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Once Upon A Time

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Copertina del cofanetto di Once Upon A Time.

Che cosa accadrebbe se i personaggi più famosi del mondo delle fiabe e delle favole fossero catapultati magicamente nel mondo reale ai giorni nostri?
Questa è sicuramente la domanda che Edward Kitsis e Adam Horowitz si sono posti nel creare Once Upon A Time, serie tv di stampo statunitense di genere fantasy con giusto qualche tocco di drammaticità, mistero e soprattutto avventura.
Protagonista di questa storia è Emma Swan, che è niente poco di meno che la figlia della bellissima e pura di cuore Biancaneve e del coraggioso e audace principe James, alias il principe azzurro.

A causa di un potente sortilegio lanciato dalla perfida Regina Cattiva per pareggiare i conti con Biancaneve per una questione legata al passato, la nostra protagonista è costretta a separarsi ancora in fasce dai suoi genitori e attraverso un albero magico viene spedita nel nostro mondo senza magia, con la speranza che un giorno possa tornare e spezzare il sortilegio come la stessa profezia narra.
Passano esattamente ventotto anni da questo avvenimento e proprio quando arriva il giorno del suo compleanno Emma riceve la visita di un bambino ormai quasi ragazzo, Henry Mills, che dice di essere suo figlio, lo stesso figlio che lei diede in adozione anni fa. Il ragazzino – come lo definisce spesso la nostra protagonista – le parla di Storybrooke e del sortilegio che lei è destinata a spezzare, ma Emma non gli crede e ipotizza che sia semplicemente scappato di casa, così decide di riportarlo da dov’è venuto. Ed è così che arriva a Storybrooke, dove ha anche la possibilità di conoscere Regina Mills, sindaco della città nonché madre adottiva di Henry. Dal momento che la situazione le puzza un bel po’, la nostra protagonista decide di restare ed è così che comincia la sua avventura, inconsapevole o meno di ciò che il destino ha in serbo per lei.

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Personaggi principali di Once Upon A Time.

E adesso passiamo a quelle che possono essere definite come considerazioni personali. Ammetto che erano ormai anni che non seguivo una serie televisiva e Once Upon A Time può essere considerato come la ripresa di questa attività.
Per me è stato impossibile non guardare un episodio dopo l’altro e tutto ciò è dovuto al fatto che questa serie tv è stata capace di catturare la mia attenzione e soprattutto di suscitare il mio interesse.
Partiamo già dal presupposto che l’idea stessa è geniale e personalmente non avrei mai immaginato nulla di simile, nulla di tutto questo. Per me è stato pazzesco vedere come interagivano i personaggi di un mondo immaginario con la nostra realtà, dove non è affatto semplice credere alla magia e a tutto ciò che non si può vedere, figuriamoci pensare. Ho amato da morire i continui contrasti fra Emma e Regina – sempre pronte a dichiararsi guerra con sguardi oppure quelli che su Facebook identifichiamo come “stati frecciatina” -riguardo alla protezione di Henry, nonché la conquista del suo affetto. Infatti un tema che si affronta spesso in ogni puntata è l’amore verso una persona, che possa essere il proprio o la propria partner o nel caso di Emma suo figlio. Un’altra cosa che ho apprezzato è stata l’interazione fra Mary Margaret Blanchard (Biancaneve) e David Nolan (James, il principe azzurro). Nonostante non si ricordassero chi realmente fossero a causa del sortilegio di Regina, il loro amore non è mai svanito e anzi non facevano altro che cercarsi di continuo, pur non capendone le ragioni. “Ti troverò sempre” era la frase per eccellenza in ogni episodio. E Tremotino? Co-antagonista per eccellenza. E’ un personaggio ben costruito. Non è né cattivo, né buono. Agisce solo ed esclusivamente per il suo tornaconto personale, come farebbe qualunque persona di un certo calibro nel nostro mondo.

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Biancaneve e il principe azzurro James in una scena di Once Upon A Time.

Riassumendo quanto è stato detto fino ad ora, Once Upon A Time è una serie televisiva capace di tenervi incollati su una sedia oppure comodamente stesi sui vostri letti con gli occhi fissi sullo schermo del computer oppure del televisore.
Ogni personaggio ha la sua storia, che si intreccia a quelle degli altri e tutto questo porta a esclamare cose del tipo “oddio no, non ci credo!“, “no, non può essere vero!“, “ma hai capito un po’?” e così via. è da premettere che nulla è come sembra, perché c’è sempre qualcosa – che sia un motivo, un desiderio, un’aspirazione – che spinge e porta a compiere una determinata azione oppure a diventare ciò che si voleva essere da sempre oppure no.
La nostra recensione sulla prima stagione di Once Upon A Time termina qui. A presto miei cari sognatori e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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