Thor – The Dark World

Locandina di Thor – The Dark World.

Diretto da Alan Taylor, Thor – The Dark World è un film del 2013 ed è l’ottava pellicola del Marvel Cinematic Universe. Sequel di Thor, comincia dando uno sguardo al passato.

Migliaia di anni fa Bor, il padre di Odino, affrontò in una sanguinosa battaglia gli Elfi Oscuri guidati da Malekith.
Il loro obiettivo era impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dall’immenso potere, capace grazie a un allineamento particolare dei pianeti noto come “Convergenza” di riportare il mondo nell’oscurità originaria. Dal momento che non poteva essere distrutto, l’Asgardiano decise di nasconderlo nel Mondo Oscuro, mentre Malekith e ciò che restava del suo esercito fuggirono giurando vendetta.

Ai giorni nostri mentre Loki è rinchiuso in prigione per i crimini da lui commessi, Thor insieme ai suoi compagni e a Lady Sif viaggia per i Nove Regni per riportare la pace.
Nel frattempo sul nostro pianeta Jane Foster e Darcy Lewis insieme al nuovo stagista Ian fanno una misteriosa e sensazionale scoperta a Londra. In un punto ben preciso di un edificio abbandonato la forza di gravità sembra interrompersi e gli oggetti spariscono nel nulla. Che cosa si nasconderà mai dietro a questo misterioso fenomeno? Che sia qualcosa di pericoloso, capace di portare il caos nel mondo?

Un’altra locandina di Thor – The Dark World.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor – The Dark World è un film che mi è piaciuto tanto e forse anche più del primo. L’ho trovato molto più maturo e per certi versi anche oscuro. E’ ricco di scene d’azione e di drammaticità, ma non manca ovviamente quel pizzico di comicità che non guasta mai.

E’ stato bello osservare le emozioni che ciascun personaggio provava in determinate situazioni. La morte di Frigga, moglie di Odino e madre naturale di Thor e adottiva di Loki, ha messo ben in evidenza le reazioni dei tre uomini che più l’hanno amata.

Quella del Dio dell’Inganno mi ha fatto un male assurdo. Ha usato le sue capacità per mascherare il dolore verso l’unica persona che forse lo ha amato veramente. E’ arrivato a sfogarsi sia contro gli oggetti della sua stanza che contro sé stesso. A proposito di lui ho amato molto la scena della sua falsa morte. E’ stata così realistica ed emozionante da trarre in inganno praticamente tutti, soprattutto il Dio del Tuono.

Se non lo avete ancora visto, vi consiglio di recuperarlo perché ne vale davvero la pena. Detto questo, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Disney’s Brother Bears

Confezione di Disney’s Brother Bear per Game Boy Advance.

Disney’s Brother Bear è un videogioco del 2003. Basato sull’omonimo film, è stato sviluppato sia per PC che per Game Boy Advance. Al primo ci ha lavorato la KnowWonder Digital Mediaworks, mentre al secondo la Vicarious Visions. A distribuirlo è stata la Disney Interactive.

Tratto da un film d’animazione, questo videogioco dà la possibilità di ripercorrere il viaggio intrapreso dai due orsi Koda e Kenai verso la montagna dove le luci toccano la terra. Dal momento che sono i personaggi principali della storia, lì si potrà muovere entrambi. Infatti i due orsi hanno compiti differenti e ben specifici durante tutta l’avventura.

Un esempio di livello di Disney’s Brother Bear.

Le ambientazioni sono quattro: foresta innevata, caverna di ghiaccio, valle di fuocomontagna. Ognuna di esse è caratterizzata da cinque livelli, dove i due protagonisti dovranno raccogliere bacche per aumentare il numero di vite e trovare tutti e tre i totem. Il quinto livello è chiamato “caccia“. Lì il giocatore dovrà fuggire da Denahi, accedendo così ad una nuova tappa del viaggio.

Il videogioco presenta anche una serie di mini-giochi, divisi in: scivolate, corrispondenze e pesca al salmone. Anche “scorciatoia del mammut” può essere considerato un mini-gioco che, a differenza degli altri, permette di passare subito al livello successivo.

Trattandosi di un PEGI 3+, Disney’s Brother Bear presenta una difficoltà bassissima. Quando lo acquistai anni fa per il Game Boy Advance SP, ci ho messo infatti un solo giorno per completarlo. E ricordo di aver continuato a giocarci anche successivamente, soprattutto nei momenti di assoluta noia.
Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Il regno proibito

Locandina di Il regno proibito

Il regno proibito è un un film d’azione del 2008. La pellicola è ispirata al celebre classico della letteratura cinese intitolato “Il viaggio in Occidente“. Questo film non è stato proiettato nelle sale italiane, ma è disponibile il DVD col titolo L’impero proibito. Andrò a darvi un accenno di trama, per poi passare alle mie opinioni personali sulla pellicola.

A Boston vive Jason Tripitikas, un ragazzo maldestro appassionato di arti marziali, film di kung-fu e di cultura cinese. Si reca spesso nel negozio del vecchio Hop per acquistare film. Mentre si aggira nel negozio, viene attirato da un antico bastone. Il vecchio gli racconta che quel bastone è stato lasciato in custodia a suo nonno da un misterioso sconosciuto, che non è mai tornato a riprenderlo.

Mentre ritorna a casa, Jason è costretto da un gruppo di ladruncoli a tornare con loro nel negozio per rapinarlo. Mentre i ragazzi mettono a soqquadro il negozio, Hop chiede al ragazzo di fuggire con il bastone. Nella corsa il nostro protagonista cade da un tetto, sviene per la caduta e si risveglia nell’antica Cina.

Poster di Il regno proibito con Michael Angarano nei panni del nostro protagonista Jason Tripitikas.

Qui conosce l’immortale Lu Yan, che gli racconta la storia di Monkey King (proprietario del bastone), che fu ingannato dal Capitano di Giada e da questi tramutato in pietra. Successivamente quest’ultimo trasformò il regno in un reame di paura e violenza. La leggenda narra che un giorno arriverà un viaggiatore, che riporterà il bastone a Monkey King così da riportare la pace nel regno. Comincia cosi la lunga e strabiliante avventura di Jason per riportare la pace nel regno, avventura che gli farà scoprire anche una forza che pensava di non avere.

Veniamo a noi. Il regno proibito è un classico film d’azione in stile orientale. Tra lotte coreografate splendidamente e ambientazioni che non mancheranno di affascinare questo film è perfetto per chi cerca il giusto mix di azione e avventura fantastica. Andando avanti con la visione, assisteremo non solo alla crescita di Jason come artista marziale, ma anche come persona.

In conclusione vi invito a recuperare questo film, affermando che non ne resterete affatto delusi. Detto questo vi saluto e vi do appuntamento ad una nuova recensione e ricordate: “leggete con il cuore e pensate con la mente”.

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CSI: NY

Copertina del DVD con le prime tre stagioni di CSY: NY.

CSI: NY è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2004 al 2013. Secondo spin-off di CSI: Scena del crimine, è composta da un totale di nove stagioni.

La storia è ambientata questa volta a New York. La Grande Mela diventa spesso testimone di misteriosi delitti ed efferati omicidi. A svolgere le indagini su di essi, è una squadra investigativa della città, guidata questa volta da una coppia di detective: Mac Taylor e Stella Bonasera.

Riuscirà questa nuova squadra investigativa a trovare la verità che si nasconde dietro agli omicidi? E riuscirà ad arrestare i colpevoli, gli assassini delle loro vittime?

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo di questa nuova recensione. Questa serie televisiva l’ho seguita davvero poco rispetto all’altro spin-off e alla serie principale.

E penso che ciò fosse dovuto ad una questione di abitudine. Ero abituato infatti a vedere sullo schermo le altre due squadre in azione. Mi ero appassionato alle loro indagini e alle loro storie. Quando invece mi sono trovato davanti questa nuova serie televisiva targata CSI, non c’è stata la stessa reazione, lo stesso entusiasmo. Non mi ha attirato più di tanto, quindi ho smesso di seguirlo e mi sono concentrato su altro.

Copertina del DVD con la quarta, la quinta e la sesta stagione di CSY: NY.

L’unica cosa verso cui ho mostrato un po’ di entusiasmo è stato il crossover. All’epoca non sapevo che cosa fosse, ma ricordo il mio entusiasmo a rivedere Horatio Caine e Scotty Valens sullo schermo. Entrambi appartenevano ad altre serie televisive e spesso mi chiedevo che cosa ci facessero lì. Ed era bello vedere che collaboravano con Mac Taylor e Stella Bonasera durante un caso di omicidio avvenuto anni prima oppure ai giorni nostri.

Tornando a CSI: NY, una sua particolare caratteristica iniziale era l’atmosfera cupa. Gran parte delle scene furono girate al chiuso, in un piccolo laboratorio dalla scarsa luce. La situazione cambia con la seconda stagione, dove viene introdotto un laboratorio più spazioso e luminoso. Inoltre gran parte delle scene vennero questa volta girate all’aperto. L’obiettivo era rendere tutto leggermente più tenue, come nelle due serie precedenti.

Penso che recupererò tutte le stagioni di questa serie televisiva, visto che ho come l’impressione di aver perso un bel po’ di cose. E se voi lettori e lettrici di questi sito web amate questo genere di storie, aggiungetela alla vostra lista. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Thor

thor
Locandina del film Thor.

Diretto da Kenneth Branagh, Thor è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quarta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ispirato alla storia dell’omonimo personaggio dei fumetti, il film comincia con un evento del passato. Asgard è in guerra con il regno di Jotunheim, intenzionato a conquistare i Nove Regni partendo da Midgard, il mondo abitato dagli umani.

Odino e il suo esercito intervengono, fermando così l’avanzata di Laufey e dei suoi Giganti di Ghiaccio. Sottrae al re nemico lo Scrigno degli Antichi Inverni, stabilendo così una fragile tregua. Inoltre adotta Loki, il figlio abbandonato dal re del ghiaccio, sperando che un giorno possa portare pace fra i due regni.

Passiamo ai giorni nostri. Il primogenito del sovrano asgardiano è conosciuto sul pianeta Terra come “il dio del tuono” e, avendo raggiunto una certa fama nel corso dei secoli, viene avviata la cerimonia d’incoronazione. Quest’ultima viene però interrotta da un’incursione di alcuni Giganti di Ghiaccio, intenti a recuperare l’oggetto a loro sottratto anni prima. Tuttavia, la loro impresa fallisce grazie all’intervento del Distruttore, un gigantesco robot a guardia dei tesori e degli oggetti proibiti del regno.

Lasciandosi trasportare dalla sua natura arrogante e dall’ira per il torto subito, Thor decide di recarsi a Jotunheim insieme a Loki e ai suoi amici. Nonostante lo scontro diretto sembra essere stato evitato grazie al fratello, le parole provocatorie del re di quel regno non passano inosservate e il dio del tuono reagisce sconsideratamente e senza pensare alle conseguenze.

Quando la situazione sembra volgersi verso il peggio, Odino interviene e li salva. Tuttavia, la tregua è finita e una nuova guerra appare ormai all’orizzonte. Deluso dal comportamento del futuro re di Asgard, il Padre degli Dei decide di punirlo e lo spoglia così del suo ruolo di dio del tuono. Considerandolo non degno, gli impedisce anche di sollevare ancora una volta il martello Mjolnir, prima di scaraventarlo su Midgard.

Riuscirà il dio del tuono a dimostrare di essere il degno successore al trono di Asgard? E riuscirà a dimostrare di essere l’unico in grado di brandire Mjolnir?

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Poster di Thor, il dio del tuono.

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor è un film che ho visto un po’ di tempo fa, ma non ricordo se in televisione oppure al computer insieme a Tsukinomai.

Dal momento che le leggende e i miti dei popoli del nord mi hanno sempre affascinato, ho accolto questo film a braccia aperte. E devo ammettere che mi è piaciuto molto. Ciò che ho apprezzato è la caratterizzazione di Thor e Loki, interpretati rispettivamente da Chris Hemsworth e Tom Hiddleston.

Il primo è cresciuto con la convinzione di essere il favorito del Padre di Tutto. Essendo il primogenito, per diritto è destinato ad ereditare il trono di Asgard. Ciò ha nutrito a più non posso la sua natura ambiziosa ed arrogante, arrivando spesso a mettersi in mostra e a risolvere i problemi con la forza a discapito dell’intelletto.

Quando subisce la punizione, incontra Jane Foster e i suoi colleghi di lavoro su Midgard. Attraverso loro imparerà a riflettere su sé stesso e sul mondo che lo circonda. Guarderà diversamente la vita e apprenderà quali sono i veri valori che una divinità deve fare propri e professare.

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Poster di Loki, il dio dell’inganno, nonché fratello adottivo di Thor.

Il secondo, invece, è sempre vissuto all’ombra del fratello. Pur sapendo che non erediterà mai il trono in quanto secondogenito, il suo unico desiderio è essere messo sullo stesso piano dell’altro. A differenza di lui utilizza più il cervello che i muscoli per togliersi dagli impicci. Nonostante ciò, non viene molto valorizzato e le risposte ai suoi dubbi esistenziali non sembrano mai arrivare.

La situazione cambia quando viene a conoscenza della verità sulle sue origini. Scopre di non essere asgardiano, ma un Gigante di Ghiaccio. Fu abbandonato ancora in fasce da suo padre Laufey, perché troppo gracile per sopravvivere in un mondo duro ed astio come il loro. E fu salvato così da Odino, che lo adottò e lo crebbe come se fosse realmente suo figlio, sperando che un domani portasse pace fra i due regni.

Loki si sente ingannato, preso in giro da tutto e da tutti. Odia il padre biologico perché lo ha abbandonato, impedendogli così di essere il suo erede al trono. E prova astio nei confronti del padre adottivo, in quanto lo ha preso con sé solo per un futuro tornaconto personale. E quindi si sente usato da quest’ultimo.

Quando tutto comincia ad avere senso e la dolce menzogna viene spazzata via, il dio dell’inganno entra in azione alla prima occasione. Il suo obiettivo? Impossessarsi del trono di Asgard, in quanto ritiene che gli spetti di diritto, perché migliore di suo fratello.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Bugs Bunny – Lost in Time

Copertina del videogioco Bugs Bunny – Lost in Time.

Sviluppato da Behaviour Interactive, Bugs Bunny – Lost in Time è un videogioco a piattaforme del 1999. Disponibile per Play-Station e per Microsoft Windows, ha riscontrato così tanto successo che fu creato un sequel:  Bugs Bunny e Taz in viaggio nel tempo.

Bugs Bunny è diretto a Pismo Beach per le vacanze. Tuttavia, sbaglia strada e si trova in un posto chiamato “Epocatore“, molto ma molto lontano da Albuquerque. Lì scambia un macchinario per un distributore di succo di carota.

Quando lo aziona, scopre che si tratta di una macchina del tempo e finisce in un luogo chiamato “Da nessuna parte“. Unico abitante del posto è il mago Merlino, il quale gli spiega che per tornare da qualche parte deve viaggiare nel tempo. Inoltre deve esplorare diverse epoche per raccogliere le sveglie, che gli consentiranno di tornare a Pismo Beach.

Merlino spiega a Bugs Bunny come tornare a Pismo Beach nel videogioco Bugs Bunny – Lost in Time.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle caratteristiche del videogioco. Il giocatore vestirà i panni di Bugs Bunny ed esplorerà in totale cinque epoche storiche:

  • Età della pietra;
  • Medioevo;
  • Il tempo dei pirati;
  • Anni ’30;
  • La dimensione X.

Ognuna di esse presenta quattro oppure cinque livelli da affrontare. In ognuno di essi ci sarà la possibilità di raccogliere le sveglie e le carote d’oro. Inoltre si potranno affrontare alcuni personaggi dei Looney Tunes, nonché tutti nemici del coniglio grigio.

Il nostro protagonista dovrà usare le sue abilità per superare gli ostacoli. In alcuni casi dovrà interagire con determinati oggetti e alcuni di essi saranno a tempo, quindi bisognerà usarli prima che svaniscano e tornino al loro posto. Sarà inoltre possibile utilizzare delle abilità speciali in alcuni livelli e queste saranno insegnate poco alla volta da mago Merlino stesso.

Bugs Bunny affronta Elmer Taddeo Fudd nell’Età della pietra nel videogioco Bugs Bunny – Lost in Time.

Adesso passiamo alle considerazioni personali. Bugs Bunny – Lost in Time è un videogioco che appartiene alla mia infanzia. Non so se fosse mio oppure di mio cugino, ma ricordo di averci giocato e mai finito.

Non ricordo assolutamente a che punto arrivai del gioco, ma ricordo che mi divertivo un sacco a impersonare questo coniglio. E ancora di più a esplorare le diverse epoche storiche. La mia preferita è sempre stata l’Età della pietra, in cui affrontavo il cacciatore Elmer Taddeo Fudd.

Penso che mi piacesse perché era il periodo in cui ero molto ma molto interessato alla paleontologia. E poi mi piacevano tantissimo i dinosauri, quindi penso che sia stato per questo.

Dal momento che è stato detto tutto ciò che c’era da dire, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

Chuck

Poster della prima serie di Chuck.

Creata da Josh Schwartz e Chris Fedak, Chuck è una serie televisiva statunitense trasmessa dal 2007 al 2012 sul canale NBC. Composta da cinque stagioni, si tratta di una commedia ricca d’azione.

Il protagonista è Chuck Bartowski, un nerd che lavora come esperto di computer nel negozio di elettronica Buy More al NerdHerd.

Un giorno riceve un’email da un suo compagno dell’Università di Stanford. Al suo interno c’è l’Intersect, un super computer neurale contenente il database governativo, che adesso è letteralmente nella testa del nostro protagonista.

Sfortunatamente quest’ultimo non è capace di accedere autonomamente alle informazioni, che gli appaiono come flash ogni volta che vede un volto, sente una voce oppure una parola chiave.

Dal momento che non è possibile estrarre e recuperare l’Intersect, la CIA e la Sicurezza Nazionale decidono di usarlo come risorsa e gli affiancano gli agenti John Casey e Sarah Walker. Comincia così la sua doppia vita. Riuscirà a gestirla e a non combinare casini?

Il cast principale della prima serie di Chuck.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Chuck è una serie televisiva statunitense che ho trovato a dir poco fantastica. Racchiude dentro di sé due generi: l’azione e la commedia.

L’intera serie è ricca di scene d’azione, che diventano interessanti nel momento in cui il protagonista accede alle informazioni relative ai diversi stili e le varie tecniche di combattimento racchiuse nell’Intersect.

Quando ciò accade, il nostro nerd diventa un asso negli scontri corpo a corpo e riesce addirittura a mettere k.o. gli avversari.

Non mancano ovviamente scene e momenti di pura comicità, che spesso servono a smorzare un po’ la tensione e la troppa serietà del momento. Le gag sono spesso legate allo scarso acume di molti personaggi, compreso il nostro protagonista in alcuni casi.

C’è anche del sottile romanticismo. Infatti fra il nostro protagonista e Sarah Walker sembra esserci del tenero, ma questa possibile relazione non sembra mai decollare. O almeno è così all’inizio.

Il Buy More al Nerd Herd, il negozio dove è ambientata gran parte della serie e dove si nasconde anche il quartier generale.

Chuck Bartowski rappresenta un po’ tutti noi. E’ una persona che ha difficoltà ad affrontare le sfide della vita e a costruirsi un solido futuro. Per esempio, è così impacciato da avere difficoltà a dialogare con le ragazze e ad instaurare una possibile relazione con loro. A volte è persino timoroso quando si tratta di esporre una propria teoria o idea.

Se vogliamo, è lo stereotipo del nerd sfigato che tutto ad un tratto diventa qualcosa di speciale ed eccezionale. E’ un po’ come vedere la storia di Spider-Man, ma qui non si tratta di un supereroe bensì di un possibile futuro agente segreto.

Penso di aver detto tutto su questa serie televisiva, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

 

Buffy The Vampire Slayer

Copertina della prima stagione di Buffy The Vampire Slayer.

Buffy The Vampire Slayer è una serie televisiva statunitense horror-action, meglio conosciuta in Italia con il titolo “Buffy L’Ammazzavampiri“. Ideata da Joss Whedon, è composta da sette stagioni ed è stata prodotta dal 1997 fino al 2003.

Racconta la storia di Buffy Anne Summers, una ragazza come tante altre o almeno così sembra: è una cacciatrice di vampiri, unica della sua generazione che ha il compito di sconfiggere il male.

Dopo aver lasciato Los Angeles in seguito ad un incidente, si trasferisce con la madre nella cittadina di Sunnydale. La nostra giovane protagonista pensa di poter lasciare i problemi alle spalle e ricominciare la sua nuova vita.

Tuttavia, scopre che Rupert Girls è il suo osservatore e informa la ragazza che la Sunnydale High è stata costruita proprio sulla Bocca dell’Inferno. Quest’ultimo è un portale capace di sprigionare tanto male nel mondo ed è tanto ambito da un potente vampiro della zona, noto come Il Maestro.

Buffy si trova così a dover ancora una volta ricoprire il suo ruolo di cacciatrice di vampiri, ma in questa lotta non sarà da sola. Avrà al suo fianco Willow Rosenberg e Xander Harris, i suoi unici amici a conoscenza del suo segreto. Sarà un prezioso alleato Angel, un vampiro che cerca redenzione dopo tutto il male commesso in passato.

Parte del cast di Buffy The Vampire Slayer.

Dopo aver parlato della trama, entriamo nel vivo di questa nuova recensione. Buffy The Vampire Slayer è una serie televisiva che appartiene alla mia infanzia. Sinceramente parlando, ricordo poco di ciò che ho visto e figuriamoci se all’epoca sapevo che cosa fosse una stagione. Tuttavia, adesso che lo so vedrò di recuperare tutto ciò che mi sono perso.

Dopo aver fatto questa premessa, torniamo a noi. La storia di Buffy mi ha sempre entusiasmato e ricordo che mi piaceva parecchio, nonostante a volte provassi paura davanti ad alcune scene.

Questa nostra eroina incarna uno dei più grandi stereotipi americani: cheerleader. E’ una bella ragazza, popolare, forse un po’ svampita e sempre in fissa con la moda e con le vicende amorose.

Tuttavia, quando riceve la chiamata e viene scelta come nuova cacciatrice di vampiri qualcosa cambia. Apprende diversi stili di combattimento e si potrebbe dire che diventa un po’ più “cazzuta”.

Il Maestro, l’antagonista della prima stagione di Buffy The Vampire Slayer.

Diventa così un modello da seguire per tante giovani ragazze, in quanto non è soltanto trucco e parrucca ma qualcosa di più. Affronta tematiche che spesso sono legate alla natura umana. Utilizza le figure che appartengono al mondo sovrannaturale proprio per mettere in luce qualcosa, magari sentimenti come l’amore, l’amicizia, la ricerca del potere e la paura della solitudine.

Una cosa che ho sempre apprezzato è la relazione fra lei ed Angel. E’ una storia d’amore complicata, perché lei è una cacciatrice di vampiri e lui è appunto un vampiro in cerca di redenzione. Questa e molte altre differenze o difficoltà metteranno a dura prova il loro amore più volte.

Per concludere, una caratteristica particolare di questa serie è che tutti gli episodi sono collegati gli uni agli altri. Ognuno di essi affronta e ci presenta qualcosa, che sembra nascere e morire in quello stesso episodio per poi scoprire che è soltanto il tassello di un mosaico, di una trama ancora più grande. E in ogni stagione c’è un potente nemico da sconfiggere (in questo caso il Maestro).

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

 

Barbie Explorer

Copertina per la PSX di Barbie Explorer.

Pubblicato dalla Vivendi Universal Games e sviluppato dalla Runecraft per Play-Station, Barbie Explorer è un videogioco del 2001.
Il giocatore impersonerà Barbie in una nuova avventura. Viaggerà per il mondo alla ricerca di quattro frammenti, che compongono un misterioso e mistico specchio.

Dopo aver parlato della trama, passiamo all’analisi del gioco. Barbie Explorer è stato realizzato prendendo spunto da un altro videogioco: Tomb Raider con la sua Lara Croft.

Infatti il nostro personaggio può compiere una serie di azioni come saltare, rotolare e spostare oggetti. Può anche apprenderne di nuove, raccogliendo determinati oggetti durante il gioco.

Le ambientazioni che il giocatore esplorerà sono caratterizzate da deserti, foreste pluviali, montagne e così via. Lungo ciascun percorso si raccoglieranno delle gemme e anche dei cuori, che verranno usati per aumentare la vita.

Pur essendo un videogioco basato sul single player, presenta anche una modalità multiplayer. Infatti il secondo giocatore potrà usare Teresa per sfidare il primo. Le sfide consistono nel completare i livelli, cercando di perdere il minor numero di vite possibili e raccogliendo un gran numero di gemme.

Barbie affronta un percorso nella foresta pluviale in Barbie Explorer.

E adesso passiamo alle considerazioni personali. Sarò sincera: non ho la più pallida idea di come sia entrata in contatto con Barbie Explorer. E non ricordo nemmeno se apparteneva a me oppure alle mie cugine.

Tuttavia, so per certo che questo titolo mi è piaciuto meno di tutti gli altri. E’ vero che si tratta di un gioco d’avventura e d’azione, ambientato in giro per il mondo, ma potevano fare di meglio.

Pur avendo preso spunto da un videogioco come Tomb Raider, non sono riusciti a creare un prodotto valido. E penso che centri qualcosa il fatto che sia stato sviluppato per le bambine.

Hanno realizzato anche altri giochi con il marchio di Barbie come “Horse Adventures: Wild Horse Rescue“. Lì si sono sicuramente messi un po’ più di impegno. E ovviamente non parlo a livello grafico (l’altro titolo citato poco fa era per Play-Station 2), bensì a livello di azioni stesse all’interno del gioco.

Preciso subito, senza creare fraintendimenti: tutto ciò che scrivo qui, è detto da una persona che ha provato questo videogioco. Quindi esprimo soltanto una mia opinione da “non sviluppatrice di videogiochi”. Questo è semplicemente tutto ciò che ho recepito, sentito e provato.

In poche parole se avete la possibilità di recuperare questo titolo e di giocarci, fatelo ma non aspettatevi molto da Barbie Explorer. La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure.

Drizzit – Le origini

La terza striscia di Drizzit – Le origini.

Pubblicato da Shockdom, Drizzit – Le origini è il primo volume della serie a fumetti “Drizzit“. Scritto e disegnato da Luigi “Bigio” Cecchi, racconta le strambe e divertentissime avventure di un gruppo di avventurieri, sempre alla ricerca di gloria, fama e, perché no, anche di bottini e tesori. In questo primo volume facciamo la conoscenza del nostro protagonista: Drizzit. Elfo oscuro di bassa statura rispetto ai suoi simili e con il cuore e l’anima tipici di una brava persona (se non addirittura di un angelo), si stanca della brutalità e della violenza che dilaga di continuo nella società degli elfi oscuri e decide di abbandonare il regno del sottosuolo. Arrivato in superficie, si scontra con una truppa composta da orchi e, dopo averli sconfitti, fa la conoscenza con un gruppo di avventurieri, composto dal nano Dotto, dalla ladra Katy Brie e dal guerriero Wally. Unitosi a loro, inizia la sua nuova vita come avventuriero (e ne vedrà delle belle).

Il nostro protagonista incontra Dotto, Katy Brie e Wally in Drizzit – Le origini.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Ho acquistato Drizzit – Le origini sotto consiglio del fidato TN10 durante il Lucca Comics and Games dell’anno scorso e l’ho letto qualche tempo dopo l’evento. Nonostante lo stile del disegno non sia poi così accattivante ed attraente (“Non fare caso ai disegni brutti” mi disse manco a farlo di proposito Bigio quel giorno in cui me lo sono fatto autografare e dedicare), mi ha letteralmente conquistata con il suo umorismo senza senso e con una comicità semplice ed intuitiva. Mi è stato impossibile smettere di leggere, di passare da una pagina all’altra, da una striscia all’altra. Ciò che ho trovato è un fumetto che è nato praticamente per gioco, per prendere un po’ in giro quelli che sono i giochi di ruolo che più o meno facciamo un po’ tutti. Il linguaggio che viene usato è privo di censure, quindi trovate tranquillamente doppi sensi ovunque, per non parlare poi di ciò che definirò come “attributi femminili” (chi vuole intendere, intenda!).

Un esempio del rapporto fra i personaggi e l’autore di Drizzit – Le origini.

Una cosa interessante di questo fumetto è il rapporto tra l’autore e i personaggi. A volte capita che questi ultimi si rivolgano o facciano riferimento a lui, che ovviamente interviene per chiarire ogni eventuale e possibile equivoco come per esempio un buco di trama e così via. Fatto sta che la trama altro non è che un filo che serve a tenere tutto insieme. Infatti si possono leggere i volumi separatamente, anche se è sempre consigliabile leggerli seguendo la cronologia di pubblicazione, così da avere le idee un po’ più chiare qualora ci fosse qualche riferimento a qualcosa che in quel volume non è dato sapere. Se cercate un fumetto non troppo impegnativo e complicato da leggere nel tempo libero, Drizzit – Le origini è ciò che fa al caso vostro. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Pagina ufficiale di Facebook: Drizzit