The Goon

Una delle copertine di The Goon

The Goon è una serie a fumetti statunitense scritta e disegnata da Eric Powell. L’opera è un misto di comicità e violenza che tende verso il paranormale. Diverse storie, infatti, vedono coinvolte creature quali zombie, fantasmi, mutanti, robot, scienziati pazzi e molto altro.
Andrò ora a dare un accenno della trama per poi esporre le mie opinioni personali.

Goon è un orfano cresciuto da sua zia Kizzie, una donna che si esibisce come forzuta in un circo itinerante, e passa la prima parte della sua infanzia ad aiutare nel circo come può.

Quando il boss mafioso Labzario si nasconde nel circo, Goon si intrufola nel carrozzone dove si era sistemato, incuriosito dalla reputazione dell’uomo. Il boss gli mostra un libretto che contiene tutti i nomi della gente a cui ha fatto un favore, dei sui nemici e di tutti quelli che gli devono dei soldi.

La polizia, tuttavia, rintraccia il boss e circonda il carrozzone. Nella sparatoria che segue Labzario si fa scudo col piccolo Goon e spara a zia Kizzie, che stava tentando di proteggere il bambino, uccidendola.  Quando il malavitoso definisce la donna una “stupida vacca” per il gesto compiuto, Goon perde il controllo e fracassa la testa dell’uomo con un sasso. Successivamente prende il libretto, il cappello nonché il controllo degli affari del gangster, spacciandosi come suo braccio destro.

Un’altra copertina di The Goon.

Estorcendo soldi ai commercianti in cambio di protezione, si sbarazzò di tutti i debitori fannulloni e a chi gli domandava dove fosse il suo capo raccontava che Labzario si stava nascondendo dai suoi nemici e dalla polizia.

Veniamo a noi. The Goon è un perfetto connubio di comicità, situazioni al limite dell’assurdo e violenza ben calibrata. Pagina dopo pagina l’atmosfera che ci viene proposta è quella di un classico “B-movie” anni 50. Sia il nostro protagonista che i personaggi comprimari e secondari sono scritti e caratterizzati magistralmente.

Magistrale è anche il particolare stile di disegno di Eric Powell, già visto in opere tipo Big Man Plans.
In conclusione, vi consiglio caldamente di recuperare questa serie portata in Italia da Panini Comics. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Wolf Guy

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Disegno introduttivo del capitolo undici di Wolf Guy.

Wolf Guy è un manga che appartiene alla categoria seinen ed è composto da ben dodici volumi pubblicati dalla Akita Shoten, JPOP nel nostro paese. Creato da  Yoshiaki Tabata e Yuki Yogo, è una rivisitazione più violenta e cruda di una pubblicazione precedente e racconta la storia di Akira Inugami, un ragazzo misterioso e problematico che dopo essere stato espulso dall’istituto privato, comincia a frequentare la scuola comunale Hakutoku dove insegna la signorina Aoshika, ovvero la sua nuova insegnante.
Con il suo arrivo in questo nuovo istituto cominciano già i problemi, in quanto la sua classe è governata da un certo Dou Haguro, figlio di un dirigente di un potente clan mafioso. Già il primo giorno il nostro protagonista provoca uno scagnozzo di questo boss scolastico e quando lo attacca, lui si scansa semplicemente e lascia che cada da solo sul proprio coltello, ferendosi gravemente. Questa provocazione e questo affronto non sono ben graditi da Dou Haguro, che organizza un’imboscata sul tetto dell’istituto con lo scopo di dare inizio a uno scontro mortale, peccato che non andrà secondo i suoi piani perché Akira Inugami mostrerà una resistenza ai colpi e un senso di fierezza legati al suo segreto.

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Il protagonista e l’antagonista di Wolf Guy.

Wolf Guy è un manga che racchiude quella che è una tipica storia fantasy, dove il protagonista è una creatura che appartiene al mondo del sovrannaturale, a un mondo non reale ma immaginario nella nostra mente. E’ da considerarsi adatto ad un pubblico adulto – non è un caso che sia targato come seinen e non come shonen oppure shojo – e lo sconsiglierei ai minori e soprattutto a chi è debole di stomaco, perché il tema della violenza e anche dell’atto sessuale ne fa praticamente da padrone.
Devo ammettere che questo stile, che i disegni di Yuki Yogo sono a dir poco fantastici. Si tratta di un manga assolutamente realistico, soprattutto nella realizzazione degli animali e dei paesaggi. E che dire degli uomini e delle donne? Trasmettono delle emozioni e delle sensazioni anche con un semplice sguardo. Si respira tensione, paura, eccitazione e si arriva a provare anche un senso di disgusto in alcune scene, soprattutto quelle che trattano la così detta violenza carnale, ovvero quella sessuale nei confronti delle giovani donne. E’ come se Wolf Guy ti mettesse davanti ciò che accade nel nostro mondo tutti i giorni o quasi. Come dicevo prima, è realismo misto a fantasy. E’ qualcosa di reale, ma al tempo stesso non lo è. E’ un po’ difficile da spiegare, ma spero di essere riuscita nell’impresa. Per saperne di più, per scoprire che cosa accade ad Akira Inugami e a tutti i personaggi che entrano in contatto con lui, vi consiglio di recuperare quest’opera perché non ho voluto svelare tutta la trama. Che gusto c’è se vi raccontassi tutta la storia?
La nostra recensione su Wolf Guy termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia.

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