Captain America – The Winter Soldier

Locandina del film Captain America – The Winter Soldier

Diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo, Captain America – The Winter Soldier è un film del 2014. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, è la nona pellicola del Marvel Cinematic Universe ed è il sequel di Captain America – Il primo vendicatore.

E’ ambientato due anni dopo la battaglia di New York. Steve Rogers, alias Captain America, lavora per lo S.H.I.E.L.D. mentre cerca di adattarsi alla vita moderna. Durante una missione di soccorso insieme alla squadra S.T.R.I.K.E. e all’agente Natasha Romanoff, scopre quest’ultima a recuperare dei misteriosi dati. Chiede spiegazioni a Nick Fury, che gli rivela un progetto su cui lo S.H.I.E.L.D. sta lavorando per proteggere l’umanità e il mondo intero da qualsiasi minaccia.

Quando Nick Fury non riesce a decriptare questi file, chiede al Segretario Generale dello S.H.I.E.L.D. Alexander Pierce di rimandare il progetto. Mentre raggiunge Maria Hill, alcuni uomini e una misteriosa figura lo attaccano. Riesce a salvarsi e a raggiungere la casa del super soldato, a cui affida la chiave USB con i dati prima di essere ucciso dal Soldato d’Inverno. Riuscirà Captain America a scoprire cosa si cela dietro a questi dati? E chi sarà mai il Soldato d’Inverno?

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Captain America – The Winter Soldier è un film che mi è piaciuto tantissimo e forse è anche il mio preferito. Perché? Per me sono riusciti a creare un perfetto equilibrio fra azione, mistero e pensiero.

Questo film ci permette di analizzare la figura di Steve Rogers. E’ un uomo fuori dal suo tempo, che cerca di adattarsi ad un mondo nuovo, di cui non sente di farne parte. Questo suo ancorarsi ad un passato lontano ci viene mostrato con le sue frequenti e quotidiane visite al museo. Lì osserva abiti, costumi, monumenti alla memoria e filmati storici.

Locandina di Captain America – The Winter Soldier con il Soldato d’Inverno

Ricorda così la sua vita precedente, quella che non ha mai potuto proseguire dopo la guerra e gli affetti che si è lasciato dietro alle sue spalle. E’ un uomo che ha perso tutto e che deve ripartire da zero. Questo aspetto si accentua quando si scopre chi si nasconde dietro alla figura del Soldato d’Inverno. Ed è in quel momento che Steve Rogers cercherà di recuperare e salvare ciò che a lui è familiare, perché appartenente al suo mondo perduto.

Un altro aspetto che ho apprezzato è il velo di mistero che circonda tutta la storia. Lo S.H.I.E.L.D. nacque per proteggere il mondo da ogni genere di pericolo e per farlo spesso custodisce dei segreti. Tuttavia, ciò che si cela dietro l’organizzazione spionistica e antiterroristica lascia lo spettatore a bocca aperta. E la decisione che il nostro Capitan America prenderà riguardo quest’ultima ci apparirà come l’unica e sensata soluzione al problema.

Capitan America – The Winter Soldier ha permesso di introdurre personaggi nuovi come Falcon e appunto il Soldato d’Inverno e di scoprire qualcosa in più sull’agente Natasha Romanoff, con la quale il nostro supereroe riuscirà a creare un rapporto di fiducia e di collaborazione nonostante un inizio un po’ burrascoso.

Se non avete ancora visto questo film, vi consiglio di recuperarlo soprattutto se siete interessati al Marvel Cinematic Universe. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Thor – The Dark World

Locandina di Thor – The Dark World.

Diretto da Alan Taylor, Thor – The Dark World è un film del 2013 ed è l’ottava pellicola del Marvel Cinematic Universe. Sequel di Thor, comincia dando uno sguardo al passato.

Migliaia di anni fa Bor, il padre di Odino, affrontò in una sanguinosa battaglia gli Elfi Oscuri guidati da Malekith.
Il loro obiettivo era impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dall’immenso potere, capace grazie a un allineamento particolare dei pianeti noto come “Convergenza” di riportare il mondo nell’oscurità originaria. Dal momento che non poteva essere distrutto, l’Asgardiano decise di nasconderlo nel Mondo Oscuro, mentre Malekith e ciò che restava del suo esercito fuggirono giurando vendetta.

Ai giorni nostri mentre Loki è rinchiuso in prigione per i crimini da lui commessi, Thor insieme ai suoi compagni e a Lady Sif viaggia per i Nove Regni per riportare la pace.
Nel frattempo sul nostro pianeta Jane Foster e Darcy Lewis insieme al nuovo stagista Ian fanno una misteriosa e sensazionale scoperta a Londra. In un punto ben preciso di un edificio abbandonato la forza di gravità sembra interrompersi e gli oggetti spariscono nel nulla. Che cosa si nasconderà mai dietro a questo misterioso fenomeno? Che sia qualcosa di pericoloso, capace di portare il caos nel mondo?

Un’altra locandina di Thor – The Dark World.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor – The Dark World è un film che mi è piaciuto tanto e forse anche più del primo. L’ho trovato molto più maturo e per certi versi anche oscuro. E’ ricco di scene d’azione e di drammaticità, ma non manca ovviamente quel pizzico di comicità che non guasta mai.

E’ stato bello osservare le emozioni che ciascun personaggio provava in determinate situazioni. La morte di Frigga, moglie di Odino e madre naturale di Thor e adottiva di Loki, ha messo ben in evidenza le reazioni dei tre uomini che più l’hanno amata.

Quella del Dio dell’Inganno mi ha fatto un male assurdo. Ha usato le sue capacità per mascherare il dolore verso l’unica persona che forse lo ha amato veramente. E’ arrivato a sfogarsi sia contro gli oggetti della sua stanza che contro sé stesso. A proposito di lui ho amato molto la scena della sua falsa morte. E’ stata così realistica ed emozionante da trarre in inganno praticamente tutti, soprattutto il Dio del Tuono.

Se non lo avete ancora visto, vi consiglio di recuperarlo perché ne vale davvero la pena. Detto questo, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Iron Man 3

Locandina del film Iron Man 3.

Iron Man 3 è un film del 2013. Diretto e co-scritto da Shane Black, è la settima pellicola del Marvel Cinematic Universe nonché sequel di Iron Man 2.

Dopo gli avvenimenti di New York Tony Stark comincia a soffrire di attacchi di panico. Temendo che possa accadere di nuovo, passa intere giornate a costruire ed aggiornare le sue armature. L’obiettivo? Essere pronto a qualunque evenienza, affinché possa proteggere le persone che ama ed in particolare Pepper Potts, la sua fidanzata.

Nel frattempo un’organizzazione terroristica guidata da un certo Mandarino è autrice di numerosi attacchi ed uno di questi ferisce gravemente Happy Hogan, capo della sicurezza di Stark.

Infuriato per l’accaduto, Tony sfida il Mandarino in diretta televisiva. Quest’ultimo manda degli elicotteri alla sua residenza a Malibu. Pepper e Maya Hansen riescono a salvarsi, mentre Tony fugge con una delle armature. Dal momento che scompare, viene ritenuto morto.

Il nostro eroe in armatura finisce in Tennessee grazie alle coordinate imposte da J.A.R.V.I.S. e da lì cominciano le sue indagini. Riuscirà Tony a scoprire che cosa si nasconde dietro agli attacchi terroristici del Mandarino?

Un’altra locandina del film Iron Man 3.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Iron Man 3 è un film che non mi ha entusiasmato molto. Tuttavia, l’ho apprezzato per la caratterizzazione del protagonista. Tony Stark si dimostra profondamente umano. Ciò che ha visto durante gli eventi di The Avengers lo ha profondamente scosso e turbato. Ha compreso che ci sono forze in gioco più grandi di lui e vuole essere pronto ad affrontarle. Inoltre vuole proteggere ad ogni costo la cosa a cui tiene di più nella sua vita: Pepper Potts.

In questo film il nostro protagonista si troverà anche a dover affrontare i fantasmi del suo passato, ben nascosti dietro la figura del Mandarino. Quest’ultimo si è rivelato essere una marionetta, i cui fili erano mossi dal vero antagonista di questa storia: Aldrich Killian. Questo particolare mette in risalto come una scelta sbagliata possa influire nel presente o addirittura in un prossimo futuro.

E a proposito degli antagonisti non mi hanno entusiasmato molto. Il Mandarino è un attore, una persona che mi è apparsa un bel po’ patetica. Aldrich Killian, invece, è il classico uomo che ha preso così tanti calci nel sedere dalla vita da cercare di riscattarsi con le sue forze. Peccato però che si lasci guidare anche da sentimenti negativi per ottenere ciò che vuole. E’ un uomo senza alcuno scrupolo in pratica.

Se non avete ancora visto questo film, vi consiglio di guardarlo al più presto per restare al passo con la continuity cinematografica della Marvel. Penso di aver detto tutto quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Nemesis

Copertina del primo numero di Nemesis

Nemesis (in originale Millar & McNiven’s Nemesis) è una serie a fumetti scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven.
E’ pubblicata da Icon Comics, etichetta editoriale appartenente alla Marvel Comics.
Adesso vi darò un piccolo accenno di trama per poi passare alle mie opinioni personali su quest’opera.

Chi è Nemesis? Un privilegiato, estremamente ricco, possessore di un hangar pieno di aerei. Può contare su una vasta gamma di aiutanti e gadget tecnologici. Indossa un costume ed è un uomo che combatte per una causa in cui crede ciecamente.

Cosa c’è di speciale vi chiederete? Nemesis è un famoso e brutale supercriminale, che non si fa scrupoli ad uccidere per avere ciò che vuole.

E adesso passiamo alle mie opinioni personali. Mark Millar ci ha abituati a storie forti e crude già con i suoi precedenti lavori, come la saga di Kick-Ass per esempio. Nelle sue storie è sempre la violenza a fare da padrone e anche in questo caso non è da meno.

Al suo fianco troviamo Steve McNiven come disegnatore e i suoi ottimi disegni riescono a rendere quasi reale l’azione adrenalinica che scorre sulle tavole di questo fumetto. E’ un duo vincente, che abbiamo già visto all’opera su uno dei crossover più famosi della Casa delle Idee: Civil War.

In conclusione, se siete fan di Millar e delle sue opere o semplicemente cercate qualcosa di forte con azione veloce e incalzante questo fumetto fa per voi. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Marvel Avengers Academy

Crea la tua accademia di supereroi con Marvel Avengers Academy.

Marvel Avengers Academy è un’applicazione gratuita per il cellulare sviluppata dalla TinyCo. Disponibile per il sistema Android, è un gioco d’avventura e dà la possibilità al giocatore di creare la sua personale accademia di supereroi.

Strani e misteriosi avvenimenti hanno spinto Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., a costruire un’accademia. L’obiettivo? Addestrare giovani supereroi per sconfiggere l’Hydra e ogni altra minaccia che si nasconde dietro l’angolo.
Il primo a iscriversi è il giovane Tony Stark alias Iron Man. Dopo di lui arriveranno anche Captain America, Loki, Vedova Nera, Wasp e molti altri ancora.

Che cosa sarà mai la misteriosa nebulosa temporale che circonda l’accademia? Perché il professor Hank Pym ne sembra così ossessionato? E soprattutto che cosa nascondono Nick Fury e Odino?
Immergetevi in questa nuova avventura per scoprirlo.

L’evento dedicato a Dottor Strange in Marvel Avengers Academy.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Sarà forse un anno che gioco a Marvel Avengers Academy e, nonostante possa essere un po’ monotono a volte, ancora non mi sono stufato di giocarci.

La storia principale ruota attorno al mistero della nebulosa temporale e a ciò che Nick Fury e i professori nascondono. Per avanzare bisogna completare le missioni che ciascun personaggio dovrà affrontare.

Più si andrà avanti, più verranno fuori tante cose e soprattutto si recluteranno nuovi supereroi. A volte si avrà anche la possibilità di avere dalla propria parte alcuni dei più famosi supercriminali della Casa delle Idee.

Il gioco è caratterizzato anche da numerosi eventi. Questi ultimi sono spesso legati a film, fumetti oppure serie televisive di prossima uscita. Per esempio c’è stato l’evento su Civil War, Doctor Strange e persino sugli Inumani.

Gli eventi hanno le stesse caratteristiche della storia principale. Ci sono delle missioni da completare per sbloccare e reclutare un determinato personaggio. In più si potranno affrontare diversi antagonisti con una squadra composta da tre supereroi. E il giocatore avrà la possibilità di decidere chi mandare in battaglia in base alle abilità del personaggio. Alcuni personaggi si possono sbloccare soltanto con le gemme, mentre altri con determinate aree della nebulosa temporale.

Ci sono molte interazioni sociali in Marvel Avengers Academy.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, ne sono rimasto completamente conquistato. E’ uno stile che mi piace, così come ho apprezzato molti dei dialoghi. Gli sviluppatori sono stati capaci di svecchiare i personaggi, di renderli più giovani senza però perdere di vista la loro vera personalità. Mi sono piaciute anche le gag e soprattutto i “momenti equivocabili” fra alcuni personaggi dello stesso sesso e non.

Se vi piacciono giochi di questo genere, Marvel Avengers Academy è l’applicazione che fa al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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The Avengers

Locandina del film The Avengers.

Scritto e diretto da Joss Whedon, The Avengers è un film del 2012. Sesta pellicola del Marvel Cinematic Universe, rappresenta la fine della Fase 1. Inoltre dà la possibilità ai lettori di vedere i propri supereroi preferiti diventare una vera e propria squadra, pronta a difendere il pianeta Terra da qualunque minaccia esistente.

La storia ha inizio con il Tesseract, un antico artefatto capace di generare energia illimitata.
Un misterioso alieno e il suo portavoce sono interessati a questo oggetto. Loki, desideroso di conquistare Midgard, stringe un accordo con loro.

Siamo sul pianeta Terra e il Tesseract è nelle mani dello S.H.I.E.L.D., che con l’aiuto del dottor Erik Selvig lo sta studiando. Ed è in queste circostanze che avviene una nuova anomalia, che permette all’antico artefatto di aprire un portale. Loki lo attraversa con in mano un nuovo scettro e riesce a sconfiggere in poco tempo gli agenti dello S.H.I.E.L.D. Inoltre usa la magia per portare dalla sua parte sia il dottor Selvig che Clint Barton, alias Occhio di Falco.

Ritenendo il dio dell’inganno una vera e propria minaccia per il pianeta Terra, Nick Fury contatta gli agenti Natasha Romanoff e Phil Coulson affinché rintraccino e portino sull’eliveivolo alcune persone dotate di capacità straordinarie. E’ il momento di attuare il progetto Avengers.
Riusciranno i Vendicatori a diventare una vera e propria squadra, pronta a salvare il mondo da qualunque minaccia?

Una scena del film The Avengers.

Dopo aver dato un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ad essere sincero, non ricordo quando ho visto esattamente questo film. Credo di non essere andato al cinema, ma sono più che sicuro di averlo visto in televisione.

Ad ogni modo The Avengers è un film che mi è piaciuto. L’ho trovato un perfetto mix fra azione, comicità e drammaticità. Ho riso davanti ad alcune scene e soprattutto ad alcune battute.
Per fare un esempio, c’è quella sulla legittima fratellanza di Loki e Thor. Quando al Dio del Tuono viene fatto presente che il fratello ha ucciso molte persone, lui se ne esce che è adottato. E’ come se così giustificasse le sue azioni, la sua mente complessata da chissà cosa.

Altre scene che ho apprezzato sono:

  • l’incontro tra i due fratelli asgardiani;
  • la disputa fra Captain America e Iron Man durante il litigio sull’eliveivolo;
  • la chiacchierata di Tony Stark con Loki prima della grande battaglia;
  • la sconfitta dell’antagonista.

Una delle scene finali del film The Avengers.

Tuttavia, devo ammettere che ho anche provato una profonda tristezza per la sorte dell’agente Coulson. E’ stato bello vedere come la sua morte abbia acceso una scintilla, destinata a diventare un vero e proprio fuoco. Infatti sei supereroi riescono a mettere da parte il proprio modo di essere e la propria ideologia per dare vita ai Vendicatori. E’ una squadra che ha trovato una ragione per esistere e adesso è pronta a proteggere il mondo dalle più grandi minacce presenti e future.

Se non avete ancora visto questo film ed è ciò che state cercando, vi consiglio di guardarlo appena vi è possibile. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Captain America – Il primo Vendicatore

Locandina del film Captain America – Il primo Vendicatore.

Diretto da Joe Johnston, Captain America – Il primo Vendicatore è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quinta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Prendendo spunto dall’omonimo personaggio del fumetto, racconta la storia di Steve Rogers. È un ragazzo di Brooklyn, New York. Il suo sogno è servire il suo paese come soldato, ma le sue condizioni fisiche non glielo permettono.

A differenza di tanti ragazzi della sua età, è infatti alquanto esile e minuto di statura. Tuttavia, il suo spirito patriottico, leale ed altruista lo farà notare da un dottore di origine tedesca: Abraham Erskine.

Quest’ultimo lavora per il governo americano e decide di farlo arruolare in un sezione speciale dell’esercito, guidata dal Colonnello Chester Phillips e dall’Agente Peggy Carter.

Steve viene così scelto e sottoposto ad un esperimento segreto, in cui gli iniettato un misterioso siero. Quest’ultimo modifica il suo corpo e lo trasforma in un super soldato.

Alla fine della procedura un infiltrato attenta alla vita del dottore Erskine. Nonostante il nostro protagonista faccia del suo meglio per catturare l’attentatore, costui si suicida col cianuro. E la fiala che aveva rubato si rompe durante la colluttazione. Quando Steve torna indietro, scopre che non c’è più nulla da fare per lo scienziato. Il segreto del siero del super soldato muore con lui, visto che tutte le altre fiale sono andate distrutte.

Essendo l’unico super soldato vivente, gli viene impedito di combattere al fronte e gli organizzano degli incontri propagandistici, in cui indossa un costume a stelle e strisce e si fa chiamare Captain America.

La situazione cambia quando scopre che il suo migliore amico James Bucky Barnes è stato fatto prigioniero dai tedeschi. Disubbidisce così ad un ordine di un suo superiore e corre in suo soccorso. Questa sua decisione incrocerà il suo cammino con quello di Teschio Rosso, sua nemesi. Riuscirà il primo vendicatore a fermare l’Hydra e a recuperare il Tesseract?

Poster finale di Captain America – Il primo Vendicatore.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Captain America – Il primo Vendicatore è il mio film preferito, perché racconta la storia di un personaggio che ho sempre amato.

Apprezzo molto il lavoro di ricostruzione storica fatto per rendere la pellicola più verosimilmente possibile. È stato un tuffo nel passato, negli anni 40 dove una Seconda Guerra Mondiale infuriava con tutta la sua forza e minacciava di distruggere il mondo che allora si conosceva.

La figura di Captain America nasce per incoraggiare il popolo a stelle e strisce a non avere paura dei nazisti, che saranno presto sconfitti dai loro patrioti. Rappresenta il vento della speranza e della libertà, la difesa dei popoli.

Un altro aspetto che ho apprezzato è la storia d’amore con l’Agente Carter. Fra i due sembra scattare sin da subito la scintilla e questo sentimento viene portato avanti con una naturale discrezione.

Emerge solo al momento opportuno e ha fatto malissimo il finale, dove lui decide di sacrificarsi per il bene di tutti e rimanda il tanto fantomatico ballo con la sua lady. È una storia d’amore che non era destinata a durare a quanto pare.

Un altro avvenimento che mi ha fatto molto ma molto male è la morte del suo migliore amico. Bucky è l’unico della sua squadra a perdere la vita durante un’operazione guidata da Captain America stesso.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Thor

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Locandina del film Thor.

Diretto da Kenneth Branagh, Thor è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quarta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ispirato alla storia dell’omonimo personaggio dei fumetti, il film comincia con un evento del passato. Asgard è in guerra con il regno di Jotunheim, intenzionato a conquistare i Nove Regni partendo da Midgard, il mondo abitato dagli umani.

Odino e il suo esercito intervengono, fermando così l’avanzata di Laufey e dei suoi Giganti di Ghiaccio. Sottrae al re nemico lo Scrigno degli Antichi Inverni, stabilendo così una fragile tregua. Inoltre adotta Loki, il figlio abbandonato dal re del ghiaccio, sperando che un giorno possa portare pace fra i due regni.

Passiamo ai giorni nostri. Il primogenito del sovrano asgardiano è conosciuto sul pianeta Terra come “il dio del tuono” e, avendo raggiunto una certa fama nel corso dei secoli, viene avviata la cerimonia d’incoronazione. Quest’ultima viene però interrotta da un’incursione di alcuni Giganti di Ghiaccio, intenti a recuperare l’oggetto a loro sottratto anni prima. Tuttavia, la loro impresa fallisce grazie all’intervento del Distruttore, un gigantesco robot a guardia dei tesori e degli oggetti proibiti del regno.

Lasciandosi trasportare dalla sua natura arrogante e dall’ira per il torto subito, Thor decide di recarsi a Jotunheim insieme a Loki e ai suoi amici. Nonostante lo scontro diretto sembra essere stato evitato grazie al fratello, le parole provocatorie del re di quel regno non passano inosservate e il dio del tuono reagisce sconsideratamente e senza pensare alle conseguenze.

Quando la situazione sembra volgersi verso il peggio, Odino interviene e li salva. Tuttavia, la tregua è finita e una nuova guerra appare ormai all’orizzonte. Deluso dal comportamento del futuro re di Asgard, il Padre degli Dei decide di punirlo e lo spoglia così del suo ruolo di dio del tuono. Considerandolo non degno, gli impedisce anche di sollevare ancora una volta il martello Mjolnir, prima di scaraventarlo su Midgard.

Riuscirà il dio del tuono a dimostrare di essere il degno successore al trono di Asgard? E riuscirà a dimostrare di essere l’unico in grado di brandire Mjolnir?

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Poster di Thor, il dio del tuono.

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor è un film che ho visto un po’ di tempo fa, ma non ricordo se in televisione oppure al computer insieme a Tsukinomai.

Dal momento che le leggende e i miti dei popoli del nord mi hanno sempre affascinato, ho accolto questo film a braccia aperte. E devo ammettere che mi è piaciuto molto. Ciò che ho apprezzato è la caratterizzazione di Thor e Loki, interpretati rispettivamente da Chris Hemsworth e Tom Hiddleston.

Il primo è cresciuto con la convinzione di essere il favorito del Padre di Tutto. Essendo il primogenito, per diritto è destinato ad ereditare il trono di Asgard. Ciò ha nutrito a più non posso la sua natura ambiziosa ed arrogante, arrivando spesso a mettersi in mostra e a risolvere i problemi con la forza a discapito dell’intelletto.

Quando subisce la punizione, incontra Jane Foster e i suoi colleghi di lavoro su Midgard. Attraverso loro imparerà a riflettere su sé stesso e sul mondo che lo circonda. Guarderà diversamente la vita e apprenderà quali sono i veri valori che una divinità deve fare propri e professare.

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Poster di Loki, il dio dell’inganno, nonché fratello adottivo di Thor.

Il secondo, invece, è sempre vissuto all’ombra del fratello. Pur sapendo che non erediterà mai il trono in quanto secondogenito, il suo unico desiderio è essere messo sullo stesso piano dell’altro. A differenza di lui utilizza più il cervello che i muscoli per togliersi dagli impicci. Nonostante ciò, non viene molto valorizzato e le risposte ai suoi dubbi esistenziali non sembrano mai arrivare.

La situazione cambia quando viene a conoscenza della verità sulle sue origini. Scopre di non essere asgardiano, ma un Gigante di Ghiaccio. Fu abbandonato ancora in fasce da suo padre Laufey, perché troppo gracile per sopravvivere in un mondo duro ed astio come il loro. E fu salvato così da Odino, che lo adottò e lo crebbe come se fosse realmente suo figlio, sperando che un domani portasse pace fra i due regni.

Loki si sente ingannato, preso in giro da tutto e da tutti. Odia il padre biologico perché lo ha abbandonato, impedendogli così di essere il suo erede al trono. E prova astio nei confronti del padre adottivo, in quanto lo ha preso con sé solo per un futuro tornaconto personale. E quindi si sente usato da quest’ultimo.

Quando tutto comincia ad avere senso e la dolce menzogna viene spazzata via, il dio dell’inganno entra in azione alla prima occasione. Il suo obiettivo? Impossessarsi del trono di Asgard, in quanto ritiene che gli spetti di diritto, perché migliore di suo fratello.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Iron Man 2

Locandina del film Iron Man 2.

Diretto da Jon Favreau, Iron Man 2 è un film del 2010. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è il sequel di Iron Man ed è la terza pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ambientato sei mesi dopo gli avvenimenti del primo film, Tony Stark si trova a dover affrontare il governo degli Stati Uniti d’America. Quest’ultimo è interessato alle sue armature e le vuole utilizzare come armi per proteggere il paese. Inoltre è convinto che questo geniale inventore non sia capace di garantire sicurezza alla sua nazione.

Ovviamente Tony Stark rifiuta categoricamente di consegnare loro le sue creazioni, in quanto già sa come potrebbero andare le cose. Come se non bastasse, si trova a dover fronteggiare un grosso problema personale, legato alla sua salute. Il Reattore Arc funziona grazie al palladio, una sostanza che però sta avvelenando il suo sangue e lo sta portando verso la morte.

E’ su questo sfondo che fa la sua apparizione Ivan Vanko, meglio conosciuto come Whiplash. Quest’ultimo ha utilizzato gli appunti che suo padre Anton Vanko gli ha consegnato in punto di morte e li ha utilizzati per costruire un proprio Reattore Arc. Il suo obiettivo è vendicarsi di Tony Stark per un torto subito in passato. E, per raggiungere la sua vendetta, si alleerà con Justin Hammer, proprietario delle Hammer Industries, da sempre interessato a superare l’azienda rivale.

Tony Stark e Nick Fury in una scena del film Iron Man 2.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Iron Man 2 è un film che mi è piaciuto esattamente quanto il primo. In questa pellicola ci viene presentato l’uomo in armatura con una luce del tutto nuova. Non è invincibile come tutti possano pensare.

E’ un essere umano come tutti gli altri e come tanti di noi ha paura della morte, che sta venendo a prenderlo. Il Reattore Arc lo ha salvato dalle schegge, ma non dall’avvelenamento dovuto dal palladio. Consapevole del proprio destino, Tony decide di correre ai ripari e arriva a nominare la sua segretaria Pepper Potts nuova amministratrice delegata delle Stark Industries. Questa scelta permetterà all’industria di famiglia di sopravvivere e di restare soprattutto in mani fidate.

Iron Man e War Machine in una scena di Iron Man 2.

A parte ciò la paura verso la morte porterà il nostro protagonista ad agire in modo sconsiderato. E’ sempre stato un personaggio sotto i riflettori, carismatico, eccentrico e via dicendo, ma il suo comportamento va peggiorando sempre di più.

E nessuno arriva a intuirne la ragione, nemmeno James Rhodes, il suo migliore amico. Quest’ultimo arriva a ingaggiare uno scontro fisico con lui durante la sua festa di compleanno e, dopo averlo messo K.O., se ne va con una delle sue armature.

Diventerà così War Machine e successivamente combatterà al fianco di Iron Man per sconfiggere Whiplash e dei droni da lui creati presso la Hammer Industries.

Whiplash in una scena di Iron Man 2.

Per quanto riguarda l’antagonista, Ivan Vanko è un personaggio a dir poco fantastico. Il suo desiderio di vendetta nei confronti di Tony Stark ha radici antiche.

Suo padre ed Howard Stark lavoravano insieme al progetto relativo al Reattore Arc, finché il secondo non intuì la vera natura avida e meschina del collega e decise di denunciarlo alle autorità, facendolo così arrestare.

Questo sentimento di odio profondo ha avuto inizio con Anton Vanko ed è destinato ad essere portato avanti dal figlio, affinché pareggi i conti con chi ha osato rovinare tutto: gli Stark. I padri commettono degli errori e i figli ne pagano le conseguenze. Questo è ciò che ho visto e percepito durante tutto il film.

Vedova Nera, Nick Fury ed Iron Man in una scena di Iron Man 2.

Anche in questo film ci sono diversi accenni e sono tutti collegati al Marvel Cinematic Universe. Per esempio, la comparsa di Nick Fury ci permette di sapere che Howard Stark è stato uno dei fondatori dello S.H.I.E.L.D. e soprattutto dell’esistenza di un progetto per mettere su una squadra di supereroi: gli Avengers.

Tony Stark è incluso in questo progetto, ma ne farà davvero parte solo quando sarà il momento. E soprattutto quando saprà fare gioco di squadra e non essere un pericolo per gli altri.

Un altro esempio sono due filmati. Il primo ci mostra Bruce Banner in versione gigante di giada mentre combatte contro l’esercito americano presso il campus; il secondo compare alla fine del film e ci mostra l’agente Phil Coulson in un cratere nel deserto, dove sembra essere precipitato un misterioso martello.

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Mike Deodato Jr.

Una foto di Mike Deodato Jr.

Nato il 23 maggio 1963 a Campina Grande, Deodato Taumaturgo Borges Filho è un disegnatore brasiliano. È conosciuto nel mondo del fumetto come Mike Deodato Jr.

La sua carriera ha inizio in patria verso la fine degli anni 70 al fianco di suo padre. Negli anni 90 il suo nome comincia a diventare noto negli Stati Uniti grazie agli adattamenti di serie televisive come Lost in Space, Quantum Leap e Beauty and the Beast, tutte targate Innovation Publishing.

Nello stesso periodo lavora su Wonder Woman per la DC Comics, The Avengers e The Mighty Thor per la Marvel Comics.

È nel 2000 che avviene il salto di qualità con una run di The Incredible Hulk. Seguiranno successivamente The Amazing Spider-Man, New Avengers, Dark Avengers, Secret Avengers e Thunderbolts.

Dopo aver lavorato al crossover intitolato Original Sin, si occuperà di Guardians of Knowhere, Star Wars e Invincible Iron Man.

Copertina del portfolio in tiratura limitata di “The art of Mike Deodato Jr.”, esposta durante la mostra L’Incredibile Marvel.

Dopo aver parlato della sua biografia, passiamo alle considerazioni personali. Mike Deodato Jr. è un disegnatore che seguo poco rispetto ad altri, ma devo ammettere che ho apprezzato molto il suo stile in Original Sin.

Sembra sposarsi perfettamente con la trama così dannatamente cupa, dark e noir. I suoi disegni mi sono sembrati molto realistici, ricchi di dettagli. È come se fossi lì, ad assistere alla scena e, perché no, anche a partecipare all’indagine sulla misteriosa morte dell’Osservatore.

Le sue tavole sono cariche di energia, sono dinamiche e racchiudono bene sia l’azione che il pensiero. E grazie a una saggia maestria dei colori, sono anche in grado di infondere la curiosità, il dubbio, il mistero, la suspense.

A dimostrazione di quanto ho detto fino ad ora c’è questa immagine alla vostra destra, che non c’entra nulla con Original Sin. E’ una foto che ho scattato durante la mostra intitolata L’Incredibile Marvel. Sono rimasto profondamente colpito ed impressionato da questo disegno, ma così tanto che mi fu difficile distogliere lo sguardo.

Anche qui c’è un realismo assurdo, una carica di energia e una dinamicità incredibile. Questa sua versione di Hulk l’ho trovata semplicemente stupenda e penso che l’artista sia riuscito a cogliere l’essenza, la natura stessa di questo personaggio.

Penso di aver detto tutto su Mike Deodato Jr., quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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