Monkey King: Hero is Back

Locandina del film Monkey King: Hero is Back

Monkey King: Hero is Back è un film d’animazione cinese del 2015. Andrò ora a darvi un’accenno di trama per poi passare alle mie opinioni personali.

Il film inizia presentandoci il potente Monkey King, il cui nome è Sun Wukong. Quest’ultimo sta combattendo contro gli Dei, infuriati per la sua continua mancanza di rispetto e per le sue continue burle.

Dopo aver combattuto e sconfitto gran parte dell’esercito divino, il nostro protagonista viene sconfitto dal Buddah in persona, che lo imprigiona in una gabbia di ghiaccio nel profondo di una montagna.

500 anni dopo dei mostri attaccano un piccolo villaggio. Liuer, un orfanello sopravvissuto ad un precedete attacco, scappa tra le montagne nel tentativo di salvare una neonata.

Il nostro protagonista in una scena del film

Il ragazzino cade proprio nella caverna dove è stato imprigionato Monkey King e per curo caso lo libera. Purtroppo, una parte del sigillo di Buddah rimane sul re scimmia, impedendogli di usare il suo pieno potere. Monkey King combatte coraggiosamente contro i mostri per proteggere il bambino, che sembra essere l’unico ad avere fiducia in lui.

Sfortunatamente il leader dei mostri rapisce la neonata, dopo aver facilmente battuto il depotenziato re scimmia. Inizia cosi il viaggio di Monkey King e Liuer per salvare la bambina e sconfiggere il malvagio signore dei mostri.

Veniamo a noi. Questo film è la dimostrazione che anche la Cina riesce a produrre ottimi film d’animazione. Mokey King: Hero is Back è ricco di azione e scene che potremmo definire “da anime”. Il ritmo procede veloce senza far annoiare lo spettatore, che si sentirà sempre più coinvolto dall’avvincente avventura del piccolo orfanello.

Quest’ultimo farà riscoprire al nostro burbero protagonista scimmiesco qualcosa che da tempo aveva dimenticato. In conclusione, vi consiglio di recuperare questo film sicuro che vi intratterrà. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

Huntik – Secrets & Seekers

Copertina DVD di Huntik – Secrets & Seekers.

Creata da Iginio Straffi, Huntik – Secrets & Seekers è una serie animata italiana del 2009. Prodotta dalla Rainbow in collaborazione con Rai Fiction e Big Bocca Productions, è composta da due stagioni (entrambe di ventisei episodi) e racconta le avventure di un gruppo di Cercatori della Fondazione Huntik.

Moltissimi anni prima delle avventure narrate la Terra corse un grave pericolo a causa dei Nullificatori. Queste oscure creature furono sconfitte da uomini capaci di evocare i Titani, spiriti provenienti dal mitico mondo di Huntik. Questi ultimi furono portati sul pianeta da Lord Casterville. Passarono secoli dall’epica battaglia e i Titani si nascosero negli angoli più remoti dell’universo in attesa del ritorno dei Cercatori.

Copertina con i personaggi principali di Huntik – Secrets & Seekers.

Dopo aver dato un cenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Huntik – Secrets & Seekers è una serie animata che mi ha conquistato sin da subito e ancora oggi ne conservo un bel ricordo. Ciò che ho molto apprezzato è il desiderio di esplorare il mondo e scoprire i segreti che nasconde nei suoi luoghi più remoti.

Il viaggio comincia nel momento in cui Lok Lambert trova per puro caso un diario e uno strano amuleto, che appartenevano a suo padre Eathon Lambert. Quest’ultimo è scomparso dieci anni prima e ora il nostro protagonista ha l’occasione di scoprire cosa gli è accaduto e magari anche di ritrovarlo.

Tuttavia, l’impresa non sarà per niente facile perché avrà alle calcagna l’Organizzazione, un gruppo di Cercatori malvagi guidati da un certo Professore. Il giovane Cercatore non sarà però da solo. Accanto a lui ci saranno Dante, Sophie, Zhalia e il titano Cherit.

Le loro avventure mi hanno sempre entusiasmato, forse perché si basano su storie e leggende che davvero esistono nella nostra realtà. E ho amato anche tanto i personaggi. Ognuno ha la sua storia, i suoi punti di forza e di debolezza. Ed è bello vedere il confronto fra i buoni e i cattivi, le lotte interiori fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Sono personaggi che hanno uno scopo da seguire e crescono nel corso dell’avventura, prendendo a volte anche decisioni difficili.

Copertina con alcuni Titani di Huntik – Secrets & Seekers.

E i Titani? Sono semplicemente stupendi e ognuno di essi appartiene a una determinata categoria. Mi è piaciuto molto il rapporto che alcuni di questi spiriti sviluppano con il proprio Cercatore e questo aspetto viene ripreso sotto una nuova luce nella seconda serie.

Apprezzo ciò che Iginio Straffi ha creato, peccato però che questo suo progetto non ha avuto vita lunga. Infatti proprio oggi ho scoperto che non esiste una terza serie, quindi le avventure della squadra più forte della Fondazione Huntik non sono destinate a proseguire. E al momento non ci verrà data la possibilità di ritrovare Eathon Lambert, anche se spero in una ripresa per il prossimo futuro.

Se vi piacciono l’avventura, il mistero e le leggende vi consiglio di recuperare Huntik – Secrets & Seekers perché ne vale davvero la pena. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Teen Titans Go! Il fim

Locandina di Teen Titans Go! Il film

Teen Titans Go! Il film è un film d’animazione del 2018. Prodotto da Warner Bros. Animation e distribuito da Warner Bros. Pictures,
il film è basato sulla serie animata Teen Titans Go! (quest’ultima è a sua volta basata sugli omonimi personaggi dei fumetti DC Comics).
Ora vi darò un accenno di trama per poi passare alle mie opinioni personali sulla pellicola.

A Jump City i Teen Titans sono impegnati a combattere l’Uomo Palloncino. Quando quest’ultimo ammette di non conoscerli, i Titans si esibiscono in un numero canoro che lascia campo libero al criminale, costringendo la Justice League ad intervenire. Il supergruppo critica i giovani supereroi, accusandoli di essere troppo infantili e di prendere poco sul serio il loro ruolo, argomentando il tutto col fatto che non hanno un film per legittimare il loro stato di “super”. Durante la prima di un nuovo film sull’uomo pipistrello, Robin viene deriso dal pubblico dopo essere salito sul palco per ringraziare, pensando che il film fosse su di lui. Il nostro giovane leader giunge ad una conclusione: per avere un loro film serve un arcinemico.

I cinque protagonisti di Teen Titans Go! Il film.

E adesso veniamo a noi. Date le premesse di trama, Teen Titans Go! Il film può sembrare banale e infantile, niente di più sbagliato. Pur essendo una pellicola chiaramente indirizzata ad un pubblico di bambini e ragazzi, il film è apprezzabile anche dai fan storici e più “maturi” del mercato del fumetto. Numerose sono le citazioni e le prese in giro a famosi film e fumetti di casa Dc. Arrivano addirittura a citare, in un modo che nessuno spettatore si aspetterebbe mai, uno dei più grandi rivali della Dc: la Marvel. Anche presentando un umorismo basico, Teen Titans Go! Il film riesce comunque ad intrattenere con un inaspettato mix tra azione e gag demenziali tipici della serie.

In conclusione, consiglio questo film sia agli appassionati, sia a chi cerca qualcosa di leggero e divertente. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una prossima recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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Le nuove avventure di Peter Pan

Peter Pan è il protagonista di Le nuove avventure di Peter Pan.

Le nuove avventure di Peter Pan è una serie animata di co-produzione francese, indiana e tedesca.

Composta da due stagioni per un totale di cinquantadue episodi, è stata trasmessa in Francia da France 3. In Italia è andata in onda prima su Dea Kids e successivamente su diversi canali gestiti dalla Rai.

Ispirata al romanzo Peter e Wendy di James Matthew Barrie, racconta le avventure che Peter Pan, il bambino che non cresce mai, vive insieme a Wendy e ai suoi due fratelli John e Michael sull’isola che non c’è.

Dopo aver accennato la trama, passiamo alle considerazioni personali. Le nuove avventure di Peter Pan è una serie animata ricca d’avventura, d’azione, a volte anche di misteri e soprattutto tante risate. E’ assolutamente adatta ai bambini, tant’è vero che prima era trasmessa su Rai YoYo. Come ho saputo della sua esistenza? Tutta colpa di Rai Gulp.

Peter Pan insieme a Trilli, Michael, John e Wendy in un episodio di Le nuove avventure di Peter Pan.

Devo ammettere che questa serie animata mi è piaciuta e ci sono stati anche degli episodi che preferisco rispetto a tanti altri.

Gli episodi seguono uno schema ben preciso. Cominciano con Wendy e i suoi due fratelli nella Londra dei giorni nostri. Peter Pan passa a trovarli e li porta con sé sull’isola che non c’è, dove vivono una fantastica avventura insieme alla tribù locale oppure ai bimbi sperduti. Affrontano Capitan Uncino e i suoi pirati, le sirene e a volte anche le Sinfidi. E tutto ciò si conclude con il ritorno a casa e con Wendy che racconta una nuova storia.

Trattandosi di una serie ispirata ad un libro, ci sono ovviamente alcune differenze e un esempio sono oggetti come il Grande Libro, la Penna Magica oppure lo Specchio.

Se siete amanti dell’animazione in generale, vi consiglio di recuperarla. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Lucky Fred

I personaggi principali di Lucky Fred.

Lucky Fred è una serie animata spagnola creata da Myriam Ballesteros ed è prodotta dalla Imira Entertainment. A questo progetto collaborano la Televisiò de Catalunya, la Rai Fiction e la Top Draw Animation.

Composta attualmente da due stagioni, racconta le avventure comiche e fantascientifiche di Fred e dell’Agente Brains insieme al loro robot Friday.

Dopo aver dato giusto un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho scoperto l’esistenza di questa nuova serie animata grazie a Rai Gulp e devo ammettere che mi è piaciuta.

Brianna Robeaux è la vicina di casa di Fred e sembra una normalissima ragazza, nonostante tante piccole cose possano farla etichettare come “strana”. Lei è infatti l’Agente Brains, la cui missione è salvare il pianeta Terra da possibili minacce esterne come gli alieni. Per adempiere al suo dovere, riceve un nuovo prototipo di robot ma qualcosa va storto durante la consegna e Friday finisce per riconoscere il ragazzo come suo legittimo proprietario invece che lei.

Scena tratta da un episodio di Lucky Fred.

Questo particolare è importante perché è alla base di tutte le loro avventure e soprattutto della nascita della profonda amicizia fra Brianna e Fred. A proposito di quest’ultimo è un personaggio che ha un ruolo ben preciso all’interno delle loro avventure, nonostante possa sembrare il contrario.

E’ un ragazzo di quattordici anni, che frequenta la scuola ed è in quella fase di passaggio tra la fanciullezza e l’età adulta. Spesso è così convinto che essere una persona al top sia così tanto importante da cacciarsi nei guai e mettere in pericolo persino il pianeta Terra. Tuttavia, il suo modo di essere e le idee strambe che gli vengono in mente hanno qualche volta aiutato l’Agente Brains a sistemare la situazione.

Per quanto riguarda Friday, può essere considerato un po’ come un perfetto mix fra il ragazzo e la ragazza. E’ un tipo responsabile, ma sa anche come divertirsi. Infatti appoggia spesso le idee del suo amico umano, anche se a volte le trova un tantino rischiose ed è in disaccordo con lui. In questi casi infatti Fred finisce per ordinarglielo e lui non può sottrarsi a causa del riconoscimento vocale.

Se amate storie ed avventure di questo genere oppure state cercando qualcosa di poco impegnativo da guardare, Lucky Fred è la serie animata che può fare al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Sandokan – La tigre della Malesia

Copertina dell’album di figurine di Sandokan – La tigre della Malesia.

Sandokan – La tigre della Malesia è una serie animata del 1997 prodotta da Rai Fiction e Mondo TV. Ispirata ai racconti di Emilio Salgari, è composta da un totale di ventisei episodi.

Racconta la storia di Sandokan, un giovane che vive a Singapore insieme al suo tutore Macassar. Quando quest’ultimo viene a mancare, il nostro protagonista apprende una verità fino ad allora ignara: lui è il figlio del Raja del Kiltar. Suo padre e tutta la sua famiglia furono sterminati dai mercenari Dayachi e lui è l’unico sopravvissuto alla tragedia.

Per saperne di più, Sandokan decide di mettersi in viaggio per chiedere udienza al governatore James Brooke. Spera che quest’ultimo possa aiutarlo, ignorando però il suo possibile coinvolgimento nella vicenda.

Durante il viaggio conosce Yanez e Kammamuri, che sono rispettivamente un furbo portoghese e un ragazzino indiano. Stringe una solida amicizia con entrambi, peccato solo che il suo viaggio non è destinato a restare tranquillo.

A causa di un naufragio Sandokan finisce sull’isola di Mompracen, meglio conosciuta da tutti come covo e nido di pericolosi pirati. Grazie alle sue abilità fisiche miste a furbizia ed inganno riesce a diventare il loro capo.

Riuscirà il nostro protagonista a scoprire la verità sul suo passato e a smascherare le malefatte del governatore James Brooke?

Retro della copertina dell’album di figurine di Sandokan – La tigre della Malesia.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Sandokan – La tigre della Malesia è una serie animata che appartiene alla mia infanzia. Rivederla su Rai Gulp dopo tantissimo tempo, è stato un vero tuffo nel passato e mi sono saliti dei feels tremendi.

Dal momento che è ispirata a un romanzo di Emilio Salgari, è ovvio che ci siano delle sostanziali differenze dalla controparte cartacea. La più significativa è sicuramente l’età dei personaggi.

Trattandosi di una serie animata, Sandokan e compagnia bella sono stati protagonisti di un vero e proprio processo di svecchiamento.

Inoltre è stata posta anche maggiore attenzione alle scene violente. Nonostante il continuo utilizzo di armi bianche e da fuoco, è stato reso tutto più soft e leggero.

Tutto ciò è chiaramente servito per attirare ed appassionare i più piccini, permettendo loro di immedesimarsi nei personaggi. C’è chi si sarà sentito un pirata, chi un soldato e chi un giovanotto coraggioso al pari di Kammamuri.

Questa serie animata è soltanto la prima parte di una bellissima trilogia. Infatti ci sono ben due sequel: Sankodan – La tigre ruggisce ancora e Sandokan – Le due tigri.

Se amate questo genere di storie d’avventura, vi consiglio di recuperarla. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Leggi anche: Jolanda – La figlia del corsaro nero

Mia and Me

Copertina del cofanetto della prima stagione di Mia and Me.

Ideata da Gerhard Hahn, Mia and Me è una serie animata del 2011. Prodotta dalla collaborazione di quattro case di produzione, è composta attualmente da tre stagioni.

Racconta le avventure di Mia Marconi, una ragazza che frequenta un collegio di Firenze dopo la morte di questi ultimi, dai quali ha ereditato un libro e un braccialetto. Quest’ultimo si rivelerà un portale per un mondo fantastico chiamato Centopia.

Lì si trasforma in una giovane elfa dai lunghi capelli rosa e con le ali. Scoprirà di avere un dono speciale: comprende la lingua degli unicorni e può parlare con loro.

Ciò le permetterà di salvare il mondo magico del libro da Panthea, spregevole antagonista di questa storia. Quest’ultima è ossessionata dai corni degli unicorni, perché le permettono di restare giovane grazie alla magia in essi contenuti. Riuscirà Mia a fermarla insieme a Mo e a Yuko?

Mia e Onchao in una scena della prima stagione di Mia and Me.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Mia and Me è una serie animata che ho scoperto un po’ di tempo fa su Rai Gulp e l’ho trovata abbastanza carina. E’ stata realizzata come una perfetta miscela di live-action e animazione in CGI

Essendo indirizzata ad un pubblico adolescenziale, tratta temi come il valore dell’amicizia, dell’onestà, della solidarietà e del rispetto per la natura. Prende anche in considerazione le difficoltà e i problemi che un’adolescente si trova ad affrontare nella sua vita.

Mia è una ragazza solitaria, che ha difficoltà all’inizio a farsi della amicizie. Inoltre diventa oggetto di derisione e di scherno da parte delle altre ragazze, in particolare il gruppo guidato da Violetta. Quest’ultima è una ragazza superficiale, che si sente superiore a tutti e crede di essere la migliore.

I personaggi principali di Mia and Me.

Questo suo modo di vedere chi la circonda, la porterà a prendere spesso di mira la nostra protagonista, che rappresenta il suo esatto opposto. Tuttavia, le sue avventure a Centopia e le sfide della vita quotidiana l’aiuteranno a diventare più forte, ad avere fiducia in sé stessa e negli altri, in particolare in Vincent e Paula.

Se c’è una cosa che ho apprezzato molto in Mia and Me, è il character design degli unicorni. Presentano tutti lo stesso modello di base, ma alcuni sono stati caratterizzati basandosi sugli elementi naturali. Sono nati così i protettori di Centopia ovvero l’Unicorno dell’Acqua, del Fuoco, della Terra e del Vento. Onchao è poi l’unico unicorno alato e dal corno dorato.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

 

Martin Mystère

Logo titoli di Martin Mystère.

Martin Mystère (conosciuta anche come Martin Mystery) è una serie animata del 2003.
Prodotta da Marathon Group in collaborazione con altri studi di produzione, è liberamente ispirata all’omonimo fumetto di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini.

La storia ha come protagonista un giovane studente della Torrington Academy, un collage di Sherbrooke in Québec. Da sempre appassionato del paranormale finisce per lavorare per “Il Centro“.

Si tratta di un’organizzazione segreta, la cui missione è proteggere l’umanità da minacce aliene e forze sovrannaturali. Manda quindi i suoi migliori agenti in giro per il mondo a compiere missioni e a svelare misteri. E fra questi c’è il nostro protagonista insieme alla sua squadra. Riusciranno a condurre la loro doppia vita senza problemi?

Una scena della prima serie di Martin Mystère, in cui compaiono Java e Diana, compagni di squadra del nostro protagonista.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Martin Mystère è una serie animata che appartiene al periodo della mia infanzia e ricordo che la seguivo su Rai 2.

Dal momento che è ispirata al fumetto, presenta delle differenze. La più importante è il target di riferimento. La versione cartacea sembra essere più adatta ad un pubblico adulto. Lì il protagonista è un uomo, mentre nella serie animata è un ragazzo immaturo ed iperattivo.

Il cartone animato è infatti indirizzato verso un pubblico più giovanile, probabilmente bambini. A dimostrazione di questo processo di svecchiamento, è la struttura stessa della serie animata. E’ un’avventura ricca di misteri da risolvere, ma non mancano dinamicità ed azione. Inoltre c’è comicità un po’ qui e un po’ là in ciascun episodio.

Una scena della prima serie di Martin Mystère, in cui compare l’alieno di nome Billy.

L’infantilità non è capace di gestirsi da sola, quindi c’è comunque bisogno della maturità. Diana Lombard rappresenta la controparte del nostro protagonista. E’ una ragazza tranquilla e riflessiva, molto dedita allo studio e al raggiungimento di ottimi risultati.

A differenza di lui non si scompone facilmente davanti al paranormale, anzi cerca sempre una logica dietro ad ogni cosa. Lei rappresenta l’unica cosa certa e solida nella vita del nostro protagonista.

Per quanto riguarda Java e Billy, rappresentano il braccio e la mente all’interno della squadra. Il primo è un uomo delle caverne e utilizza la sua forza e le sue abilità per aiutare i due giovani investigatori durante le missioni; mentre il secondo utilizza la tecnologia per analizzare le prove che di volta in volta vengono raccolte e fornisce quindi a loro i risultati.

Se siete dei nostalgici e amate questo genere di serie animate, vi consiglio di recuperarla. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Jolanda – La figlia del corsaro nero

Jolanda e Morgan in una scena di Jolanda – La figlia del corsaro nero.

Prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Antenna 3 Television e BRB Internacional, Jolanda – La figlia del corsaro nero è una serie animata per ragazzi. Ispirata all’omonimo romanzo di Emilio Salgari, la storia è ambientata nel XVII secolo.

Jolanda è la figlia del Corsaro Nero, un nobile datosi alla pirateria insieme ai suoi due fratelli per combattere la tirannia del duca Wan Guld. Quest’ultimo è il governatore della colonia di Maracaibo, città del Mar dei Caraibi.

Quando la nostra protagonista era soltanto una bambina, i tre corsari vennero sconfitti ed uccisi. Tuttavia, un giorno il fantasma di suo padre viene a farle visita. Le chiede di continuare la sua missione e di rintracciare un leggendario tesoro. Per accedere a quest’ultimo, Jolanda dovrà recuperare tre oggetti magici: la pietra nera, lo scettro rosso e la mappa verde.

Anche il duca Wan Guld è alla ricerca di questo leggendario tesoro. La figlia del corsaro nero decide così di unirsi ai Fratelli della Costa, in particolare a Morgan e alla sua ciurma, che naviga per i sette mari a bordo della Folgore, la nave pirata appartenuta un tempo proprio al Corsaro Nero.

Wan Guld e Valera in una scena di Jolanda – La figlia del corsaro nero.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Come è stato detto in precedenza, Jolanda – La figlia del corsaro nero è ispirata e tratta da un romanzo. Trattandosi di una serie animata indirizzata ai bambini, sono state fatte delle modifiche, aggiunte oppure tolte alcune cose. L’obiettivo era renderlo adatto ad un pubblico minorile. Quali sono le differenze? Adesso ve le elenco:

  • la magia non esiste all’interno del romanzo;
  • non c’è nessun tesoro leggendario da trovare, né animali che fungono da mascotte;
  • molti personaggi sono stati inventati, mentre alcuni sono stati presi da altri romanzi sempre di Emilio Salgari;
  • Jolanda è una giovane aristocratica dalla pelle chiara e dai capelli scuri come quelli di suo padre. Nella serie animata sono invece entrambi biondi;
  • Morgan è un pirata rude e più vecchio della protagonista all’interno del romanzo, mentre nella serie animata ha la stessa età della protagonista;
  • il Corsaro Nero combatte Wan Guld per vendicare la morte dei suoi fratelli e non per liberare la gente dalla sua schiavitù;
  • Wan Guld non è il vero antagonista del romanzo. Al suo posto c’è il conte di Medina, uno zio di Jolanda molto avido e persecutore.

Capitan Teschio, il narratore di Jolanda- La figlia del corsaro nero.

Apportando queste modifiche, è nata una storia d’avventura ricca d’azione e di misteri. Non mancano ovviamente scene comiche. La maggior parte delle gag fanno riferimento a qualche difetto di un determinato personaggio. John Largo, per esempio, è un pirata al servizio di Wan Guld e viene spesso preso in giro per l’alito cattivo.

E non manca ovviamente un pizzico di passione ed amore, che nasce proprio fra Jolanda e Morgan. Detto fra noi, ho sempre fatto il tifo per loro due e non so quante volte mi scappava un “dai, su, confessa ciò che provi” e cose del genere, mentre guardavo la televisione.

A narrare questa storia, è Capitan Teschio insieme al suo fidato Poliglotte. Sono due personaggi particolari: sono entrambi scheletri. Fungono da prologo ed epilogo in ciascun episodio, permettendo così di non perdere mai il filo della narrazione.

Se avete intenzione di recuperare questa serie animata, la stanno trasmettendo di nuovo su Rai Gulp. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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L’ultimo dei Mohicani

Copertina di L’ultimo dei Mohicani.

Tratto dal romanzo di James Fenimore Cooper, L’ultimo dei Mohicani è una serie animata del 2004. Prodotta da Rai Fiction e Mondo TV in collaborazione con The Animation Band, è composta da ventisei episodi.

La storia è ambientata nell’America del 1700, periodo caratterizzato dalle battaglie fra le colonie francesi e quelle inglesi per il possesso dei territori.

E’ su questo sfondo che si intrecciano le vite di tre guerrieri e di due giovani donne inglesi. Saranno uniti dal destino attraverso un pericoloso viaggio verso Fort Henry.

Sarà un viaggio in cui si riscoprirà la connessione con la natura e si imparerà a guardare oltre le differenze fra i diversi popoli.

Dopo aver parlato di parte della trama, entriamo nel vivo della nostra recensione. Questa serie animata appartiene al periodo della mia pre-adolescenza. Ricordo che mi svegliavo presto la mattina per vedere gli episodi trasmessi su Rai 2.

Magua e le due protagoniste della serie animata L’ultimo dei Mohicani.

Si trattava di una storia d’avventura con lievi tracce di romanticismo. Tuttavia, ciò che più mi interessava era il contesto storico trattato. Francesi e inglesi si scontravano per conquistare queste nuove terre, dimenticando che erano già abitate dai Nativi Americani.

Questi ultimi erano considerati primitivi, inferiori ai popoli dalla pelle bianca. Erano visti come pericolosi animali selvaggi, parassiti da eliminare per non avere problemi. Di conseguenza i loro villaggi venivano distrutti e uomini, donne e bambini uccisi senza alcuna pietà.

Ciò comportava una reazione da parte delle tribù di una specifica stirpe. E in alcuni casi poteva nascere anche un forte desiderio di vendetta. A Magua, guerriero e capo del popolo Urone ed antagonista di questa storia, succede. Vede il suo villaggio distrutto dall’esercito capitanato dal Colonello Munro. E sempre per mano sua la terra fu cosparsa con il sangue dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Nasce così un forte desiderio di vendetta dentro di lui, che realizza un piano ben elaborato per ottenerla.

Grosso Serpente e il dottor David Gamut in una scena di L’ultimo dei Mohicani.

Un altro aspetto che ho apprezzato è l’interazione fra popoli diversi. Quando i diversi personaggi interagiscono fra di loro, emerge spesso una diversa visione della vita e della natura, dovuta alla condizione sociale e culturale in cui si è nati e si è cresciuti. Nascono spesso veri e propri contrasti, perché non si riesce a comprendere l’idea dell’altro.

Tuttavia, col passare del tempo, le differenze non diventano più un ostacolo bensì una risorsa preziosa per aprire la propria mente verso nuovi orizzonti, verso nuove verità.Tutto ciò viene messo in evidenza soprattutto attraverso il rapporto di profonda amicizia e stima che nasce fra il dottor David Gamut, Grosso Serpente e il Colonello Munro, ma anche attraverso le storie d’amore fra Uncas e Cora ed Occhio di falco ed Alice. Sono uomini e donne così diversi eppure da fiori diversi nascono i fiori più belli.

Penso di aver detto tutto su L’ultimo dei Mohicani, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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