Sacro/Profano – Paradiso

Copertina regolare di Sacro/Profano – Paradiso.

Pubblicato da Dentiblù Edizioni, Sacro/Profano – Paradiso è un fumetto creato da Mirka Andolfo. Ultimo volume della trilogia, racconta le vicende di Angelina e Damiano in seguito alla scoperta di una inaspettata gravidanza.

Quando è in arrivo un bambino, i futuri genitori si trovano spesso ad affrontare un gran numero di responsabilità. Ed è così che il nostro satanasso decide di mettere la testa a posto. Comincerà a cercare un lavoro serio, finendo col mettere da parte la sua band ovvero gli Scassaballe, ormai considerata come un illusorio sogno giovanile.

Questa decisione lo porterà in una posizione di conflitto con i suoi amici di infanzia Giuda e Grugno, che si sentiranno un po’ traditi da lui. E, come se non bastasse, i genitori del nostro diavolo sembrano nascondergli qualcosa. Che cosa sarà mai?

Dopo aver accennato la trama, passiamo alle considerazioni personali. Sacro/Profano – Paradiso rappresenta una perfetta conclusione per questa trilogia e i personaggi raggiungono una piena maturità. Angelina si trova a dover affrontare la gravidanza con tutti i suoi pro e i suo contro, finendo a volte per tormentare involontariamente il povero Damiano.

Una tavola di Sacro/Profano – Paradiso.

Quest’ultimo comincia a sentire su di sé il peso delle responsabilità. E’ spaventato dall’idea di diventare padre e spesso si sente un fallito in confronto alla sua amata angioletta. Tuttavia, è disposto a tutto pur di essere all’altezza del duplice ruolo di padre e di marito. Infatti affronta numerose peripezie e molti colloqui per trovare un lavoro serio.

Tutte le sue ansie e le sue paure spariscono nel momento in cui Eden viene al mondo ed è fra le sue braccia. Scopriremo in seguito che è diventato uno splendido marito e un ottimo padre.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, scopriamo il più grande segreto della mamma di Angelina e anche quello dei genitori di Damiano. Ovviamente non farò nessuno spoiler perché preferisco che ve lo leggiate e che lo scopriate da soli.

Ad ogni modo questo volume è esattamente come i due precedenti. E’ ricco di umorismo e, come sempre, le scene rappresentate non sono sempre quelle che sembrano. Spesso sono equivoche e noi lettori finiamo per pensare a cose poco caste e pure, che poi non si rivelano proprio tali.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui e ovviamente vi invito a recuperare questa storia, perché ne vale veramente la pena. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure”.

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Giovanni Marcora

Una foto di Giovanni Marcora dedica un disegno durante il Napoli Comicon 2017.

Autore di Kill The Granny 2.0 e di T.B.S.M, Giovanni Marcora è un’artista italiano. Quando frequenta la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, conosce Francesca Mengozzi e nasce subito una collaborazione ed intesa artistica.

Quest’ultima continua anche dopo la conclusione della scuola. Insieme a lei comincia a lavorare per la Vittorio Pavesio, pubblicando Kill The Granny e Tatini.

Lavorerà come colorista per Ankama Editions, Corriere della Sera e Progetto Radium.
Sarà un character designer invece per la Kinder Ferrero.

Nel 2012 arriva la vocazione di docente di fumetto. Così comincia ad insegnare al Corso di Fumetto Montemurlo e ancora oggi ricopre questo ruolo.

Inoltre lavora come colorista e disegnatore per Disney Italia, Disney America e Dupuis. Lavora anche per Edizioni Dentiblù, con cui pubblicherà Kill The Granny 2.0 e T.B.S.M.

Copertina di una nuova creazione di Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora.

Dopo aver parlato della sua biografia, passiamo alle considerazioni personali. Questo artista l’ho conosciuto in occasione del Napoli Comicon 2016. Come già dissi nella recensione sulla sua collega, la mia attenzione ricadde sul primo volume di Kill The Granny 2.0.

E’ da quel momento che seguo anche lui e devo ammettere che mi è difficile distaccare il suo lavoro da quello dell’altra. Principalmente lui disegna mentre lei colora, ma è una straordinaria e bellissima collaborazione. Ciò che inizia lui, lo conclude lei e viceversa. E’ davvero un lavoro a quattro mani.

Ciò che mi piace di Giovanni Marcora è il suo rapporto con chi lo segue. In occasione del Napoli Comicon 2017 ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con lui durante una dedica. Parlavamo di T.B.S.M., di come fosse venuta loro questa idea e di quali particolari sostanze avessero fatto uso per partorire tutto questo.

Fu una conversazione molto divertente, soprattutto quando mi scappò un “perché sei fissato con i cavalli?“. Lì venne davvero da ridere ad entrambi. Ed è stata la prima volta che mi chiese quale personaggio volesse che mi disegnasse, visto che il volume lo avevo letto prima di fare la fila per entrare in fiera.

Quest’anno andrò al Lucca Comics & Games e spero di rivedere entrambi, ma soprattutto di mettere le mani su qualche loro nuova creazione. Penso di aver detto tutto su di lui, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche: Kill the Granny 2.0

Sacro/Profano – Purgatorio

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Copertina di Sacro/Profano – Purgatorio.

Pubblicato da Dentiblù Edizioni, Sacro/Profano – Purgatorio è un fumetto italiano creato da Mirka Andolfo. Sequel di Inferno, racconta le vicende caste e peccaminose avvenute dopo la proposta di matrimonio.

Angelina ha risposto di sì al gentil satanasso e, forse di conseguenza, si è finalmente concessa a lui. C’è stata così la loro prima notte d’amore e di passione.

Il matrimonio non può organizzarsi da solo, quindi i futuri sposi compiono il primo passo: conoscere i futuri suoceri. C’è chi resterà contento di questa unione e chi ne sarà contrario fino all’ultimo momento.

Riuscirà la nostra coppia a celebrare il loro matrimonio, nonostante gli aspri e i dissapori creatisi in famiglia?

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho acquistato Sacro/Profano – Purgatorio durante una sessione autografi organizzata da Star Shop di Napoli. L’ho letto poco tempo dopo e mi si sono aperti nuovi orizzonti.

Una tavola di Sacro/Profano – Purgatorio dove viene organizzato un incontro fra le due famiglie dei rispettivi sposi.

Questo volume chiarisce un punto fisso di Angelina: il sesso solo ed esclusivamente dopo il matrimonio.

Tutto ha inizio anni prima, quando la nostra angioletta è soltanto una bambina. Sua madre ha una visione molto negativa sulla figura maschile, in quanto è stata abbandonata dal suo amato. Si è trovata così da sola a crescere la sua adorata bambina, facendole da padre e cercando di non farle mancare nulla.

Influenzata da questa sua nuova visione di vita, spinge la figlia a prometterle di non concedersi a nessun uomo, finché quest’ultimo non le chieda prima di sposarla. Soltanto dopo la cerimonia potrà consumare la passione fino ad allora assopita.

Angelina, ingenuamente, glielo promette e questa sua scelta la condizionerà per tutta la vita. La situazione tende a peggiorare, perché sua madre non accetta la sua relazione con Damiano.

Agli occhi della futura suocera il satanasso non è l’uomo giusto per sua figlia. E’ un diavolo per niente di bell’aspetto, senza un lavoro stabile e soprattutto non ha rispettato l’innocente purezza della sua bambina.

Una tavola di Sacro/Profano – Purgatorio, in cui è Angelina a prendere spesso l’iniziativa e chissà come mai.

La reazione di sua madre porterà Angelina a desiderare la famiglia perfetta, quindi cercherà di diventare presto mamma.

Tuttavia, ogni suo tentativo servirà davvero a poco e nemmeno dopo le nozze cambierà qualcosa. L’odiosa suocera si occuperà della celebrazione della cerimonia, ma deciderà anche di rinunciare a sua figlia.

Angelina non ha mantenuto la promessa e, avendo scelto Damiano, non ha rispettato sua madre e la sua volontà.

Questo avvenimento segnerà molto la nostra neo sposa, che già aveva perso suo padre e adesso anche l’unico genitore che aveva.

Nonostante il futuro appaia incerto e abbia paura di mettere su famiglia, il nostro satanasso conforta la sua sposa. Viene così fuori un uomo premuroso, che ama sua moglie e che desidera costruire il suo futuro insieme a lei, però a piccoli passi e senza fretta.

Una tavola di Sacro/Profano – Purgatorio.

All’interno di questo volume conosciamo anche i genitori di Damiano. Sono una coppia affiatata, la cui fiamma passionale non si è mai spenta e anzi spesso si accende anche laddove non sarebbe opportuno, facendo imbarazzare il figlio.

A differenza della madre di Angelina loro approvano questo amore, ritenendo l’innocente e formosa angioletta la donna ideale del loro diavoletto.

Per quanto riguarda l’atmosfera che si respira attraverso le tavole, è praticamente la stessa che già si è percepita nel volume precedente.

E’ una perfetta miscela di comicità e serietà. Non mancano le classiche gag equivocanti e finte porcellose, dove niente è mai come sembra.

Lo stile di disegno morbido e formoso di Mirka Andolfo si sposa perfettamente con questa storia ancora una volta.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure”.

Leggi anche: Sacro/Profano – Inferno

Francesca Mengozzi

Una foto di Francesca Mengozzi.

Nata il 7 dicembre 1983 a Pistoia, Francesca Mengozzi è un’artista italiana. Dopo aver concluso gli studi presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, comincia a lavorare come artista freelance.

La sua carriera come colorista e sceneggiatrice comincia nel 2007 con la Vittorio Pavesio Productions. Negli anni successivi lavorerà anche per l’Ankama Editions, Mytico e saldaPress.

Al giorno d’oggi insegna presso il Corso di Fumetto Montemurlo. In oltre collabora con diverse case editrici, fra cui la Edizioni Dentiblù.

Copertina di “Tatini”, una delle tante storie create da Francesca Mengozzi in collaborazione con Giovanni Marcora.

Dopo aver parlato della sua biografia, entriamo nel vivo della nostra recensione. Ho conosciuto quest’artista durante il Napoli Comicon 2016. Ero davanti allo stand della Edizioni Dentiblù quando i miei occhi si sono posati su un fumetto in particolare: Kill The Granny 2.0.

Lo presi e cominciai a sfogliarlo. Era la storia di un gatto che cercava vendetta verso la sua anziana padrona. Metteva in atto i suoi piani, ma non andavano mai in porto. L’idea mi piacque così tanto che decisi di acquistarlo e di farmelo dedicare. E’ da quel giorno che seguo la produzione sua e di Giovanni Marcora.

Apprezzo Francesca Mengozzi principalmente per due aspetti. Il primo è emerso poco fa ovvero la genialità. Non ho mai avuto occasione di leggere le sceneggiature delle sue produzioni, ma scommetto che sono tutte fantastiche, ricche di elementi che magari a un primo sguardo non ci fai tanto caso nella versione fumettistica.

Una pagina del primo volume di Kill The Granny 2.0, fumetto a cui Francesca Mengozzi ha lavorato insieme a Giovanni Marcora.

Il secondo aspetto riguarda sicuramente lo stile di disegno, in particolare la colorazione. Quando mi fu fatta la dedica sia sul primo che sul secondo volume di Kill The Granny 2.0, osservai con quanta delicatezza e precisione usasse non soltanto la matita ma anche gli acquarelli. Più osservo le dediche, più ci vedo una colorazione soft e leggera (arricchita da un uso magistrale di luci ed ombre), capace di trasmettere qualcosa. Può trattarsi di un’emozione negativa oppure positiva a seconda del personaggio rappresentato. E nel caso di un gatto emerge lo “scazzo” tipicamente felino.

Da poco ho scoperto l’esistenza di altre sue produzioni e cercherò di recuperarle in qualche modo. Se ciò che quest’artista racconta fa al caso vostro, vi consiglio di seguirla perché ne vale davvero la pena. Penso di aver detto tutto ciò che c’era da dire, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche: Kill the Granny 2.0

Sacro/Profano – Inferno

Regular Cover di Sacro/Profano – Inferno

Sacro/Profano – Inferno è il primo volume della trilogia creata da Mirka Andolfo e pubblicata dalla Edizioni Dentiblù.
Nato come un fenomeno del web, racconta la storia d’amore fra Angelina e Damiano, rispettivamente un angelo e un diavolo.

La loro relazione amorosa nasce per caso. Durante il concerto degli “Scassaballe” (la band rock di Damiano), il nostro diavolo salta dal palco e atterra proprio sui seni prosperosi della nostra ingenua angioletta.

Damiano è deciso a conquistarla con il suo irresistibile fascino, così da poter mostrare la forza devastante del suo magico arnese. Tuttavia, l’impresa non si dimostra per niente facile, perché non ha messo in conto un piccolo dettaglio: il matrimonio.

Riuscirà il nostro povero diavolo a varcare la soglia dell’angelico paradiso senza doversi per forza sistemare e mettere su famiglia?

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Sacro/Profano – Inferno è un fumetto che ho apprezzato molto, perché racconta una storia d’amore fra un angelo e un diavolo, che non è poi così diversa da quelle che ognuno di noi vive nel mondo reale.

Una delle tavole più belle e che meglio spiega il rapporto fra Angelina e Damiano in Sacro/Profano – Inferno.

Angelina è la classica ragazza pura e casta, un po’ ingenua. Sogna di incontrare il suo principe azzurro, una persona da amare e con cui vorresti condividere la tua intera esistenza.

Damiano, invece, è il classico ragazzo che ama vivere giorno per giorno, seguire il vento ovunque soffi ed essere libero in qualunque sfaccettatura e sfumatura della vita.

Pur essendo così diversi ed incompatibili, fra i due sboccia un amore che diventa sempre più forte col tempo. All’inizio di questa storia il nostro diavolo ha come unico obiettivo conquistare la prosperosa angioletta e portarla a letto.

E’ il classico “sedotta ed abbandonata”, peccato solo che la situazione gli sfugga di mano e passano ben sette anni dal loro incontro.

Sono sette anni in cui il nostro diavolo tiene a bada il suo forcone, impedendo così che profani il primo buco che gli capiti a tiro. Ciò che lo spinge a resistere così tanto a lungo è l’amore che lui prova per Angelina, cosa che comprende dopo un bel po’.

Ed è nel momento in cui raggiunge questa consapevolezza, che decide di fare il grande passo e di chiederle la mano. Aveva sempre rimandato questa cosa proprio per paura di impegnarsi, di mettere su famiglia perché troppo giovane per affrontare un simile avvenire.

Un’altra tavola tratta dal volume Sacro/Profano – Inferno.

D’altro canto Angelina capisce dopo tanto tempo che non occorre arrivare necessariamente nubile al matrimonio per comprendere e constatare le reali intenzioni della persona amata. Comprende gli sforzi fatti da Damiano e decide che è arrivato il momento di entrare in intimità completa con lui.

Mirka Andolfo ci racconta questa storia d’amore attraverso delle tavole disegnate divinamente, con il suo stile così inconfondibile: pulito, morbido e sensuale.
Si, miei cari lettori e mie care lettrici, avete capito proprio bene. C’è tanta sensualità ed erotismo in questo racconto, che non sfocia mai nel volgare e anzi il più delle volte mette in evidenza quanto la nostra mente possa essere maliziosa e perversa.

Ogni episodio nasce e si sviluppa in un certo modo, conducendoci inconsapevolmente a pensare a un determinato epilogo e, quando lo si raggiunge, scatta l’umorismo e la risata perché non avviene ciò che ci aspettavamo realmente. E non mancano ovviamente momenti ricchi di sentimenti e di “pucciosità”.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione su Sacro/Profano – Inferno termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche: Mirka Andolfo

Pagina ufficiale di Facebook:

Kill the Granny 2.0

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Prima pagina del fumetto Kill the Granny 2.0

Se vi trovaste improvvisamente a vivere nei panni di un gatto che è stato castrato dalla sua padrona, che cosa fareste?
Kill the Granny 2.0 è il fumetto che risponde più che bene a questa nostra domanda. Nato da menti geniali e creato dalle abili mani di Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora, racconta la storia di un gatto – credo che appartenga alla razza siamese, a giudicare dall’aspetto esteriore – a cui la padrona ha dato il ben servito: la castrazione. Dal momento che desidera ardentemente la vendetta nei confronti della sua “carnefice”, decide di stipulare un patto con il diavolo in persona. Che contratto potrà mai essere o trattarsi? Tutto è legato a una semplice clausola: se questo gatto riuscirà a uccidere la donna e a dare così l’anima al diavolo, potrà riavere ciò che l’anziana signora gli ha tolto cioè le sue amate palle feline. Ci riuscirà? Spetta ai lettori e alle lettrici scoprirlo, perché ovviamente non ve dirò né adesso, né mai.
E adesso passiamo alle considerazioni personali su Kill the Granny 2.0
Questo fumetto made in Italy è stato una vera rivelazione, una vera sorpresa. Mi era già capitato di vedere qualche disegno o qualche tavola sulla pagina ufficiale di Facebook, in quanto alcune persone che ho fra gli amici lo condividevano.
Quando durante l’edizione di Napoli Comicon di quest’anno sono arrivata davanti allo stand Dentiblù Edizioni e l’ho trovato, ho pensato bene di comprarlo. Nonostante non fossi sicura di questa scelta perché non avevo idea di cosa aspettarmi, ho deciso di rischiare comunque e non mi pento affatto di questa azione. Ciò che ho avuto fra le mani è un fumetto che racchiude una trama ben elaborata, che lascia stupore e sorpresa verso la fine del volume. Ed è stato esilarante vedere quanto questo gatto si sforzi pur di raggiungere il suo tanto bramato scopo. Se ne inventa di cose per eliminare l’anziana signora, peccato che non gli vada sempre bene. Che sia sfortunato? Chi lo sa, starà a voi scoprirlo.
La nostra recensione su Kill the Granny 2.0 termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Pagina ufficiale di Facebook: Kill the Granny 2.0

Napoli Comicon 2016

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Sfondo di Suicide Squad al Napoli Comicon 2016.

Dal 22 al 25 aprile 2016 si è tenuta la diciottesima edizione di Napoli Comicon presso la Mostra d’Oltremare. Esattamente come ogni anno c’è stata una grande affluenza e mi è capitato di incontrare, conoscere e scambiare quattro chiacchiere in fila con persone che provenivano da altre regioni della nostra penisola e delle nostre isole, quindi al di fuori della Campania. Come si è notato sicuramente dal sito ufficiale dell’evento, sono state introdotte alcune novità che passiamo presto a illustrarvi.
Cominciamo con l’organizzazione. Quest’anno è stata data la possibilità di comprare l’abbonamento – a cui è stato legato un altro survival kit esattamente come nella precedente edizione – o il biglietto giornaliero in prevendita per chi avesse la Comicon Card e ovviamente era previsto solo ed esclusivamente l’acquisto di un unico abbonamento, così da permettere a molti altri di entrarne in possesso. E successivamente verso il mese di gennaio lo shop online – e anche presso i punti vendita autorizzati – è stato letteralmente attivato ed ampliato alla massa. La novità di quest’anno riguarda il biglietto giornaliero, anch’esso con il nominativo. Questa tattica è stata utilizzata per combattere il fenomeno del bagarinaggio e devo ammettere che questa decisione ha riscontrato un notevole successo. Di bagarini nemmeno l’ombra, fatta eccezione per chi vendeva cibi o bevande all’esterno – ma questa è un’altra storia. E a questo punto la sottoscritta deve ammettere che lo Staff del Napoli Comicon 2016 ha davvero superato sé stesso e svolto il suo compito egregiamente e con grande professionalità. Questa volta c’era più di un ingresso a parte quello principale di Piazzale Tecchio e del Viale Kennedy, più o meno suddivisi fra cosplayers, giornalieri ed abbonati. E vogliamo parlare del regolamento? Mai come questa volta è stato seguito e applicato alla lettera. Non ho visto nessun Free Hugs, Free Kiss e così via e lo stesso discorso vale per qualsiasi materiale sportivo (palloni, pesi, ecc.) che potesse causare disturbo alla quiete pubblica. E ho trovato alquanto esilarante ciò che hanno scritto sui biglietti, quindi direi di fare loro un grosso ma grossissimo applauso.

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Conferenza di ArtSteady al Napoli Comicon 2016.

Questo è stato l’anno delle conferenze per me. Ho preso parte a quelle che più mi interessavano e suscitavano una certa curiosità, in particolare sui seguenti argomenti: auto-produzione, autori, prossime uscite presso le case editrici più famose e note sul suolo italico. E’ stato molto ma molto interessante ascoltare ciò che avevano da dire i vari ospiti, provenienti da ogni parte del mondo e dai ruoli e dalle professioni più disparate. Da ogni conferenza è venuto fuori qualcosa di unico e di irripetibile. Per esempio sul tema dell’auto-produzione gli autori si sono espressi sia a favore che a sfavore, presentando quelli che possono essere i possibili pro e i contro di questa scelta (si può dire che è una sorta di arma a doppio taglio). Ciò che è stato evidente è il desiderio di essere sé stessi, di emergere come artista e di esprimere un’idea secondo un proprio stile ed un proprio linguaggio, senza che la casa editrice imponga il proprio sigillo e le proprie regole. Ovviamente scegliere questo percorso comporta alcuni rischi abbastanza grossi, come per esempio la questione del pubblico ovvero se tale storia possa piacere o meno ai possibili lettori. Ed ecco che i Social Network corrono in un certo senso in soccorso, perché permettono di sperimentare e di osservare la loro reazione. Un’altra cosa che è emersa è la differenza di pensiero fra le varie case editrici, in quanto c’è chi desidera rischiare e gettarsi a capofitto in una sfida – quindi investire in un progetto completamente nuovo e fuori da ogni schema fino ad ora conosciuto – e chi preferisce invece andare sul sicuro, di non fare un passo più lungo della gamba almeno che le condizioni non cambino e diventino favorevoli.

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Incontro con il cast di Outcast al Napoli Comicon 2016.

Riassumendo quanto è stato detto fino a questo momento, il Napoli Comicon 2016 può essere considerato come l’anno della svolta e del cambiamento totale verso una più sana maturazione. Ho respirato un senso di tranquillità e serenità per tutti e quattro i giorni e non c’è stato un attimo di stress, cosa che nelle precedenti edizioni c’era e come e anche parecchio forte ed evidente direi.
Si può affermare che questa fiera dedicata al mondo del fumetto, del videogioco e di tutto ciò che può interessare ai ragazzi e alle ragazze nonché anche agli adulti di diverse fasce d’età abbia imparato dai propri errori e stia procedendo sulla strada giusta e chissà magari un domani arriverà a un livello di fama e di considerazione tale da metterla sullo stesso piano di eventi come il Romics e il Lucca Comics & Games, sempre se non ci è arrivato già.
La nostra recensione sul Napoli Comicon 2016 termina qui. A presto cari lettori e care lettrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

 

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