Jolanda – La figlia del corsaro nero

Jolanda e Morgan in una scena di Jolanda – La figlia del corsaro nero.

Prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Antenna 3 Television e BRB Internacional, Jolanda – La figlia del corsaro nero è una serie animata per ragazzi. Ispirata all’omonimo romanzo di Emilio Salgari, la storia è ambientata nel XVII secolo.

Jolanda è la figlia del Corsaro Nero, un nobile datosi alla pirateria insieme ai suoi due fratelli per combattere la tirannia del duca Wan Guld. Quest’ultimo è il governatore della colonia di Maracaibo, città del Mar dei Caraibi.

Quando la nostra protagonista era soltanto una bambina, i tre corsari vennero sconfitti ed uccisi. Tuttavia, un giorno il fantasma di suo padre viene a farle visita. Le chiede di continuare la sua missione e di rintracciare un leggendario tesoro. Per accedere a quest’ultimo, Jolanda dovrà recuperare tre oggetti magici: la pietra nera, lo scettro rosso e la mappa verde.

Anche il duca Wan Guld è alla ricerca di questo leggendario tesoro. La figlia del corsaro nero decide così di unirsi ai Fratelli della Costa, in particolare a Morgan e alla sua ciurma, che naviga per i sette mari a bordo della Folgore, la nave pirata appartenuta un tempo proprio al Corsaro Nero.

Wan Guld e Valera in una scena di Jolanda – La figlia del corsaro nero.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Come è stato detto in precedenza, Jolanda – La figlia del corsaro nero è ispirata e tratta da un romanzo. Trattandosi di una serie animata indirizzata ai bambini, sono state fatte delle modifiche, aggiunte oppure tolte alcune cose. L’obiettivo era renderlo adatto ad un pubblico minorile. Quali sono le differenze? Adesso ve le elenco:

  • la magia non esiste all’interno del romanzo;
  • non c’è nessun tesoro leggendario da trovare, né animali che fungono da mascotte;
  • molti personaggi sono stati inventati, mentre alcuni sono stati presi da altri romanzi sempre di Emilio Salgari;
  • Jolanda è una giovane aristocratica dalla pelle chiara e dai capelli scuri come quelli di suo padre. Nella serie animata sono invece entrambi biondi;
  • Morgan è un pirata rude e più vecchio della protagonista all’interno del romanzo, mentre nella serie animata ha la stessa età della protagonista;
  • il Corsaro Nero combatte Wan Guld per vendicare la morte dei suoi fratelli e non per liberare la gente dalla sua schiavitù;
  • Wan Guld non è il vero antagonista del romanzo. Al suo posto c’è il conte di Medina, uno zio di Jolanda molto avido e persecutore.
Capitan Teschio, il narratore di Jolanda- La figlia del corsaro nero.

Apportando queste modifiche, è nata una storia d’avventura ricca d’azione e di misteri. Non mancano ovviamente scene comiche. La maggior parte delle gag fanno riferimento a qualche difetto di un determinato personaggio. John Largo, per esempio, è un pirata al servizio di Wan Guld e viene spesso preso in giro per l’alito cattivo.

E non manca ovviamente un pizzico di passione ed amore, che nasce proprio fra Jolanda e Morgan. Detto fra noi, ho sempre fatto il tifo per loro due e non so quante volte mi scappava un “dai, su, confessa ciò che provi” e cose del genere, mentre guardavo la televisione.

A narrare questa storia, è Capitan Teschio insieme al suo fidato Poliglotte. Sono due personaggi particolari: sono entrambi scheletri. Fungono da prologo ed epilogo in ciascun episodio, permettendo così di non perdere mai il filo della narrazione.

Se avete intenzione di recuperare questa serie animata, la stanno trasmettendo di nuovo su Rai Gulp. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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