Thor – The Dark World

Locandina di Thor – The Dark World.

Diretto da Alan Taylor, Thor – The Dark World è un film del 2013 ed è l’ottava pellicola del Marvel Cinematic Universe. Sequel di Thor, comincia dando uno sguardo al passato.

Migliaia di anni fa Bor, il padre di Odino, affrontò in una sanguinosa battaglia gli Elfi Oscuri guidati da Malekith.
Il loro obiettivo era impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dall’immenso potere, capace grazie a un allineamento particolare dei pianeti noto come “Convergenza” di riportare il mondo nell’oscurità originaria. Dal momento che non poteva essere distrutto, l’Asgardiano decise di nasconderlo nel Mondo Oscuro, mentre Malekith e ciò che restava del suo esercito fuggirono giurando vendetta.

Ai giorni nostri mentre Loki è rinchiuso in prigione per i crimini da lui commessi, Thor insieme ai suoi compagni e a Lady Sif viaggia per i Nove Regni per riportare la pace.
Nel frattempo sul nostro pianeta Jane Foster e Darcy Lewis insieme al nuovo stagista Ian fanno una misteriosa e sensazionale scoperta a Londra. In un punto ben preciso di un edificio abbandonato la forza di gravità sembra interrompersi e gli oggetti spariscono nel nulla. Che cosa si nasconderà mai dietro a questo misterioso fenomeno? Che sia qualcosa di pericoloso, capace di portare il caos nel mondo?

Un’altra locandina di Thor – The Dark World.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor – The Dark World è un film che mi è piaciuto tanto e forse anche più del primo. L’ho trovato molto più maturo e per certi versi anche oscuro. E’ ricco di scene d’azione e di drammaticità, ma non manca ovviamente quel pizzico di comicità che non guasta mai.

E’ stato bello osservare le emozioni che ciascun personaggio provava in determinate situazioni. La morte di Frigga, moglie di Odino e madre naturale di Thor e adottiva di Loki, ha messo ben in evidenza le reazioni dei tre uomini che più l’hanno amata.

Quella del Dio dell’Inganno mi ha fatto un male assurdo. Ha usato le sue capacità per mascherare il dolore verso l’unica persona che forse lo ha amato veramente. E’ arrivato a sfogarsi sia contro gli oggetti della sua stanza che contro sé stesso. A proposito di lui ho amato molto la scena della sua falsa morte. E’ stata così realistica ed emozionante da trarre in inganno praticamente tutti, soprattutto il Dio del Tuono.

Se non lo avete ancora visto, vi consiglio di recuperarlo perché ne vale davvero la pena. Detto questo, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Marvel Avengers Academy

Crea la tua accademia di supereroi con Marvel Avengers Academy.

Marvel Avengers Academy è un’applicazione gratuita per il cellulare sviluppata dalla TinyCo. Disponibile per il sistema Android, è un gioco d’avventura e dà la possibilità al giocatore di creare la sua personale accademia di supereroi.

Strani e misteriosi avvenimenti hanno spinto Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., a costruire un’accademia. L’obiettivo? Addestrare giovani supereroi per sconfiggere l’Hydra e ogni altra minaccia che si nasconde dietro l’angolo.
Il primo a iscriversi è il giovane Tony Stark alias Iron Man. Dopo di lui arriveranno anche Captain America, Loki, Vedova Nera, Wasp e molti altri ancora.

Che cosa sarà mai la misteriosa nebulosa temporale che circonda l’accademia? Perché il professor Hank Pym ne sembra così ossessionato? E soprattutto che cosa nascondono Nick Fury e Odino?
Immergetevi in questa nuova avventura per scoprirlo.

L’evento dedicato a Dottor Strange in Marvel Avengers Academy.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Sarà forse un anno che gioco a Marvel Avengers Academy e, nonostante possa essere un po’ monotono a volte, ancora non mi sono stufato di giocarci.

La storia principale ruota attorno al mistero della nebulosa temporale e a ciò che Nick Fury e i professori nascondono. Per avanzare bisogna completare le missioni che ciascun personaggio dovrà affrontare.

Più si andrà avanti, più verranno fuori tante cose e soprattutto si recluteranno nuovi supereroi. A volte si avrà anche la possibilità di avere dalla propria parte alcuni dei più famosi supercriminali della Casa delle Idee.

Il gioco è caratterizzato anche da numerosi eventi. Questi ultimi sono spesso legati a film, fumetti oppure serie televisive di prossima uscita. Per esempio c’è stato l’evento su Civil War, Doctor Strange e persino sugli Inumani.

Gli eventi hanno le stesse caratteristiche della storia principale. Ci sono delle missioni da completare per sbloccare e reclutare un determinato personaggio. In più si potranno affrontare diversi antagonisti con una squadra composta da tre supereroi. E il giocatore avrà la possibilità di decidere chi mandare in battaglia in base alle abilità del personaggio. Alcuni personaggi si possono sbloccare soltanto con le gemme, mentre altri con determinate aree della nebulosa temporale.

Ci sono molte interazioni sociali in Marvel Avengers Academy.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, ne sono rimasto completamente conquistato. E’ uno stile che mi piace, così come ho apprezzato molti dei dialoghi. Gli sviluppatori sono stati capaci di svecchiare i personaggi, di renderli più giovani senza però perdere di vista la loro vera personalità. Mi sono piaciute anche le gag e soprattutto i “momenti equivocabili” fra alcuni personaggi dello stesso sesso e non.

Se vi piacciono giochi di questo genere, Marvel Avengers Academy è l’applicazione che fa al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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The Avengers

Locandina del film The Avengers.

Scritto e diretto da Joss Whedon, The Avengers è un film del 2012. Sesta pellicola del Marvel Cinematic Universe, rappresenta la fine della Fase 1. Inoltre dà la possibilità ai lettori di vedere i propri supereroi preferiti diventare una vera e propria squadra, pronta a difendere il pianeta Terra da qualunque minaccia esistente.

La storia ha inizio con il Tesseract, un antico artefatto capace di generare energia illimitata.
Un misterioso alieno e il suo portavoce sono interessati a questo oggetto. Loki, desideroso di conquistare Midgard, stringe un accordo con loro.

Siamo sul pianeta Terra e il Tesseract è nelle mani dello S.H.I.E.L.D., che con l’aiuto del dottor Erik Selvig lo sta studiando. Ed è in queste circostanze che avviene una nuova anomalia, che permette all’antico artefatto di aprire un portale. Loki lo attraversa con in mano un nuovo scettro e riesce a sconfiggere in poco tempo gli agenti dello S.H.I.E.L.D. Inoltre usa la magia per portare dalla sua parte sia il dottor Selvig che Clint Barton, alias Occhio di Falco.

Ritenendo il dio dell’inganno una vera e propria minaccia per il pianeta Terra, Nick Fury contatta gli agenti Natasha Romanoff e Phil Coulson affinché rintraccino e portino sull’eliveivolo alcune persone dotate di capacità straordinarie. E’ il momento di attuare il progetto Avengers.
Riusciranno i Vendicatori a diventare una vera e propria squadra, pronta a salvare il mondo da qualunque minaccia?

Una scena del film The Avengers.

Dopo aver dato un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ad essere sincero, non ricordo quando ho visto esattamente questo film. Credo di non essere andato al cinema, ma sono più che sicuro di averlo visto in televisione.

Ad ogni modo The Avengers è un film che mi è piaciuto. L’ho trovato un perfetto mix fra azione, comicità e drammaticità. Ho riso davanti ad alcune scene e soprattutto ad alcune battute.
Per fare un esempio, c’è quella sulla legittima fratellanza di Loki e Thor. Quando al Dio del Tuono viene fatto presente che il fratello ha ucciso molte persone, lui se ne esce che è adottato. E’ come se così giustificasse le sue azioni, la sua mente complessata da chissà cosa.

Altre scene che ho apprezzato sono:

  • l’incontro tra i due fratelli asgardiani;
  • la disputa fra Captain America e Iron Man durante il litigio sull’eliveivolo;
  • la chiacchierata di Tony Stark con Loki prima della grande battaglia;
  • la sconfitta dell’antagonista.
Una delle scene finali del film The Avengers.

Tuttavia, devo ammettere che ho anche provato una profonda tristezza per la sorte dell’agente Coulson. E’ stato bello vedere come la sua morte abbia acceso una scintilla, destinata a diventare un vero e proprio fuoco. Infatti sei supereroi riescono a mettere da parte il proprio modo di essere e la propria ideologia per dare vita ai Vendicatori. E’ una squadra che ha trovato una ragione per esistere e adesso è pronta a proteggere il mondo dalle più grandi minacce presenti e future.

Se non avete ancora visto questo film ed è ciò che state cercando, vi consiglio di guardarlo appena vi è possibile. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Thor

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Locandina del film Thor.

Diretto da Kenneth Branagh, Thor è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quarta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ispirato alla storia dell’omonimo personaggio dei fumetti, il film comincia con un evento del passato. Asgard è in guerra con il regno di Jotunheim, intenzionato a conquistare i Nove Regni partendo da Midgard, il mondo abitato dagli umani.

Odino e il suo esercito intervengono, fermando così l’avanzata di Laufey e dei suoi Giganti di Ghiaccio. Sottrae al re nemico lo Scrigno degli Antichi Inverni, stabilendo così una fragile tregua. Inoltre adotta Loki, il figlio abbandonato dal re del ghiaccio, sperando che un giorno possa portare pace fra i due regni.

Passiamo ai giorni nostri. Il primogenito del sovrano asgardiano è conosciuto sul pianeta Terra come “il dio del tuono” e, avendo raggiunto una certa fama nel corso dei secoli, viene avviata la cerimonia d’incoronazione. Quest’ultima viene però interrotta da un’incursione di alcuni Giganti di Ghiaccio, intenti a recuperare l’oggetto a loro sottratto anni prima. Tuttavia, la loro impresa fallisce grazie all’intervento del Distruttore, un gigantesco robot a guardia dei tesori e degli oggetti proibiti del regno.

Lasciandosi trasportare dalla sua natura arrogante e dall’ira per il torto subito, Thor decide di recarsi a Jotunheim insieme a Loki e ai suoi amici. Nonostante lo scontro diretto sembra essere stato evitato grazie al fratello, le parole provocatorie del re di quel regno non passano inosservate e il dio del tuono reagisce sconsideratamente e senza pensare alle conseguenze.

Quando la situazione sembra volgersi verso il peggio, Odino interviene e li salva. Tuttavia, la tregua è finita e una nuova guerra appare ormai all’orizzonte. Deluso dal comportamento del futuro re di Asgard, il Padre degli Dei decide di punirlo e lo spoglia così del suo ruolo di dio del tuono. Considerandolo non degno, gli impedisce anche di sollevare ancora una volta il martello Mjolnir, prima di scaraventarlo su Midgard.

Riuscirà il dio del tuono a dimostrare di essere il degno successore al trono di Asgard? E riuscirà a dimostrare di essere l’unico in grado di brandire Mjolnir?

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Poster di Thor, il dio del tuono.

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor è un film che ho visto un po’ di tempo fa, ma non ricordo se in televisione oppure al computer insieme a Tsukinomai.

Dal momento che le leggende e i miti dei popoli del nord mi hanno sempre affascinato, ho accolto questo film a braccia aperte. E devo ammettere che mi è piaciuto molto. Ciò che ho apprezzato è la caratterizzazione di Thor e Loki, interpretati rispettivamente da Chris Hemsworth e Tom Hiddleston.

Il primo è cresciuto con la convinzione di essere il favorito del Padre di Tutto. Essendo il primogenito, per diritto è destinato ad ereditare il trono di Asgard. Ciò ha nutrito a più non posso la sua natura ambiziosa ed arrogante, arrivando spesso a mettersi in mostra e a risolvere i problemi con la forza a discapito dell’intelletto.

Quando subisce la punizione, incontra Jane Foster e i suoi colleghi di lavoro su Midgard. Attraverso loro imparerà a riflettere su sé stesso e sul mondo che lo circonda. Guarderà diversamente la vita e apprenderà quali sono i veri valori che una divinità deve fare propri e professare.

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Poster di Loki, il dio dell’inganno, nonché fratello adottivo di Thor.

Il secondo, invece, è sempre vissuto all’ombra del fratello. Pur sapendo che non erediterà mai il trono in quanto secondogenito, il suo unico desiderio è essere messo sullo stesso piano dell’altro. A differenza di lui utilizza più il cervello che i muscoli per togliersi dagli impicci. Nonostante ciò, non viene molto valorizzato e le risposte ai suoi dubbi esistenziali non sembrano mai arrivare.

La situazione cambia quando viene a conoscenza della verità sulle sue origini. Scopre di non essere asgardiano, ma un Gigante di Ghiaccio. Fu abbandonato ancora in fasce da suo padre Laufey, perché troppo gracile per sopravvivere in un mondo duro ed astio come il loro. E fu salvato così da Odino, che lo adottò e lo crebbe come se fosse realmente suo figlio, sperando che un domani portasse pace fra i due regni.

Loki si sente ingannato, preso in giro da tutto e da tutti. Odia il padre biologico perché lo ha abbandonato, impedendogli così di essere il suo erede al trono. E prova astio nei confronti del padre adottivo, in quanto lo ha preso con sé solo per un futuro tornaconto personale. E quindi si sente usato da quest’ultimo.

Quando tutto comincia ad avere senso e la dolce menzogna viene spazzata via, il dio dell’inganno entra in azione alla prima occasione. Il suo obiettivo? Impossessarsi del trono di Asgard, in quanto ritiene che gli spetti di diritto, perché migliore di suo fratello.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Stuart Immonen

Una foto di Stuart Immonen del 2011.

Stuart Immonen è un fumettista di origine canadese e la sua carriera inizia nel 1988 con la serie “Playground“.
Nel 1993 è ingaggiato dalla DC Comics, che gli affida il compito di disegnare il terzo volume di “Legion of Superheroes” e successivamente si occuperà anche di diverse testate dell’uomo d’acciaio ovvero Superman.
Nel 2001 inizia la sua collaborazione con la Casa delle Idee – ovvero la Marvel Comics -, per la quale si occuperà di alcune storie del dio del tuono (Thor) e della bomba gamma ad orologeria (Hulk). Successivamente gli sarà affidato il compito di disegnare l’universo Ultimate, in particolare: Ultimate Fantastic Four, Ultimate X-Men e Ultimate Spiderman. Parteciperà persino ad uno dei più grandi crossover mai proposti da questa casa editrice statunitense: Fear Itself.

Il disegno della copertina di un volume di Star Wars disegnata da Stuart Immonen.

Dopo aver dato un accenno della sua biografia, entriamo nel vivo della recensione e passiamo alle considerazioni personali. Stuart Immonen è un’artista di grande talento e penso che le case editrici americane (grandi o piccole che siano) abbiano fatto un buon investimento su di lui.
Ho conosciuto questo disegnatore e fumettista grazie alla collezione proposta con il giornale La Gazzetta dello Sport ovvero “Le battaglie del secolo“, in cui i volumi numeri otto e nove sono appunto dedicati al crossover a cui lui ha partecipato ovvero Fear Itself, che abbiamo già recensito sul nostro sito. Sarò sincera: mi sono letteralmente innamorata del suo stile e, quando ebbi l’occasione di partecipare alla mostra intitolata “L’Incredibile Marvel“, sono rimasta assolutamente incantata dalle sue tavole, in quanto alcune di esse erano appunto esposte insieme a tante altre di altrettanti validi autori, disegnatori, fumettisti e sceneggiatori.
A titolo informativo questo artista non ha avuto solo a che fare con i supereroi, ma anche con i ribelli e una spietata dittatura spaziale e galattica. Si, sto parlando appunto di Star Wars, un’altra testata lanciata sempre dalla Marvel Comics e a cui questo disegnatore e fumettista ha lavorato (e penso che ci stia ancora lavorando).
E’ uno dei pochi artisti del continente americano che ho deciso di seguire e di prendere come d’esempio per imparare a disegnare.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione su Stuart Immonen termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Fear Itself

Copertina del primo volume di Fear Itself.

Scritto da Matt Fraction e disegnato da Stuart Immonen in collaborazione con Wade Von Grawbagder e Laura Martin, Fear Itself è un crossover con protagonisti principali Thor e Steve Rogers, mentre Tony Stark e Odino fanno da personaggi secondari. Composto da sette volumi e pubblicato dalla Marvel Comics nel 2011 (Panini Comics nel nostro paese), racconta una storia legata ad una leggenda, in cui si afferma che il Serpente tornerà e Thor cadrà nell’affrontarlo.
Tutto ha inizio con Sin, la figlia di Teschio Rosso, la quale insieme a Barone Zemo è alla ricerca di un misterioso martello molto ma molto simile a quello del dio del tuono. Seguendo ciò che suo padre ha scritto in un suo diario, riesce a trovare questo misterioso artefatto e, nel momento in cui prova a sollevarlo, scopre di esserne degna e ottiene così i poteri della dea Skadi.
Sentendo che una strana e misteriosa voce la sta chiamando, decide di seguirla ed è così che trova il luogo in cui il Serpente era stato rinchiuso da Odino anni or sono, dopo che quest’ultimo lo aveva sconfitto. Questo ritrovamento sarà l’inizio di una nuova catastrofe su Midgard e in questa nuova avventura i nostri eroi dovranno superare le proprie paure. Riusciranno a salvare ancora una volta il loro mondo? Spetterà a voi lettori e a voi lettrici scoprirlo.

Copertina del sesto volume di Fear Itself.

Dopo aver accennato parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Fear Itself è un crossover che mi ha letteralmente conquistata, perché prende spunto dalle leggende e dalle storie tipicamente nordiche, che personalmente amo. Partendo da una leggenda in particolare, la Casa delle Idee ha creato questa storia che viene narrata ovviamente con qualcosa di diverso, in quanto sono coinvolti personaggi di ogni genere e si scoprono tante cose, che non hanno nulla a che vedere però con il racconto norreno originale (un esempio è l’identità stessa dell’antagonista ovvero il Serpente).
Per quanto riguarda i personaggi, ho apprezzato molto Thor e Tony Stark. Il primo è disposto a correre il rischio, a far avverare la profezia pur di salvare Midgard e arriva al punto di lottare contro il suo stesso padre, il quale si vedrà costretto a lasciare che suo figlio compia questo infausto destino; mentre il secondo è un eroe che arriva a vendere e a contrattare addirittura la sua stessa dignità pur di avere udienza presso il Padre di Tutto, il quale resterà così colpito da tutto ciò che gli permetterà di utilizzare l’officina di Asgard per creare ogni tipo di arma che occorre per sconfiggere i così detti Valorosi, personaggi buoni e cattivi che sono entrati in contatto con altri sette martelli e sono diventati come una sorta di cavalieri del nostro antagonista, portando così paura e distruzione in ogni angolo del regno. Un personaggio che non ho apprezzato molto è stato proprio Odino, il quale ha pensato bene di fuggire e di lasciare Midgard nelle grinfie di questo pericoloso nemico, con l’obiettivo però di distruggere direttamente questo pianeta perché convinto di risolvere così il problema, allontanando e scongiurando l’avverarsi della profezia riguardante suo figlio. Ha lasciato che la paura di perderlo offuscasse il suo giudizio, finendo così per commettere un errore che poteva essere fatale per tutti i Nove Regni.
A parte la sceneggiatura scritta da Matt Fraction, ho apprezzato molto i disegni di questi tre grandi disegnatori. Ciascuna tavola possiede un’anima, che può essere ricca di azione e di combattimento oppure di sentimenti contrastanti come la paura e il coraggio, la gioia e la tristezza, la calma e l’ira. La colorazione è a dir poco eccezionale e grazie a un perfetto gioco fra le luci e le ombre, sembra quasi di vivere in prima persona questo conflitto e di condividere con ciascun eroe e supereroe le proprie e le altrui paure, oltre che le gioie e i dolori.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Original Sin

Copertina del primo numero di Original Sin.

Scritto da Jason Aaron e disegnato da Mike Deodato Jr., Original Sin è un crossover pubblicato dalla Marvel Comics (Panini Comics in Italia) nel 2014. Di recente è stato nuovamente pubblicato in due volumi – con tanto di descrizione e di presentazione degli autori coinvolti – in occasione del lancio di una nuova collezione (in collaborazione con il giornale La Gazzetta dello Sport) con il titolo “Le battaglie del secolo“.
La storia di Original Sin ruota attorno a un omicidio: Uatu, meglio conosciuto come l’Osservatore ovvero colui che tutto vede e tutto sa senza interferire con il corso degli eventi è stato ucciso e gli sono stati rubati gli occhi. A scoprire il cadavere è Nick Fury, il quale non perde tempo e informa subito gli Avengers dell’accaduto. Mentre questo gruppo dà inizio alle indagini per scoprire l’assassino, un altro gruppo composto da Doctor Strange, Pantera Nera, il Soldato d’Inverno, Moon Night, Ant-Man, il Punitore e Rocket Raccoon ricevono un misterioso messaggio da qualcuno che li conduce in luoghi diversi, dove alcuni eventi sono avvenuti nel passato e forse accadono ancora adesso.
Che cosa significherà tutto ciò? La verità li porterà a scoprire i propri peccati, ma spetta a voi lettori scoprire il come tutto questo avverrà.

Uatu, l’Osservatore protagonista dell’omicidio in Original Sin.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Original Sin è un crossover di tutto rispetto. Jason Aaron è stato capace di scrivere una sceneggiatura con una storia avvincente, ricca di fascino e di mistero oltre che di tanta ma tanta suspance. E tutto è stato reso ancora più perfetto dai disegni, dalle tavole create con brillante maestria da Mike Deodato Jr., il cui stile mi ha profondamente colpita in questa storia.
Pagina dopo pagina mi è stato impossibile distogliere lo sguardo dalla lettura, perché questa storia presenta un’atmosfera e un’ambientazione così cupe, così piene di intrighi e di misteri che è da sciocchi interromperla senza sapere, senza scoprire chi è l’assassino, chi è il personaggio che è stato capace di commettere una simile atrocità verso l’unica creatura in tutto l’universo che non ha mai osato interferire con la storia dei popoli e dei diversi mondi, che non ha mai fatto male praticamente a nessuno (o almeno è ciò che tutti sanno). E ciò che suscita ancora più interesse verso questo avvenimento, è senza ombra di dubbio il movente. Perché? Perché è accaduto tutto questo?
E’ praticamente un giallo e se amate questo genere di storie, Original Sin è il crossover che fa sicuramente a caso vostro e, se non lo avete ancora fatto, cercate di recuperarlo e di aggiungerlo alla vostra collezione.
La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

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L’Incredibile Marvel

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Thunderbolts #162 Cover di Mirco Pierfederici, esposto al Palazzo Fruscione durante la mostra L’Incredibile Marvel.

L’Incredibile Marvel è una mostra dedicata ai settantacinque anni di meraviglie a fumetti della Casa delle Idee e si è tenuta dal 1 luglio fino al 7 agosto di quest’anno presso il Palazzo Fruscione di Salerno, in Italia. Venuta a conoscenza di questo evento tramite il social network noto come Facebook, ho deciso di andare lì insieme al mio ragazzo e non mi pento affatto di questa decisione, perché ho visto cose che mi hanno lasciato letteralmente soddisfatta e valevano davvero il prezzo del biglietto.
L’Incredibile Marvel era composta da tante – ma proprio tante eh! – tavole, disegni e dediche di vari artisti sia italiani che stranieri e ricoprivano le pareti di tutti e tre i piani della struttura (l’ultimo piano era dedicato agli artisti italiani).
In ogni stanza c’erano uno o più pannelli con su scritta la storia di questa famosa casa editrice statunitense, suddivisi in periodi. Alcuni bui, altri luminosi e altri ancora particolarmente brillanti.

Mrs Deadpool and The Howling Commandos n.2 di Giuseppe Camuncoli, esposto durante la mostra L’Incredibile Marvel.

A fare da cicerone e da guida c’era niente poco di meno che Pino Cuozzo, autore della pagina “Cup of Pino“. Attraverso il suo modo di raccontare a volte serio ed altre volte esilarante , abbiamo intrapreso un vero e proprio viaggio alla scoperta del segreto che si celava dietro ogni tavola oppure disegno lì presente. E a proposito di disegni e tavole quelle che più hanno attirato la mia attenzione sono state prima di tutto le creazioni del maestro Milo Manara: figure femminili capaci di trasmettere eleganza e leggiadria mista a forza e potenza.E a seguire Simone Bianchi (di cui ho amato particolarmente disegno e colorazione), Lorenzo Ruggiero, Giuseppe Camuncoli (mi piace troppo il suo stile riguardo il disegno), Mirco Pierfederici (stesso discorso di Cammo) e Vincenzo Cucca.
Oltre alla produzione cartacea c’erano anche altre cose in un certo senso in carne ed ossa: uno dei costumi di Spider Man interpretato da Tobey Maguire nel primo film diretto da Sam Raimi e una statua del medesimo personaggio. E che dire di alcune delle più celebri frasi di personaggi del calibro di Wolverine e di Silver Surfer riportate su una parete di un determinato piano (ce n’era una per ogni piano, precisiamo).
L’Incredibile Marvel è stata una mostra che ha lasciato uno strano segno indelebile, impossibile da cancellare e spero davvero che possa essere fatta un’altra edizione con ancora più tavole e disegni, dando così la possibilità ad altri di partecipare. Per chi non ha avuto la possibilità di prendere parte a questo evento, è disponibile un libro con all’interno la storia di questa casa editrice con in allegato le foto delle tavole e dei disegni.
La nostra recensione su questa mostra riguardante le meraviglie prodotte dalla Casa delle Idee termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Avengers Assemble

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Avengers Assemble – Poster.

Creato da Stan Lee e Jack Kirby in collaborazione con la Marvel Animation Studio, Avengers Assemble è una serie animata statunitense trasmessa tramite la rete Disney, in particolare sul canale Disney XD. In Italia invece è trasmessa su Rai Gulp. Composta attualmente da ben tre stagioni, racconta le vicende e le avventure dei nostri eroi marvel preferiti, in questo caso i Vendicatori. Per chi non lo sapesse, questo Team è composto da: Captain America, Iron Man, Thor, Hulk, Hawkeye, Black Widow e Falcon.
La nostra storia ha inizio con Tony Stark (Iron Man) che osserva e tiene sotto controllo i suoi ex compagni attraverso i satelliti. è così che scopre che Captain America corre un serio pericolo, in quanto sta affrontando da solo il suo acerrimo nemico: Teschio Rosso, che è tornato per sconfiggere l’eroe a stelle e strisce e per conquistare il mondo, in pratica. Nonostante il nostro eroe con l’armatura corra in suo aiuto, non riesce a salvarlo in tempo e Captain America sparisce nel nulla grazie a un’arma dell’Hydra. Dal momento che non riesce nemmeno a fermare questo potente avversario da solo, Iron Man decide di mandare un messaggio ai suoi ex compagni di squadra con l’intenzione di riunirla. Ed è così che i Vendicatori tornano in azione. Dopo aver riunito la squadra, il nostro eroe con l’armatura la guida verso una missione che porterà a una duplice scoperta: Captain America è ancora vivo e Teschio Rosso si è alleato con MODOK. A questa temibile alleanza si uniranno presto altri antieroi quindi è da questo punto in poi che il Team decide di restare unito, in quanto una terribile minaccia incombe sul nostro mondo.

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Scena del primo episodio della prima stagione di Avengers Assemble.

E adesso passiamo alle così dette considerazioni personali. Avengers Assemble è una serie animata che ho particolarmente e personalmente amato. Mi è piaciuto dal punto di vista grafico e soprattutto come hanno reso i personaggi, come li hanno personificati. Ho gradito ogni avventura che i nostri Vendicatori si sono trovati a vivere, le sfide che hanno affrontato insieme oppure da soli ed è stato bello vederli interagire in ciascuna situazione che si presentasse. C’è stato un continuo confronto fra loro, in cui trasparivano difetti e pregi di ciascuno eppure erano comunque capaci di metterli da parte alla fine per un obiettivo comune: salvare il mondo. E ovviamente tralasciamo il mio lato “yaoista” nei confronti di Iron Man e Captain America, le cui interazioni a volte mi portavano praticamente a “scipparli” nel vero senso della parola. Ad ogni modo consiglio a tutti i fan e ai lettori dell’Universo Marvel di guardare Avengers Assemble, perché ne vale la pena. E poi è anche un modo, un pretesto per guardare la televisione e fare qualcosa di diverso dal solito o semplicemente far passare un’oretta in un pomeriggio noioso, dove non si ha nulla da fare.
La nostra recensione su Avengers Assemble termina qui. A presto miei cari Sognatori e ricordate: “chi sogna, viaggia“.