Flex Mentallo

Copertina di Flex Mentallo nella sua recente edizione

Flex Mentallo è un personaggio dei fumetti creato dallo scrittore Grant Morrison e dal disegnatore Richard Case nel 1990 durante la loro gestione della serie di fumetti DC Doom Patrol. Nel 1996 è apparso in una miniserie di quattro numeri scritta dallo stesso scrittore e disegnata da Frank Quitely.

Il personaggio è apparso nel suo primo adattamento live-action nella prima stagione della serie tv Doom Patrol, trasmessa sulla piattaforma streaming della DC. Prima di parlare della sopracitata miniserie di quattro numeri sicuramente vi starete chiedendo: “ma quali sono le sue origini? Ha dei poteri?”. Queste domande troveranno ora una risposta.

Flex era un ragazzo gracile e magrolino, vittima preferita dei suoi coetanei più allenati. Stanco di tutto questo, cerca in ogni modo di allenare il suo corpo. La svolta arriva quando viene avvicinato da uno strano uomo con un televisore al posto della testa e che fuma tre sigari contemporaneamente. Lo strano personaggio gli dona un buono per ritirare “Il Volume del Mistero Muscolare” sicuro che gli darà ciò che cerca.

Flex Mentallo nella sua versione Live-action

Flex non si lascia sfuggire l’occasione e, dopo aver ritirato e seguito le istruzioni del volume, incredibilmente diventa il forzuto muscoloso che ha sempre sognato essere. I miracolosi effetti del volume non si fermano qui. Flex scopre che, flettendo i muscoli, può alterare a suo piacimento la realtà. Decide di mettere al servizio della giustizia questi miracolosi poteri e cosi diventa Flex Mentallo, “L’ Uomo del Mistero Muscolare”.

Come detto in precedenza, è arrivato il momento della miniserie a lui dedicata. Ogni numero corrisponde ad una delle ere del fumetto: la Golden Age, la Silver Age, la Dark Age ed il Futuro.

  • Golden Age: qui abbiamo un tono ilare e scanzonato. Flex combatte il suo acerrimo nemico “Il Fatto”, che gli lancia contro le tipiche bombe da cartone animato;
  • Silver Age: la storia inizia a virare sulla fantascienza e da qui partono anche degli “intervalli” che ci mostrano uno scrittore in crisi, che ha ceduto ad ogni tipo di eccesso per cercare idee per scrivere proprio la storia che stiamo leggendo;
  • Dark Age: i temi diventano più oscuri. Le bombe da cartone animato vengono sostituite da una minaccia nucleare. “Lo scrittore” inizia ad avere visioni. Vede eroi mai creati, personaggi mai esistiti prima interagire tra loro, interagire con lui;
  • Futuro: “lo scrittore” ha una rivelazione. Il realismo eccessivo può essere messo in secondo piano. Il supereroe può essere un misto di tutte le cose viste fin ora ovvero divertente, dark, fantascientifico ma anche moderno ed attuale. Con questa rivelazione vediamo Flex vincere le sue battaglie, una nuova luce arrivare in un mondo prima cupo e dark e i personaggi incappucciati, mascherati e che indossano mantelli tornano a coesistere in questo nuovo mondo.

La rottura della quarta è evidente in questa miniserie. L’identità dello “scrittore” è più che chiara, come più che chiaro è il messaggio di quest’opera. I personaggi dei fumetti sono “reali” hanno delle loro storie, i loro problemi e vivono amori e perdite. Storie dopo storie, era dopo era, crescono e certe volte possono dare lezioni anche agli stessi lettori. In conclusione, vi invito a recuperare questa serie pubblicata in Italia da RW Edizioni. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

FantaExpo 2018

Locandina del FantaExpo 2018.

TN10 ed io abbiamo avuto la possibilità di partecipare al FantaExpo 2018. Per chi non lo sapesse, è una fiera dedicata al cosplay, ai fumetti, ai videogiochi e a molte altre cose ancora. Si tiene a Salerno nel mese di settembre presso il Parco dell’Irno. Lo scorso anno si è tenuta dal 6 fino al 9 settembre.

Noi ci siamo andati proprio il primo giorno e questa volta abbiamo scelto di spostarci da Napoli a Salerno con il treno. La location non è stata difficile da raggiungere a piedi ed è stato bello scoprire che questa volta l’ingresso era più di uno.

Locandina di FantaExpo 2018 con la mascotte Zenya.

La nostra esplorazione ha avuto inizio dall’area dedicata ai giochi di ruolo: combattimenti con spade, assalti pirateschi, smistamento nelle case e così via. Proseguendo, siamo sbucati in una nuova area: venditori. TN10 si è dato alla pazza gioia e ha osservato con accurata attenzione ogni minimo stand, cercando tesori nascosti che potessero suscitare in lui un certo interesse.

Quest’anno le action figures andavano per la maggiore, ma siamo comunque riusciti a trovare ciò che al mio fedele compagno di viaggio occorreva per un futuro cosplay di Newt Scamander: la bacchetta magica e il peluche dello Snaso. Continuando la nostra esplorazione, abbiamo dato un’occhiata alle mostre proposte e alle postazioni di scuole e autori ospiti di quella giornata.

Quanto tempo ci abbiamo messo? Si e no, due o massimo tre ore. Il Parco dell’Irno non è immenso quindi non è tanto difficile esplorarlo da cima a fondo. Nonostante le ridotte dimensioni della location, il FantaExpo 2018 è stato capace di farci sentire a casa e ci siamo divertiti parecchio.

E’ una piccola realtà che è destinata a crescere e a migliorare. Se ne avete la possibilità, non fatevi sfuggire l’occasione di partecipare quest’anno. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Full Bloom Darling

Full Bloom Darling è un manga di genere yaoi creato da Kotetsuko Yamamoto. Pubblicato dalla Casa Editrice Taiyo Tosho, racconta la storia d’amore fra Takashi e Haruhiko.

La coppia lavora in un negozio di fiori. Nonostante siano in un ambiente lavorativo, Haruhiko coglie sempre l’occasione per “molestare” l’ignaro e amato Takashi. Quando ciò accade, quest’ultimo cerca sempre di resistere alle attenzioni che riceve dal suo capo.

Quando sono da soli a casa invece, ha spesso la tendenza a scappare dalle sue grinfie. Il motivo? Ha paura. Per lui è un’esperienza nuova e finisce spesso per lasciarsi condizionare da ciò che ha sentito dire in giro. Tuttavia, si farà coraggio e si fiderà finalmente dell’uomo che ama, abbandonandosi completamente a lui in una notte di passione.

Questo evento sarà soltanto la punta dell’iceberg, perché le cose si faranno più interessanti con la convivenza. E’ in questa occasione che la coppia affronterà nuovi problemi e nuove difficoltà.

I due protagonisti di Full Bloom Darling.

Full Bloom Darling ci presenta il concetto di coppia con i suoi pro e i suoi contro nella vita quotidiana.

Haruhiko e Takashi sono due persone assolutamente diverse a partire già dall’età. Il primo è un uomo adulto, che ha già fatto un bel po’ di esperienze in generale nella sua vita e adesso gestisce anche un negozio di fiori; il secondo, invece, è un giovane uomo che comincia ad affacciarsi al mondo degli adulti.

L’inesperienza genera spesso insicurezza e paura nei confronti delle novità. Tuttavia, queste ultime vengono poi superate proprio grazie ai gesti oppure alle parole di Haruhiko, che dimostra una sicurezza tale da riuscire poi a convincere Takashi ad affrontare ciò che lo spaventa. Lo invita, per esempio, a prendere lui l’iniziativa.

E’ chiaro che, dalle situazioni che si creano, nasce spesso il confronto fra loro due, che finisce per sfociare nel romanticismo e nel sentimento più puro. Ovviamente non mancano i momenti erotici così come quelli comici.

Se state cercando una storia d’amore omosessuale da leggere, questo manga potrebbe fare al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Lo strano talento di Luther Stroode

Copertina di Lo strano talento di Luther Stroode

Lo strano talento di Luther Stroode è un fumetto statunitense scritto da Justin Jordan, disegnato da Tradd Moore e con i colori di Filipe Sorbiero. Pubblicato in patria dalla Image Comics, è stato portato in Italia da Panini Comics. Andrò a darvi un accenno di trama per poi passare alle mie opinioni personali.

Luther Stroode è un normale teenager americano: mingherlino, vittima preferita dei bulli e segretamente innamorato di una sua compagna, a cui non riesce a dichiarasi.

Un giorno lo strano bibliotecario della scuola gli suggerisce di ordinare qualcosa che potrebbe fare al caso suo: “Il Metodo Ercole”, un volumetto che promette di rendere incredibilmente forte e senza troppi sforzi chi ne legge le istruzioni.

Giorni dopo il nostro protagonista e il suo migliore amico Pete tornano a casa per scoprire che il portentoso manuale è arrivato. Luther pianifica di usarlo il giorno stesso, così si allena da solo per tutta la notte e con sua grande delusione si accorge che l’allenamento non ha dato miglioramenti visibili.

Luther protagonista di Lo strano talento di Luther Stroode

Abbattuto, si dirige in cucina per fare colazione. In quel momento il piatto scappa a sua madre, ma viene preso al volo da Luther, che realizza di aver acquistato dei riflessi ed una velocità incredibili. Il manuale ha funzionato.

Nei giorni seguenti il corpo del nostro protagonista cambia ulteriormente. Non sono migliorate solamente la sua velocità e i suoi riflessi, ma anche la sua forza fisica è aumentata. Tuttavia, come presto scoprirà, i suoi nuovi poteri lo porteranno ad affrontare avversari pericolosi e ad una serie di tragici eventi.

Veniamo a noi. In quest opera è la violenza a fare da padrona. Ma come altre opere più famose di questo genere nasconde anche una sua profondità. Il nostro protagonista cerca si la forza estrema ma non per sole ragioni personali.

La protezione dei suoi amici, della sua famiglia e della sua stessa vita porteranno il giovane protagonista a compiere scelte ed atti orribili. Sarà proprio grazie a questa forza in bilico tra dono e maledizione che Luther maturerà e a caro prezzo.
In conclusione vi invito a recuperare quest’opera e ad andare oltre il suo aspetto di fumetto super violento e ad intravedere la vera anima che risiede nelle sue pagine. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “ leggete con il cuore e pensate con la mente”.

Thor – The Dark World

Locandina di Thor – The Dark World.

Diretto da Alan Taylor, Thor – The Dark World è un film del 2013 ed è l’ottava pellicola del Marvel Cinematic Universe. Sequel di Thor, comincia dando uno sguardo al passato.

Migliaia di anni fa Bor, il padre di Odino, affrontò in una sanguinosa battaglia gli Elfi Oscuri guidati da Malekith.
Il loro obiettivo era impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dall’immenso potere, capace grazie a un allineamento particolare dei pianeti noto come “Convergenza” di riportare il mondo nell’oscurità originaria. Dal momento che non poteva essere distrutto, l’Asgardiano decise di nasconderlo nel Mondo Oscuro, mentre Malekith e ciò che restava del suo esercito fuggirono giurando vendetta.

Ai giorni nostri mentre Loki è rinchiuso in prigione per i crimini da lui commessi, Thor insieme ai suoi compagni e a Lady Sif viaggia per i Nove Regni per riportare la pace.
Nel frattempo sul nostro pianeta Jane Foster e Darcy Lewis insieme al nuovo stagista Ian fanno una misteriosa e sensazionale scoperta a Londra. In un punto ben preciso di un edificio abbandonato la forza di gravità sembra interrompersi e gli oggetti spariscono nel nulla. Che cosa si nasconderà mai dietro a questo misterioso fenomeno? Che sia qualcosa di pericoloso, capace di portare il caos nel mondo?

Un’altra locandina di Thor – The Dark World.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor – The Dark World è un film che mi è piaciuto tanto e forse anche più del primo. L’ho trovato molto più maturo e per certi versi anche oscuro. E’ ricco di scene d’azione e di drammaticità, ma non manca ovviamente quel pizzico di comicità che non guasta mai.

E’ stato bello osservare le emozioni che ciascun personaggio provava in determinate situazioni. La morte di Frigga, moglie di Odino e madre naturale di Thor e adottiva di Loki, ha messo ben in evidenza le reazioni dei tre uomini che più l’hanno amata.

Quella del Dio dell’Inganno mi ha fatto un male assurdo. Ha usato le sue capacità per mascherare il dolore verso l’unica persona che forse lo ha amato veramente. E’ arrivato a sfogarsi sia contro gli oggetti della sua stanza che contro sé stesso. A proposito di lui ho amato molto la scena della sua falsa morte. E’ stata così realistica ed emozionante da trarre in inganno praticamente tutti, soprattutto il Dio del Tuono.

Se non lo avete ancora visto, vi consiglio di recuperarlo perché ne vale davvero la pena. Detto questo, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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The Goon

Una delle copertine di The Goon

The Goon è una serie a fumetti statunitense scritta e disegnata da Eric Powell. L’opera è un misto di comicità e violenza che tende verso il paranormale. Diverse storie, infatti, vedono coinvolte creature quali zombie, fantasmi, mutanti, robot, scienziati pazzi e molto altro.
Andrò ora a dare un accenno della trama per poi esporre le mie opinioni personali.

Goon è un orfano cresciuto da sua zia Kizzie, una donna che si esibisce come forzuta in un circo itinerante, e passa la prima parte della sua infanzia ad aiutare nel circo come può.

Quando il boss mafioso Labzario si nasconde nel circo, Goon si intrufola nel carrozzone dove si era sistemato, incuriosito dalla reputazione dell’uomo. Il boss gli mostra un libretto che contiene tutti i nomi della gente a cui ha fatto un favore, dei sui nemici e di tutti quelli che gli devono dei soldi.

La polizia, tuttavia, rintraccia il boss e circonda il carrozzone. Nella sparatoria che segue Labzario si fa scudo col piccolo Goon e spara a zia Kizzie, che stava tentando di proteggere il bambino, uccidendola.  Quando il malavitoso definisce la donna una “stupida vacca” per il gesto compiuto, Goon perde il controllo e fracassa la testa dell’uomo con un sasso. Successivamente prende il libretto, il cappello nonché il controllo degli affari del gangster, spacciandosi come suo braccio destro.

Un’altra copertina di The Goon.

Estorcendo soldi ai commercianti in cambio di protezione, si sbarazzò di tutti i debitori fannulloni e a chi gli domandava dove fosse il suo capo raccontava che Labzario si stava nascondendo dai suoi nemici e dalla polizia.

Veniamo a noi. The Goon è un perfetto connubio di comicità, situazioni al limite dell’assurdo e violenza ben calibrata. Pagina dopo pagina l’atmosfera che ci viene proposta è quella di un classico “B-movie” anni 50. Sia il nostro protagonista che i personaggi comprimari e secondari sono scritti e caratterizzati magistralmente.

Magistrale è anche il particolare stile di disegno di Eric Powell, già visto in opere tipo Big Man Plans.
In conclusione, vi consiglio caldamente di recuperare questa serie portata in Italia da Panini Comics. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

Leggi anche: Big Man Plans

Non mi farò coinvolgere

Copertina di Non mi farò coinvolgere.

Non mi farò coinvolgere è un manga di genere yaoi creato da Kou Yoneda. E’ stato pubblicato sulla rivista Craft dalla Taiyoh Tosho. In Italia è arrivato grazie alla Flashbook Edizioni.

Racconta la storia d’amore tra un dipendente e il suo datore di lavoro. Quando Shima viene assunto in una nuova azienda, il primo incontro col suo nuovo datore di lavoro non è proprio dei migliori: Togawa è di ritorno da una serata di baldoria e si presenta con i postumi dell’alcol.

Nonostante sia un uomo amichevole, è invadente e ha dei modi di approcciare molto grossolani. All’inizio Shima è insofferente a tutto questo ma, ad un certo punto, cerca di prendere e mantenere un po’ le distanze sia verso di lui che verso tutti gli altri colleghi a causa del suo passato.

Tuttavia, passa il tempo e il nostro nuovo dipendente finisce per innamorarsi del suo datore di lavoro. Infatti, quando Togawa lo invita a cena, lui non rifiuta questa volta. Com’è senz’altro prevedibile in questo genere di racconti, i due finiscono a letto insieme e da lì comincia la loro frequentazione anche fuori dal lavoro. Questa relazione sarà destinata a durare?

Una pagina di Non mi farò coinvolgere.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Non mi farò coinvolgere è un manga che mi è piaciuto sin da subito e l’ho trovato anche un po’ più maturo rispetto ad altre cose che ho letto.

Shima è una persona introversa, che difficilmente si esprime e si apre verso gli altri. Ha anche difficoltà a fidarsi di chiunque e tutto questo è dovuto principalmente a ciò che è avvenuto prima di essere assunto in questa nuova azienda.

Gli è infatti difficile pensare che un eterosessuale come Togawa possa realmente provare dei sentimenti molto forti per lui, che vanno al di là del semplice rapporto sessuale. Secondo il suo punto di vista lui prima o poi si scoccerà e lo abbandonerà com’è già successo in altre circostanze. Inoltre non potrà mai dargli la famiglia che lui vorrebbe.

Cerca quindi di non farsi coinvolgere troppo da questa storia e arriverà pure a troncarla pur di proteggersi da qualcosa che in questo caso non esiste, se non nella sua testa. E pagherà amaramente la sua decisione.

Per quanto riguarda Togawa, è un personaggio che ho amato tantissimo. E’ stato bello vedere un eterosessuale approcciare con una persona del suo stesso sesso, finendo per innamorarsene. Non si è fatto nessuna domanda e nessun problema al riguardo. Le cose sono andate così e a lui sta bene.

Se amate questo genere di storie o lo yaoi in generale, vi consiglio di recuperare questo manga. E’ un unico volume, quindi il vostro portafoglio non ne risentirà più di tanto. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Sacro/Profano – Paradiso

Copertina regolare di Sacro/Profano – Paradiso.

Pubblicato da Dentiblù Edizioni, Sacro/Profano – Paradiso è un fumetto creato da Mirka Andolfo. Ultimo volume della trilogia, racconta le vicende di Angelina e Damiano in seguito alla scoperta di una inaspettata gravidanza.

Quando è in arrivo un bambino, i futuri genitori si trovano spesso ad affrontare un gran numero di responsabilità. Ed è così che il nostro satanasso decide di mettere la testa a posto. Comincerà a cercare un lavoro serio, finendo col mettere da parte la sua band ovvero gli Scassaballe, ormai considerata come un illusorio sogno giovanile.

Questa decisione lo porterà in una posizione di conflitto con i suoi amici di infanzia Giuda e Grugno, che si sentiranno un po’ traditi da lui. E, come se non bastasse, i genitori del nostro diavolo sembrano nascondergli qualcosa. Che cosa sarà mai?

Dopo aver accennato la trama, passiamo alle considerazioni personali. Sacro/Profano – Paradiso rappresenta una perfetta conclusione per questa trilogia e i personaggi raggiungono una piena maturità. Angelina si trova a dover affrontare la gravidanza con tutti i suoi pro e i suo contro, finendo a volte per tormentare involontariamente il povero Damiano.

Una tavola di Sacro/Profano – Paradiso.

Quest’ultimo comincia a sentire su di sé il peso delle responsabilità. E’ spaventato dall’idea di diventare padre e spesso si sente un fallito in confronto alla sua amata angioletta. Tuttavia, è disposto a tutto pur di essere all’altezza del duplice ruolo di padre e di marito. Infatti affronta numerose peripezie e molti colloqui per trovare un lavoro serio.

Tutte le sue ansie e le sue paure spariscono nel momento in cui Eden viene al mondo ed è fra le sue braccia. Scopriremo in seguito che è diventato uno splendido marito e un ottimo padre.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, scopriamo il più grande segreto della mamma di Angelina e anche quello dei genitori di Damiano. Ovviamente non farò nessuno spoiler perché preferisco che ve lo leggiate e che lo scopriate da soli.

Ad ogni modo questo volume è esattamente come i due precedenti. E’ ricco di umorismo e, come sempre, le scene rappresentate non sono sempre quelle che sembrano. Spesso sono equivoche e noi lettori finiamo per pensare a cose poco caste e pure, che poi non si rivelano proprio tali.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui e ovviamente vi invito a recuperare questa storia, perché ne vale veramente la pena. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure”.

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Big Man Plans

Copertina di Big Man Plans

Big Man Plans è un fumetto statunitense scritto da Tim Wiesch e disegnato da Eric Powell.
Pubblicato dalla Image Comics, è stato portato in Italia dalla Panini Comics.
Andrò a darvi un accenno di trama per poi passare alle mie opinioni personali sull’opera.

La nostra storia si svolge nell’America di fine anni settanta. Il nostro protagonista è Grand’Uomo, il cui vero nome non ci verrà mai rivelato.
Affetto da nanismo, ha vissuto un’infanzia traumatica. Improvvisamente orfano di padre, è stato abbandonato dalla madre e separato dalla sorella, finendo così per crescere in un orfanotrofio dove veniva quotidianamente picchiato dai bulli. Senza niente più da perdere decide di arruolarsi nell’esercito per servire nella Guerra del Vietnam, dove gli viene assegnato un compito veramente singolare.

Anni dopo Grand’Uomo riceve una lettera da una persona del suo passato, forse l’unica insieme a suo padre ad avergli voluto davvero bene e che non lo abbia trattato come un fenomeno da baraccone. A causa del contenuto della lettera egli decide di tornare a casa sua, in Tennessee, per portare alla luce un tremendo segreto e punire chi ha tentato di insabbiare tutto.

Veniamo a noi. Big Man Plans è un fumetto forte, “pesante” sotto molti aspetti. La vendetta del nostro protagonista ci viene mostrata a pieno nella sua crudezza e senza censure. Pagina dopo pagina scopriremo i motivi che hanno portato a questa violenta e brutale vendetta, oltre ovviamente alle punizioni poco gradevoli che lui riserverà alle sue vittime.
Se dovessi paragonare questo fumetto a qualcosa, potrei paragonarlo ad un film di Tarantino perché la violenza è esagerata ed esplosiva ma forse giustificata.
Non mi resta che invitarvi a recuperare questo fumetto. Vi informo in oltre che girano voci riguardo a un possibile adattamento in serie televisiva, quindi non ci resta che aspettare nuove informazioni. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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I KIll Giants

Copertina del primo volume di I Kill Giants

I Kill Giants è un fumetto americano scritto da Joe Kelly e disegnato da J.M. Ken Niimura.
In patria pubblicato dalla Image Comics nel nostro paese la sua pubblicazione è ad opera di BAO Publishing.
Andrò a darvi un’accenno di trama per poi passare alle mie opinioni personali sull’opera.

Barbara Thorson è una ragazzina asociale ossessionata dai giochi di ruolo. Dotata di una grande fantasia, è fermamente convinta che i giganti esistano e presto arriveranno per portarle via tutto. Per queste sue attitudini è vittima costante di Taylor, la bulla della scuola.
L’incontro con Sophia, unica ragazzina che asseconda le storie della nostra protagonista, le regalerà un’amica. Ma i “giganti” di cui parla la ragazzina sono davvero inesistenti? O sono la rappresentazione di altro?

Ora veniamo a noi. I Kill Giants come vedremo è un fumetto che potremmo riassumere con un solo termine: “accettazione”. Ci sono problemi e situazioni che agli occhi di un bambino possono davvero sembrare giganti impossibili da superare. In conclusione, vi invito caldamente a recuperare quest’opera. Vi informo inoltre che ne è stato fatto un adattamento cinematografico, purtroppo inedito in Italia. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente“.