Slam Dunk

Una delle copertine di Slam Dunk

Slam Dunk è uno spokon manga scritto e disegnato da Takehiko Inoue. Ambientato nel mondo della pallacanestro liceale, è incentrato sulle vicende della squadra Shohoku. Dall’opera è stato tratto un anime di centouno episodi e quattro OAV.

L’anime segue la storia narrata nella versione cartacea presentando solo dei lievi cambiamenti nel finale. Gli OAV, invece, sono indipendenti e trattano storie non presenti nell’opera.
Senza ulteriori indugi andrò a darvi un accenno di trama per poi passare alle mie opinioni sull’ opera.

Hanamichi Sakuragi è un giovane teppista che si iscrive al primo anno della scuola superiore Shohoku, nella prefettura di Kanagawa. Essendo particolarmente sfortunato con le ragazze, ciò lo rende bersaglio delle prese in giro dei suoi amici Mito, Okutsu, Takamya e Noma.

Dopo essere stato scaricato da una ragazza per un giocatore di basket, Hanamichi inizia ad odiare questo sport e non vuole più sentirne parlare per alcuna ragione. Le cose cambiano quando incontra Haruko Akagi, matricola come lui appassionata proprio di pallacanestro. La ragazza lo incoraggia ad entrare nella squadra della scuola, colpita dalla sua altezza e dalla sua prestanza fisica. Lui se ne innamora perdutamente e accetta solo per poterla conquistare.

Hanamichi Sakuragi, uno dei protagonisti di Slam Dunk

Ora veniamo a noi. Slam Dunk tratta la tematica dello sport con molto humor, con il nostro protagonista impegnato in tragicomiche situazioni. Tuttavia, tratta anche un argomento sempre attuale e delicato: il bullismo nelle scuole.
Lo stile di disegno fa ricorso ogni tanto al “super deformed”, proprio per evidenziare i comportamenti infantili che a volte hanno i protagonisti.

Slam Dunk è una delle opere più celebri sia in patria che nel mondo e ha contribuito molto alla diffusione del basket in Giappone. Molti ragazzi infatti hanno iniziato a praticare questo sport proprio dopo aver letto l’ opera di Inoue, grande appassionato di questo sport fin da piccolo.

Nel manga sono presenti inoltre molti riferimenti all’ NBA, la lega professionistica statunitense di basket ritenuta universalmente il campionato migliore per questo sport. Le divise delle squadre dello Shohoku, dello Shoyo, del Ryonan e del Kainan, ad esempio, ricordano sia per i colori sia per i caratteri rispettivamente quelle dei Chicago Bulls, dei Boston Celtics, degli Utah Jazz e dei Los Angeles Lakers.

In conclusione, se cercate un’opera che tratti lo sport in modo reale, rispettoso e “crudo” Slam Dunk è quello che cercate. Che si sfoglino le pagine della versione cartacea o che si guardi la versione animata, la passione dell’autore per questo sport che egli ha trasmesso ai suoi personaggi ci arriva in modo forte e innegabile. Vi invito quindi a recuperarlo in una delle sue due versioni, convinto che vi piacerà sicuramente. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Pokémon Nero e Bianco

Copertina del primo volume di Pokémon Nero e Bianco.

Pokémon Nero e Bianco è il decimo capitolo di Pokémon Adventures. Scritto da Hidenori Kusaka e disegnato da Satoshi Yamamoto, prende ispirazione dall’omonimo videogioco campione di incassi. In Italia è arrivato grazie a Edizioni BD KIDS e GP MANGA.

Ambientato nella regione di Unima, racconta la storia di Nero, un ragazzo che sogna di diventare il Campione della Lega Pokémon. Al suo fianco c’è Bianca, una ragazza che gestisce una compagnia teatrale di pokémon (nota come la BW Agency) e il suo sogno è avere il miglior pokémon attore di tutti i tempi.

Durante il loro viaggio si scontreranno col Team Plasma, un’organizzazione criminale che sogna di liberare tutti i pokémon dalle grinfie dei loro allenatori. Anche un misterioso ragazzo di nome N farà la sua apparizione nel corso della loro avventura. Che intenzioni potrà mai avere?

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Pokémon Nero e Bianco è un manga facile da leggere e non richiede molto impegno durante la lettura. Essendo composto soltanto da venti volumi, è anche veloce e scorrevole. Sono storie d’avventura quelle narrate, ma presentano anche momenti di pura comicità.

Copertina del secondo volume di Pokémon Nero e Bianco.

Nero, il protagonista, mi è apparso come un personaggio molto interessante. È così preso dal suo sogno di diventare il Campione della Lega Pokémon della sua regione da avere difficoltà a concentrarsi in diverse occasioni. Tuttavia, ad ogni rimedio c’è una soluzione e quella di questo allenatore è il suo pokémon Munna.

Il suo allenatore gli ha insegnato la mossa mangiasogni, affinché la utilizzi su di lui per liberare la sua mente così da avere più spazio per pensieri e riflessioni. Ciò gli consente di immagazzinare ed elaborare nuove informazioni e di sfruttarle a suo vantaggio.

Di questo manga ho letto soltanto i primi due volumi, ma ho intenzione di riprendere presto la sua lettura e sapere come l’avventura continua.
Penso di aver detto tutto su Pokémon Nero e Bianco, quindi la nostra recensione termina qui.
A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

As the Gods Will 2

Copertina del primo volume di As the Gods Will 2

Nella scorsa recensione vi ho parlato della prima serie di As the Gods Will, quindi adesso vi parlerò della seconda (nonché ultima) serie.
Come sempre partiamo da un accenno della trama per poi passare alle mie considerazioni personali.

Nella prima serie avevamo visto come in tutto il mondo gli studenti liceali siano stati catapultati in una tremenda audizione per scegliere il nuovo “Dio del mondo“. E gli studenti che quel giorno non sono andati a scuola?

La risposta ci viene presto data: tutti gli assenti tra cui Yasuto Akashi, il nostro protagonista, sono stati prelevati da strane statue robot volanti e portati in un’esatta riproduzione della scuola. Dietro tutto questo c’è quello che dall’aspetto sembra un bambino.

Il suo nome è Kami e informa gli studenti che anche loro dovranno competere in riadattamenti mortali di giochi per bambini come i loro compagni che si sono presentati alle lezioni.

I più meritevoli di loro formeranno la squadra dei Kami Jr, che si scontrerà contro i Figli di Dio (gli studenti sopravvissuti ai giochi regolari) per il possesso del “potere di Dio”.

Yasuto Akashi, protagonista di As the Gods Will 2

Ora veniamo a noi. In As the Gods Will 2 scopriremo molti più dettagli sulla vera identità di Kamimaro e sul misterioso potere di Dio.

In questo seguito i giochi diventano ancora più violenti e proibitivi tanto quanto forti saranno i legami dei nostri nuovi giovani protagonisti. Anche i personaggi “secondari” non mancheranno di retroscena profondi, che non potranno fare a meno di farceli apprezzare.

In conclusione, se avete apprezzato la prima serie vi invito a recuperare anche questa, cosi da rispondere a quegli interrogativi che nella prima sono rimasti in sospeso.

Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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All You Need Is Kill

Copertina del primo volume di All You Need Is Kill

All You Need Is Kill è una light novel di genere fantastico-militare, pubblicata dalla casa editrice Shueisha, scritta da Hiroshi Sakurazaka e illustrata da Yoshitoshi Abe.
Dall’opera è stato anche tratto il film del 2014 intitolato “Edge of Tomorrow – Senza domani“.
Andrò ora a darvi un piccolo accenno della trama per poi passare alle opinioni personali sull’opera.

Keeiji Kiriya è una nuova recluta dell’ UDF (United Defence Force), organizzazione che combatte contro una misteriosa razza aliena, che ha invaso la Terra: i Mimics.
Il nostro protagonista viene ucciso durante la sua prima missione, ma per qualche strano fenomeno si risveglia e si ritrova al giorno prima della missione.

Questa cosa si ripete più e più volte, lasciandolo in un loop temporale in cui vive continuamente la sua morte e le successive ripetizioni. Ad ogni ciclo però, Keiji impara qualcosa in più sui suoi nemici e le sue abilità di soldato si affinano, tutto in un tentativo disperato di cambiare il suo destino.

Una delle tavole presenti in All You Need Is Kill

Ora veniamo a noi. All You Need Is Kill è un opera ricca di azione frenetica.
Sin dal primo capitolo vedremo tavole completamente piene di scene di battaglia, che ci aiuteranno a percepire l’atmosfera ansiogena e soffocante delle battaglie all’interno del mondo a noi presentato.
Se apprezzate le opere a sfondo militare che fanno del loro forte la strategia, non rimarrete delusi da questa light novel.

In conclusione, vi invito a recuperare questa serie consistente in soli due volumi e, perché no, a vedere il film tratto da essa, avvertendovi però che n’è solo ispirato e non è un adattamento fedele.
Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Fullmetal Alchemist

Copertina del primo volume di Fullmetal Alchemist.

Realizzato da Hiromu Arakawa, Fullmetal Alchemist è un manga di genere shonen, da cui sono state tratte due serie animate, qualche film e anche alcuni videogiochi disponibili e compatibili con alcune console. Tradotto e pubblicato da Planet Manga nel nostro paese, la storia si svolge ad Amestris, una nazione composta da cinque regioni e guidata da un regime militare con a capo un uomo noto come il “Comandante Supremo” e racconta la storia di Edward ed Alphonse Elric, due fratelli che, in seguito alla perdita della loro madre, decidono di eseguire una trasmutazione umana con lo scopo di riportarla in vita. Qualcosa va storto durante il processo: Edward perde la gamba sinistra, mentre Alphonse l’intero corpo. Cercando di salvare il fratello, il maggiore decide di legare l’anima di quest’ultimo ad un’armatura, perdendo così anche il braccio destro.
Dopo questa dolorosa e sconvolgente esperienza Edward Elric sostiene l’esame per diventare Alchimista di Stato e, dopo essere riuscito nell’impresa, intraprende insieme a suo fratello Alphonse un viaggio in tutto il paese per cercare la pietra filosofale, un oggetto che potrà permettere loro di sistemare le cose e di rimediare a quell’errore fatto in passato.
Riusciranno a portare a termine la loro missione? Starà a voi lettori scoprirlo.

La carta geografica di Amestris in Fullmetal Alchemist.

Dopo aver dato un accenno della trama senza citare nessuno spoiler, entriamo nel vivo della recensione. Fullmetal Alchemist è un manga che ho conosciuto durante il periodo in cui frequentavo il liceo, quindi anni dopo la sua uscita e pubblicazione qui in Italia. Ricordo che mi ha letteralmente conquistata sia grazie alla storia complessa e piena di intrighi e di misteri, sia grazie ai personaggi così ben caratterizzati da sembrare veri, quasi reali.
Per quanto riguarda la storia e l’ambientazione, sembra che Hiromu Arakawa si sia ispirata alla Germania all’epoca del nazismo. A dimostrazione di questa teoria è Amestris stessa, una nazione in continua espansione e sempre in lotta con i paesi confinanti, i quali a loro volta sono comunque interessati ad aumentare la propria estensione geografica.
Un altro esempio a favore di questa teoria è la guerra civile che si è scatenata nel sud del paese e che ha portato alla persecuzione e quasi estinzione del popolo di Ishbar, caratterizzato da pelle scura, occhi rossi e capelli chiari con una religione e uno stile di vita diverso dalle altre regioni (ed è per questo che ricorda ciò che è accaduto al popolo ebraico durante il regime totalitario di Adolf Hitler).

Un esempio di cerchio alchemico in Fullmetal Alchemist.

Si potrebbe quindi dire che il mondo di Fullmetal Alchemist è simile al nostro, ma c’è un piccolo particolare che lo differenzia da quest’ultimo: l’alchimia. Quest’ultima è una scienza che permette di incanalare l’energia prodotta dai movimenti della crosta terrestre in un cerchio alchemico e di seguire così una trasmutazione, che consiste nel cambiare le proprietà di un oggetto, rispettando però il principio dello scambio equivalente, che stabilisce che la massa dell’oggetto di base deve essere uguale a quella dell’oggetto in cui verrà trasmutato. La trasmutazione consiste infatti in tre fasi: comprensione della struttura, scomposizione e ricomposizione.
Se l’ambientazione appare così reale ai nostri occhi, la stessa cosa possiamo affermare per quanto riguarda i personaggi, principali o secondari che siano. Ognuno di essi svolge un ruolo importante all’interno della storia e a lungo andare crescono e maturano, diventano adulti rispetto al punto di partenza grazie alle esperienze e alle conoscenze apprese col tempo, alle difficoltà superate con fatica e sacrificio e così via. Risulta quindi impossibile non immedesimarsi in ciascuno di loro, compresi gli antagonisti.

I personaggi di Fullmetal Alchemist.

Riassumendo quanto detto fino ad ora, Fullmetal Alchemist è un manga che, sinceramente parlando, consiglio a tutti i lettori e a tutte le lettrici del nostro sito perché ne vale davvero la pena, in quanto affronta alcune tematiche ancora attuali al giorno d’oggi: amicizia, amore, coraggio, desiderio di vendetta, discriminazione, guerra, odio, sacrificio, violenza e così via. E tutto ciò è legata alla natura umana, messa ben in evidenza da tutti i personaggi, persino dagli Homunculus stessi (ognuno di loro rappresenta infatti uno dei così detti sette vizi capitali).
Vi confesserò una cosa: questo manga è stato protagonista della mia tesina all’esame di maturità e chissà magari potrà fungere da spunto anche per le vostre.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

I signori dei mostri

Copertina di I signori dei mostri

I signori dei mostri è un manga shonen scritto ed illustrato da Hiroshi Shiibashi. Dall’opera sono stati tratti anche un Drama e un anime composto da due stagioni. Ora andrò a darvi un accenno di trama per poi esporvi la mia opinione.
Nurarihyon, ambizioso e potente yokai, sogna di diventare Il “Signore dei Mostri”. Capo di un già esteso gruppo di demoni (il clan Nura), si innamora, in un periodo segnato dalle lotte tra yokai e i neonati esorcisti Onmyoji, di Yohime, una ragazza appartenente al clan più potente di esorcisti: la casa Keikan.
Dopo il timore iniziale della ragazza nei confronti del demone, i due cominciano a frequentarsi, finché è lo stesso Nurarihyon a chiederle di sposarlo e le dà un giorno per decidere.
In questo lasso di tempo, Yohime viene rapita dai servi di Hagoromo Kitsune (il demone al momento più forte) e portata al castello di Osaka, dove questo antagonista ha preso possesso della padrona del castello e dove spera di risucchiare abbastanza potere dalla ragazza per tornare ad avere i poteri di un tempo, persi dopo la sua grande battaglia contro esorcisti e divinità.

Rikuo Nura, protagonista di Isignori dei mostri nella sua forma normale e yokai

Conscio di ciò e per l’amore che prova nei confronti della ragazza, Nurarihyon si precipita al castello di Osaka insieme ai suoi più fedeli servitori e inizia una battaglia contro Kitsune, assistito dal capo della casa Keikan, Hidemoto. Il corpo ospite di Kitsune viene distrutto, mentre il suo spirito sfugge prima che possa essere sigillato, permettendole così un giorno di tornare più forte di prima. Dopo lo scontro inizia un periodo di pace tra demoni ed esorcisti e Nurarihyon sposa Yohime, avendo da lei un figlio, Rihan, che a sua volta diventerà signore dei mostri e avrà un figlio, Rikuo Nura, il protagonista della nostra storia che dovrà destreggiarsi tra la sua natura umana di ragazzino del moderno Giappone, e quella yokai di prossimo capo del clan Nura.
Ora veniamo a noi, I signori dei mostri è un ottimo battle manga e non mancheranno certamente gag e personaggi sopra le righe. Capitolo dopo capitolo assisteremo alla crescita di Rikuo sia come essere umano sia come yokai. I nemici che ci vengono presentati sono caratterizzati perfettamente e anche i servitori meno importanti non mancheranno di stupire.
Vi invito a recuperare questo manga o in alternativa, a cercare di seguire il suo adattamento animato. Detto questo, vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Psyren

Una delle copertine di Psyren
Una delle copertine di Psyren

Pubblicato su Shonen Jump ed edito dalla Shueisha dal 2007 al 2010 per un totale di 16 tonkobon, Psyren è un manga shonen creato da Toshiaki Iwashiro.
Senza ulteriori ed altri indugi, adesso vi parlerò della trama e successivamente vi dirò la mia opinione.
Una sera, Yoshina Ageha ( uno studente liceale incline alle risse), sulla strada di casa, sente un telefono pubblico squillare a vuoto. Risponde alla chiamata ma dall’altra parte non risponde nessuno e nota che dall’apparecchio esce una scheda telefonica rossa con la scritta Psyren e la raccoglie.
Quando Amamiya Sakurako, sua compagna di classe, scompare misteriosamente dopo aver menzionato la parola scritta sulla scheda telefonica rossa, il nostro protagonista decide di usare quest’ultima per ritrovarla, nonostante gli sia stato sconsigliato di immischiarsi in tutto ciò che riguarda quella parola.
Dopo aver inserito la scheda in un telefono pubblico ed aver risposto ad una serie di domande interminabili, la voce femminile all’altro lato del telefono gli chiede se vuole andare su Psyren e la sua risposta sarà l’ inizio delle sue avventure, che lo porteranno in questo pericoloso e misterioso mondo.
Ora veniamo a noi. Se vi piacciono i classici battle manga ricchi di azione, poteri speciali e anche un pizzico di sentimento, Psyren è il manga che state cercando. Anche se composto da pochi capitoli, questo manga non mancherà certo di regalarvi emozioni, perché capitolo dopo capitolo vi verrà sempre più voglia di seguire Ageha nel suo viaggio per scoprire la verità che si nasconde dietro Psyren. Ovviamente vi invito a cercare di recuperare questo shonen per aggiungerlo alla vostra collezione. Detto questo, vi saluto e vi do appuntamento a una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Hajime no Ippo

Una della copertine del manga Hajime no Ippo
Una della copertine del manga Hajime no Ippo

Hajime no Ippo è un manga di genere shonen creato da George Morikawa. Edito a partire dal 1989 dalla famosa casa editrice Kodansha, è una raccolta in oltre 100 “tankobon”, per un totale di oltre 1000 capitoli ancora in corso.
Successivamente nel 1991 la serie ha anche vinto il Kodansha Manga Award per la categoria shonen.
Ora senza ulteriori indugi vi parlerò della trama e successivamente vi darò la mia opinione sul manga.
Makunouchi Ippo è un liceale giapponese, dal carattere timido e gentile. Tuttavia, non può condurre una vita spensierata come i suoi coetanei. Orfano di padre, infatti, il ragazzo è costretto ad aiutare la madre nella gestione dell’azienda ittica di famiglia; un lavoro che lo vessa tramite orari difficili e sforzi notevoli. Ragioni per le quali, egli deve rinunciare al suo tempo libero.
A scuola poi, è spesso vittima di un terzetto di bulli che lo tormentano sia picchiandolo che insultandolo per il suo lavoro (tramite appellativi poco felici quali “verme” o “puzza di pesce”). Proprio un grave eccesso di prepotenza dei suoi aguzzini (un insulto rivolto a sua madre) spinge Ippo a reagire, seppur in modo inefficace, e questa cosa infastidirà ancor di più i bulli, pronti più che mai a picchiarlo più forte di prima. Il ragazzo, rassegnatosi all’ennesimo pestaggio, viene però salvato da Takamura Mamoru, pugile professionista capitato per caso sul luogo della rissa. Colpito dalla sua sicurezza e dalla sua potenza, il giovane Ippo gli chiede di potersi iscrivere nella sua palestra, per imparare la boxe cosi da poter diventare più forte e riscattarsi da ogni affronto e violenza subita.

Makunouchi Ippo, protagonista di Hajime no Ippo
Makunouchi Ippo, protagonista di Hajime no Ippo

Ora veniamo a noi. Hajime no Ippo è un opera che gli amanti di manga di categoria “spocon” adoreranno.
Ogni capitolo ci mostra la crescita di Ippo come atleta. Allenamento dopo allenamento il giovane pugile guadagnerà quella fiducia che gli è sempre mancata.
Ogni capitolo ci farà tifare per lui e per la sua scalata verso la vetta dello sport che ha scoperto di amare.
In conclusione vi consiglio di iniziare questo manga, se siete amanti del genere sportivo. Essendo ancora in corso, avete tutto il tempo per recuperare questa storia.
Detto questo vi saluto e vi do ad una prossima recensione e ricordate: “Leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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L’attacco dei Giganti

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Copertina del primo volume di L’attacco dei Giganti.

L’attacco dei GigantiShingeki no Kyojin in lingua originale – è un manga di genere shonen creato da Hajime Isayama e pubblicato dalla Kodansha sulla rivista Bessatsu Shonen Magazine in Giappone, Planet Manga (etichetta della Panini Comics) in Italia. Dal momento che ha riscosso un enorme successo presso il pubblico di lettori, è stato proposto anche come serie animata – attualmente si attende ancora la data della seconda serie – ed è stato tratto un film riassuntivo dell’anime, diviso in ben due parti. In oltre è stato realizzato anche un videogioco, disponibile per le maggiori console e piattaforme.
Ambientato in un mondo dove l’umanità è in estinzione a causa della comparsa di creature umanoidi alte addirittura quindici metri, la storia ruota attorno a Eren Jeager, un ragazzo la cui vita viene sconvolta in un giorno che sembra come tanti altri: un gigante alto cinquanta metri se non addirittura di più riesce a creare una breccia nel Wall Maria, permettendo così ai giganti di entrare nel distretto di Shiganshina, distruggendo la città e divorandone gli abitanti. Come se non bastasse, un altro gigante appare dal nulla e riesce a creare un’ulteriore breccia, peggiorando ulteriormente la situazione. Questo evento catastrofico segna particolarmente Eren, che desidera con tutto sé stesso vendicare la morte di sua madre e promette che li sterminerà tutti, uno ad uno senza nessuna pietà. Passano esattamente cinque anni da quel giorno e quando Eren, Mikasa ed Armin superano il periodo di addestramento per accedere in uno dei tre corpi militari, accade l’inevitabile: il Gigante Colossale è tornato, pronto ad abbattere anche il Wall Rose. Riuscirà questa volta l’umanità a respingere l’avanzata dei Giganti?

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I tre corpi militari presenti in L’attacco dei Giganti.

Dopo aver parlato della trama, passiamo ad una vera e propria esplorazione di quest’opera di Hajime Isayama.
L’attacco dei Giganti è un manga che mi ha sorpreso davvero molto ed è stato capace di catturare la mia attenzione, di suscitare un forte interesse che ancora adesso continua ad esserci.
L’autore ci ha presentato un mondo medievale alternativo, dove incombe un’apocalisse in cui questi Giganti rappresentano i comunissimi zombie. Sono grossi, possono arrivare addirittura a quindici metri di altezza e ci sono casi eccezionali come il Gigante Colossale che li supera tutti con i sui cinquanta/sessanta metri.
Un altro caso particolare è il Gigante Corazzato, che – come suggerisce il nome stesso – ha una pelle impenetrabile proprio a causa di una sorta di corazza che lo protegge dagli attacchi degli umani. Sembra che si cibino soltanto di esseri umani, ma la ragione di questo fabbisogno resta avvolto nel mistero.
Per proteggersi da questi mostri, l’umanità ha eretto tre imponenti mura: Wall Maria (il più esterno), Wall Rose (quello centrale) e Wall Sina (quello più interno). Per aumentare le possibilità di sopravvivenza e respingere possibili attacchi oppure incursioni, sono stati istituiti anche tre corpi militari: Corpo di Guarnigione (composto dai soldati che difendono le mura), Corpo di Gendarmeria (composto dai soldati che si occupano dell’ordine pubblico e hanno anche il privilegio di poter servire con onore la famiglia reale, quindi i nobili) e l’Armata Ricognitiva (composto dai soldati che oltrepassano le mura per esplorare il mondo esterno e scoprire più cose possibili su questi mostri colossali).

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I personaggi principali e secondari presenti in L’attacco dei Giganti.

Una particolare caratteristica di questo manga è senza ombra di dubbio il fattore del mistero. A parte i segreti che ruotano attorno all’esistenza stessa dei Giganti, ce ne sono anche altri di ben altra portata e natura che ovviamente non vi svelerò perché altrimenti sarebbe un grosso spoiler e sinceramente parlando vorrei proprio evitare. Ciò che posso dirvi, invece, è che Hajime Isayama si diverte a farci soffrire con una serie di morti alquanto crude e qualche volta anche inaspettate. In altri casi ci fa uscire fuori di testa con i suoi rompicapi. Ci presenta un mistero, ci fornisce una domanda a cui stiamo cercando risposta e improvvisamente durante il proseguimento della storia te ne butta altri mille di rompicapi, distogliendo così l’attenzione dal punto di partenza. Più domande e meno risposte in pratica. E si arriva così a creare una sorta di amore-odio con questo autore e la sua opera. Pensi “no basta, non lo leggo più perché mi hai stufato” e invece fai l’esatto contrario, proprio perché devi sapere che cosa diavolo sta succedendo davvero in questo universo apocalittico.
Penso di aver detto tutto e non credo che debba aggiungere altro, quindi la nostra recensione su L’attacco dei Giganti termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia.”

Leggi anche: L’attacco dei Giganti – Birth of Rivaille

Leggi anche: L’attacco dei Giganti – Before the fall

Blazer Drive

Una delle copertine di Blazer Drive
Una delle copertine di Blazer Drive

Blazer Drive è un manga di genere shonen creato da Seishi Kishimoto, autore anche di “666 Satan” e di alcuni one shot.
Ora senza altri indugi andrò a darvi un accenno di trama e poi vi dirò la mia opinione sul manga.
Il mondo è sull’orlo della crisi ambientale e climatica a causa del surriscaldamento del pianeta, quindi Tokyo viene usata come città-cavia per lo studio di una nuova tecnologia ovvero i Mystickers, adesivi speciali in grado di produrre vari tipi di energia (come fuoco, vento, acqua, ecc.) e ormai vengono usati nelle attività quotidiane, come cucinare, viaggiare, comunicare e addirittura per combattere. Naturalmente questi incredibili adesivi sono in continuo studio, tanto che si è scoperto che possono causare seri danni se applicati sulla pelle. Tuttavia, nonostante ciò, si vocifera di persone in grado di applicare gli adesivi su sé stessi e di dominarne il potere. Queste persone sono chiamate Blazers.
Da qui inizia la storia di Daichi, un ragazzo qualunque che si scopre Blazer e della sua lotta contra la misteriosa organizzazione Kirin-Kai, che sembra dargli la caccia.

Daichi, il protagonista di Blazer Drive
Daichi, il protagonista di Blazer Drive

Ora veniamo a noi. Blazer Drive è un manga ricco di azione e ogni missione di Daichi è ricca di nuovi nemici e nuovi tipi di adesivi. Capitolo dopo capitolo scopriremo sempre nuove cose riguardo i Mysickers e sulla vita del nostro protagonista.
L’ ambientazione di quest’opera ci fa riflettere: un mondo straziato dall’inquinamento e immerso in una tecnologia creata per porvi rimedio, che però ne accelera la caduta.
In conclusione vi consiglio di recuperare questo manga ed anche il relativo gioco pubblicato per Nintendo DS.
Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente “.

Leggi anche: Air Gear

Leggi anche: Medaka Box

Leggi anche: Hajime no Ippo

Leggi anche: Tokyo Ghoul

Leggi anche: Psyren

Leggi anche: I signori dei mostri

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