Flaminia Spinelli

Flaminia Spinelli insieme a un Parasaurolophus.

Autrice di Homosaurus, Flaminia Spinelli è una fumettista italiana. Sin da piccola ha manifestato e mostrato un grande e forte interesse verso il disegno e i suoi soggetti, i suoi protagonisti su carta erano per lo più dinosauri e animali in generale.
Crescendo, la sua passione non è mai svanita e, dopo essersi accostata anche alla figura umana, decide di frequentare prima il liceo artistico e successivamente il Cinema d’Animazione presso la Nemo.
Pur lavorando come grafica presso un’azienda, si giostra benissimo con le commissioni e soprattutto con il gruppo di Level Up, dove ha dato un significativo contributo per la produzione e pubblicazione di ben tre artbook.
Ed è esattamente nell’anno 2012 che nasce l’idea di produrre e realizzare un fumetto dove gli uomini e i dinosauri camminano fianco a fianco, in un mondo che è certamente diverso dal nostro. Stiamo parlando ovviamente di Homosaurus, un fumetto di cui abbiamo già avuto occasione di parlare.

Disegno realizzato da Flaminia Spinelli nel 2014.

Adesso passiamo alle considerazioni personali. Ho conosciuto Flamminia Spinelli per puro caso su un sito del circuito ForumFree: Wild Fangs Forum. Lì ho avuto la possibilità di seguire una sua produzione fumettistica con un cane della razza Welsh Corgi come protagonista ed anche altri suoi disegni con protagonisti sia umani che animali. Successivamente ho iniziato a seguirla prima su DeviantArt e al giorno d’oggi anche sulla sua pagina di Facebook.
Ciò che mi colpisce è la sua abilità nel disegno. Il suo stile mi appare fluido e in alcuni disegni riesce anche a dare la sensazione di movimento. E’ dinamico, quasi pronto a far schizzare il soggetto al di fuori della carta per compiere la sua azione.
Per quanto riguarda invece i colori, a volte mi chiedo quale criterio segue per scegliere quello più adatto per trasmettere un’atmosfera oppure dare comunque una caratterizzazione al personaggio. A volte sono vivaci, altre volte cupi eppure sembrano sempre azzeccati a ciò che le sue abili mani insieme con la sua infinita fantasia stanno realizzando. E ovviamente giostra alla grande sia le luci che le ombre.
Nel 2015 ho avuto l’occasione di incontrarla al Lucca Comics and Games e di acquistare Homosaurus, il suo fumetto in auto-produzione e all’edizione dell’anno scorso sono riuscita invece ad entrare in possesso di due dei tre artbook, a cui lei ha partecipato con il gruppo di Level Up. Incontrarla dal vivo è stato così emozionante da ricordarmi del suo nickname di DeviantArt piuttosto che il nome del personaggio che volevo praticamente che mi disegnasse. E forse è stata una delle più grandi figuracce che io abbia mai fatto in vita mia, ma n’è valsa sicuramente la pena.
La nostra recensione su Flaminia Spinelli termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

DeviantArt: Dalamar89

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Leggi anche: Homosaurus (Recensione)

Pagina ufficiale di Facebook: Homosaurus

Jessica Marino

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Avatar usato da Jessica Marino nella presentazione del Level Up Project.

Nata il 24 agosto 1987 a Caserta, Jessica Marino è un’artista italiana free lance e attualmente lavora a un progetto tutto suo, completamente personale: Antithesis.
Disegnatrice, fumettista, illustratrice, colorista e graphic designer si è diplomata in grafica pubblicitaria e successivamente ha ottenuto la laurea in Graphic Design del corso di Pittura proposto dall’Accademia delle belle Arti di Napoli. Inoltre si è diplomata al corso di Fumetto proposto dalla Scuola Internazionale di Comics a Roma.
Dopo aver accennato questa piccola e breve biografia, passiamo alle considerazioni personali. Ho avuto la possibilità di incontrare Jessica Marino il 31 ottobre 2015 presso la Self Area durante l’evento del Lucca Comics and Games di quell’anno. Ero così emozionata di conoscerla di persona che non feci proprio una bellissima figura, ma questa è tutta un’altra storia.
Ad ogni modo la persona che avevo davanti era una ragazza cordiale, pronta all’ascolto e soprattutto umile. Da quel contatto ho capito quanto le piacesse scambiare qualche parola con i suoi fan – sia che si trattasse di semplici complimenti che di veri e propri scambi di idee – e soprattutto comprendere quanto il suo fumetto stesse prendendo sempre più piede fra i suoi lettori e le sue lettrici.

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Jessica Marino ha vinto il premio per la migliore opera di scuola europea durante il Lucca Comics and Games del 2016.

A proposito di fumetti e disegni mi sembra più che giusto parlare del suo stile. Com’è stato già detto nella recensione su Antithesis, Jessica Marino è capace di creare un disegno, una tavola o anche soltanto uno sketch pulito e lineare a tal punto da trasmettere qualcosa. Può trattarsi di un’idea, di un’emozione, di una sensazione e perché no anche di spunti di riflessione.
Ha una particolare abilità con la colorazione e con l’illustrazione, che ai miei occhi appaiono divinamente e assolutamente perfette. Resto sempre sotto effetto di ipnosi quando mi trovo davanti un disegno con ambientazione naturale. In questo caso assaporo un senso innato e primitivo di libertà, qualcosa che forse col tempo la nostra specie ha finito per dimenticare, se non addirittura cancellare dalla propria mente. E tutto ciò è reso magistralmente da un perfetto utilizzo del chiaroscuro, delle luci e delle ombre oltre che da una giusta scelta di accostamento dei colori.
Lo devo ammettere: non ho idea di come ci riesca, ma resto sempre più affascinata dal suo lavoro, tanto è vero che la considero una delle migliori autrici italiane da seguire, nonché un modello da prendere d’esempio.
No, non sto affatto scherzando o creando falsi lodi e falsi miti attorno alla figura di questa persona. Ciò che dico è reale, visto che Jessica Marino ha vinto il premio per la “migliore opera di scuola europea” proprio quest’anno, durante il Lucca Comics and Games. E’ un successo più che meritato il suo e so già che lei continuerà su questa strada, continuerà a seguire questa sua passione e soprattutto ci regalerà ancora tanti racconti, di cui vale davvero la pena leggere.
La nostra recensione su Jessica Marino termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Antithesis: Sito ufficiale

Blog: Jeje’s Blog

DeviantArt: JeJe (Jessica Marino)

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Leggi anche: Antithesis

Pagina ufficiale di Facebook: Antithesis

Sarah Andersen

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Sarah Andersen firma le copie del suo libro durante il Napoli Comicon 2016.

Diplomata presso la Maryland Institute College of Art, Sarah Andersen è una giovane donna di ventitré anni e vive a New York, dove lavora come disegnatrice di fumetti ed illustratrice.
I lettori e le lettrici di qualsiasi età e nazione la conoscono grazie ai diversi social network disponibili al giorno d’oggi – Facebook e Tumblr in particolare -, dove vengono pubblicate le strisce fumettistiche dal sapore e dal carattere semi-autobiografico e soprattutto umoristiche sulla vita di una ragazza che si affaccia pian piano verso l’età adulta, verso il mondo degli adulti così complicato e pieno di responsabilità. Per chi non lo avesse ancora capito, stiamo parlando di Sarah’s Scribbles e proprio quest’anno è stato pubblicato il suo primo libro (tradotto in tante lingue, compresa quella italiana): Crescere, che palle!, a cura delle edizioni di Becco Giallo nel nostro paese.

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Sarah Andersen tiene una conferenza durante il Napoli Comicon 2016.

Sarah Andersen è anche stata ospite alla diciottesima edizione di Napoli Comicon di quest’anno, dove ha avuto la possibilità di incontrare i suoi lettori e le sue lettrici che tanto amano il suo lavoro e ha persino tenuto una conferenza, in cui ha risposto alle nostre domande sulla sua vita e sul suo lavoro in generale oltre che sul suo primo libro. Ovviamente ho preso parte a questa conferenza e la persona che avevo davanti era completamente diversa da come me l’ero immaginata. Mi è apparsa come una ragazza estremamente semplice, che non si considera per niente un’adulta, anzi ci ha confessato che ciò che narra nelle sue strisce corrisponde quasi sempre alla verità. Lei è davvero come il personaggio delle sue vignette: è pigra, insicura, si fa mille complessi su chissà che cosa e così via. Ha ammesso che le piacciono i gatti e i conigli – ecco perché appaiono sempre nelle sue vignette – e che lei ha dato inizio a tutto questo semplicemente per gioco, senza mai pensare di avere così tanto successo.
Sarah Andersen rappresenta quindi la persona che raggiunge per caso il successo e dal momento che tutto ciò che fa le piace, ha deciso di continuare questo progetto e con molta probabilità è prevista l’uscita di un secondo libro, dove introdurrà un nuovo personaggio oppure darà più spazio a qualche altra cosa.
La nostra recensione su Sarah Andersen termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Leggi anche: Crescere, che palle!

Zerocalcare

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Michele Rech alias Zerocalcare.

Nato ad Arezzo il 12 dicembre 1983, Zerocalcare – così detto nome d’arte e pseudonimo di Michele Rech – è un fumettista italiano. Dopo aver vissuto per un periodo di tempo in Francia, si trasferisce a Roma dove, dopo aver concluso gli studi della scuola secondaria di secondo grado, comincia la sua carriera da fumettista pubblicando un racconto riguardante il G8 di Genova.
Partecipa all’edizione di Crack Fumetti Dirompenti e a numerose iniziative dei centri sociali italiani, per i quali illustra diverse locandine per manifestazioni e concerti. In oltre lavora come illustratore presso il quotidiano Liberazione e collabora con i settimanali Carta e Repubblica XL, con la rivista Canemucco e con la Zuda Comics, divisione online della DC Comics.
Dal momento che la sua notorietà aumenta sempre di più con la pubblicazione del libro La profezia dell’armadillo, viene notato dalla casa editrice Bao Publishing, la quale decide di assumerlo con l’obiettivo di realizzare ogni progetto che possa nascere dalla sua mente brillante e far emergere questo artista nel mondo del fumetto. Ed è proprio dall’inizio di questa splendida collaborazione che Zerocalcare arriva a pubblicare altri libri sempre a carattere fumettistico: Un polpo alla gola, Ogni maledetto lunedì su due, Dodici, Dimentica il mio nome, L’elenco telefonico degli accolli e il più recente Kobane Calling. In oltre arriva a creare un personale sito web, dove pubblica tavole oppure strisce fumettistiche che spesso sono a carattere personale e autobiografiche.

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Zerocalcare e l’ombra dell’Armadillo, personaggio che lo accompagna sempre nelle sue avventure e racconti. Gli fa da “grillo parlante” in un certo senso.

Dopo aver accennato la sua biografia, passiamo alle considerazioni personali. Sarò sincera, non conoscevo Zerocalcare. Mi è capitato una volta di vederlo nella sua versione fumettistica in una vignetta di Felinia, ma non mi sono mai chiesta chi fosse quel personaggio e che cosa facesse nella sua vita il suo creatore. Così è stato finché non ho conosciuto il mio attuale ragazzo (suo grande fan e sostenitore), che me lo ha presentato e mi ha prestato tutti i libri fino ad allora pubblicati. Incuriosita, ho iniziato leggendo La profezia dell’armadillo e ho continuato fino ad arrivare alla sua ultima pubblicazione ovvero Kobane Calling.
Zerocalcare è un’artista che mi ha sorpreso, conquistato letteralmente con le sue opere piene zeppe di elementi autobiografici con la quale mi sono spesso riconosciuta, forse perché anche io figlia di quel periodo. Lui sa davvero raccontare una storia e utilizza sempre scene che ti fanno sbellicare dalle risate oppure dire “ma no, dai che scemenza”, “che problemi hai?”, “fai sul serio?”. Tuttavia, a volte – oppure dovrei dire quasi sempre? – è anche capace di darti un bel cazzotto nello stomaco e di farti davvero tanto ma tanto male. Perché? Zerocalcare racconta storie dove ridi e piangi di continuo, ma ci sono altri momenti in cui ti trovi a riflettere su qualcosa, su qualche spunto oppure argomento e ciò accade specialmente quando arrivi alla fine del libro con un forte e sonoro “ma vaffanculo”. E’ quel classico artista che viene amato e odiato al tempo stesso dal lettore o almeno è ciò che provo io ogni volta che leggo una sua opera.

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Zerocalcare disegna una dedica su un suo libro durante la diciottesima edizione di Napoli Comicon.

Per poter comprendere Zerocalcare, bisogna leggere ogni sua produzione e forse partecipare anche agli incontri e alle conferenze in cui lui è presente. E’ una persona che ha tanto da dire e soprattutto da raccontare – o almeno così è sembrato alla sottoscritta durante la conferenza organizzata quest’anno al Napoli Comicon – e consiglio assolutamente di leggere i suoi libri, senza lasciarsi assolutamente condizionare dal disegno. Vi ricordo infatti che non si giudica mai un libro dalla sua copertina e ciò può assolutamente valere anche per il disegno.
La nostra recensione su Zerocalcare termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

Blog: Zerocalcare.it

Pagina ufficiale di Facebook: (Z)ZeroCalcare

Mirka Andolfo

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Mirka Andolfo allo stand Dentiblù durante il Lucca Comics and Games 2014.

Nata a Napoli il 17 giugno 1989, Mirka Andolfo è una colorista, fumettista e illustratrice italiana. Sin da bambina mostra un forte interesse e una grande passione per il mondo del fumetto, iniziando a leggere Topolino e successivamente anche altri generi.
Dopo aver concluso i suoi studi in ambito artistico, si iscrive alla Scuola Italiana di Comix di Napoli e la frequenta finché non si trasferisce a Torino. Ed è in questo periodo che comincia la sua ascesa verso un indiscutibile e meritato successo, che la porterà a collaborare con case editrici sia italiane che straniere.
Per citare qualche esempio, ha collaborato con la Sergio Bonelli per le testate di Dylan Dog e con la Edizioni Piemme per la trasposizione a fumetto del libro Il cacciatore di Aquiloni e per alcune storie a carattere fumettistico di Geronimo Stilton.
Per quanto riguarda le case editrici straniere, ha collaborato sia con la Francia per la serie Pandemonia che con l’America per la serie The Last of the Greats della Image Comics.
Attualmente Mirka Andolfo ha concluso la trilogia di Sacro/Profano, suo primo fumetto pubblicato dalla Edizioni Dentiblù e adesso collabora anche con la Panini Comics per un nuovo progetto intitolato “Contro natura“, che è stato annunciato proprio quest’anno alla diciottesima edizione del Napoli Comicon.

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Shomi insieme a Mirka Andolfo durante la diciottesima edizione di Napoli Comicon.

E dopo questa piccola e breve biografia, passiamo a quelle che possono essere definite come considerazioni personali.
Ho avuto la fortuna di incontrare Mirka Andolfo dal vivo e in più di un’occasione durante eventi come le fiere oppure ad incontri organizzati nelle fumetterie della mia città. Mi è sempre apparsa come una persona solare e sempre di buon umore, ben disposta al contatto con il pubblico e ha davvero tanta ma tanta pazienza con i suoi fan. Sarà forse per la sua giovane età, ma ha un modo di fare che ti dà l’impressione di conoscersi da una vita. Per intenderci, è come una sorta di amica di vecchia data che non vedi da chissà quanto tempo, quindi devi raccontarle tutto ciò che ti è successo e accaduto in sua assenza. Ecco, è così che mi sembra – e mi sento – ogni volta che la incontro e questo tipo di rapporto e di relazione devo ammettere che mi piace parecchio, perché ti permette di instaurare un dialogo civile, sereno e pacifico che spesso porta a un confronto costruttivo, a opinioni e persino a consigli. E qualche volta ci scappano anche le risate, quelle non mancano mai.

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Mirka Andolfo presenta Contro Natura alla conferenza della Panini Comics durante la diciottesima edizione del Napoli Comicon.

Per quanto riguarda il suo stile di disegno, alzo le mani e non mi permetto assolutamente di giudicare oppure di commentare. No, non è vero. Un giudizio glielo devo fare assolutamente: è semplicemente fantastico.
Mirka Andolfo è capace di raccontare bene una storia attraverso un ottimo storytelling – per prima cosa – e soprattutto attraverso le immagini e riesce a trasmettere tantissime emozioni con un semplice sguardo di un personaggio, un determinato accostamento di colori, il paesaggio e così via.
A essere sincera, resto sempre incantata dai suoi disegni e non riesco mai a staccare gli occhi dal foglio o dallo schermo del computer. E devo farvi una piccola confessione: questa donna è il mio modello di esempio da seguire. Ebbene si, Mirka Andolfo è stata capace di incoraggiarmi, di darmi quella forza in più per dire “si, è questo ciò che voglio fare nella vita”, soprattutto quando mi ha consigliato di frequentare la Scuola Italiana di Comix e io ce la sto mettendo davvero tutta pur di entrarci.
La nostra presentazione e descrizione su Mirka Andolfo termina qui. Naturalmente auguriamo sempre il meglio a questa grande fumettista italiana. E ad ogni modo a presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Pagina ufficiale di Facebook [Artista]: Mirkand – Mirka Andolfo

Pagina ufficiale di Facebook [Fumetto]: Sacro/Profano