La principessa guerriero

Copertina di La principessa guerriero.

Scritto da Tamora Pierce, La principessa guerriero è un volume che racchiude i primi due romanzi della saga Song of the Lioness. Pubblicato da Fanucci Editore, racconta la storia di Alanna, una fanciulla che non è interessata a diventare una dama e una docile moglie. In lei c’è lo spirito e il cuore di un guerriero a differenza di suo fratello gemello Thom, interessato invece al mondo della magia.

Per cambiare i loro destini e ottenere ciò che i loro cuori davvero desiderano, i due decidono di scambiarsi e falsificano le lettere di presentazione. Alanna diventa così Alan e parte alla volta del castello di Corus, dove riceverà l’addestramento per diventare un giorno cavaliere. Riuscirà a realizzare il suo sogno?

Dopo aver dato un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali.
Questa storia mi è piaciuta molto e mi sono immedesimato in più di un occasione nel personaggio di Alanna. Lei è una donna forte e determinata, difficile da sottomettere e soprattutto persuadere. Quando diventa “Alan“, la storia si fa ancora più interessante.

Essendo lei una donna, è costretta a fingersi uomo pur di realizzare il suo sogno. Nonostante l’addestramento sia già duro di per sé, si vede anche costretta a subire le angherie e le prepotenze da parte di un altro ragazzo. Gli amici cercano in ogni modo di aiutarla, ma lei si rifiuta di parlare e di coinvolgerli. E’ una questione personale e, per dimostrare il suo valore, vuole riuscirci da sola cosa che poi riuscirà a fare.

Finché è piccola, nessuno può notare che è dell’altro sesso. Il problema si mostra nel momento della crescita. Per non far saltare la sua copertura, arriva a fasciarsi il seno e ad indossare una pietra magica per evitare gravidanze spiacevoli. Tuttavia, più il tempo passa, più lei comincia a provare interesse anche verso le questioni femminili e tutto ciò è spesso legato alla cosa che più le fa paura: l’amore.

La principessa guerriero è un fantasy meraviglioso. C’è avventura, azione, misteri ed intrighi di corte e non poteva ovviamente mancare la magia. Se state cercando qualcosa da leggere durante l’estate, questo romanzo può fare sicuramente al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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La promessa dei lupi

Copertina del romanzo La promessa dei lupi.

La promessa dei lupi è un romanzo scritto da Dorothy Hearst e pubblicato dalla casa Editrice Nord in Italia. Primo di una trilogia, racconta la storia di Kaala, una giovane lupa che lotta per la sopravvivenza già dalla sua nascita.

Figlia di una lupa del branco del Fiume Rapido e di un estraneo, il suo destino era già segnato: morire. Tuttavia, i Grandi Lupi impediscono al capobranco di compiere il suo dovere secondo la legge e lei viene risparmiata.

Questa decisione imposta non verrà presa tanto bene e, dopo che sua madre verrà cacciata via, lei si troverà a crescere da sola, contando soltanto su sé stessa. Nessuno del branco è disposto ad aiutarla, anzi la stragrande maggioranza la disprezza.

Perché questo sentimento così tanto negativo? E’ tutto legato ad una leggenda: un lupo di razza mista con una bianca falce di luna salverà i lupi oppure distruggerà il loro mondo. E’ un peso enorme sulle spalle di questa cucciola, che si troverà ad infrangere anche un’antica promessa.

Copertina originale di La promessa dei lupi.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. La promessa dei lupi è un romanzo che mi ha letteralmente conquistato. E’ una storia ambientata in un passato tanto lontano, dove l’uomo non era ancora padrone del mondo ed era un tutt’uno con la natura.

Gli uomini e i lupi vivevano fianco a fianco come se fossero fratelli, finché un giorno qualcosa andò storto e da quel momento le loro strade si separarono. Per evitare che ciò accadesse di nuovo, i lupi fecero una promessa e per generazioni hanno cercato di mantenerla, evitando ogni contatto possibile con l’uomo. Tuttavia, la promessa è destinata ad essere infranta e sarà Kaala stessa a dover prendere un’importante decisione, che cambierà per sempre il futuro di tutti.

Ciò che mi è piaciuto molto di questo romanzo è il modo di raccontare questa storia. La giovane lupa con la falce di luna sul petto è la protagonista e noi lettori vediamo e sentiamo tutto proprio attraverso di lei. Ci viene raccontata così la storia di un branco con le sue abitudini, usanze e costumi. Sembra di essere davvero un lupo talmente che ci si immedesima nel personaggio principale.

Se siete lettori appassionati di storie miste fra avventura e fantasia, La promessa dei lupi è il romanzo che fa sicuramente al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Enemy tra bene e male

Copertina di Enemy tra bene e male.

Enemy tra bene e male è un racconto di genere fantasy scritto da Samantha Beatrice Brillante. Ambientata nella magica e misteriosa terra irlandese, la storia racconta quella che può essere considerata come una lotta fra il bene e il male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

A rappresentare questo scontro fra luce ed ombra sono due giovani studenti: Ginevra Treffin e Ruben Dranger.

La fanciulla dai capelli rossi è la nostra protagonista, nonché voce narrante di questa storia. Infatti è attraverso i suoi occhi verdi che noi lettori assistiamo agli eventi che sconvolgeranno la sua vita, cambiandola totalmente.

Dopo aver dato giusto un accenno di trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho acquistato questo libro durante un evento organizzato nella mia città. Incuriosito sia dal titolo che dalla copertina, ho deciso di leggerlo appena ne ho avuta l’occasione. Sono rimasto così colpito, così conquistato da questa storia che attendo con ansia la pubblicazione del seguito.

Ad ogni modo Enemy fra il bene e il male mi ha regalato emozioni di ogni genere. Per prima cosa è scritto veramente bene. La lettura è stata scorrevole, veloce e rapida. Le pagine le ho divorate in poco tempo e penso di averci messo due o tre giorni a finirlo. Ero così curioso di sapere come andasse avanti la storia da essere incapace di fermarmi, di prendere una pausa.

Ciò trae maggiore forza grazie alla naturale capacità di immedesimarsi con la nostra protagonista Ginevra. Quello che lei ha vissuto, sentito e provato lo ha trasmesso a me, mentre leggevo le pagine della sua storia. Ho provato dolore e rabbia, quando il suo destino si è incrociato all’improvviso con quello di Ruben Dranger, suo “antagonista”.

Questo ragazzo rappresenta ciò che Ginevra più detesta nel sesso opposto. E’ arrogante e viziato, abituato ad ottenere sempre ciò che vuole e desidera al momento anche con la forza, qualora fosse necessaria. Inoltre mostra disprezzo verso tutti coloro che considera inferiori alla sua persona. Infatti prova gusto a denigrare oppure infierire su di essi.

Ciò accade spesso con la nostra protagonista, la quale si troverà in una situazione spiacevole quando lui deciderà di fargliela pagare per le sue troppe intromissioni nei suoi affari. Questo evento darà avvio alla lotta fra il bene e il male, fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Da questo punto in poi verranno a galla segreti dimenticati, custoditi da leggende e racconti a cui nessuno crede più o dà ancora peso.

E sarà un forte sentimento a mescolare continuamente le carte in gioco, portando i due giovani a rivalutare sé stessi, a prendere decisioni che mai avrebbero preso in vita loro.
Dal momento che non voglio rivelare nulla di quanto già detto, la nostra recensione termina qui e vi invito a procurarvi questo libro perché ne vale davvero la pena. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Sandokan – La tigre della Malesia

Copertina dell’album di figurine di Sandokan – La tigre della Malesia.

Sandokan – La tigre della Malesia è una serie animata del 1997 prodotta da Rai Fiction e Mondo TV. Ispirata ai racconti di Emilio Salgari, è composta da un totale di ventisei episodi.

Racconta la storia di Sandokan, un giovane che vive a Singapore insieme al suo tutore Macassar. Quando quest’ultimo viene a mancare, il nostro protagonista apprende una verità fino ad allora ignara: lui è il figlio del Raja del Kiltar. Suo padre e tutta la sua famiglia furono sterminati dai mercenari Dayachi e lui è l’unico sopravvissuto alla tragedia.

Per saperne di più, Sandokan decide di mettersi in viaggio per chiedere udienza al governatore James Brooke. Spera che quest’ultimo possa aiutarlo, ignorando però il suo possibile coinvolgimento nella vicenda.

Durante il viaggio conosce Yanez e Kammamuri, che sono rispettivamente un furbo portoghese e un ragazzino indiano. Stringe una solida amicizia con entrambi, peccato solo che il suo viaggio non è destinato a restare tranquillo.

A causa di un naufragio Sandokan finisce sull’isola di Mompracen, meglio conosciuta da tutti come covo e nido di pericolosi pirati. Grazie alle sue abilità fisiche miste a furbizia ed inganno riesce a diventare il loro capo.

Riuscirà il nostro protagonista a scoprire la verità sul suo passato e a smascherare le malefatte del governatore James Brooke?

Retro della copertina dell’album di figurine di Sandokan – La tigre della Malesia.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Sandokan – La tigre della Malesia è una serie animata che appartiene alla mia infanzia. Rivederla su Rai Gulp dopo tantissimo tempo, è stato un vero tuffo nel passato e mi sono saliti dei feels tremendi.

Dal momento che è ispirata a un romanzo di Emilio Salgari, è ovvio che ci siano delle sostanziali differenze dalla controparte cartacea. La più significativa è sicuramente l’età dei personaggi.

Trattandosi di una serie animata, Sandokan e compagnia bella sono stati protagonisti di un vero e proprio processo di svecchiamento.

Inoltre è stata posta anche maggiore attenzione alle scene violente. Nonostante il continuo utilizzo di armi bianche e da fuoco, è stato reso tutto più soft e leggero.

Tutto ciò è chiaramente servito per attirare ed appassionare i più piccini, permettendo loro di immedesimarsi nei personaggi. C’è chi si sarà sentito un pirata, chi un soldato e chi un giovanotto coraggioso al pari di Kammamuri.

Questa serie animata è soltanto la prima parte di una bellissima trilogia. Infatti ci sono ben due sequel: Sankodan – La tigre ruggisce ancora e Sandokan – Le due tigri.

Se amate questo genere di storie d’avventura, vi consiglio di recuperarla. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Mezzosangue

Copertina di Mezzosangue.

Scritto da Vincenzo Romano, Mezzosangue è un romanzo di genere fantasy. Pubblicato da 0111 Edizioni, racconta la storia di un lungo viaggio in terre lontane.

Protagonisti di quest’avventura sono Narog e Kai, due giovani mezzosangue il cui destino sembra intrecciarsi per caso nel folto del bosco.

Pericoli ed avversità li porteranno a compiere questo viaggio, che si rivelerà presto qualcosa di molto di più che una semplice fuga da un nemico mortale.

Riusciranno a sopravvivere? Troveranno ciò che ognuno di loro sta cercando?

Dopo aver dato un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho acquistato questo libro durante la diciannovesima edizione del Napoli Comicon di quest’anno. Non mi è mai capitato di leggere racconti del genere fantasy da quel che ricordo, così decisi di dare una possibilità a questa storia. Devo ammettere che non mi pento affatto di questo acquisto.

Mezzosangue è un romanzo a cui non manca assolutamente niente. E’ una storia d’avventura ambientata in un mondo fantastico ed immaginario, ricca di azione e di misteri da risolvere e a cui dare una spiegazione. E’ anche la storia di una profonda e sincera amicizia fra due giovani, che hanno una cosa in comune: la loro condizione di mezzosangue.

Questa particolarità è stata spesso causa di diffidenza, discriminazione e paura nei loro confronti dinanzi ad occhi dei propri ed altrui popoli. C’è quindi anche la paura verso il diverso in questo romanzo e viene affrontata in differenti modi durante tutto il racconto.

Questa mappa mostra dove si svolge la storia di Mezzosangue.

Ciò avviene in particolare proprio attraverso il rapporto fra i due protagonisti. All’inizio la loro interazione risulta difficile, fredda e distaccata. Non è soltanto una questione caratteriale, bensì la differente appartenenza razziale. Infatti le loro origini riguardano due popoli da sempre in aspri rapporti e in lotta fra loro per amari ed antichi dispiaceri.

Per quanto riguarda il viaggio intrapreso da Kai e Narog, quest’ultimo nasce dall’esigenza di fuggire da un potente nemico e di allontanarlo dal vicino villaggio, per proteggere i suoi abitanti. Dopo un violento scontro caratterizzato dallo spargimento di sangue e dalla morte, si trasforma in una ricerca di sé stessi e delle proprie origini, nonché la conclusione di un percorso già iniziato in precedenza per uno dei due.

Il finale di questa storia si è rivelato essere una vera e propria sorpresa. Tralasciando gli indizi lasciati un po’ qui e un po’ là in gran parte del racconto, devo ammettere che l’incredulità e la meraviglia si sono manifestate comunque. E’ stato un “oddio lo sapevo, me lo aspettavo, però cavolo” nella mia testa e ho provato un senso di amarezza per averlo concluso.

Nonostante ci siano degli errori di battitura, vi consiglio assolutamente di leggere Mezzosangue. Essendo un racconto a sé, vi chiedo di cimentarvi in questa nuova avventura senza paragonarla ad altri racconti dello stesso genere, perché ogni libro è unico e non sempre ci possiamo aspettare che sia uguale agli altri.

La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Pagina ufficiale di Facebook: Mezzosangue

Breaking Dawn

Copertina di Breaking Dawn.

Scritto da Stephenie Meyer, Breaking Dawn è il quarto romanzo che compone la saga di Twilight. E’ diviso in tre parti, chiamate rispettivamente primo, secondo e terzo libro.

La storia comincia con il matrimonio tra Isabella Swan ed Edward Cullen, a cui prende parte inaspettatamente anche Jacob Black. Il lupo spera di far cambiare idea alla ragazza, ma finiscono per litigare e lei parte in luna di miele con il suo sposo.

Arrivati sull’isola di Esme, i novelli sposi trascorrono la loro prima notte d’amore. Il giorno dopo Edward scopre che i suoi timori sono diventati reali e, visto che non vuole far del male alla moglie, decide che avranno altri rapporti intimi quando lei sarà trasformata in una vampira.

Tuttavia, Bella riesce a convincerlo a provare ancora una volta e la situazione viene gestita meglio rispetto a prima. Un giorno sua moglie scopre di essere incinta ed Edward, temendo un possibile pericolo inerente alla gravidanza, decide che è ora di tornare a casa.

Arrivati a Forks, Carlisle inventa una scusa per tenere Charlie lontano dalla figlia e si occupa di lei e del suo stato interessante. Quest’ultima è infatti decisa a portare avanti la gravidanza, nonostante Edward cerchi di dissuaderla in ogni modo. Chiede persino a Jacob Black di parlarle, ma anche lui ottiene scarso successo.

Locandina della prima parte del film di Breaking Dawn.

Quando il lupo riferisce al branco come stanno le cose, Sam Uley decide di uccidere la ragazza e la creatura che porta in grembo per proteggere il resto della comunità. Dal momento che Jacob non è d’accordo con questa decisione, rivendica il titolo di capobranco, in quanto figlio del leader precedente. Si distacca così dal suo branco e soltanto Seth e Leah Clearwater decidono di seguirlo. Questo nuovo branco si propone di proteggere sia Bella che i Cullen dall’attacco del loro vecchio branco.

Arriva il fatidico giorno. Carlisle non è in casa e il vampiro e il lupo si trovano costretti a gestire da soli la situazione. Riescono a far nascere la bambina e, prima che la madre muoia, Edward le inietta il veleno direttamente nel cuore, per poi morderla in più punti del corpo per accelerare la trasformazione. Convinto che Bella sia morta, Jacob dà tutta la colpa alla bambina e decide di ucciderla. Tuttavia, accade una cosa inaspettata: l’imprinting.

Quando la neo-vampira si sveglia, scopre tutti i cambiamenti del suo corpo e sin da subito dimostra di avere un buon autocontrollo sul proprio istinto e sulla propria sete di sangue. Al nuovo nucleo familiare viene regalato un cottage, dove vanno a vivere. Ma la pace non è destinata a durare.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Breaking Dawn rappresenta l’epilogo di ogni scelta che ciascun personaggio ha preso nel corso della storia narrata nei tre romanzi precedenti. Racchiude dentro di sé una sorta di lieto fine per gran parte dei personaggi, compreso Jacob Black.

Poster con il nuovo nucleo familiare di Breaking Dawn.

La scrittrice ha trovato un escamotage per regalare anche a lui un finale felice, ma questa sua scelta non l’ho molto apprezzata. Il lupo è sempre stato innamorato di Bella, ma, per non farlo restare col cuore infranto, ha l’imprinting con Renesmee, la figlia della sua amata e del suo rivale in amore. Jacob stesso spiega che con molta probabilità lui non era innamorato di lei, ma era destinato ad innamorarsi di ciò che lei portava in grembo. Può anche essere una spiegazione efficace, ma sinceramente non mi ha convinto molto.

Ad ogni modo questo romanzo ci dà la possibilità di conoscere anche altri vampiri ovvero il Clan Denali (già citato nei romanzi precedenti), il Clan Irlandese e il Clan Egizio. Ognuno di essi ha proprie caratteristiche e poteri particolari. La loro comparsa è dovuta al colloquio che i Cullen avranno con i Volturi, a cui dovranno dimostrare che Renesmee non è un pericolo per nessuno e che non è stata infranta nessuna regola.

A proposito dei Volturi è stato interessante questo nuovo scontro, perché è stato più strategico e mentale che fisico. E questa volta le forze in gioco erano uguali, alla pari insomma. Per quanto riguarda la narrazione, quest’ultima è stata affidata non soltanto alla nostra protagonista ma anche a Jacob Black, che occupa tutto il secondo libro.

Esattamente come i precedenti, questo romanzo ha riscosso così tanto successo da portare alla realizzazione di un altro film. E, dal momento che è il più corposo di tutti, il racconto è stato diviso in due parti, così da non dover tagliare e togliere un gran numero di scene.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Jolanda – La figlia del corsaro nero

Jolanda e Morgan in una scena di Jolanda – La figlia del corsaro nero.

Prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Antenna 3 Television e BRB Internacional, Jolanda – La figlia del corsaro nero è una serie animata per ragazzi. Ispirata all’omonimo romanzo di Emilio Salgari, la storia è ambientata nel XVII secolo.

Jolanda è la figlia del Corsaro Nero, un nobile datosi alla pirateria insieme ai suoi due fratelli per combattere la tirannia del duca Wan Guld. Quest’ultimo è il governatore della colonia di Maracaibo, città del Mar dei Caraibi.

Quando la nostra protagonista era soltanto una bambina, i tre corsari vennero sconfitti ed uccisi. Tuttavia, un giorno il fantasma di suo padre viene a farle visita. Le chiede di continuare la sua missione e di rintracciare un leggendario tesoro. Per accedere a quest’ultimo, Jolanda dovrà recuperare tre oggetti magici: la pietra nera, lo scettro rosso e la mappa verde.

Anche il duca Wan Guld è alla ricerca di questo leggendario tesoro. La figlia del corsaro nero decide così di unirsi ai Fratelli della Costa, in particolare a Morgan e alla sua ciurma, che naviga per i sette mari a bordo della Folgore, la nave pirata appartenuta un tempo proprio al Corsaro Nero.

Wan Guld e Valera in una scena di Jolanda – La figlia del corsaro nero.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Come è stato detto in precedenza, Jolanda – La figlia del corsaro nero è ispirata e tratta da un romanzo. Trattandosi di una serie animata indirizzata ai bambini, sono state fatte delle modifiche, aggiunte oppure tolte alcune cose. L’obiettivo era renderlo adatto ad un pubblico minorile. Quali sono le differenze? Adesso ve le elenco:

  • la magia non esiste all’interno del romanzo;
  • non c’è nessun tesoro leggendario da trovare, né animali che fungono da mascotte;
  • molti personaggi sono stati inventati, mentre alcuni sono stati presi da altri romanzi sempre di Emilio Salgari;
  • Jolanda è una giovane aristocratica dalla pelle chiara e dai capelli scuri come quelli di suo padre. Nella serie animata sono invece entrambi biondi;
  • Morgan è un pirata rude e più vecchio della protagonista all’interno del romanzo, mentre nella serie animata ha la stessa età della protagonista;
  • il Corsaro Nero combatte Wan Guld per vendicare la morte dei suoi fratelli e non per liberare la gente dalla sua schiavitù;
  • Wan Guld non è il vero antagonista del romanzo. Al suo posto c’è il conte di Medina, uno zio di Jolanda molto avido e persecutore.
Capitan Teschio, il narratore di Jolanda- La figlia del corsaro nero.

Apportando queste modifiche, è nata una storia d’avventura ricca d’azione e di misteri. Non mancano ovviamente scene comiche. La maggior parte delle gag fanno riferimento a qualche difetto di un determinato personaggio. John Largo, per esempio, è un pirata al servizio di Wan Guld e viene spesso preso in giro per l’alito cattivo.

E non manca ovviamente un pizzico di passione ed amore, che nasce proprio fra Jolanda e Morgan. Detto fra noi, ho sempre fatto il tifo per loro due e non so quante volte mi scappava un “dai, su, confessa ciò che provi” e cose del genere, mentre guardavo la televisione.

A narrare questa storia, è Capitan Teschio insieme al suo fidato Poliglotte. Sono due personaggi particolari: sono entrambi scheletri. Fungono da prologo ed epilogo in ciascun episodio, permettendo così di non perdere mai il filo della narrazione.

Se avete intenzione di recuperare questa serie animata, la stanno trasmettendo di nuovo su Rai Gulp. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Eclipse

Copertina di Eclipse.

Scritto da Stephenie Meyer, Eclipse è il terzo romanzo che compone la saga di Twilight. Pubblicato da Fazi Editore, racconta gli avvenimenti successivi all’incontro con i Volturi a Volterra.

Tornata a Forks, Bella si trova a dover affrontare un forte dissidio interiore, nato da una difficile scelta da prendere: Edward o Jacob? Il vampiro oppure il lupo?

Nel frattempo a Seattle si registrano una serie di misteriosi omicidi. Jasper sospetta che sia opera di vampiri neonati al servizio di Victoria. Quest’ultima è spinta da un forte desiderio di vendetta nei confronti dei Cullen, responsabili della morte del suo compagno James. E quindi sta radunando un vero e proprio esercito per affrontarli e distruggerli.

Dal momento che il clan dei Denali si rifiuta di aiutarli, i Cullen stringono un’alleanza con i lupi Quileute per proteggere Bella e gli abitanti di Forks.
Chi vincerà questa battaglia? Leggete il romanzo per scoprirlo.

Poster del film Eclipse.

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Eclipse è un romanzo che si concentra sulle conseguenze delle azioni compiute e delle decisioni prese nei primi due romanzi.

Bella è continuamente tormentata da un vortice di sentimenti contrastanti. E’ innamorata del vampiro, ma una parte di sé stessa è indirizzata verso il lupo. E’ come se fosse divisa in due, come se ci fossero due Isabella Swan. Si trova così a dover prendere una decisione, anche se è difficile perché potrebbe significare la fine di qualcosa a cui lei tiene molto.

Questo dissidio interiore è stato caratterizzato meglio nel romanzo che nel film, dove mi è sembrato che non siano totalmente e realmente riusciti a far venire a galla questa cosa.

Un’altra caratteristica di questo romanzo è che dà molto spazio anche ad altri personaggi. Un esempio è Jasper Whitlock Hale. Questo vampiro nasconde un passato che mai avremo immaginato. Era un vampiro neonato ed era stato creato da Maria, una potente vampira che stava mettendo su un esercito per conquistare i territori.

Una scena di Eclipse, tratta dall’omonimo romanzo.

La sua vita era basata sui combattimenti con altri vampiri neonati, da cui usciva sempre vincitore e ciò creò simpatia da parte della sua creatrice. Successivamente divenne capo e a lui spettava il compito eliminare chi non serviva più. Le cose andarono così, finché non decise di voltare pagina e fu allora che incontrò Alice, con la quale instaurò una solida relazione.

Tutto ciò spiega come mai Jasper abbia sin da subito compreso cosa stesse accadendo davvero a Seattle. Quando i sospetti diventano realtà, lui è l’unico che può istruire gli altri su come affrontare i vampiri neonati. E infatti farà da insegnante sia alla sua famiglia che ai lupi stessi.
Anche a Jacob Black viene dato spazio nel romanzo, tanto è vero che alcune pagine verso la fine del romanzo sono dedicate a lui. E sono raccontate ovviamente dal suo punto di vista.

Penso di aver detto tutto su Eclipse, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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L’ultimo dei Mohicani

Copertina di L’ultimo dei Mohicani.

Tratto dal romanzo di James Fenimore Cooper, L’ultimo dei Mohicani è una serie animata del 2004. Prodotta da Rai Fiction e Mondo TV in collaborazione con The Animation Band, è composta da ventisei episodi.

La storia è ambientata nell’America del 1700, periodo caratterizzato dalle battaglie fra le colonie francesi e quelle inglesi per il possesso dei territori.

E’ su questo sfondo che si intrecciano le vite di tre guerrieri e di due giovani donne inglesi. Saranno uniti dal destino attraverso un pericoloso viaggio verso Fort Henry.

Sarà un viaggio in cui si riscoprirà la connessione con la natura e si imparerà a guardare oltre le differenze fra i diversi popoli.

Dopo aver parlato di parte della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Questa serie animata appartiene al periodo della mia pre-adolescenza. Ricordo che mi svegliavo presto la mattina per vedere gli episodi trasmessi su Rai 2.

Magua e le due protagoniste della serie animata L’ultimo dei Mohicani.

Si trattava di una storia d’avventura con lievi tracce di romanticismo. Tuttavia, ciò che più mi interessava era il contesto storico trattato. Francesi e inglesi si scontravano per conquistare queste nuove terre, dimenticando che erano già abitate dai Nativi Americani.

Questi ultimi erano considerati primitivi, inferiori ai popoli dalla pelle bianca. Erano visti come pericolosi animali selvaggi, parassiti da eliminare per non avere problemi. Di conseguenza i loro villaggi venivano distrutti e uomini, donne e bambini uccisi senza alcuna pietà.

Ciò comportava una reazione da parte delle tribù di una specifica stirpe. E in alcuni casi poteva nascere anche un forte desiderio di vendetta. A Magua, guerriero e capo del popolo Urone ed antagonista di questa storia, succede. Vede il suo villaggio distrutto dall’esercito capitanato dal Colonello Munro. E sempre per mano sua la terra fu cosparsa con il sangue dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Nasce così un forte desiderio di vendetta dentro di lui, che realizza un piano ben elaborato per ottenerla.

Grosso Serpente e il dottor David Gamut in una scena di L’ultimo dei Mohicani.

Un altro aspetto che ho apprezzato è l’interazione fra popoli diversi. Quando i diversi personaggi interagiscono fra di loro, emerge spesso una diversa visione della vita e della natura, dovuta alla condizione sociale e culturale in cui si è nati e si è cresciuti. Nascono spesso veri e propri contrasti, perché non si riesce a comprendere l’idea dell’altro.

Tuttavia, col passare del tempo, le differenze non diventano più un ostacolo bensì una risorsa preziosa per aprire la propria mente verso nuovi orizzonti, verso nuove verità.Tutto ciò viene messo in evidenza soprattutto attraverso il rapporto di profonda amicizia e stima che nasce fra il dottor David Gamut, Grosso Serpente e il Colonello Munro, ma anche attraverso le storie d’amore fra Uncas e Cora ed Occhio di falco ed Alice. Sono uomini e donne così diversi eppure da fiori diversi nascono i fiori più belli.

Penso di aver detto tutto su L’ultimo dei Mohicani, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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New Moon

Copertina del libro di New Moon.

Scritto da Stephenie Meyer, New Moon è il secondo capitolo della saga di Twilight. La relazione fra Isabella Swan ed Edward Cullen si complica ancora una volta durante il compleanno della ragazza.

Accidentalmente lei si taglia con un po’ di carta da regalo, scatenando la sete irrefrenabile di Jasper. Il vampiro l’attacca, ma viene tempestivamente fermato dai suoi fratelli e dalle sue sorelle.

L’episodio porta Edward alla consapevolezza che lui e la sua famiglia sono soltanto un pericolo per lei. Decide così di lasciarla, convincendola che lui non l’ama più.

La rottura della loro relazione porterà Bella in uno status di depressione, alleviato soltanto un po’ dalla presenza di Jacob Black. Così sarà finché anche quest’ultimo non cambierà atteggiamento nei suoi confronti.

Che anche lui abbia un segreto? Leggete il romanzo e scopritelo.

Locandina con i licantropi di New Moon.

Dopo aver riportato parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. New Moon è un romanzo che ho letto durante gli anni del liceo. L’ho apprezzato in particolare per due motivi: i licantropi e i Volturi.

Per quanto riguarda i primi, Stephenie Meyer ci introduce una nuova figura del licantropo. Nella tradizione popolare di solito si afferma che l’uomo lupo è una persona condannata da una maledizione. E’ praticamente dannata a trasformarsi in un animale durante le notti di luna piena, perdendo completamente la ragione e la sua natura umana.

Qui invece abbiamo un popolo nativo, che si trasforma in lupo soltanto in presenza dei vampiri. Nel loro DNA c’è un gene che si attiva e scatena questa trasformazione come meccanismo di difesa verso le sanguisughe marmoree. E si disattiva soltanto quando queste ultime hanno abbandonato i loro territori. L’attivazione di questo gene può bloccare oppure rallentare la crescita dell’individuo, che riprenderà una volta disattivatosi.

Locandina del film con i Volturi di New Moon.

Per quanto riguarda i Volturi, questi ultimi sono molto temuti all’interno della società vampira. E’ uno dei clan più antichi mai esistiti nel nostro mondo. Essendo al vertice della piramide, spetta a questo clan mantenere l’ordine all’interno della loro società. Se un vampiro osasse commettere un infrazione alle loro leggi, i Volturi non ci penserebbero due volte ad eliminarlo.

Questo è un aspetto che mi è piaciuto di loro. Per quanto possa essere contraria al loro modus operandi, devo ammettere che mi affascinano perché rappresentano la vera figura del vampiro. Si nutrono di sangue umano e non provano rimorso verso le proprie vittime. Anzi a volte sembra che ci provino gusto a giocare con il cibo.

Con i loro simili sono spietati. Fanno qualche eccezione soltanto quando il loro leader Aro prova interesse e curiosità verso qualcosa di nuovo ai suoi occhi. E’ ciò che accade quando viene a scoprire la relazione fra il vampiro ed l’umana.

Locandina del film New Moon.

Ciò che non ho molto apprezzato è stato l’atteggiamento di Edward Cullen. Per quanto ami questo personaggio, non ho condiviso la sua decisione di lasciare l’amata. Nel primo libro si era già visto che la loro diversa natura potesse essere un ostacolo, un pericolo per uno dei due. Eppure hanno lottato per il loro amore.

Qui invece lui sembra aver raggiunto di nuovo questa consapevolezza ed abbia fatto un passo indietro. Ed è così partito con la convinzione che lei lo avrebbe dimenticato e avrebbe vissuto la sua vita da umana, com’è giusto che sia.

Tuttavia, non aveva previsto che Bella potesse cadere in depressione e cercare di mantenere vivo il ricordo dell’amato attraverso delle allucinazioni. Più volte lei ha rischiato la vita per rivederlo ancora una volta. Ciò mette in evidenza come spesso pensiamo che una nostra decisione possa essere a fin di bene. E poi ci rendiamo conto che non è effettivamente così, che non è la decisione giusta.

Edward se ne rende conto e, pensando che sia troppo tardi, prende una decisione drastica, dalla quale poteva anche non uscirne mai vivo.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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