Non mi farò coinvolgere

Copertina di Non mi farò coinvolgere.

Non mi farò coinvolgere è un manga di genere yaoi creato da Kou Yoneda. E’ stato pubblicato sulla rivista Craft dalla Taiyoh Tosho. In Italia è arrivato grazie alla Flashbook Edizioni.

Racconta la storia d’amore tra un dipendente e il suo datore di lavoro. Quando Shima viene assunto in una nuova azienda, il primo incontro col suo nuovo datore di lavoro non è proprio dei migliori: Togawa è di ritorno da una serata di baldoria e si presenta con i postumi dell’alcol.

Nonostante sia un uomo amichevole, è invadente e ha dei modi di approcciare molto grossolani. All’inizio Shima è insofferente a tutto questo ma, ad un certo punto, cerca di prendere e mantenere un po’ le distanze sia verso di lui che verso tutti gli altri colleghi a causa del suo passato.

Tuttavia, passa il tempo e il nostro nuovo dipendente finisce per innamorarsi del suo datore di lavoro. Infatti, quando Togawa lo invita a cena, lui non rifiuta questa volta. Com’è senz’altro prevedibile in questo genere di racconti, i due finiscono a letto insieme e da lì comincia la loro frequentazione anche fuori dal lavoro. Questa relazione sarà destinata a durare?

Una pagina di Non mi farò coinvolgere.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Non mi farò coinvolgere è un manga che mi è piaciuto sin da subito e l’ho trovato anche un po’ più maturo rispetto ad altre cose che ho letto.

Shima è una persona introversa, che difficilmente si esprime e si apre verso gli altri. Ha anche difficoltà a fidarsi di chiunque e tutto questo è dovuto principalmente a ciò che è avvenuto prima di essere assunto in questa nuova azienda.

Gli è infatti difficile pensare che un eterosessuale come Togawa possa realmente provare dei sentimenti molto forti per lui, che vanno al di là del semplice rapporto sessuale. Secondo il suo punto di vista lui prima o poi si scoccerà e lo abbandonerà com’è già successo in altre circostanze. Inoltre non potrà mai dargli la famiglia che lui vorrebbe.

Cerca quindi di non farsi coinvolgere troppo da questa storia e arriverà pure a troncarla pur di proteggersi da qualcosa che in questo caso non esiste, se non nella sua testa. E pagherà amaramente la sua decisione.

Per quanto riguarda Togawa, è un personaggio che ho amato tantissimo. E’ stato bello vedere un eterosessuale approcciare con una persona del suo stesso sesso, finendo per innamorarsene. Non si è fatto nessuna domanda e nessun problema al riguardo. Le cose sono andate così e a lui sta bene.

Se amate questo genere di storie o lo yaoi in generale, vi consiglio di recuperare questo manga. E’ un unico volume, quindi il vostro portafoglio non ne risentirà più di tanto. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Disney’s Brother Bears

Confezione di Disney’s Brother Bear per Game Boy Advance.

Disney’s Brother Bear è un videogioco del 2003. Basato sull’omonimo film, è stato sviluppato sia per PC che per Game Boy Advance. Al primo ci ha lavorato la KnowWonder Digital Mediaworks, mentre al secondo la Vicarious Visions. A distribuirlo è stata la Disney Interactive.

Tratto da un film d’animazione, questo videogioco dà la possibilità di ripercorrere il viaggio intrapreso dai due orsi Koda e Kenai verso la montagna dove le luci toccano la terra. Dal momento che sono i personaggi principali della storia, lì si potrà muovere entrambi. Infatti i due orsi hanno compiti differenti e ben specifici durante tutta l’avventura.

Un esempio di livello di Disney’s Brother Bear.

Le ambientazioni sono quattro: foresta innevata, caverna di ghiaccio, valle di fuocomontagna. Ognuna di esse è caratterizzata da cinque livelli, dove i due protagonisti dovranno raccogliere bacche per aumentare il numero di vite e trovare tutti e tre i totem. Il quinto livello è chiamato “caccia“. Lì il giocatore dovrà fuggire da Denahi, accedendo così ad una nuova tappa del viaggio.

Il videogioco presenta anche una serie di mini-giochi, divisi in: scivolate, corrispondenze e pesca al salmone. Anche “scorciatoia del mammut” può essere considerato un mini-gioco che, a differenza degli altri, permette di passare subito al livello successivo.

Trattandosi di un PEGI 3+, Disney’s Brother Bear presenta una difficoltà bassissima. Quando lo acquistai anni fa per il Game Boy Advance SP, ci ho messo infatti un solo giorno per completarlo. E ricordo di aver continuato a giocarci anche successivamente, soprattutto nei momenti di assoluta noia.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Sacro/Profano – Paradiso

Copertina regolare di Sacro/Profano – Paradiso.

Pubblicato da Dentiblù Edizioni, Sacro/Profano – Paradiso è un fumetto creato da Mirka Andolfo. Ultimo volume della trilogia, racconta le vicende di Angelina e Damiano in seguito alla scoperta di una inaspettata gravidanza.

Quando è in arrivo un bambino, i futuri genitori si trovano spesso ad affrontare un gran numero di responsabilità. Ed è così che il nostro satanasso decide di mettere la testa a posto. Comincerà a cercare un lavoro serio, finendo col mettere da parte la sua band ovvero gli Scassaballe, ormai considerata come un illusorio sogno giovanile.

Questa decisione lo porterà in una posizione di conflitto con i suoi amici di infanzia Giuda e Grugno, che si sentiranno un po’ traditi da lui. E, come se non bastasse, i genitori del nostro diavolo sembrano nascondergli qualcosa. Che cosa sarà mai?

Dopo aver accennato la trama, passiamo alle considerazioni personali. Sacro/Profano – Paradiso rappresenta una perfetta conclusione per questa trilogia e i personaggi raggiungono una piena maturità. Angelina si trova a dover affrontare la gravidanza con tutti i suoi pro e i suo contro, finendo a volte per tormentare involontariamente il povero Damiano.

Una tavola di Sacro/Profano – Paradiso.

Quest’ultimo comincia a sentire su di sé il peso delle responsabilità. E’ spaventato dall’idea di diventare padre e spesso si sente un fallito in confronto alla sua amata angioletta. Tuttavia, è disposto a tutto pur di essere all’altezza del duplice ruolo di padre e di marito. Infatti affronta numerose peripezie e molti colloqui per trovare un lavoro serio.

Tutte le sue ansie e le sue paure spariscono nel momento in cui Eden viene al mondo ed è fra le sue braccia. Scopriremo in seguito che è diventato uno splendido marito e un ottimo padre.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, scopriamo il più grande segreto della mamma di Angelina e anche quello dei genitori di Damiano. Ovviamente non farò nessuno spoiler perché preferisco che ve lo leggiate e che lo scopriate da soli.

Ad ogni modo questo volume è esattamente come i due precedenti. E’ ricco di umorismo e, come sempre, le scene rappresentate non sono sempre quelle che sembrano. Spesso sono equivoche e noi lettori finiamo per pensare a cose poco caste e pure, che poi non si rivelano proprio tali.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui e ovviamente vi invito a recuperare questa storia, perché ne vale veramente la pena. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure”.

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Iron Man 3

Locandina del film Iron Man 3.

Iron Man 3 è un film del 2013. Diretto e co-scritto da Shane Black, è la settima pellicola del Marvel Cinematic Universe nonché sequel di Iron Man 2.

Dopo gli avvenimenti di New York Tony Stark comincia a soffrire di attacchi di panico. Temendo che possa accadere di nuovo, passa intere giornate a costruire ed aggiornare le sue armature. L’obiettivo? Essere pronto a qualunque evenienza, affinché possa proteggere le persone che ama ed in particolare Pepper Potts, la sua fidanzata.

Nel frattempo un’organizzazione terroristica guidata da un certo Mandarino è autrice di numerosi attacchi ed uno di questi ferisce gravemente Happy Hogan, capo della sicurezza di Stark.

Infuriato per l’accaduto, Tony sfida il Mandarino in diretta televisiva. Quest’ultimo manda degli elicotteri alla sua residenza a Malibu. Pepper e Maya Hansen riescono a salvarsi, mentre Tony fugge con una delle armature. Dal momento che scompare, viene ritenuto morto.

Il nostro eroe in armatura finisce in Tennessee grazie alle coordinate imposte da J.A.R.V.I.S. e da lì cominciano le sue indagini. Riuscirà Tony a scoprire che cosa si nasconde dietro agli attacchi terroristici del Mandarino?

Un’altra locandina del film Iron Man 3.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Iron Man 3 è un film che non mi ha entusiasmato molto. Tuttavia, l’ho apprezzato per la caratterizzazione del protagonista. Tony Stark si dimostra profondamente umano. Ciò che ha visto durante gli eventi di The Avengers lo ha profondamente scosso e turbato. Ha compreso che ci sono forze in gioco più grandi di lui e vuole essere pronto ad affrontarle. Inoltre vuole proteggere ad ogni costo la cosa a cui tiene di più nella sua vita: Pepper Potts.

In questo film il nostro protagonista si troverà anche a dover affrontare i fantasmi del suo passato, ben nascosti dietro la figura del Mandarino. Quest’ultimo si è rivelato essere una marionetta, i cui fili erano mossi dal vero antagonista di questa storia: Aldrich Killian. Questo particolare mette in risalto come una scelta sbagliata possa influire nel presente o addirittura in un prossimo futuro.

E a proposito degli antagonisti non mi hanno entusiasmato molto. Il Mandarino è un attore, una persona che mi è apparsa un bel po’ patetica. Aldrich Killian, invece, è il classico uomo che ha preso così tanti calci nel sedere dalla vita da cercare di riscattarsi con le sue forze. Peccato però che si lasci guidare anche da sentimenti negativi per ottenere ciò che vuole. E’ un uomo senza alcuno scrupolo in pratica.

Se non avete ancora visto questo film, vi consiglio di guardarlo al più presto per restare al passo con la continuity cinematografica della Marvel. Penso di aver detto tutto quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Napoli Comicon 2018

Manifesto realizzato da Lorenzo Mattotti in occasione della ventesima edizione del Napoli Comicon.

Il Napoli Comicon 2018 è durato quattro giorni, precisamente dal 28 aprile fino al 1 maggio. Quest’anno sono state introdotte alcune succose novità. Essendo la ventesima edizione, gli organizzatori hanno pensato bene di fare le cose in grande.

Per prima cosa si è deciso di ripercorrere la storia di questo evento fumettistico e videoludico dal sapore partenopeo. E’ stata infatti allestita una mostra con tutti i manifesti dal 1998 fino ad oggi. Inoltre erano presenti numerosi disegni e dediche di diversi autori e tante tavole dalle più svariate origini di provenienza.

Come se ciò già non bastasse, è stata aperta anche l’Arena Flegrea, dove è stato messo il palco che di solito si vedeva nei pressi dell’Auditorium. Lì i Foja hanno tenuto un concerto il giorno 30 aprile proprio in occasione di questo evento.

Dal momento che si è entrati in possesso di quest’altra area della Mostra d’Oltremare, lì è stato allestito l’Asian Village. Il Padiglione 10 è stato invece destinato al Gamecom (in particolare ai videogiochi), mentre il Padiglione 4 ha ospitato il Punto Autografi, l’Artist Alley e la ZTA.

Mauro Emme Forte durante una dedica al Napoli Comicon 2018.

Esattamente come ogni anno TN10 ed io abbiamo preso parte a questo evento insieme ad alcuni nostri amici. Il primo giorno è stato completamente dedicato all’esplorazione, agli acquisti e agli incontri con i nostri autori preferiti.

E’ stato bello incontrare Ornella Savarese (Gimkhana), Fran (La vedova bianca) e Mauro Emme Forte (Pulcinell) e scambiare quattro chiacchiere con loro. La stessa cosa vale anche per autori come Mirka Andolfo, Okayado, Sarah Andersen e Zerocalcare. E non possiamo ovviamente dimenticare Daniele Daccò di Orgoglio Nerd (e ancora stento a crederci che ci abbia fatto i complimenti per il nome del nostro sito).

Le file per le dediche e per gli autografi erano a volte chilometriche, ma siamo sopravvissuti e ce l’abbiamo fatta quindi è valsa la pena aspettare. E sorpresa delle sorprese siamo riusciti anche a incontrare per puro caso Adrian Fartade di Link4Universe.

Per quanto riguarda il secondo giorno, ci siamo dedicati all’esplorazione dell’Asian Village e del Neverland. Inoltre abbiamo dato un’occhiata alle mostre proposte quest’anno. E’ stato bello ripercorrere la storia del Napoli Comicon e scoprire da dove tutto è cominciato. Abbiamo anche preso parte alla conferenza della Panini Comics e di Cup of Pino.

TN10 ed io il primo giorno del Napoli Comicon 2018.

E adesso passiamo alle considerazioni personali. Nonostante tutto il trambusto creatosi attorno alla presenza di personaggi che centravano poco con il tema della fiera, il Napoli Comicon 2018 mi è piaciuto. Sono stati due giorni fantastici in cui mi sono divertito molto insieme al mio ragazzo e ai miei amici.

Al momento non ho nessuna critica negativa da rivolgere allo staff dell’evento perché mi sono trovato bene e non sono incappato in nulla di fastidioso. E’ vero, c’erano i “cuozzi” ma non ci ho fatto tanto caso, né dato peso. Ad ogni modo gli faccio i miei complimenti per come la fiera stia crescendo anno dopo anno, regalando a noi appassionati la possibilità di incontrare miti e leggende del nostro mondo (per esempio, Frank Miller e Lucy Lawless).

Penso di aver detto tutto quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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La promessa dei lupi

Copertina del romanzo La promessa dei lupi.

La promessa dei lupi è un romanzo scritto da Dorothy Hearst e pubblicato dalla casa Editrice Nord in Italia. Primo di una trilogia, racconta la storia di Kaala, una giovane lupa che lotta per la sopravvivenza già dalla sua nascita.

Figlia di una lupa del branco del Fiume Rapido e di un estraneo, il suo destino era già segnato: morire. Tuttavia, i Grandi Lupi impediscono al capobranco di compiere il suo dovere secondo la legge e lei viene risparmiata.

Questa decisione imposta non verrà presa tanto bene e, dopo che sua madre verrà cacciata via, lei si troverà a crescere da sola, contando soltanto su sé stessa. Nessuno del branco è disposto ad aiutarla, anzi la stragrande maggioranza la disprezza.

Perché questo sentimento così tanto negativo? E’ tutto legato ad una leggenda: un lupo di razza mista con una bianca falce di luna salverà i lupi oppure distruggerà il loro mondo. E’ un peso enorme sulle spalle di questa cucciola, che si troverà ad infrangere anche un’antica promessa.

Copertina originale di La promessa dei lupi.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. La promessa dei lupi è un romanzo che mi ha letteralmente conquistato. E’ una storia ambientata in un passato tanto lontano, dove l’uomo non era ancora padrone del mondo ed era un tutt’uno con la natura.

Gli uomini e i lupi vivevano fianco a fianco come se fossero fratelli, finché un giorno qualcosa andò storto e da quel momento le loro strade si separarono. Per evitare che ciò accadesse di nuovo, i lupi fecero una promessa e per generazioni hanno cercato di mantenerla, evitando ogni contatto possibile con l’uomo. Tuttavia, la promessa è destinata ad essere infranta e sarà Kaala stessa a dover prendere un’importante decisione, che cambierà per sempre il futuro di tutti.

Ciò che mi è piaciuto molto di questo romanzo è il modo di raccontare questa storia. La giovane lupa con la falce di luna sul petto è la protagonista e noi lettori vediamo e sentiamo tutto proprio attraverso di lei. Ci viene raccontata così la storia di un branco con le sue abitudini, usanze e costumi. Sembra di essere davvero un lupo talmente che ci si immedesima nel personaggio principale.

Se siete lettori appassionati di storie miste fra avventura e fantasia, La promessa dei lupi è il romanzo che fa sicuramente al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Lucky Fred

I personaggi principali di Lucky Fred.

Lucky Fred è una serie animata spagnola creata da Myriam Ballesteros ed è prodotta dalla Imira Entertainment. A questo progetto collaborano la Televisiò de Catalunya, la Rai Fiction e la Top Draw Animation.

Composta attualmente da due stagioni, racconta le avventure comiche e fantascientifiche di Fred e dell’Agente Brains insieme al loro robot Friday.

Dopo aver dato giusto un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho scoperto l’esistenza di questa nuova serie animata grazie a Rai Gulp e devo ammettere che mi è piaciuta.

Brianna Robeaux è la vicina di casa di Fred e sembra una normalissima ragazza, nonostante tante piccole cose possano farla etichettare come “strana”. Lei è infatti l’Agente Brains, la cui missione è salvare il pianeta Terra da possibili minacce esterne come gli alieni. Per adempiere al suo dovere, riceve un nuovo prototipo di robot ma qualcosa va storto durante la consegna e Friday finisce per riconoscere il ragazzo come suo legittimo proprietario invece che lei.

Scena tratta da un episodio di Lucky Fred.

Questo particolare è importante perché è alla base di tutte le loro avventure e soprattutto della nascita della profonda amicizia fra Brianna e Fred. A proposito di quest’ultimo è un personaggio che ha un ruolo ben preciso all’interno delle loro avventure, nonostante possa sembrare il contrario.

E’ un ragazzo di quattordici anni, che frequenta la scuola ed è in quella fase di passaggio tra la fanciullezza e l’età adulta. Spesso è così convinto che essere una persona al top sia così tanto importante da cacciarsi nei guai e mettere in pericolo persino il pianeta Terra. Tuttavia, il suo modo di essere e le idee strambe che gli vengono in mente hanno qualche volta aiutato l’Agente Brains a sistemare la situazione.

Per quanto riguarda Friday, può essere considerato un po’ come un perfetto mix fra il ragazzo e la ragazza. E’ un tipo responsabile, ma sa anche come divertirsi. Infatti appoggia spesso le idee del suo amico umano, anche se a volte le trova un tantino rischiose ed è in disaccordo con lui. In questi casi infatti Fred finisce per ordinarglielo e lui non può sottrarsi a causa del riconoscimento vocale.

Se amate storie ed avventure di questo genere oppure state cercando qualcosa di poco impegnativo da guardare, Lucky Fred è la serie animata che può fare al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Hiromu Arakawa

Una foto di Hiromu Arakawa.

Nata l’8 maggio 1973, Hiromu Arakawa è una fumettista giapponese. Originaria dell’isola di Hokkaido, il suo vero nome è Hiromi Arakawa ed è cresciuta nella fattoria di famiglia. Lì sin da piccola ha sempre sognato di diventare una mangaka.

Nel 1999 è assistente scrittrice di Eto Hiroyuki in Guru Guru – il girotondo della magia. Nello stesso periodo è amica di Yashichiro Takahashi, autore di Shakugan no Shana.

La sua carriera comincia proprio in quell’anno con la pubblicazione del manga Stray Dog. Tuttavia, il successo arriva grazie ad un’altra sua opera: Fullmetal Alchemist.

Nel 2006 ha collaborato con lo scrittore Jin-Zhou Huan per illustrare e disegnare Hero Tales, storia composta da un totale di cinque manga successivamente adattati per una serie animata l’anno successivo.

Nel 2011 ha cominciato a lavorare ad una nuova storia intitolata Silver Spoon, che già ha riscosso successo ed è stato adattato per una serie animata. Recentemente sta lavorando a un riadattamento di La leggenda di Arslan, light novel di Yoshiki Tanaka.

Nelle sue storie Hiromu Arakawa si disegna con sembianze bovine.

Dopo aver parlato della sua biografia, passiamo alle considerazioni personali. Hiromu Arakawa è un’autrice formidabile e mi ha subito conquistato con il suo manga più celebre ovvero Fullmetal Alchemist.

A parte il suo stile di disegno ciò che più mi piace è il suo modo di raccontare le cose. E’ capace di creare storie perfettamente mixate. Alla serietà si contrappone la comicità, agli attimi drammatici invece momenti senza senso.

E vogliamo parlare della caratterizzazione dei suoi personaggi? Che siano gli eroi oppure gli antagonisti, i principali oppure i secondari è impossibile non amarli dal primo all’ultimo. La stessa cosa può valere anche per il concetto di odio.

Un’altra cosa che mi piace molto di questa autrice è come rappresenta sé stessa all’interno delle sue storie e soprattutto come interagisce con i personaggi. E’ impossibile non amare questa mucca occhialuta.

Di recente ho scoperto che esistono altri suoi progetti e, appena ne avrò la possibilità, vedrò di recuperarli tutti. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche: Fullmetal Alchemist

CSI: Scena del crimine

Copertina della terza stagione di CSI: Scena del crimine.

CSI: Scena del crimine è una serie televisiva statunitense andata in onda dal 2000 al 2015. Creata da Anthony E. Zuiker, è composta da quindici stagioni e ha riscosso così tanto successo da avere ben tre spin-off oltre a un film conclusivo.

Ambientato nella città del gioco d’azzardo ovvero Las Vegas, racconta le indagini svolte da una squadra scientifica del posto. L’obiettivo di quest’ultima è esaminare la scena del crimine in cerca di prove, così da poter scoprire chi è oppure chi sono gli esecutori dell’omicidio.

Per svolgere le indagini, si avvalgono della loro razionalità. Inoltre utilizzano ogni mezzo di natura tecnologica e scientifica a loro disposizione per arrivare alla verità.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Il caso gioca spesso brutti scherzi e ahimè ha voluto che ricordassi poco o niente di questa serie televisiva. Non riesco a ricordare bene gli episodi, forse perché ero troppo piccolo o forse perché seguivo più gli spin-off che la serie principale.

Alcuni personaggi di CSI: Scena del crimine.

Tuttavia, riesco a ricordare i volti degli attori che interpretavano i personaggi maschili. Provavo simpatia per Gilbert Gil Grissom, Warrick Brown e Nick Stokes. Ricordo che questa serie televisiva era caratterizzata soprattutto da scena cupe e al buio. A volte alcune di esse potevano essere anche crude, soprattutto quando si analizzavano i corpi delle vittime nel laboratorio.

Se non avete ancora visto questa serie televisiva, vi consiglio di guardarla per avere un quadro più completo sulla saga di CSI. Per quanto mi riguarda, vedrò di recuperarla non appena mi sarà possibile farlo. Penso di aver detto tutto ciò che c’era da dire, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche le recensioni sugli spin-off:

Yuria Type 100

Copertina del primo volume di Yuria Type 100.

Yuria Type 100 è un manga di genere fantascientifico, ma è anche una commedia romantica. Scritto da Shigemitsu Harada e disegnato da Nobuto Hagio, è conosciuto in Giappone col titolo Yuria Hyaku-shiki.
Pubblicato dalla casa editrice Hakusensha, è composto da dodici volumi in totale. Attualmente sette di essi sono arrivati in Italia grazie alla Magic Press Edizioni.

Questo manga racconta la storia di Yuria, una normalissima ragazza. O almeno così sembra.
E’ l’anno 20XX quando il dottor Akiba crea una nuova bambola gonfiabile robotizzata, affinché fosse identica a una donna vera. Nasce così la nostra protagonista. Per diventare il proprietario di questo giocattolo sessuale, bisogna effettuare la registrazione. Come? Penetrandola naturalmente.

Quando Yuria capisce le reali intenzioni del suo creatore, scappa via dal laboratorio. Viene trovata mezza nuda per strada e salvata da un cane che cercava di accoppiarsi con lei. Il suo salvatore è Kubo Shunsuke, un ragazzo che lavora per mantenere i suoi studi, che la invita a stare a casa sua.
All’inizio la nostra protagonista non si fida molto di lui, perché pensa che possa avere qualche secondo fine. Tuttavia, col passare del tempo imparerà a conoscerlo e finirà per sentire qualcosa per lui.

Copertina del secondo volume di Yuria Type 100.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. E’ stato il fidato TN10 a consigliarmi la lettura di questo manga e devo ammettere che mi ha incuriosito parecchio, nonché colpito.

E’ un seinen spassoso dalla prima all’ultima pagina. Yuria incarna perfettamente le fantasie sessuali maschili ed è programmata per soddisfarle. Ciò che suscita il sorriso è proprio la sua natura di bambola sessuale. Ogni minima cosa le può far uscire il sangue dal naso oppure entrare inconsapevolmente in una determinata modalità.

Questa sua natura mette in seria difficoltà Shunsuke, il quale viene più volte molestato da lei soprattutto durante la notte. E proprio quando c’è il rischio di raggiungere il massimo del piacere e di diventare praticamente sua, lui la ferma utilizzando le sue conoscenze nella lotta, mettendola così K.O. per un po’.

Ciò che spinge il nostro bel giovane a non cadere in tentazione è l’amore che prova per Maria, la sua ragazza nonché promessa sposa. Tuttavia, col passare del tempo la situazione potrebbe cambiare (o forse degenerare?) e lui potrebbe scoprire di provare qualcosa verso la nostra protagonista.
Riuscirà a resisterle ancora, pur di restare fedele alla sua storica amata? E il dottor Akiba riuscirà invece a riprendere Yuria e a farla sua?

Per scoprirlo, correte nella vostra fumetteria di fiducia e compratelo. Tranquilli, non passerete per sporcaccioni. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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