Captain America – The Winter Soldier

Locandina del film Captain America – The Winter Soldier

Diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo, Captain America – The Winter Soldier è un film del 2014. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, è la nona pellicola del Marvel Cinematic Universe ed è il sequel di Captain America – Il primo vendicatore.

E’ ambientato due anni dopo la battaglia di New York. Steve Rogers, alias Captain America, lavora per lo S.H.I.E.L.D. mentre cerca di adattarsi alla vita moderna. Durante una missione di soccorso insieme alla squadra S.T.R.I.K.E. e all’agente Natasha Romanoff, scopre quest’ultima a recuperare dei misteriosi dati. Chiede spiegazioni a Nick Fury, che gli rivela un progetto su cui lo S.H.I.E.L.D. sta lavorando per proteggere l’umanità e il mondo intero da qualsiasi minaccia.

Quando Nick Fury non riesce a decriptare questi file, chiede al Segretario Generale dello S.H.I.E.L.D. Alexander Pierce di rimandare il progetto. Mentre raggiunge Maria Hill, alcuni uomini e una misteriosa figura lo attaccano. Riesce a salvarsi e a raggiungere la casa del super soldato, a cui affida la chiave USB con i dati prima di essere ucciso dal Soldato d’Inverno. Riuscirà Captain America a scoprire cosa si cela dietro a questi dati? E chi sarà mai il Soldato d’Inverno?

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Captain America – The Winter Soldier è un film che mi è piaciuto tantissimo e forse è anche il mio preferito. Perché? Per me sono riusciti a creare un perfetto equilibrio fra azione, mistero e pensiero.

Questo film ci permette di analizzare la figura di Steve Rogers. E’ un uomo fuori dal suo tempo, che cerca di adattarsi ad un mondo nuovo, di cui non sente di farne parte. Questo suo ancorarsi ad un passato lontano ci viene mostrato con le sue frequenti e quotidiane visite al museo. Lì osserva abiti, costumi, monumenti alla memoria e filmati storici.

Locandina di Captain America – The Winter Soldier con il Soldato d’Inverno

Ricorda così la sua vita precedente, quella che non ha mai potuto proseguire dopo la guerra e gli affetti che si è lasciato dietro alle sue spalle. E’ un uomo che ha perso tutto e che deve ripartire da zero. Questo aspetto si accentua quando si scopre chi si nasconde dietro alla figura del Soldato d’Inverno. Ed è in quel momento che Steve Rogers cercherà di recuperare e salvare ciò che a lui è familiare, perché appartenente al suo mondo perduto.

Un altro aspetto che ho apprezzato è il velo di mistero che circonda tutta la storia. Lo S.H.I.E.L.D. nacque per proteggere il mondo da ogni genere di pericolo e per farlo spesso custodisce dei segreti. Tuttavia, ciò che si cela dietro l’organizzazione spionistica e antiterroristica lascia lo spettatore a bocca aperta. E la decisione che il nostro Capitan America prenderà riguardo quest’ultima ci apparirà come l’unica e sensata soluzione al problema.

Capitan America – The Winter Soldier ha permesso di introdurre personaggi nuovi come Falcon e appunto il Soldato d’Inverno e di scoprire qualcosa in più sull’agente Natasha Romanoff, con la quale il nostro supereroe riuscirà a creare un rapporto di fiducia e di collaborazione nonostante un inizio un po’ burrascoso.

Se non avete ancora visto questo film, vi consiglio di recuperarlo soprattutto se siete interessati al Marvel Cinematic Universe. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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The Avengers

Locandina del film The Avengers.

Scritto e diretto da Joss Whedon, The Avengers è un film del 2012. Sesta pellicola del Marvel Cinematic Universe, rappresenta la fine della Fase 1. Inoltre dà la possibilità ai lettori di vedere i propri supereroi preferiti diventare una vera e propria squadra, pronta a difendere il pianeta Terra da qualunque minaccia esistente.

La storia ha inizio con il Tesseract, un antico artefatto capace di generare energia illimitata.
Un misterioso alieno e il suo portavoce sono interessati a questo oggetto. Loki, desideroso di conquistare Midgard, stringe un accordo con loro.

Siamo sul pianeta Terra e il Tesseract è nelle mani dello S.H.I.E.L.D., che con l’aiuto del dottor Erik Selvig lo sta studiando. Ed è in queste circostanze che avviene una nuova anomalia, che permette all’antico artefatto di aprire un portale. Loki lo attraversa con in mano un nuovo scettro e riesce a sconfiggere in poco tempo gli agenti dello S.H.I.E.L.D. Inoltre usa la magia per portare dalla sua parte sia il dottor Selvig che Clint Barton, alias Occhio di Falco.

Ritenendo il dio dell’inganno una vera e propria minaccia per il pianeta Terra, Nick Fury contatta gli agenti Natasha Romanoff e Phil Coulson affinché rintraccino e portino sull’eliveivolo alcune persone dotate di capacità straordinarie. E’ il momento di attuare il progetto Avengers.
Riusciranno i Vendicatori a diventare una vera e propria squadra, pronta a salvare il mondo da qualunque minaccia?

Una scena del film The Avengers.

Dopo aver dato un accenno della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ad essere sincero, non ricordo quando ho visto esattamente questo film. Credo di non essere andato al cinema, ma sono più che sicuro di averlo visto in televisione.

Ad ogni modo The Avengers è un film che mi è piaciuto. L’ho trovato un perfetto mix fra azione, comicità e drammaticità. Ho riso davanti ad alcune scene e soprattutto ad alcune battute.
Per fare un esempio, c’è quella sulla legittima fratellanza di Loki e Thor. Quando al Dio del Tuono viene fatto presente che il fratello ha ucciso molte persone, lui se ne esce che è adottato. E’ come se così giustificasse le sue azioni, la sua mente complessata da chissà cosa.

Altre scene che ho apprezzato sono:

  • l’incontro tra i due fratelli asgardiani;
  • la disputa fra Captain America e Iron Man durante il litigio sull’eliveivolo;
  • la chiacchierata di Tony Stark con Loki prima della grande battaglia;
  • la sconfitta dell’antagonista.

Una delle scene finali del film The Avengers.

Tuttavia, devo ammettere che ho anche provato una profonda tristezza per la sorte dell’agente Coulson. E’ stato bello vedere come la sua morte abbia acceso una scintilla, destinata a diventare un vero e proprio fuoco. Infatti sei supereroi riescono a mettere da parte il proprio modo di essere e la propria ideologia per dare vita ai Vendicatori. E’ una squadra che ha trovato una ragione per esistere e adesso è pronta a proteggere il mondo dalle più grandi minacce presenti e future.

Se non avete ancora visto questo film ed è ciò che state cercando, vi consiglio di guardarlo appena vi è possibile. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Captain America – Il primo Vendicatore

Locandina del film Captain America – Il primo Vendicatore.

Diretto da Joe Johnston, Captain America – Il primo Vendicatore è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quinta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Prendendo spunto dall’omonimo personaggio del fumetto, racconta la storia di Steve Rogers. È un ragazzo di Brooklyn, New York. Il suo sogno è servire il suo paese come soldato, ma le sue condizioni fisiche non glielo permettono.

A differenza di tanti ragazzi della sua età, è infatti alquanto esile e minuto di statura. Tuttavia, il suo spirito patriottico, leale ed altruista lo farà notare da un dottore di origine tedesca: Abraham Erskine.

Quest’ultimo lavora per il governo americano e decide di farlo arruolare in un sezione speciale dell’esercito, guidata dal Colonnello Chester Phillips e dall’Agente Peggy Carter.

Steve viene così scelto e sottoposto ad un esperimento segreto, in cui gli iniettato un misterioso siero. Quest’ultimo modifica il suo corpo e lo trasforma in un super soldato.

Alla fine della procedura un infiltrato attenta alla vita del dottore Erskine. Nonostante il nostro protagonista faccia del suo meglio per catturare l’attentatore, costui si suicida col cianuro. E la fiala che aveva rubato si rompe durante la colluttazione. Quando Steve torna indietro, scopre che non c’è più nulla da fare per lo scienziato. Il segreto del siero del super soldato muore con lui, visto che tutte le altre fiale sono andate distrutte.

Essendo l’unico super soldato vivente, gli viene impedito di combattere al fronte e gli organizzano degli incontri propagandistici, in cui indossa un costume a stelle e strisce e si fa chiamare Captain America.

La situazione cambia quando scopre che il suo migliore amico James Bucky Barnes è stato fatto prigioniero dai tedeschi. Disubbidisce così ad un ordine di un suo superiore e corre in suo soccorso. Questa sua decisione incrocerà il suo cammino con quello di Teschio Rosso, sua nemesi. Riuscirà il primo vendicatore a fermare l’Hydra e a recuperare il Tesseract?

Poster finale di Captain America – Il primo Vendicatore.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Captain America – Il primo Vendicatore è il mio film preferito, perché racconta la storia di un personaggio che ho sempre amato.

Apprezzo molto il lavoro di ricostruzione storica fatto per rendere la pellicola più verosimilmente possibile. È stato un tuffo nel passato, negli anni 40 dove una Seconda Guerra Mondiale infuriava con tutta la sua forza e minacciava di distruggere il mondo che allora si conosceva.

La figura di Captain America nasce per incoraggiare il popolo a stelle e strisce a non avere paura dei nazisti, che saranno presto sconfitti dai loro patrioti. Rappresenta il vento della speranza e della libertà, la difesa dei popoli.

Un altro aspetto che ho apprezzato è la storia d’amore con l’Agente Carter. Fra i due sembra scattare sin da subito la scintilla e questo sentimento viene portato avanti con una naturale discrezione.

Emerge solo al momento opportuno e ha fatto malissimo il finale, dove lui decide di sacrificarsi per il bene di tutti e rimanda il tanto fantomatico ballo con la sua lady. È una storia d’amore che non era destinata a durare a quanto pare.

Un altro avvenimento che mi ha fatto molto ma molto male è la morte del suo migliore amico. Bucky è l’unico della sua squadra a perdere la vita durante un’operazione guidata da Captain America stesso.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Thor

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Locandina del film Thor.

Diretto da Kenneth Branagh, Thor è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quarta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ispirato alla storia dell’omonimo personaggio dei fumetti, il film comincia con un evento del passato. Asgard è in guerra con il regno di Jotunheim, intenzionato a conquistare i Nove Regni partendo da Midgard, il mondo abitato dagli umani.

Odino e il suo esercito intervengono, fermando così l’avanzata di Laufey e dei suoi Giganti di Ghiaccio. Sottrae al re nemico lo Scrigno degli Antichi Inverni, stabilendo così una fragile tregua. Inoltre adotta Loki, il figlio abbandonato dal re del ghiaccio, sperando che un giorno possa portare pace fra i due regni.

Passiamo ai giorni nostri. Il primogenito del sovrano asgardiano è conosciuto sul pianeta Terra come “il dio del tuono” e, avendo raggiunto una certa fama nel corso dei secoli, viene avviata la cerimonia d’incoronazione. Quest’ultima viene però interrotta da un’incursione di alcuni Giganti di Ghiaccio, intenti a recuperare l’oggetto a loro sottratto anni prima. Tuttavia, la loro impresa fallisce grazie all’intervento del Distruttore, un gigantesco robot a guardia dei tesori e degli oggetti proibiti del regno.

Lasciandosi trasportare dalla sua natura arrogante e dall’ira per il torto subito, Thor decide di recarsi a Jotunheim insieme a Loki e ai suoi amici. Nonostante lo scontro diretto sembra essere stato evitato grazie al fratello, le parole provocatorie del re di quel regno non passano inosservate e il dio del tuono reagisce sconsideratamente e senza pensare alle conseguenze.

Quando la situazione sembra volgersi verso il peggio, Odino interviene e li salva. Tuttavia, la tregua è finita e una nuova guerra appare ormai all’orizzonte. Deluso dal comportamento del futuro re di Asgard, il Padre degli Dei decide di punirlo e lo spoglia così del suo ruolo di dio del tuono. Considerandolo non degno, gli impedisce anche di sollevare ancora una volta il martello Mjolnir, prima di scaraventarlo su Midgard.

Riuscirà il dio del tuono a dimostrare di essere il degno successore al trono di Asgard? E riuscirà a dimostrare di essere l’unico in grado di brandire Mjolnir?

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Poster di Thor, il dio del tuono.

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor è un film che ho visto un po’ di tempo fa, ma non ricordo se in televisione oppure al computer insieme a Tsukinomai.

Dal momento che le leggende e i miti dei popoli del nord mi hanno sempre affascinato, ho accolto questo film a braccia aperte. E devo ammettere che mi è piaciuto molto. Ciò che ho apprezzato è la caratterizzazione di Thor e Loki, interpretati rispettivamente da Chris Hemsworth e Tom Hiddleston.

Il primo è cresciuto con la convinzione di essere il favorito del Padre di Tutto. Essendo il primogenito, per diritto è destinato ad ereditare il trono di Asgard. Ciò ha nutrito a più non posso la sua natura ambiziosa ed arrogante, arrivando spesso a mettersi in mostra e a risolvere i problemi con la forza a discapito dell’intelletto.

Quando subisce la punizione, incontra Jane Foster e i suoi colleghi di lavoro su Midgard. Attraverso loro imparerà a riflettere su sé stesso e sul mondo che lo circonda. Guarderà diversamente la vita e apprenderà quali sono i veri valori che una divinità deve fare propri e professare.

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Poster di Loki, il dio dell’inganno, nonché fratello adottivo di Thor.

Il secondo, invece, è sempre vissuto all’ombra del fratello. Pur sapendo che non erediterà mai il trono in quanto secondogenito, il suo unico desiderio è essere messo sullo stesso piano dell’altro. A differenza di lui utilizza più il cervello che i muscoli per togliersi dagli impicci. Nonostante ciò, non viene molto valorizzato e le risposte ai suoi dubbi esistenziali non sembrano mai arrivare.

La situazione cambia quando viene a conoscenza della verità sulle sue origini. Scopre di non essere asgardiano, ma un Gigante di Ghiaccio. Fu abbandonato ancora in fasce da suo padre Laufey, perché troppo gracile per sopravvivere in un mondo duro ed astio come il loro. E fu salvato così da Odino, che lo adottò e lo crebbe come se fosse realmente suo figlio, sperando che un domani portasse pace fra i due regni.

Loki si sente ingannato, preso in giro da tutto e da tutti. Odia il padre biologico perché lo ha abbandonato, impedendogli così di essere il suo erede al trono. E prova astio nei confronti del padre adottivo, in quanto lo ha preso con sé solo per un futuro tornaconto personale. E quindi si sente usato da quest’ultimo.

Quando tutto comincia ad avere senso e la dolce menzogna viene spazzata via, il dio dell’inganno entra in azione alla prima occasione. Il suo obiettivo? Impossessarsi del trono di Asgard, in quanto ritiene che gli spetti di diritto, perché migliore di suo fratello.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Iron Man 2

Locandina del film Iron Man 2.

Diretto da Jon Favreau, Iron Man 2 è un film del 2010. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è il sequel di Iron Man ed è la terza pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ambientato sei mesi dopo gli avvenimenti del primo film, Tony Stark si trova a dover affrontare il governo degli Stati Uniti d’America. Quest’ultimo è interessato alle sue armature e le vuole utilizzare come armi per proteggere il paese. Inoltre è convinto che questo geniale inventore non sia capace di garantire sicurezza alla sua nazione.

Ovviamente Tony Stark rifiuta categoricamente di consegnare loro le sue creazioni, in quanto già sa come potrebbero andare le cose. Come se non bastasse, si trova a dover fronteggiare un grosso problema personale, legato alla sua salute. Il Reattore Arc funziona grazie al palladio, una sostanza che però sta avvelenando il suo sangue e lo sta portando verso la morte.

E’ su questo sfondo che fa la sua apparizione Ivan Vanko, meglio conosciuto come Whiplash. Quest’ultimo ha utilizzato gli appunti che suo padre Anton Vanko gli ha consegnato in punto di morte e li ha utilizzati per costruire un proprio Reattore Arc. Il suo obiettivo è vendicarsi di Tony Stark per un torto subito in passato. E, per raggiungere la sua vendetta, si alleerà con Justin Hammer, proprietario delle Hammer Industries, da sempre interessato a superare l’azienda rivale.

Tony Stark e Nick Fury in una scena del film Iron Man 2.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Iron Man 2 è un film che mi è piaciuto esattamente quanto il primo. In questa pellicola ci viene presentato l’uomo in armatura con una luce del tutto nuova. Non è invincibile come tutti possano pensare.

E’ un essere umano come tutti gli altri e come tanti di noi ha paura della morte, che sta venendo a prenderlo. Il Reattore Arc lo ha salvato dalle schegge, ma non dall’avvelenamento dovuto dal palladio. Consapevole del proprio destino, Tony decide di correre ai ripari e arriva a nominare la sua segretaria Pepper Potts nuova amministratrice delegata delle Stark Industries. Questa scelta permetterà all’industria di famiglia di sopravvivere e di restare soprattutto in mani fidate.

Iron Man e War Machine in una scena di Iron Man 2.

A parte ciò la paura verso la morte porterà il nostro protagonista ad agire in modo sconsiderato. E’ sempre stato un personaggio sotto i riflettori, carismatico, eccentrico e via dicendo, ma il suo comportamento va peggiorando sempre di più.

E nessuno arriva a intuirne la ragione, nemmeno James Rhodes, il suo migliore amico. Quest’ultimo arriva a ingaggiare uno scontro fisico con lui durante la sua festa di compleanno e, dopo averlo messo K.O., se ne va con una delle sue armature.

Diventerà così War Machine e successivamente combatterà al fianco di Iron Man per sconfiggere Whiplash e dei droni da lui creati presso la Hammer Industries.

Whiplash in una scena di Iron Man 2.

Per quanto riguarda l’antagonista, Ivan Vanko è un personaggio a dir poco fantastico. Il suo desiderio di vendetta nei confronti di Tony Stark ha radici antiche.

Suo padre ed Howard Stark lavoravano insieme al progetto relativo al Reattore Arc, finché il secondo non intuì la vera natura avida e meschina del collega e decise di denunciarlo alle autorità, facendolo così arrestare.

Questo sentimento di odio profondo ha avuto inizio con Anton Vanko ed è destinato ad essere portato avanti dal figlio, affinché pareggi i conti con chi ha osato rovinare tutto: gli Stark. I padri commettono degli errori e i figli ne pagano le conseguenze. Questo è ciò che ho visto e percepito durante tutto il film.

Vedova Nera, Nick Fury ed Iron Man in una scena di Iron Man 2.

Anche in questo film ci sono diversi accenni e sono tutti collegati al Marvel Cinematic Universe. Per esempio, la comparsa di Nick Fury ci permette di sapere che Howard Stark è stato uno dei fondatori dello S.H.I.E.L.D. e soprattutto dell’esistenza di un progetto per mettere su una squadra di supereroi: gli Avengers.

Tony Stark è incluso in questo progetto, ma ne farà davvero parte solo quando sarà il momento. E soprattutto quando saprà fare gioco di squadra e non essere un pericolo per gli altri.

Un altro esempio sono due filmati. Il primo ci mostra Bruce Banner in versione gigante di giada mentre combatte contro l’esercito americano presso il campus; il secondo compare alla fine del film e ci mostra l’agente Phil Coulson in un cratere nel deserto, dove sembra essere precipitato un misterioso martello.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Marvel Studios e 20th Century Fox: possibile collaborazione?

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Marvel Studios e 20th Century Fox.

Avengers vs X-Men è sicuramente una delle storie più amate da parte dei lettori, perché mette in pieno confronto due gruppi di supereroi molto ma molto apprezzati. E tanti di noi hanno sicuramente sognato – e sognano ancora adesso – di vedere questa storia sul grande schermo cinematografico, ma c’è un bel problema, un ostacolo davanti alla realizzazione di questo sogno: l’acquisto e suddivisione dei diritti di produzione. La Marvel Studios possiede gli Avengers, mentre la 20th Century Fox gli X-Men.
E adesso vi chiedo: quanti di voi hanno mai sognato o soltanto immaginato una possibile collaborazione fra la Marvel Studios e la 20th Century Fox? Se fossimo in una sala e vi chiedessi di alzare la mano, sono più che sicura che le troverei tutte puntate verso l’alto … ma proprio tutte eh! Nessuna esclusa.
Infatti siamo in tanti a sognare questa collaborazione e ciò che sto per dirvi è una notizia che non è stata ancora resa ufficiale da nessuno, quindi è da prendere con le pinze. Mi raccomando eh, vediamo di evitare delusioni e dispiaceri.
Pare che Mark Key abbia rivelato nell’ultimo episodio di Heroes Collider che ci sarebbe stato un incontro fra questi due colossi, forse per discutere appunto di una futura collaborazione. Non è ancora chiara la vicenda – figuriamoci ciò che si saranno potuti dire -, ma è certo che sarebbe il coronamento di un sogno.

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Avengers vs X-Men.

Che cosa penso di tutto questo? Che sarebbe assolutamente grandioso! Non ho mai avuto la fortuna o meglio la possibilità di leggere Avengers vs X-men o le possibili storie ad essa collegata – è da poco che mi sono avvicinata all’universo Marvel e ho un bel po’ di cose da recuperare -, ma sono riuscita almeno a seguire tutti i cinecomic proposti fino ad ora, così da avere almeno qualche nozione di base. Amo assolutamente tutti e due i team, ma è anche vero che mi piacerebbe vedere letteralmente uno scontro fra titani quindi spero assolutamente che questa rumor venga successivamente affermata, dichiarata vera. Si, desidero con tutta me stessa che questa collaborazione fra la Marvel Studios e la 20th Century Fox si concretizzi.
Questa notizia termina qui e ovviamente vi terremo aggiornati. Alla prossima news!

Captain America 4: ci sarà?

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Pantera nera contro il Soldato d’Inverno in Captain America – Civil War.

Sebastian Stan – l’attore rumeno che interpreta il Soldato d’Inverno nell’universo cinematografico della Marvel Studios – ha dichiarato in una recente intervista al GQ che il suo personaggio potrebbe tornare presto sul grande schermo con un ipotetico Captain America 4.
Secondo quanto ha affermato l’attore ci sono tutti – o quasi – i presupposti per un possibile sequel della saga del super soldato Steve Rogers. Ciò potrebbe essere effettivamente possibile perché il suo personaggio ha influenzato in maniera alquanto significativa le precedenti due pellicole.
Come ricordiamo in Captain America – Civil War, Bucky prende una difficile decisione: la crioconservazione. Il suo obiettivo? Impedire a chiunque altro di fare ciò che è stato capace di compiere il Barone Zemo, quindi il suo obiettivo principale è di essere inoffensivo, così da non essere più capace di nuocere a qualcuno. Resterà in questa condizione finché non si troverà una soluzione al suo problema, ovvero a ciò che ha racchiuso nella sua mente, quel dannato codice che se riattivato, lo porterà di nuovo ad essere lo spietato Soldato d’Inverno. E dove avviane la procedura di crioconservazione? Naturalmente nel Wakanda, che sarà presto sul grande schermo con il film Pantera Nera (uscita prevista fra due anni circa, cioè nel 2018). E si suppone che un accenno al suo scongelamento – nonché ritorno – sarà dato proprio in questa pellicola.

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Il Soldato d Inverno contro Iron Man in una scena di Captain America – Civil War.

Ciò che ha dichiarato Sebastian Stan in questa intervista è assolutamente la cosa più bella che mai potessi sentire e in questo caso leggere su Internet. Più volte ho pensato a questa possibilità, a una me seduta su un qualunque sedile di un qualsiasi cinema campano a guardare Captain America 4. E devo ammettere che mi è stato impossibile non scrivere questo articolo e condividere con tutti voi lettori e tutte voi lettrici questa possibile ipotesi, che naturalmente spero possa avvenire e realizzarsi concretamente al più presto. Se ci pensiamo attentamente, Captain America – Civil War ha una trama ben strutturata che al tempo stesso lascia alcuni spazi dove è possibile poter prendere spunto per crearne un’altra, dove i personaggi coinvolti tornano a relazionarsi tra loro. Ebbene si, voglio assolutamente rivedere Captain Amercia e il Soldato d’Inverno combattere ancora una volta fianco a fianco come ai bei vecchi tempi e questa volta spero proprio che l’avversario non sia nuovamente Iron-Man, visto che la scena del combattimento a tre mi ha letteralmente distrutta e creato fin troppi feels (maledetta sia la Marvel Studios e il fandom che si è creato attorno, soprattutto riguardo l’ultimo film).

Deadpool

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Deadpool insieme a Colosso e Testata Mutante Negasonica in una scena del film.

Basandosi sull’omonimo fumetto, Deadpool è un film diretto da Tim Miller ed è uscito nelle sale cinematografiche italiane a febbraio di quest’anno. Racconta la storia di Wade Wilson, un ex soldato delle forze speciali che dopo essere stato congedato con disonore, diventa un mercenario e spesso si reca presso un losco pub gestito dal suo amico Weasel, dove si organizza un gioco chiamato dead pool. Di che cosa si tratta? E’ praticamente una scommessa su chi sarà il prossimo a morire ed è in una di queste serate che incontra Vanessa, una ragazza con cui inizia una relazione nata dal più classico colpo di fulmine.
Passa esattamente un anno e il nostro mercenario viene per caso a conoscenza della sua reale condizione fisica e salutare: ha un tumore esteso alla maggior parte degli organi. Dal momento che non c’è via d’uscita, Wade Wilson decide di accettare un interessante e misteriosa proposta di quello che si presenta come un reclutatore con nobili intenti. In pratica gli viene offerta la totale guarigione dal cancro e la possibilità di acquisire poteri e abilità che vanno oltre l’immaginario umano, qualcosa che può essere facilmente paragonata alla figura del supereroe. Tuttavia, ciò che scoprirà successivamente è che lui e tutti gli altri lì presenti sono stati letteralmente ingannati e sottoposti a degli esperimenti, che li porteranno bene o male a produrre il così detto Gene X. Al nostro mercenario avviene la mutazione dopo terribili ed estenuanti torture, acquistando così un buon fattore rigenerante. Tuttavia, paga anche un duro prezzo proprio a causa della sua malattia: il suo aspetto non è più come prima. Ha un viso orribile, praticamente irriconoscibile e inguardabile. Nasce così la figura di Deadpool, quello che può essere considerato come un mercenario in calzamaglia nera e rossa il cui unico scopo è dare la caccia all’autore della sua trasformazione e mostruosità: Francis Freeman, noto come Ajax.

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Deadpool in una scena del film.

Dal momento che non ho intenzione di svelare tutta la trama e ho deciso si e no di dichiarare solo quanto sopra, passiamo alle considerazioni personali. Deadpool è un film che ho atteso forse da tantissimo tempo di vedere sul grande schermo. E’ vero che non ho avuto la possibilità di leggere tutti i volumi del suo fumetto, ma è un personaggio che mi ha sempre affascinata perché non è un eroe come tutti gli altri e mi è capitato di incontrarlo anche nei giochi di ruolo, ma mai di interpretarlo precisiamo. Deadpool agisce solo ed esclusivamente per un suo tornaconto personale, fatta eccezione per alcuni casi in cui non pensa a sé stesso ma agli altri. E’ un folle, uno svitato ed è praticamente fuori di testa. Ed è bellissima l’interazione che lui ha con gli spettatori all’interno del film, cosa che non si è mai vista con tutti gli altri eroi e supereroi del mondo Marvel. E’ come se lui fosse consapevole di non essere solo e soprattutto di essere osservato, di essere solo ed esclusivamente frutto dell’immaginazione di un disegnatore e così via. Ogni volta che si rivolge al pubblico, i personaggi presenti sulla scena con lui non capiscono mai con chi stia parlando. E forse è da questo fattore, da questo elemento fra i tanti che lo portano ad essere considerato come uno che non sta bene con la testa.

Deadpool (Ryan Reynolds) pauses from a life-and-death battle to break the fourth wall, much to the dismay of his comrades Negasonic Teenage Warhead (Brianna Hildebrand) and Colossus (voiced by Stefan Kapicic).
Deadpool insieme a Colosso e a Testa Mutante Negasonica in una scena del film.

Se ci fosse stato Captain America all’interno del film, avremo sentito più volte la parola “linguaggio”. Ebbene si, Deadpool è forse l’unico film dove non è stato storpiato il personaggio. Così com’è su carta, così è stato portato sul grande schermo. Niente censure. Tutto altamente genuino, quindi benvenute parolacce, imprecazioni e parole scurili.Ed è stata per una questione di linguaggio e di scene alquanto adulte e forse anche un bel po’ crude – quasi splatter alcune, eh! – che questo film è stato vietato ai minori, quindi niente bambini al cinema nemmeno accompagnati dai genitori.
Deadpool è un film che ha tutto: avventura, azione, commedia, fantascienza e anche una bella storia d’amore. E’ un mix che ha funzionato fin troppo bene, quindi questo messaggio è per chi non lo ha visto al cinema: guardatelo assolutamente, perché merita davvero. E ovviamente spero che ci sia un sequel.
La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Hulk e gli agenti SMASH

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Poster di Hulk e gli agenti SMASH.

Composto da ben cinquantadue episodi ciascuno della durata di ventidue minuti circa, Hulk e gli agenti SMASH è una serie animata realizzata e targata Marvel Studios e racconta la storia e le avventure del nostro gigante di giada preferito e della sua squadra.
Questa nuova avventura ha inizio a Vista Verde, l’unica città che considera Hulk un eroe e non un mostro ed è qui che il nostro gigante di giada ha trovato rifugio presso una base segreta ormai inutilizzata, la cui posizione è nota soltanto a Rulk – un ex-militare diventato un Hulk dalla pelle rossa – e Rick Jones, un ragazzo che vuole dimostrare al mondo la verità sul suo gigantesco amico.
Annihilus riesce ad aprire un portale sulla Terra e a seguito di un attacco ben sferrato, riesce a catturare Rulk e a portarlo nella Zona Negativa per renderlo suo schiavo e seguace. Durante questo scontro Rick finisce per essere esposto a una bomba a raggi gamma e diventa anche lui un Hulk però con la pelle blu e decide di farsi chiamare A-Bomb. Arruolata anche She-Hulk in questa nuova squadra, il trio parte per quella che può essere considerata come una missione di salvataggio, che si va a buon fine e permette loro di portare via dalla Zona Negativa non soltanto Rulk ma anche Scar, che sembra essere anche lui un Hulk dalla pelle grigiastra. Ed è da questo momento in poi che nascono gli agenti SMASH, capitanati dal nostro gigante di giada.

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Hulk e Spiderman in un episodio di Hulk e gli agenti SMASH.

E adesso entriamo nel cuore di questa serie animata. Hulk e gli agenti SMASH mette in evidenza una serie di tematiche che sono legate le une alle altre, quasi come se fosse una sorta di puzzle o di mosaico. Ciò che si evince in ciascun episodio è il senso di famiglia e di squadra – nonostante le incomprensioni e le differenze caratteriali, che spesso portano a fare a pugni nel vero senso della parola – e soprattutto il desiderio di riscattarsi, di dimostrare al mondo intero che loro non sono mostri bensì eroi come tutti gli altri di casa Marvel. Ogni giorno salvano il mondo eppure le persone continuano ad avere paura di loro, a causa della gestione della rabbia e della super forza che ognuno di essi ha a disposizione. E ovviamente tutto viene ingigantito dai servizi televisivi, che spesso fanno cattiva pubblicità piuttosto che elogiarli quando serve ovviamente.
A parte Annihilius ci sono altri cattivi e super cattivi sempre pronti a mettere il bastone fra le ruote agli agenti SMASH e un esempio è il così detto Capo, colui che può essere considerato come un Hulk dalla super intelligenza. Più e più volte ha cercato di conquistare il mondo e soprattutto di convincere questa squadra a unirsi a lui, peccato solo che la seconda parte non abbia mai funzionato. E sono numerosi gli eroi che compaiono al fianco degli Hulk in alcune avventure, come per esempio Spiderman oppure Iron Man. Ed è in questi episodi che salta fuori il pregiudizio iniziale che poi viene a mano a mano smentito e riconsiderato sotto una chiave di lettura alquanto diversa.
Questa recensione su Hulk e gli agenti SMASH termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia.”