ghoul, mostri dalle sembianze umane che si cibano esclusivamente di carne umana.
Ken Kaneki è uno studente universitario con l’hobby della lettura e un giorno conosce in un bar una ragazza di nome Rize. Quest’ultima con un pretesto attira il ragazzo in un luogo isolato e lì lo aggredisce, rivelando così la sua vera natura di ghoul. Tuttavia, prima di poterlo divorare, muore colpita da una serie di travi d’acciaio, che precipitano da un edificio in costruzione nei paraggi. Ken viene portato d’urgenza in ospedale dove il chirurgo della sua operazione, in un gesto disperato, decide di trapiantargli proprio gli organi di Rize. Sopravvissuto all’attacco, il ragazzo presto inizia a rendersi conto di essere diventato un mezzo-ghoul in una città piena di questi esseri e dove ciascuno di essi per mangiare e quindi sopravvivere, deve guadagnarsi (anche con la forza) il proprio “territorio di caccia”.

Ken Kaneki, Protagonista di Tokyo Ghoul
Ken Kaneki, Protagonista di Tokyo Ghoul

Ora veniamo a noi. Tokyo Ghoul è un manga dalle tematiche e dalle atmosfere cupe e ogni pagina ci trasporta nel mondo di questi esseri chiamati ghoul. Capitolo dopo capitolo insieme a Ken impareremo a conoscere e a volte anche a temere questi esseri.
Ci capiterà di scoprire che questi ultimi sono spesso più umani di qualunque e comune essere umano e che non sono esattamente come pensiamo che siano in realtà.
In conclusione vi consiglio di recuperare Tokyo Ghoul e le opere precedenti e successive, qualora siete amanti e fan delle storie cupe, a tratti violente, ma anche molto profonde.
Vi invito inoltre a guardarne l’anime (diviso in due serie) che è stato tratto da questo manga.
Detto questo, vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Wolf Guy

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Disegno introduttivo del capitolo undici di Wolf Guy.

Wolf Guy è un manga che appartiene alla categoria seinen ed è composto da ben dodici volumi pubblicati dalla Akita Shoten, JPOP nel nostro paese. Creato da  Yoshiaki Tabata e Yuki Yogo, è una rivisitazione più violenta e cruda di una pubblicazione precedente e racconta la storia di Akira Inugami, un ragazzo misterioso e problematico che dopo essere stato espulso dall’istituto privato, comincia a frequentare la scuola comunale Hakutoku dove insegna la signorina Aoshika, ovvero la sua nuova insegnante.
Con il suo arrivo in questo nuovo istituto cominciano già i problemi, in quanto la sua classe è governata da un certo Dou Haguro, figlio di un dirigente di un potente clan mafioso. Già il primo giorno il nostro protagonista provoca uno scagnozzo di questo boss scolastico e quando lo attacca, lui si scansa semplicemente e lascia che cada da solo sul proprio coltello, ferendosi gravemente. Questa provocazione e questo affronto non sono ben graditi da Dou Haguro, che organizza un’imboscata sul tetto dell’istituto con lo scopo di dare inizio a uno scontro mortale, peccato che non andrà secondo i suoi piani perché Akira Inugami mostrerà una resistenza ai colpi e un senso di fierezza legati al suo segreto.

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Il protagonista e l’antagonista di Wolf Guy.

Wolf Guy è un manga che racchiude quella che è una tipica storia fantasy, dove il protagonista è una creatura che appartiene al mondo del sovrannaturale, a un mondo non reale ma immaginario nella nostra mente. E’ da considerarsi adatto ad un pubblico adulto – non è un caso che sia targato come seinen e non come shonen oppure shojo – e lo sconsiglierei ai minori e soprattutto a chi è debole di stomaco, perché il tema della violenza e anche dell’atto sessuale ne fa praticamente da padrone.
Devo ammettere che questo stile, che i disegni di Yuki Yogo sono a dir poco fantastici. Si tratta di un manga assolutamente realistico, soprattutto nella realizzazione degli animali e dei paesaggi. E che dire degli uomini e delle donne? Trasmettono delle emozioni e delle sensazioni anche con un semplice sguardo. Si respira tensione, paura, eccitazione e si arriva a provare anche un senso di disgusto in alcune scene, soprattutto quelle che trattano la così detta violenza carnale, ovvero quella sessuale nei confronti delle giovani donne. E’ come se Wolf Guy ti mettesse davanti ciò che accade nel nostro mondo tutti i giorni o quasi. Come dicevo prima, è realismo misto a fantasy. E’ qualcosa di reale, ma al tempo stesso non lo è. E’ un po’ difficile da spiegare, ma spero di essere riuscita nell’impresa. Per saperne di più, per scoprire che cosa accade ad Akira Inugami e a tutti i personaggi che entrano in contatto con lui, vi consiglio di recuperare quest’opera perché non ho voluto svelare tutta la trama. Che gusto c’è se vi raccontassi tutta la storia?
La nostra recensione su Wolf Guy termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia.

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Amore senza frontiere

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Copertina ufficiale italiana di Amore senza frontiere.

Realizzato da Ayano Yamane, Amore senza frontiere è un manga destinato a un pubblico adulto perché rientra perfettamente nella categoria yaoi, in quanto tratta storie – erotiche aggiungerei anche – sulle relazioni omosessuali.
La storia ruota attorno a Ranmaru Omi, figlio di un boss yakuza, che si trova su una nave da crociera in Italia in occasione delle sue nozze con la bellissima Kaoru Omi, anch’ella figlia di un leader di un altro clan. A fine cerimonia i novelli sposi finiscono per litigare – invece di trascorrere una notte di amore e di passione – e il nostro protagonista viene letteralmente sbattuto fuori dalla stanza. Adirato ed innervosito da questa questione, Ranmaru decide di trascorrere il resto della serata al bar ed è proprio in tale occasione che conosce Alberto Valentino, soprannominato “Al”, un affascinante uomo italiano dai capelli biondi ed occhi azzurri, che sembra conoscere un bel po’ di cose sullo splendido e misterioso paese del sol levante oltre che la lingua parlata lì ovviamente. Come si conclude la serata? Non è difficile da immaginare: finiscono a letto. Da questo evento ha inizio un’avventura caratterizzata da momenti esilaranti – capaci di strapparvi un sorriso e persino una risata – ed altri più seri e abbastanza riflessivi in certe circostanze. Per chi ama e apprezza questo genere di storie e soprattutto per il gentil sesso non mancano certamente le scene hot – suvvia ammettiamolo che leggiamo yaoi solo per questo!

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Immagine illustrativa di Amore senza frontiere.

Per quanto riguarda l’ambientazione ho apprezzato molto la scelta di Ayano Yamane. In ogni manga che ho letto di questa categoria la storia si è sempre svolta nel paese del sol levante ovvero in Giappone, ma in questo caso i personaggi si muovono in uno scenario completamente diverso: l’Italia. Ebbene si, ho visto il mio paese – oddio non pensavo di essere patriottica! – all’interno di un fumetto giapponese. Ciò mi ha lasciata sorpresa, ma ho sorriso quando ho visto con quanta minuziosità questa mangaka aveva realizzato ogni singolo paesaggio. Non c’è che dire, ci complimentiamo con lei, signorina Ayano Yamane. E che dire del cast ovvero dei personaggi? Li ho amati tutti, in particolare modo il nostro Al. Non solo l’ho visto come il classico principe azzurro, ma mi sono completamente immedesimata in lui. è un italiano che prova interesse per un paese straniero a tal punto da innamorarsene perdutamente. è un po’ ciò che succede alla maggior parte di noi o sbaglio?

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Immagine illustrativa di La guida dell’amore.

Ad ogni modo Amore senza frontiere contiene anche una storia extra, intitolata “La guida dell’amore”. Hirotaka Takaoka è un uomo completamente dedito al suo lavoro di scienziato – è un topo da laboratorio in pratica. Finito per restare single, sotto incitamento di sua madre decide di presentarsi a un’agenzia di appuntamenti, così da avere la possibilità di conoscere la donna perfetta per lui. Ad affiancarlo e soprattutto ad aiutarlo ci sarà Yoshizawa, un giovane impiegato dell’agenzia completamente dedito al suo lavoro come consulente. Il destino vorrà che i due provino attrazione l’uno verso l’altro e – come avviene nella maggior parte di questo genere di storie – finiranno per innamorarsi e ovviamente a cedere alla passione.
Personalmente Amore senza frontiere mi è piaciuto e non poco direi, quindi consiglio a chi apprezza questo genere di storie – e soprattutto alle yaoiste – di procurarsi questo manga. Leggerlo, arricchirà la vostra collezione di racconti erotici e passionali e chissà magari potrà anche ispirare qualche storia o disegno di vostro pugno. E ricordate: “chi sogna, viaggia”. A presto con una nuova recensione.

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Wolf’s Rain

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Kiba, il lupo bianco protagonista di Wolf’s Rain.

<< Il Rakuen, sicuramente non esiste in nessun posto. Ai confini del mondo non c’è nulla. E per quanto si cammini non si fa che proseguire sulla stessa strada. Ma allora perché un così forte impeto mi pervade? Sento una voce che dice “Dirigiti al Rakuen”. >>

Così il lettore è introdotto nel mondo di Wolf’s Rain, manga e anime realizzato da Keiko Nobumoto e pubblicato dallo studio Bones. Riconosciuto come seinen, quest’opera è ambientata in un mondo simile al nostro dall’atmosfera steampunk, visto che allo stato di povertà e di decadenza si affiancano tecnologie avanzate e tipicamente fantascientifiche con oggetti che risalgono all’epoca medievale.
La trama ruota attorno a un tema principale: il viaggio, visto sotto molti aspetti. Nel nostro caso riguarda la speranzosa ricerca di un luogo leggendario, chiamato Rakuen. Secondo quanto viene affermato nel libro della luna (che è stato proibito dal governo stesso), soltanto i lupi possono accedere a questo luogo sacro, che a loro può garantire la pace eterna. E proprio quattro lupi sono i protagonisti di questa storia. Mossi da un antico richiamo, lasceranno uno dei pochi insediamenti umani (Freeze City, per essere precisi) dove è ancora possibile sopravvivere per mettersi in viaggio e cercare Cheza, la fanciulla del fiore frutto della scienza umana. Lei sarà la chiave che lì condurrà al Rakuen.

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Kiba e Tsume, personaggi principali di Wolf’s Rain.

Analizzando attentamente l’opera in ogni suo minimo particolare, è possibile notare quanto sia ricca di elementi che conducono il lettore al tema della vita e della morte, a cui si collega anche quello della rinascita e della sopravvivenza della specie. L’ambiente, infatti, è stato realizzato con una certa minuziosità, affinché fosse assolutamente ben percepibile lo stato di decadenza a cui questo mondo va sempre più incontro. Non è un caso se città come Freeze City diventano desolate e a poco a poco sono ricoperte dal ghiaccio, segno che suggerisce l’avvicinarsi di un ulteriore e nuova glaciazione, fenomeno naturale che causerà l’estinzione della flora e della fauna. A dare maggiore forza al mondo dei caduti, alcuni personaggi secondari (sia umani che lupi o persino altri animali) mettono a dura prova i nostri protagonisti, invitandoli più volte ad arrendersi all’evidente destino di questo mondo e di rinunciare così ai propri sogni, in questo caso alla ricerca del Rakuen. Tuttavia, questa interazione spesso provoca una sorta di rinascita dello spirito, una riscoperta di sé stessi e un’ulteriore crescita da ambedue le parti. Per citare un esempio, nel quinto episodio dell’anime (Lupi decaduti) il quartetto incontra un branco di lupi, guidato da Zali. Esattamente come Kiba, quest’ultimo era partito alla ricerca del Rakuen insieme al suo branco, ma ci ha rinunciato dopo aver visto cadere molti compagni davanti ai suoi occhi. Da quel giorno lui e i suoi seguaci vivono in questa città, lavorando al fianco degli uomini e pagando un caro prezzo per sopravvivere. L’incontro col giovane lupo bianco risveglierà in lui l’orgoglio perduto. La stessa cosa accade anche con Cher e Hubb, rispettivamente scienziata e ispettore di polizia. In passato erano felicemente sposati, ma qualcosa cambiò fra loro due e divorziarono. Intraprendendo un personale viaggio, riscopriranno sé stessi e finiranno col riconciliarsi.

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Kiba, Toboe, Tsume e Hige sono i quattro lupi che decidono di affrontare questo viaggio in cerca di Cheza e del Rakuen in Wolf’s Rain.

A questo punto sembra chiaro che il tema del viaggio non è inteso semplicemente come lo spostamento di un corpo da un luogo a un altro, ma anche come una fase di perfetta e personale introspezione a cui nessun personaggio è assolutamente immune. A proposito di personaggi, è giusto spendere qualche parola su di loro. Come è stato detto in precedenza, i protagonisti sono ben quattro lupi:

Kiba, il lupo bianco dal cuore perfettamente puro e dal forte orgoglio nei confronti della sua specie. Sembra avere un particolare feeling con la fanciulla del fiore, ma ciò resta avvolto nel mistero per ora;

Tsume, il lupo grigio dall’indole fortemente indipendente e solitaria, con un carattere al quanto scontroso ed arrogante;
Hige, il lupo marrone dall’insaziabile appetito e dalla forte curiosità, sempre in cerca di leggiadre fanciulle lupesche e di una futura compagna;
Toboe, il lupo rosso nonché mascotte del gruppo. Ha uno spiccato amore e una cieca fiducia nei confronti dell’uomo, visto che è stato allevato da un’anziana signora quando era solo un cucciolo.

A questo quartetto si aggiungeranno nel corso del viaggio Cheza, ovvero la già citata fanciulla del fiore, e Blue, il cane-lupo di Quent Yaiden, un ex-sceriffo che dà la caccia ai lupi per vendetta. A parte lui come personaggi umani abbiamo i già citati Cher Degre e Hubb Lebowski e in più tre nobili ossia Darcia III, Lady Jagara e Amona. Esattamente come è stato fatto con l’ambiente, ciascun personaggio è stato realizzato in ogni minimo dettaglio, affinché si muovesse all’interno di questa storia seguendo quelle che sono i sogni, le ideologie, curiosità, pensieri e istinti. E tutto ciò partendo dal loro passato. Nulla avviene per caso e tutto sembra collegato, come se fosse già stato scritto da qualcuno. Possiamo chiamarlo Destino, Fato ma non lo sappiamo con certezza. Si parla addirittura di una precedente vita.

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Tutti i personaggi principali di Wolf’s Rain.

Riassumendo quanto è stato detto fino ad ora, Wolf’s Rain non è un manga/anime da prendere alla leggera. Trattandosi di un seinen, prende in esame tematiche piuttosto forti e forse anche molto filosofiche e presenta qua e là messaggi ed insegnamenti sottoforma di metafore. Parlando con tutta onestà, sono riuscita solo a guardare l’anime (composto da ben 26 episodi + 4 OAV che lo concludono) mentre il manga lo devo ancora recuperare. Mi è capitato di leggere qualche scan (solo il primo capitolo per essere precisi) e posso dirvi che l’ho trovato abbastanza scorrevole, forse quanto l’anime stesso. Riguardo al disegno, vi confesso che ho apprezzato molto lo stile di questa mangaka. Mi è sembrato preciso, dinamico ma soprattutto chiaro. Ad ogni modo consiglio a tutti e soprattutto a chi ama le storie con i canidi di leggere il manga oppure di guardare l’anime, in quanto a mio modesto parere merita davvero.
La nostra recensione su Wolf’s Rain termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Axis Powers Hetalia

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Una delle tante copertine con i personaggi principali di Axis Powers Hetalia.

Axis Powers Hetalia (scritto a volte Hetalia Axis Powers) è un manga ideato e realizzato da Hidekaz Himaruya. Pubblicato inizialmente sul sito dell’autore stesso ovvero Kitayume, acquista presto fama e suscita l’interesse della Gentosha Comics. Il primo volume esce in forma cartacea nel mese di marzo del 2008. In Italia è pubblicato dalla Jpop a partire dal 28 ottobre 2011 a oggi.
La trama ruota principalmente attorno a due eventi piuttosto significativi all’interno della storia dell’umanità: Prima e Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, fra una striscia fumettistica e l’altra si individuano anche accenni ad altri periodi storici più o meno precedenti o successivi a quelli citati poco fa.
Protagonisti di questo manga non sono personaggi alquanto comuni, bensì le nazioni del mondo. A quanto pare, l’autore ha pensato bene di far prendere loro vita (le antropomofizza in pratica) e di muoverle sullo sfondo di questo racconto dalla basale tematica storica. Così facendo, è riuscito a mettere in scena momenti esileranti oppure di stampo serio, a seconda dell’evento storico che veniva preso in esame. Tuttavia, ciascun tema non viene mai descritto e trattato in modo dettagliato. Per esempio quando si tratta della Seconda Guerra Mondiale, non si fa nessun accenno alla Shoah Ebraica.

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Personaggi principali di Axis Powers Hetalia.

Ritornando ai personaggi, a ciascuno di essi dà le caratteristiche tipiche del popolo di quella nazione, mescolando sia i pregi che i difetti. Per fare un esempio, Italia è diviso in ben due personaggi: Veneziano (Italia del Nord) e Romano (Italia del Sud). Entrambi rappresentano un popolo che non è molto dedito al lavoro, anzi preferiscono dormire, mangiare quintali di pasta e soprattutto evitare i conflitti con le altre nazioni (tanto è vero che Feliciano ha sempre con sé una bandiera bianca, che sventola in continuazione). Tuttavia, il primo si dimostra parecchio ingenuo e credulone, mentre il secondo si comporta da duro ma sotto sotto ha un cuore tenero. Ludwig (Germania) si presenta serio e molto dedito al suo lavoro, mentre Alfred (America) è fissato con il concetto di eroe. Potremmo continuare all’infinito visto che sono proprio tantissimi peronaggi, ma ci fermiamo qui.
Comunque come si può vedere, queste nazioni rappresentano in pieno lo spirito di un popolo, in quanto si comportano come se fossero persone vere. è come se la nostra nazione prendesse praticamente vita e fosse al nostro fianco. Se vogliamo, il popolo è la voce di una patria, di una terra che vive e respira, esattamente come noi.

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Una delle tante copertine con i personaggi principali di Axis Powers Hetalia.

Ad ogni modo ciò che fuoriesce dalla geniale mente di questo giovane e aspirante mangaka, è un manga che può essere considerato unico nel suo genere. Appartenente alla categoria Seinen (per certi versi appare anche come Shonen-Ai), può essere letto con estrema facilità. è praticamente ottimo per chi vuole trovare un attimo di pace e un po’ di relax da questa odiosa e difficile vita reale, che tutti noi ci troviamo ad affrontare giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno.
Dal momento che tratta alcuni eventi storici, Axis Powers Hetalia può anche essere considerato come un manga storico che “rinfresca la memoria”. Ripensandoci, è davvero così. Leggendolo, mi è capitato di incappare in eventi storici di cui non sapevo nulla (o che semplicemente non ricordavo) e, dal momento che ero piuttosto curiosa, mi sono messa a fare delle ricerche. è un buon modo quindi per ampliare quella che è la nostra cultura personale, soprattutto dal punto di vista storico. E pensare che ci sono anche dei momenti in cui può persino indurci a fare una riflessione (o almeno questo è stato il mio caso). A parte il manga sono state tratte ben tre serie animate, un videogioco e persino un film.
Perfetto, questa recensione si conclude qui quindi miei cari Dreamers alla prossima e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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