Fullmetal Alchemist

Copertina del primo volume di Fullmetal Alchemist.

Realizzato da Hiromu Arakawa, Fullmetal Alchemist è un manga di genere shonen, da cui sono state tratte due serie animate, qualche film e anche alcuni videogiochi disponibili e compatibili con alcune console. Tradotto e pubblicato da Planet Manga nel nostro paese, la storia si svolge ad Amestris, una nazione composta da cinque regioni e guidata da un regime militare con a capo un uomo noto come il “Comandante Supremo” e racconta la storia di Edward ed Alphonse Elric, due fratelli che, in seguito alla perdita della loro madre, decidono di eseguire una trasmutazione umana con lo scopo di riportarla in vita. Qualcosa va storto durante il processo: Edward perde la gamba sinistra, mentre Alphonse l’intero corpo. Cercando di salvare il fratello, il maggiore decide di legare l’anima di quest’ultimo ad un’armatura, perdendo così anche il braccio destro.
Dopo questa dolorosa e sconvolgente esperienza Edward Elric sostiene l’esame per diventare Alchimista di Stato e, dopo essere riuscito nell’impresa, intraprende insieme a suo fratello Alphonse un viaggio in tutto il paese per cercare la pietra filosofale, un oggetto che potrà permettere loro di sistemare le cose e di rimediare a quell’errore fatto in passato.
Riusciranno a portare a termine la loro missione? Starà a voi lettori scoprirlo.

La carta geografica di Amestris in Fullmetal Alchemist.

Dopo aver dato un accenno della trama senza citare nessuno spoiler, entriamo nel vivo della recensione. Fullmetal Alchemist è un manga che ho conosciuto durante il periodo in cui frequentavo il liceo, quindi anni dopo la sua uscita e pubblicazione qui in Italia. Ricordo che mi ha letteralmente conquistata sia grazie alla storia complessa e piena di intrighi e di misteri, sia grazie ai personaggi così ben caratterizzati da sembrare veri, quasi reali.
Per quanto riguarda la storia e l’ambientazione, sembra che Hiromu Arakawa si sia ispirata alla Germania all’epoca del nazismo. A dimostrazione di questa teoria è Amestris stessa, una nazione in continua espansione e sempre in lotta con i paesi confinanti, i quali a loro volta sono comunque interessati ad aumentare la propria estensione geografica.
Un altro esempio a favore di questa teoria è la guerra civile che si è scatenata nel sud del paese e che ha portato alla persecuzione e quasi estinzione del popolo di Ishbar, caratterizzato da pelle scura, occhi rossi e capelli chiari con una religione e uno stile di vita diverso dalle altre regioni (ed è per questo che ricorda ciò che è accaduto al popolo ebraico durante il regime totalitario di Adolf Hitler).

Un esempio di cerchio alchemico in Fullmetal Alchemist.

Si potrebbe quindi dire che il mondo di Fullmetal Alchemist è simile al nostro, ma c’è un piccolo particolare che lo differenzia da quest’ultimo: l’alchimia. Quest’ultima è una scienza che permette di incanalare l’energia prodotta dai movimenti della crosta terrestre in un cerchio alchemico e di seguire così una trasmutazione, che consiste nel cambiare le proprietà di un oggetto, rispettando però il principio dello scambio equivalente, che stabilisce che la massa dell’oggetto di base deve essere uguale a quella dell’oggetto in cui verrà trasmutato. La trasmutazione consiste infatti in tre fasi: comprensione della struttura, scomposizione e ricomposizione.
Se l’ambientazione appare così reale ai nostri occhi, la stessa cosa possiamo affermare per quanto riguarda i personaggi, principali o secondari che siano. Ognuno di essi svolge un ruolo importante all’interno della storia e a lungo andare crescono e maturano, diventano adulti rispetto al punto di partenza grazie alle esperienze e alle conoscenze apprese col tempo, alle difficoltà superate con fatica e sacrificio e così via. Risulta quindi impossibile non immedesimarsi in ciascuno di loro, compresi gli antagonisti.

I personaggi di Fullmetal Alchemist.

Riassumendo quanto detto fino ad ora, Fullmetal Alchemist è un manga che, sinceramente parlando, consiglio a tutti i lettori e a tutte le lettrici del nostro sito perché ne vale davvero la pena, in quanto affronta alcune tematiche ancora attuali al giorno d’oggi: amicizia, amore, coraggio, desiderio di vendetta, discriminazione, guerra, odio, sacrificio, violenza e così via. E tutto ciò è legata alla natura umana, messa ben in evidenza da tutti i personaggi, persino dagli Homunculus stessi (ognuno di loro rappresenta infatti uno dei così detti sette vizi capitali).
Vi confesserò una cosa: questo manga è stato protagonista della mia tesina all’esame di maturità e chissà magari potrà fungere da spunto anche per le vostre.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

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