Sandokan – La tigre della Malesia

Copertina dell’album di figurine di Sandokan – La tigre della Malesia.

Sandokan – La tigre della Malesia è una serie animata del 1997 prodotta da Rai Fiction e Mondo TV. Ispirata ai racconti di Emilio Salgari, è composta da un totale di ventisei episodi.

Racconta la storia di Sandokan, un giovane che vive a Singapore insieme al suo tutore Macassar. Quando quest’ultimo viene a mancare, il nostro protagonista apprende una verità fino ad allora ignara: lui è il figlio del Raja del Kiltar. Suo padre e tutta la sua famiglia furono sterminati dai mercenari Dayachi e lui è l’unico sopravvissuto alla tragedia.

Per saperne di più, Sandokan decide di mettersi in viaggio per chiedere udienza al governatore James Brooke. Spera che quest’ultimo possa aiutarlo, ignorando però il suo possibile coinvolgimento nella vicenda.

Durante il viaggio conosce Yanez e Kammamuri, che sono rispettivamente un furbo portoghese e un ragazzino indiano. Stringe una solida amicizia con entrambi, peccato solo che il suo viaggio non è destinato a restare tranquillo.

A causa di un naufragio Sandokan finisce sull’isola di Mompracen, meglio conosciuta da tutti come covo e nido di pericolosi pirati. Grazie alle sue abilità fisiche miste a furbizia ed inganno riesce a diventare il loro capo.

Riuscirà il nostro protagonista a scoprire la verità sul suo passato e a smascherare le malefatte del governatore James Brooke?

Retro della copertina dell’album di figurine di Sandokan – La tigre della Malesia.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Sandokan – La tigre della Malesia è una serie animata che appartiene alla mia infanzia. Rivederla su Rai Gulp dopo tantissimo tempo, è stato un vero tuffo nel passato e mi sono saliti dei feels tremendi.

Dal momento che è ispirata a un romanzo di Emilio Salgari, è ovvio che ci siano delle sostanziali differenze dalla controparte cartacea. La più significativa è sicuramente l’età dei personaggi.

Trattandosi di una serie animata, Sandokan e compagnia bella sono stati protagonisti di un vero e proprio processo di svecchiamento.

Inoltre è stata posta anche maggiore attenzione alle scene violente. Nonostante il continuo utilizzo di armi bianche e da fuoco, è stato reso tutto più soft e leggero.

Tutto ciò è chiaramente servito per attirare ed appassionare i più piccini, permettendo loro di immedesimarsi nei personaggi. C’è chi si sarà sentito un pirata, chi un soldato e chi un giovanotto coraggioso al pari di Kammamuri.

Questa serie animata è soltanto la prima parte di una bellissima trilogia. Infatti ci sono ben due sequel: Sankodan – La tigre ruggisce ancora e Sandokan – Le due tigri.

Se amate questo genere di storie d’avventura, vi consiglio di recuperarla. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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