After Life

Immagine promozionale di After Life.

Creata, diretta e prodotta dal cinico comico Ricky Gervais, After Life è una serie televisiva britannica del 2019. La prima stagione è composta da sei episodi e racconta la storia di Tony, un uomo caduto in depressione dopo la morte della moglie tanto amata.

Questo triste evento porta il nostro protagonista a tentare il suicidio svariate volte senza però mai riuscire nell’impresa. Visto che non riesce a togliersi la vita, decide di cambiare atteggiamento e comincia a trattare male le persone che lo circondano.

Nonostante si dimostri stronzo fino al midollo, gli amici e i parenti non si allontanano da lui. Cercano sempre di aiutarlo perché sanno che dietro alla sua maschera si nasconde una brava persona.

Una scena di After Life.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. After Life è una serie televisiva che mi ha letteralmente sorpreso e conquistato. Ricky Gervais ha sempre mostrato il peggio di sé nei suoi spettacoli attraverso battute taglienti (capaci però di farci riflettere), abituandoci al cinismo.

In questa storia è il comico stesso a interpretare Tony, mostrandoci un lato di sé stesso che forse ci era sfuggito durante i suoi spettacoli (o forse no?). Il protagonista è un uomo distrutto, senza più uno scopo nella vita. Il suo mondo è diventato grigio e senza senso. Cerca di farla finita, ma non ci riesce.

Che cosa si fa allora? Ci si comporta da stronzi e da cinici. Si pensa così tanto a sé stessi da non accorgersi del male che si fa alle persone più vicine, che si cerca di allontanare ma non sempre funziona.

Ed è questo il caso di Tony, che si trova al suo fianco vecchie e nuove conoscenze nonostante tutto. La storia del nostro protagonista mette in evidenza come il dolore possa cambiare una persona e gettarla in un oblio senza fine.

Tuttavia, c’è chi riesce a vedere una via d’uscita, uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Infatti, Tony ad un certo punto cercherà di vedere ciò che la vita ha da offrirgli, rimediando ad alcune cazzate commesse ai danni delle persone a lui care.

Se amate questo genere di storie, vi consiglio di andare su Netflix e di dare uno sguardo ad After Life. E’ una serie televisiva che offre spunti di riflessione.

La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Detective Monk

Copertina del cofanetto con tutte le stagioni di Detective Monk.

Creata da Andy Breackman, Detective Monk è una serie televisiva statunitense di genere poliziesco. Composta da otto stagioni, è stata prodotta dalla Mandeville Films e dalla Touchstone Television. Al progetto ha collaborato anche la Universal Television.

La trama ruota attorno alla figura di Adrian Monk, un detective del dipartimento di San Francisco. Quando la moglie viene a mancare perché vittima di un omicidio, lui lascia il lavoro e si isola totalmente dal mondo.

L’infermiera Sharona Fleming riesce finalmente a convincerlo dopo tre anni e mezzo a tornare in servizio. Tuttavia, Adrian Monk non è più la stessa persona che i suoi colleghi conoscevano tempo fa.

La scomparsa dell’amata moglie lo ha segnato così tanto da arrivare a sviluppare fobie praticamente verso ogni cosa o quasi.
Riuscirà a risolvere i casi a lui proposti? E scoprirà chi ha ucciso sua moglie?

Il Detective Monk insieme ad altri personaggi in una scena della serie.

E adesso passiamo alle considerazioni personali. Detective Monk è una serie televisiva che mi è piaciuta molto. Non è il solito poliziesco, dal momento che si tratta anche di una commedia drammatica. E’ infatti un perfetto mix fra serietà e comicità.

Adrien Monk è un personaggio interessante. Guardandolo, non si ha la sensazione di avere un detective davanti. E’ un personaggio profondamente umano, che mostra tutte le sue paure e tutti i suoi timori. Le sue fobie potrebbero rendere ancora più difficile l’esito delle indagini. Tuttavia, la cosa strana è che si rivelano il più delle volte d’aiuto. Infatti è come se gli dessero un cambio di prospettiva, qualcosa che gli consenta di vedere ciò che gli altri non vedono e di avere anche delle geniali intuizioni.

Un’altra cosa che ho apprezzato è il suo rapporto sia con Sharona Fleming che con Natalie Teeger. Sono due infermiere che vanno oltre il loro lavoro. Diventano sue amiche, sue confidenti e soprattutto sue ancore di salvezza in diverse occasioni. Sono due donne determinate e parecchio – ma proprio tanto eh! – pazienti con lui.

Se vi piacciono i polizieschi, vi consiglio di recuperare questa serie televisiva. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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CSI: Scena del crimine

Copertina della terza stagione di CSI: Scena del crimine.

CSI: Scena del crimine è una serie televisiva statunitense andata in onda dal 2000 al 2015. Creata da Anthony E. Zuiker, è composta da quindici stagioni e ha riscosso così tanto successo da avere ben tre spin-off oltre a un film conclusivo.

Ambientato nella città del gioco d’azzardo ovvero Las Vegas, racconta le indagini svolte da una squadra scientifica del posto. L’obiettivo di quest’ultima è esaminare la scena del crimine in cerca di prove, così da poter scoprire chi è oppure chi sono gli esecutori dell’omicidio.

Per svolgere le indagini, si avvalgono della loro razionalità. Inoltre utilizzano ogni mezzo di natura tecnologica e scientifica a loro disposizione per arrivare alla verità.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Il caso gioca spesso brutti scherzi e ahimè ha voluto che ricordassi poco o niente di questa serie televisiva. Non riesco a ricordare bene gli episodi, forse perché ero troppo piccolo o forse perché seguivo più gli spin-off che la serie principale.

Alcuni personaggi di CSI: Scena del crimine.

Tuttavia, riesco a ricordare i volti degli attori che interpretavano i personaggi maschili. Provavo simpatia per Gilbert Gil Grissom, Warrick Brown e Nick Stokes. Ricordo che questa serie televisiva era caratterizzata soprattutto da scena cupe e al buio. A volte alcune di esse potevano essere anche crude, soprattutto quando si analizzavano i corpi delle vittime nel laboratorio.

Se non avete ancora visto questa serie televisiva, vi consiglio di guardarla per avere un quadro più completo sulla saga di CSI. Per quanto mi riguarda, vedrò di recuperarla non appena mi sarà possibile farlo. Penso di aver detto tutto ciò che c’era da dire, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche le recensioni sugli spin-off:

Masters of Horror

Logo della serie tv Masters of Horror.

Masters of Horror è una serie televisiva creata dal regista Mick Garris. Era composta da diversi episodi, che avevano la tipica caratteristica di un breve film. Duravano infatti un’oretta circa ed erano diretti da famosi registi del genere horror: Joe Dante, Dario Argento e John Carpenter (giusto per citarne alcuni).

La serie andò in onda dal 2005 al 2007 sul canale via cavo statunitense Showtime. Trattandosi di un canale via cavo esclusivo, entrambe le stagioni erano caratterizzate da estremi livelli di violenza, nudità e profanità rispetto a tutto ciò che appartenesse alla medesima categoria e fosse trasmesso altrove.

Le due stagioni composte da tredici episodi ciascuna arrivarono in Italia nel 2007 e furono trasmesse fino al 2008 grazie all’emittente Sky Cinema Max e dalla allora neonata Rai Movie.

In conclusione, se siete fan o estimatori del genere Horror, vi invito a recuperare questa serie. Potrete sicuramente riconoscere lo stile di ogni singolo regista. Inoltre i vari temi degli episodi potranno soddisfare i gusti di ogni appassionato di questo genere di racconti e dei sui sottogeneri: dallo “Slasher” al “Sovrannaturale”.
Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “Leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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CSI: NY

Copertina del DVD con le prime tre stagioni di CSY: NY.

CSI: NY è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2004 al 2013. Secondo spin-off di CSI: Scena del crimine, è composta da un totale di nove stagioni.

La storia è ambientata questa volta a New York. La Grande Mela diventa spesso testimone di misteriosi delitti ed efferati omicidi. A svolgere le indagini su di essi, è una squadra investigativa della città, guidata questa volta da una coppia di detective: Mac Taylor e Stella Bonasera.

Riuscirà questa nuova squadra investigativa a trovare la verità che si nasconde dietro agli omicidi? E riuscirà ad arrestare i colpevoli, gli assassini delle loro vittime?

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo di questa nuova recensione. Questa serie televisiva l’ho seguita davvero poco rispetto all’altro spin-off e alla serie principale.

E penso che ciò fosse dovuto ad una questione di abitudine. Ero abituato infatti a vedere sullo schermo le altre due squadre in azione. Mi ero appassionato alle loro indagini e alle loro storie. Quando invece mi sono trovato davanti questa nuova serie televisiva targata CSI, non c’è stata la stessa reazione, lo stesso entusiasmo. Non mi ha attirato più di tanto, quindi ho smesso di seguirlo e mi sono concentrato su altro.

Copertina del DVD con la quarta, la quinta e la sesta stagione di CSY: NY.

L’unica cosa verso cui ho mostrato un po’ di entusiasmo è stato il crossover. All’epoca non sapevo che cosa fosse, ma ricordo il mio entusiasmo a rivedere Horatio Caine e Scotty Valens sullo schermo. Entrambi appartenevano ad altre serie televisive e spesso mi chiedevo che cosa ci facessero lì. Ed era bello vedere che collaboravano con Mac Taylor e Stella Bonasera durante un caso di omicidio avvenuto anni prima oppure ai giorni nostri.

Tornando a CSI: NY, una sua particolare caratteristica iniziale era l’atmosfera cupa. Gran parte delle scene furono girate al chiuso, in un piccolo laboratorio dalla scarsa luce. La situazione cambia con la seconda stagione, dove viene introdotto un laboratorio più spazioso e luminoso. Inoltre gran parte delle scene vennero questa volta girate all’aperto. L’obiettivo era rendere tutto leggermente più tenue, come nelle due serie precedenti.

Penso che recupererò tutte le stagioni di questa serie televisiva, visto che ho come l’impressione di aver perso un bel po’ di cose. E se voi lettori e lettrici di questi sito web amate questo genere di storie, aggiungetela alla vostra lista. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Star Trek – The Next Generation

Logo della prima stagione di Star Trek – The Next Generation.

Spazio: ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani, nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima. Paaaa pa pa paaa pa pa paaaa….

Così cominciavano le mie serate negli anni 90, con la voce del capitano Picard, che recitava quella frase ad ogni inizio di puntata. Presa in prestito dalla serie classica e leggermente modificata, ha reso l’intro di Star Trek – The Next Generation memorabile. E come dimenticare quella sigla in stile musica classica, che per chi ha già visto questa serie, credo sia rimasta impressa come “la musica” di Star Trek.

Con ben cinque serie televisive all’attivo (sei in autunno 2017), più una animata, più dieci film e tre di reboot, Star Trek credo sia una delle migliori serie fantascientifiche che ha attraversato quasi cinquant’anni. E’ arrivata ai nostri giorni, cercando di stare al passo con i tempi e, in alcuni casi, anticipandoli.

La USS Enterprise NCC 1701 D classe Galaxy in Star Trek – The Next Generation.

Io vi parlerò della seconda serie ovvero Star Trek – The Next Generation. Dopo una pausa di venti lunghi anni, svecchia la serie e la adatta al pubblico degli anni 90. La serie parla delle avventure degli umani del futuro, che hanno scoperto il modo di viaggiare più veloci della luce e quindi di poter esplorare la galassia. Si, sto parlando proprio della velocità curvatura.

Ideata e prodotta da Gene Roddenberry, creatore dell’universo Star Trek, questa serie è ambientata precisamente 78 anni dopo le avventure del capitano Kirk, della serie classica. L’autore, dopo venti anni di distanza dall’uscita della prima serie, decise che i tempi erano maturi. La tecnologia, gli effetti speciali e soprattutto gli spettatori erano cambiati e aumentati in modo esponenziale, rispetto a quelli degli anni sessanta.

Le avventure si svolgono quasi sempre a bordo della nave stellare Enterprise. Più precisamente la USS Enterprise NCC-1701-D classe Galaxy, appartenente alla flotta stellare della federazione dei pianeti uniti. E’ un’istituzione interplanetaria che racchiude sotto un unico governo sia l’umanità che altre razze extraterrestri.

I personaggi principali della prima stagione di Star Trek – The Next Generation.

La prima stagione di Star Trek – The Next Generation presenta, nel vero senso della parola, l’equipaggio “principale” della nave e alcuni personaggi che ritorneranno nelle varie stagioni.

Partiamo dal Capitano Jean-Luc Picard, il primo ufficiale William Thomas Riker, il secondo ufficiale Data ( una androide !!! ), il tenente comandante e ingegnere capo Jeordi La Forge, il tenente Worf Rozenko ( un klingon nella flotta stellareeeeee !!!! ), l’ufficiale medico Beverly Crusher, il consigliere betazoide Deanna Troi, il “non ancora” guardiamarina Wesley Crusher, e il responsabile della sicurezza Natasha “Tasha” Yar.

Questa serie inaugura la tradizione di far apparire nel primo episodio di una nuova serie, un personaggio di quella precedente, come a segnare il passaggio di testimone. Nel caso di Star Trek – The Next Generation è il dr. McCoy, che faceva parte del cast della serie classica.

La prima serie inizia con l’episodio pilota “Incontro a Fair Point“, diviso poi in due. In questo episodio apparirà un personaggio secondario. Si tratta di Q, una creatura dai poteri “divini”, che ritornerà spesso nel corso della storia per tormentare i personaggi o aiutarli.

Inoltre durante gli episodi verranno presentati in modo molto approfondito i personaggi, che inizieranno a legare tra loro. Tra pianeti sconosciuti, minacce “cristalline” e addii dolorosi, la prima parte dei viaggi dell’astronave Enterprise si ferma a una scoperta che fa gelare il sangue: i Romulani sono ritornati a farsi sentire e non hanno belle intenzioni.

Non mi dilungo oltre e lascio a voi il ricordo o la voglia di vedere questa serie. Da buon Trekker vi auguro lunga vita e prosperità. E ricordate: “sine metu“.

 

CSI: Miami

Poster di CSI: Miami.

CSI: Miami è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2002 al 2012. Composta da dieci stagioni, è nata dalla mente di Anthony E. Zuiker, Ann Donahue e Carol Mendelsohn.
Spin-off di CSI: Scena del crimine, racconta le vicende e le indagini di una squadra investigativa operante a Miami, guidata da Horatio Caine.

Dopo aver accennato la trama, passiamo alle considerazioni personali. Questa serie televisiva la guardavo insieme a mia madre anni fa, quando la trasmettevano su Italia 1.

Nonostante fosse vietato ai minori, la guardavo lo stesso. Le scene violente, nude e crude non mi facevano paura e nemmeno senso. La cosa strana è che oggi invece mi impressionano oppure mi danno brutte sensazioni allo stomaco. Mi fanno leggermente senso ecco.

Ad ogni modo penso che CSI: Miami mi piacesse perché era un perfetto mix di azione ed investigazione. Ciascun episodio era caratterizzato da scene dedicate all’investigazione e alla ricostruzione dei fatti realmente accaduti. Si raccoglievano prove, si esaminavano insieme al corpo della vittima e si interrogavano i possibili sospettati. Tutto ciò permetteva di risalire al movente e all’assassino, arrivando così all’arresto di quest’ultimo.

Horatio Caine e la sua squadra in CSI: Miami.

Ed era proprio in questa parte che subentravano le scene d’azione, spesso caratterizzate da inseguimenti a piedi oppure in auto. Altre volte c’erano anche delle sparatorie.
I moventi degli omicidi potevano essere di diversa natura: passionale, a sfondo sessuale, regolamento di conti in sospeso, togliere di mezzo un possibile rivale e così via.

A volte accadevano anche episodi legati ad un passato lontano. Ogni personaggio che compone la squadra investigativa ha qualche situazione spiacevole dietro le spalle. E capitava che tornasse nel presente, pronta a ricordargli qualcosa.

La cosa curiosa di questa serie televisiva è che non è stata girata completamente in Florida. Gran parte delle riprese sono state fatte infatti in California.

Se amate questo genere di serie televisive, vi consiglio di recuperare questo spin-off. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Cold Case – Delitti irrisolti

Immagine estrapolata dalla sigla di Cold Case – Delitti irrisolti.

Composta da sette stagioni, Cold Case – Delitti irrisolti è una serie televisiva statunitense trasmessa dal 2003 fino al 2010. In lingua originale è intitolata semplicemente “Cold Case“.

Ambientata negli Stati Uniti d’America, racconta le vicende e le indagini di una speciale squadra omicidi di Filadelfia. Quest’ultima si occupa in particolare di tutti quei casi che sono rimasti irrisolti, dando ad essi la possibilità di avere una risposta e un lieto fine.

A capo di questa squadra c’è Lilly Rush, una giovane e determinata detective. Al suo fianco ci saranno Scotty Valens, Nick Vera e Will Jeffries.

La squadra lavora ad un nuovo caso in una scena di Cold Case – Delitti irrisolti.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Cold Case – Delitti irrisolti è una serie televisiva che è stata al centro di un intenso dibattito fra Stati Uniti e Canada.

Il motivo è legato ad alcune similitudini con un’altra serie televisiva canadese: Cold Squad. La vicenda si è conclusa con la vittoria degli americani, i quali hanno dimostrato che sono due cose nettamente diverse.

Questa serie televisiva è strutturata seguendo uno schema preciso. Ogni episodio comincia con un flashback, dove ci viene mostrata la vittima e le persone che le stanno attorno in un contesto felice e sereno. Avviene l’omicidio e quest’ultimo, in assenza di prove, viene dichiarato irrisolto ed archiviato. E sullo sfondo c’è sempre un’agente oppure un detective che porta lo scatolone nel magazzino.

Lilly Rush e Scotty Valens interrogano un sospettato durante un episodio di Cold Case – Delitti irrisolti.

Gli episodi continuano mostrando il mondo di oggi e l’apertura di un caso irrisolto. Ciò avviene perché sono state trovate nuove prove, il corpo della vittima oppure un testimone ha finalmente deciso di parlare. Con nuove prove alla mano l’indagine riparte e vengono interrogate le persone vicine alla vittima. Ogni interrogatorio è caratterizzato dall’avvio di un flashback, che fornisce altre informazioni e dettagli sulla vicenda.

Quando ogni tassello del puzzle è al suo posto, l’indagine si conclude e l’assassino viene arrestato. Gli episodi si concludono con la comparsa sotto forma di fantasma della vittima, la quale sorride agli agenti come a ringraziarli. Inoltre lo scatolone con tutte le prove viene riportata in magazzino con sopra la scritta “closed“.

Lilly Rush è la detective a capo della squadra di Cold Case – Delitti irrisolti.

Adesso veniamo a noi. Cold Case – Delitti irrisolti è una serie televisiva che seguivo su Rai 2. Dal momento che mi è sempre piaciuto il genere poliziesco, mi è stato impossibile non innamorarmi di essa.

Ciò che più mi ha affascinato e mi è piaciuto è proprio la struttura stessa di ogni episodio. Ogni indizio conduce verso una nuova informazione. Più sono le informazioni raccolte, più ci si avvicina alla verità.

E a volte quest’ultima mi ha fatto molto ma molto male, perché spesso si trattava di persone insospettabili. La stessa cosa si può dire anche per le motivazioni che li hanno spinte a compiere gesti atroci.

Se amate storie di questo genere, questa serie televisiva statunitense può fare certamente al caso vostro.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Chuck

Poster della prima serie di Chuck.

Creata da Josh Schwartz e Chris Fedak, Chuck è una serie televisiva statunitense trasmessa dal 2007 al 2012 sul canale NBC. Composta da cinque stagioni, si tratta di una commedia ricca d’azione.

Il protagonista è Chuck Bartowski, un nerd che lavora come esperto di computer nel negozio di elettronica Buy More al NerdHerd.

Un giorno riceve un’email da un suo compagno dell’Università di Stanford. Al suo interno c’è l’Intersect, un super computer neurale contenente il database governativo, che adesso è letteralmente nella testa del nostro protagonista.

Sfortunatamente quest’ultimo non è capace di accedere autonomamente alle informazioni, che gli appaiono come flash ogni volta che vede un volto, sente una voce oppure una parola chiave.

Dal momento che non è possibile estrarre e recuperare l’Intersect, la CIA e la Sicurezza Nazionale decidono di usarlo come risorsa e gli affiancano gli agenti John Casey e Sarah Walker. Comincia così la sua doppia vita. Riuscirà a gestirla e a non combinare casini?

Il cast principale della prima serie di Chuck.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Chuck è una serie televisiva statunitense che ho trovato a dir poco fantastica. Racchiude dentro di sé due generi: l’azione e la commedia.

L’intera serie è ricca di scene d’azione, che diventano interessanti nel momento in cui il protagonista accede alle informazioni relative ai diversi stili e le varie tecniche di combattimento racchiuse nell’Intersect.

Quando ciò accade, il nostro nerd diventa un asso negli scontri corpo a corpo e riesce addirittura a mettere k.o. gli avversari.

Non mancano ovviamente scene e momenti di pura comicità, che spesso servono a smorzare un po’ la tensione e la troppa serietà del momento. Le gag sono spesso legate allo scarso acume di molti personaggi, compreso il nostro protagonista in alcuni casi.

C’è anche del sottile romanticismo. Infatti fra il nostro protagonista e Sarah Walker sembra esserci del tenero, ma questa possibile relazione non sembra mai decollare. O almeno è così all’inizio.

Il Buy More al Nerd Herd, il negozio dove è ambientata gran parte della serie e dove si nasconde anche il quartier generale.

Chuck Bartowski rappresenta un po’ tutti noi. E’ una persona che ha difficoltà ad affrontare le sfide della vita e a costruirsi un solido futuro. Per esempio, è così impacciato da avere difficoltà a dialogare con le ragazze e ad instaurare una possibile relazione con loro. A volte è persino timoroso quando si tratta di esporre una propria teoria o idea.

Se vogliamo, è lo stereotipo del nerd sfigato che tutto ad un tratto diventa qualcosa di speciale ed eccezionale. E’ un po’ come vedere la storia di Spider-Man, ma qui non si tratta di un supereroe bensì di un possibile futuro agente segreto.

Penso di aver detto tutto su questa serie televisiva, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

 

Buffy The Vampire Slayer

Copertina della prima stagione di Buffy The Vampire Slayer.

Buffy The Vampire Slayer è una serie televisiva statunitense horror-action, meglio conosciuta in Italia con il titolo “Buffy L’Ammazzavampiri“. Ideata da Joss Whedon, è composta da sette stagioni ed è stata prodotta dal 1997 fino al 2003.

Racconta la storia di Buffy Anne Summers, una ragazza come tante altre o almeno così sembra: è una cacciatrice di vampiri, unica della sua generazione che ha il compito di sconfiggere il male.

Dopo aver lasciato Los Angeles in seguito ad un incidente, si trasferisce con la madre nella cittadina di Sunnydale. La nostra giovane protagonista pensa di poter lasciare i problemi alle spalle e ricominciare la sua nuova vita.

Tuttavia, scopre che Rupert Girls è il suo osservatore e informa la ragazza che la Sunnydale High è stata costruita proprio sulla Bocca dell’Inferno. Quest’ultimo è un portale capace di sprigionare tanto male nel mondo ed è tanto ambito da un potente vampiro della zona, noto come Il Maestro.

Buffy si trova così a dover ancora una volta ricoprire il suo ruolo di cacciatrice di vampiri, ma in questa lotta non sarà da sola. Avrà al suo fianco Willow Rosenberg e Xander Harris, i suoi unici amici a conoscenza del suo segreto. Sarà un prezioso alleato Angel, un vampiro che cerca redenzione dopo tutto il male commesso in passato.

Parte del cast di Buffy The Vampire Slayer.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo di questa nuova recensione. Buffy The Vampire Slayer è una serie televisiva che appartiene alla mia infanzia. Sinceramente parlando, ricordo poco di ciò che ho visto e figuriamoci se all’epoca sapevo che cosa fosse una stagione. Tuttavia, adesso che lo so vedrò di recuperare tutto ciò che mi sono perso.

Dopo aver fatto questa premessa, torniamo a noi. La storia di Buffy mi ha sempre entusiasmato e ricordo che mi piaceva parecchio, nonostante a volte provassi paura davanti ad alcune scene.

Questa nostra eroina incarna uno dei più grandi stereotipi americani: cheerleader. E’ una bella ragazza, popolare, forse un po’ svampita e sempre in fissa con la moda e con le vicende amorose.

Tuttavia, quando riceve la chiamata e viene scelta come nuova cacciatrice di vampiri qualcosa cambia. Apprende diversi stili di combattimento e si potrebbe dire che diventa un po’ più “cazzuta”.

Il Maestro, l’antagonista della prima stagione di Buffy The Vampire Slayer.

Diventa così un modello da seguire per tante giovani ragazze, in quanto non è soltanto trucco e parrucca ma qualcosa di più. Affronta tematiche che spesso sono legate alla natura umana. Utilizza le figure che appartengono al mondo sovrannaturale proprio per mettere in luce qualcosa, magari sentimenti come l’amore, l’amicizia, la ricerca del potere e la paura della solitudine.

Una cosa che ho sempre apprezzato è la relazione fra lei ed Angel. E’ una storia d’amore complicata, perché lei è una cacciatrice di vampiri e lui è appunto un vampiro in cerca di redenzione. Questa e molte altre differenze o difficoltà metteranno a dura prova il loro amore più volte.

Per concludere, una caratteristica particolare di questa serie è che tutti gli episodi sono collegati gli uni agli altri. Ognuno di essi affronta e ci presenta qualcosa, che sembra nascere e morire in quello stesso episodio per poi scoprire che è soltanto il tassello di un mosaico, di una trama ancora più grande. E in ogni stagione c’è un potente nemico da sconfiggere (in questo caso il Maestro).

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.