Thor – The Dark World

Locandina di Thor – The Dark World.

Diretto da Alan Taylor, Thor – The Dark World è un film del 2013 ed è l’ottava pellicola del Marvel Cinematic Universe. Sequel di Thor, comincia dando uno sguardo al passato.

Migliaia di anni fa Bor, il padre di Odino, affrontò in una sanguinosa battaglia gli Elfi Oscuri guidati da Malekith.
Il loro obiettivo era impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dall’immenso potere, capace grazie a un allineamento particolare dei pianeti noto come “Convergenza” di riportare il mondo nell’oscurità originaria. Dal momento che non poteva essere distrutto, l’Asgardiano decise di nasconderlo nel Mondo Oscuro, mentre Malekith e ciò che restava del suo esercito fuggirono giurando vendetta.

Ai giorni nostri mentre Loki è rinchiuso in prigione per i crimini da lui commessi, Thor insieme ai suoi compagni e a Lady Sif viaggia per i Nove Regni per riportare la pace.
Nel frattempo sul nostro pianeta Jane Foster e Darcy Lewis insieme al nuovo stagista Ian fanno una misteriosa e sensazionale scoperta a Londra. In un punto ben preciso di un edificio abbandonato la forza di gravità sembra interrompersi e gli oggetti spariscono nel nulla. Che cosa si nasconderà mai dietro a questo misterioso fenomeno? Che sia qualcosa di pericoloso, capace di portare il caos nel mondo?

Un’altra locandina di Thor – The Dark World.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor – The Dark World è un film che mi è piaciuto tanto e forse anche più del primo. L’ho trovato molto più maturo e per certi versi anche oscuro. E’ ricco di scene d’azione e di drammaticità, ma non manca ovviamente quel pizzico di comicità che non guasta mai.

E’ stato bello osservare le emozioni che ciascun personaggio provava in determinate situazioni. La morte di Frigga, moglie di Odino e madre naturale di Thor e adottiva di Loki, ha messo ben in evidenza le reazioni dei tre uomini che più l’hanno amata.

Quella del Dio dell’Inganno mi ha fatto un male assurdo. Ha usato le sue capacità per mascherare il dolore verso l’unica persona che forse lo ha amato veramente. E’ arrivato a sfogarsi sia contro gli oggetti della sua stanza che contro sé stesso. A proposito di lui ho amato molto la scena della sua falsa morte. E’ stata così realistica ed emozionante da trarre in inganno praticamente tutti, soprattutto il Dio del Tuono.

Se non lo avete ancora visto, vi consiglio di recuperarlo perché ne vale davvero la pena. Detto questo, la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Yuria Type 100

Copertina del primo volume di Yuria Type 100.

Yuria Type 100 è un manga di genere fantascientifico, ma è anche una commedia romantica. Scritto da Shigemitsu Harada e disegnato da Nobuto Hagio, è conosciuto in Giappone col titolo Yuria Hyaku-shiki.
Pubblicato dalla casa editrice Hakusensha, è composto da dodici volumi in totale. Attualmente sette di essi sono arrivati in Italia grazie alla Magic Press Edizioni.

Questo manga racconta la storia di Yuria, una normalissima ragazza. O almeno così sembra.
E’ l’anno 20XX quando il dottor Akiba crea una nuova bambola gonfiabile robotizzata, affinché fosse identica a una donna vera. Nasce così la nostra protagonista. Per diventare il proprietario di questo giocattolo sessuale, bisogna effettuare la registrazione. Come? Penetrandola naturalmente.

Quando Yuria capisce le reali intenzioni del suo creatore, scappa via dal laboratorio. Viene trovata mezza nuda per strada e salvata da un cane che cercava di accoppiarsi con lei. Il suo salvatore è Kubo Shunsuke, un ragazzo che lavora per mantenere i suoi studi, che la invita a stare a casa sua.
All’inizio la nostra protagonista non si fida molto di lui, perché pensa che possa avere qualche secondo fine. Tuttavia, col passare del tempo imparerà a conoscerlo e finirà per sentire qualcosa per lui.

Copertina del secondo volume di Yuria Type 100.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. E’ stato il fidato TN10 a consigliarmi la lettura di questo manga e devo ammettere che mi ha incuriosito parecchio, nonché colpito.

E’ un seinen spassoso dalla prima all’ultima pagina. Yuria incarna perfettamente le fantasie sessuali maschili ed è programmata per soddisfarle. Ciò che suscita il sorriso è proprio la sua natura di bambola sessuale. Ogni minima cosa le può far uscire il sangue dal naso oppure entrare inconsapevolmente in una determinata modalità.

Questa sua natura mette in seria difficoltà Shunsuke, il quale viene più volte molestato da lei soprattutto durante la notte. E proprio quando c’è il rischio di raggiungere il massimo del piacere e di diventare praticamente sua, lui la ferma utilizzando le sue conoscenze nella lotta, mettendola così K.O. per un po’.

Ciò che spinge il nostro bel giovane a non cadere in tentazione è l’amore che prova per Maria, la sua ragazza nonché promessa sposa. Tuttavia, col passare del tempo la situazione potrebbe cambiare (o forse degenerare?) e lui potrebbe scoprire di provare qualcosa verso la nostra protagonista.
Riuscirà a resisterle ancora, pur di restare fedele alla sua storica amata? E il dottor Akiba riuscirà invece a riprendere Yuria e a farla sua?

Per scoprirlo, correte nella vostra fumetteria di fiducia e compratelo. Tranquilli, non passerete per sporcaccioni. Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Star Trek – The Next Generation

Logo della prima stagione di Star Trek – The Next Generation.

Spazio: ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani, nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima. Paaaa pa pa paaa pa pa paaaa….

Così cominciavano le mie serate negli anni 90, con la voce del capitano Picard, che recitava quella frase ad ogni inizio di puntata. Presa in prestito dalla serie classica e leggermente modificata, ha reso l’intro di Star Trek – The Next Generation memorabile. E come dimenticare quella sigla in stile musica classica, che per chi ha già visto questa serie, credo sia rimasta impressa come “la musica” di Star Trek.

Con ben cinque serie televisive all’attivo (sei in autunno 2017), più una animata, più dieci film e tre di reboot, Star Trek credo sia una delle migliori serie fantascientifiche che ha attraversato quasi cinquant’anni. E’ arrivata ai nostri giorni, cercando di stare al passo con i tempi e, in alcuni casi, anticipandoli.

La USS Enterprise NCC 1701 D classe Galaxy in Star Trek – The Next Generation.

Io vi parlerò della seconda serie ovvero Star Trek – The Next Generation. Dopo una pausa di venti lunghi anni, svecchia la serie e la adatta al pubblico degli anni 90. La serie parla delle avventure degli umani del futuro, che hanno scoperto il modo di viaggiare più veloci della luce e quindi di poter esplorare la galassia. Si, sto parlando proprio della velocità curvatura.

Ideata e prodotta da Gene Roddenberry, creatore dell’universo Star Trek, questa serie è ambientata precisamente 78 anni dopo le avventure del capitano Kirk, della serie classica. L’autore, dopo venti anni di distanza dall’uscita della prima serie, decise che i tempi erano maturi. La tecnologia, gli effetti speciali e soprattutto gli spettatori erano cambiati e aumentati in modo esponenziale, rispetto a quelli degli anni sessanta.

Le avventure si svolgono quasi sempre a bordo della nave stellare Enterprise. Più precisamente la USS Enterprise NCC-1701-D classe Galaxy, appartenente alla flotta stellare della federazione dei pianeti uniti. E’ un’istituzione interplanetaria che racchiude sotto un unico governo sia l’umanità che altre razze extraterrestri.

I personaggi principali della prima stagione di Star Trek – The Next Generation.

La prima stagione di Star Trek – The Next Generation presenta, nel vero senso della parola, l’equipaggio “principale” della nave e alcuni personaggi che ritorneranno nelle varie stagioni.

Partiamo dal Capitano Jean-Luc Picard, il primo ufficiale William Thomas Riker, il secondo ufficiale Data ( una androide !!! ), il tenente comandante e ingegnere capo Jeordi La Forge, il tenente Worf Rozenko ( un klingon nella flotta stellareeeeee !!!! ), l’ufficiale medico Beverly Crusher, il consigliere betazoide Deanna Troi, il “non ancora” guardiamarina Wesley Crusher, e il responsabile della sicurezza Natasha “Tasha” Yar.

Questa serie inaugura la tradizione di far apparire nel primo episodio di una nuova serie, un personaggio di quella precedente, come a segnare il passaggio di testimone. Nel caso di Star Trek – The Next Generation è il dr. McCoy, che faceva parte del cast della serie classica.

La prima serie inizia con l’episodio pilota “Incontro a Fair Point“, diviso poi in due. In questo episodio apparirà un personaggio secondario. Si tratta di Q, una creatura dai poteri “divini”, che ritornerà spesso nel corso della storia per tormentare i personaggi o aiutarli.

Inoltre durante gli episodi verranno presentati in modo molto approfondito i personaggi, che inizieranno a legare tra loro. Tra pianeti sconosciuti, minacce “cristalline” e addii dolorosi, la prima parte dei viaggi dell’astronave Enterprise si ferma a una scoperta che fa gelare il sangue: i Romulani sono ritornati a farsi sentire e non hanno belle intenzioni.

Non mi dilungo oltre e lascio a voi il ricordo o la voglia di vedere questa serie. Da buon Trekker vi auguro lunga vita e prosperità. E ricordate: “sine metu“.

 

Thor

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Locandina del film Thor.

Diretto da Kenneth Branagh, Thor è un film del 2011. Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Paramount Pictures, è la quarta pellicola del Marvel Cinematic Universe.

Ispirato alla storia dell’omonimo personaggio dei fumetti, il film comincia con un evento del passato. Asgard è in guerra con il regno di Jotunheim, intenzionato a conquistare i Nove Regni partendo da Midgard, il mondo abitato dagli umani.

Odino e il suo esercito intervengono, fermando così l’avanzata di Laufey e dei suoi Giganti di Ghiaccio. Sottrae al re nemico lo Scrigno degli Antichi Inverni, stabilendo così una fragile tregua. Inoltre adotta Loki, il figlio abbandonato dal re del ghiaccio, sperando che un giorno possa portare pace fra i due regni.

Passiamo ai giorni nostri. Il primogenito del sovrano asgardiano è conosciuto sul pianeta Terra come “il dio del tuono” e, avendo raggiunto una certa fama nel corso dei secoli, viene avviata la cerimonia d’incoronazione. Quest’ultima viene però interrotta da un’incursione di alcuni Giganti di Ghiaccio, intenti a recuperare l’oggetto a loro sottratto anni prima. Tuttavia, la loro impresa fallisce grazie all’intervento del Distruttore, un gigantesco robot a guardia dei tesori e degli oggetti proibiti del regno.

Lasciandosi trasportare dalla sua natura arrogante e dall’ira per il torto subito, Thor decide di recarsi a Jotunheim insieme a Loki e ai suoi amici. Nonostante lo scontro diretto sembra essere stato evitato grazie al fratello, le parole provocatorie del re di quel regno non passano inosservate e il dio del tuono reagisce sconsideratamente e senza pensare alle conseguenze.

Quando la situazione sembra volgersi verso il peggio, Odino interviene e li salva. Tuttavia, la tregua è finita e una nuova guerra appare ormai all’orizzonte. Deluso dal comportamento del futuro re di Asgard, il Padre degli Dei decide di punirlo e lo spoglia così del suo ruolo di dio del tuono. Considerandolo non degno, gli impedisce anche di sollevare ancora una volta il martello Mjolnir, prima di scaraventarlo su Midgard.

Riuscirà il dio del tuono a dimostrare di essere il degno successore al trono di Asgard? E riuscirà a dimostrare di essere l’unico in grado di brandire Mjolnir?

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Poster di Thor, il dio del tuono.

Dopo aver parlato di parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Thor è un film che ho visto un po’ di tempo fa, ma non ricordo se in televisione oppure al computer insieme a Tsukinomai.

Dal momento che le leggende e i miti dei popoli del nord mi hanno sempre affascinato, ho accolto questo film a braccia aperte. E devo ammettere che mi è piaciuto molto. Ciò che ho apprezzato è la caratterizzazione di Thor e Loki, interpretati rispettivamente da Chris Hemsworth e Tom Hiddleston.

Il primo è cresciuto con la convinzione di essere il favorito del Padre di Tutto. Essendo il primogenito, per diritto è destinato ad ereditare il trono di Asgard. Ciò ha nutrito a più non posso la sua natura ambiziosa ed arrogante, arrivando spesso a mettersi in mostra e a risolvere i problemi con la forza a discapito dell’intelletto.

Quando subisce la punizione, incontra Jane Foster e i suoi colleghi di lavoro su Midgard. Attraverso loro imparerà a riflettere su sé stesso e sul mondo che lo circonda. Guarderà diversamente la vita e apprenderà quali sono i veri valori che una divinità deve fare propri e professare.

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Poster di Loki, il dio dell’inganno, nonché fratello adottivo di Thor.

Il secondo, invece, è sempre vissuto all’ombra del fratello. Pur sapendo che non erediterà mai il trono in quanto secondogenito, il suo unico desiderio è essere messo sullo stesso piano dell’altro. A differenza di lui utilizza più il cervello che i muscoli per togliersi dagli impicci. Nonostante ciò, non viene molto valorizzato e le risposte ai suoi dubbi esistenziali non sembrano mai arrivare.

La situazione cambia quando viene a conoscenza della verità sulle sue origini. Scopre di non essere asgardiano, ma un Gigante di Ghiaccio. Fu abbandonato ancora in fasce da suo padre Laufey, perché troppo gracile per sopravvivere in un mondo duro ed astio come il loro. E fu salvato così da Odino, che lo adottò e lo crebbe come se fosse realmente suo figlio, sperando che un domani portasse pace fra i due regni.

Loki si sente ingannato, preso in giro da tutto e da tutti. Odia il padre biologico perché lo ha abbandonato, impedendogli così di essere il suo erede al trono. E prova astio nei confronti del padre adottivo, in quanto lo ha preso con sé solo per un futuro tornaconto personale. E quindi si sente usato da quest’ultimo.

Quando tutto comincia ad avere senso e la dolce menzogna viene spazzata via, il dio dell’inganno entra in azione alla prima occasione. Il suo obiettivo? Impossessarsi del trono di Asgard, in quanto ritiene che gli spetti di diritto, perché migliore di suo fratello.

Penso di aver detto tutto, quindi la nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “sognare significa viaggiare e viaggiare significa vivere mille avventure“.

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Code Lyoko

I cinque protagonisti di Code Lyoko.

Creato da Thomas Romain e Tania Palumbo, Code Lyoko è una serie animata francese del 2003 ed è composta da ben quattro stagioni più un episodio prequel (diviso in due parti), che chiarisce alcuni aspetti non approfonditi nella prima serie. Trasmessa su France 3 e Canal J (Rai Gulp in Italia), racconta le avventure di un gruppo di ragazzi che frequentano la scuola media francese Kadic. Un giorno scoprono l’esistenza di un supercomputer e con esso quello che sembra essere un mondo parallelo al loro: Lyoko. Guardiana di questo mondo è Aelita, una ragazza virtuale che grazie a un codice riesce a contrastare i continui attacchi di X.A.N.A., un malvagio programma multi-agente che ha come scopo quello di distruggere Lyoko per poter fuggire dalla sua prigione e conquistare il mondo reale. Riusciranno i ragazzi ad aiutare la nostra eroina a sconfiggere il suo antagonista? Spetterà a voi lettori e a voi spettatori scoprirlo.

I nostri protagonisti nel mondo virtuale di Code Lyoko.

Dopo aver citato parte della trama, passiamo alle considerazioni personali. Code Lyoko è una serie animata che ho visto qualche anno fa su Rai Gulp e devo ammettere che mi ha entusiasmata parecchio, nonostante lo stile del disegno non mi apparisse così accattivante e seducente (per farla breve, non mi piaceva poi così tanto). Ciò che mi ha attirato è stata la storia così piena di intrighi e di misteri e soprattutto la differenza fra il mondo reale e quello virtuale, messa in mostra proprio attraverso due diversi stili di animazione: il primo è caratterizzato da quello tradizionale, mentre il secondo da quello virtuale.
Un altro aspetto che ho apprezzato è stata l’interazione fra i personaggi, così diversi sia dal punto di vista fisico che caratteriale. Ognuno ha i propri punti di forza quanto di debolezza, i propri pregi quanto i difetti eppure riescono a costituire un gruppo abbastanza compatto e sempre pronto ad agire come una squadra, nonostante a volte possano esserci degli screzi, dei litigi e delle incomprensioni su qualunque argomento e soprattutto se si tratta di affari legati ai sentimenti.
In base a ciò che è stato detto poco fa Code Lyoko può essere considerato come una serie animata adatta ad un pubblico giovanile, adolescenziale per le tematiche che tratta: amicizia, amore, infatuazione, coraggio, paure, fantascienza e così via. C’è tanta azione in queste loro avventure, così tanta che a volte sembra di essere in un vero e proprio videogioco, almeno è così quando si tratta di Lyoko, dove appunto c’è un tot di punti vita e, una volta che sono finiti, si torna nel mondo reale.
La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Supergirl

Un’immagine promozionale della serie televisiva Supergirl.

Partendo e prendendo spunto dall’omonimo fumetto pubblicato dalla DC Comics, Greg Berlanti, Ali Adler e Andrew Kreisberg hanno ideato Supergirl, una serie televisiva statunitense fantascientifica e ricca di azione.
Composta attualmente da due stagioni (per un totale di quarantadue episodi divisi in venti il primo e ventidue il secondo), è stata trasmessa nel nostro paese da Mediaset Italia Uno.
La storia, presentata dal primo episodio della prima serie, inizia con Kara Zor-El, la cugina del famoso Superman, che, a seguito della lenta agonia e successiva morte del pianeta Kripton, viene mandata sul pianeta Terra per vegliare appunto sul cugino, ancora piccolo e incapace di sopravvivere da solo.
Il viaggio nello spazio dura più del previsto e quando la nostra protagonista raggiunge quel pianeta, scopre che suo cugino non è più un bambino, bensì un uomo e, dal momento che lui non ha più bisogno di una balia, le si cerca una sistemazione e una famiglia che possa prendersi cura di lei.
Passano gli anni e Kara Zor-El conduce uno stile di vita perfettamente normale: vive in un appartamento e lavora come assistente di Cat Grant, la direttrice del Catco World Wide Media. Tuttavia, questa situazione così monotona e tranquilla non è destinata a durare a lungo, perché un giorno un evento la porterà a rivelare la sua vera natura e a mostrare i suoi poteri, diventando così un vero e proprio supereroe con il nome di Supergirl.
Dopo essere venuta allo scoperto, viene ingaggiata da un’organizzazione segreta nota come la DEO, dove già lavora sua sorella. Ed è da questo momento in poi che avrà una doppia vita e come supereroe porterà su di sé il peso delle responsabilità legate alla salvezza del mondo da minacce sia interne che esterne al pianeta.

Kara Zor-El e sua sorella in una scena di Supergirl.

Dopo aver parlato della trama, passiamo alle considerazioni personali. Pur non essendo un’accanita lettrice di fumetti pubblicati dalla DC Comics, devo ammettere che la serie televisiva basata sul personaggio di Supergirl mi è piaciuta parecchio e chissà forse un domani ne leggerò anche le storie cartacee.
Ciò che mi ha letteralmente conquistata è proprio la figura di questa giovane eroina, a cui nessuno ha praticamente insegnato il mestiere del supereroe. Kara Zor-El è una ragazza impacciata, che commette molti ma molti errori sia nella sua vita normale che appunto come eroina e tutto ciò spesso è dovuto appunto alla sua inesperienza e in alcuni casi anche al suo buon cuore. Tuttavia, quando viene ingaggiata dalla DEO, migliora significativamente quindi è facile immedesimarsi in lei perché, pur essendo un’aliena proveniente da un pianeta diverso dal nostro, è esattamente come noi. Non ha nulla di diverso da qualunque essere umano in pratica, eccetto ovviamente per la sua forza fisica ed altre abilità e poteri.

Supergirl affronta un nemico in un episodio della prima serie.

E a proposito della nostra protagonista una cosa che ho apprezzato è la percezione del mondo nei suoi confronti: c’è chi la stima e la ama e c’è chi ha paura di lei e di ciò che è capace di fare. E’ la classica paura del diverso, che qui viene affrontata come una minaccia per il pianeta Terra. Viene vista come una nemica, quindi va sconfitta e soprattutto eliminata. La situazione è molto simile a quella di Hulk, per intenderci. Comunque, un’altra cosa che ho apprezzato particolarmente è la storia legata al pianeta Kripton, la cui distruzione non sembra essere ciò che sembra, ma forse c’è qualcosa in più dietro o almeno è ciò che emerge con l’apparizione di altri suoi abitanti, sopravvissuti misteriosamente e magicamente a quella catastrofe.
Penso di aver detto tutto ciò che c’era da dire, quindi la nostra recensione sulla serie televisiva Supergirl termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Starfighter

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Pagina 11 del primo capitolo di Starfighter.

Creato da HamletMachine, Starfighter è un fumetto online di genere fantascientifico, dallo sfondo “leggermente” – giusto un po’, eh! – erotico. Ambientato nello spazio durante la guerra tra gli umani e i Colteron (una razza aliena molto simile a grossi insetti bipedi), racconta la storia di Abel e Cain, due ragazzi assegnati alla navicella spaziale da combattimento chiamata Reliant rispettivamente come Navigator – colui che governa e muove la navicella spaziale – e Fighter – colui che si occupa dell’artiglieria, quindi che combatte -. Pur essendo così diversi, il duo si dimostra un’ottima squadra col passare del tempo, nonostante il burrascoso e non dei migliori inizi.
Quali saranno le reali intenzioni dei Comandanti Bering e Cook? Perché ruotano così tanti segreti attorno a questo affiancamento dall’apparenza così tanto normale, naturale se non addirittura spontanea?

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Abel e Cain, protagonisti di Starfighter.

Dopo aver accennato la trama con annesse le opportune domande, passiamo alle considerazioni personali. Starfighter è un fumetto che mi ha sorpreso davvero tanto e devo ammettere che è difficile che un racconto di genere fantascientifico possa piacermi e soprattutto catturare così tanto il mio interesse. No, non fraintendete. Questa curiosità, questo desiderio di leggere tavola dopo tavola non è dovuto assolutamente alla tematica yaoi presente all’interno della storia, bensì agli intrighi e ai misteri che si celano dietro specifiche dinamiche, rappresentate dalle domande poco sopra e da molte altre ancora.
Ho apprezzato in modo alquanto particolare lo sviluppo delle interazioni e dei rapporti fra i vari personaggi, con i conseguenti stati d’animo tipo l’odio, la fiducia, il rancore, la disperazione e così via a seconda della situazione rappresentata in quel momento.
Per quanto riguarda lo stile, devo ammettere che HamletMachine è migliorata davvero tanto rispetto all’inizio. Il disegno ha raggiunto un livello di perfezione sorprendente: è pulito, lineare, la colorazione assolutamente divina.
Starfighter ha raggiunto una fama tale fra i lettori da permettere all’autrice di poter realizzare addirittura un gioco in stile novel, molto ma molto simile agli otamegame che possiamo trovare nel PlayStore per il cellulare e si intitola “Starfighter Eclipse“.
La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia”.

Inazuma Eleven Go Chrono Stone

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Copertina giapponese del DVD di Inazuma Eleven Go Chrono Stone.

Tratto dall’omonimo videogioco, Inazuma Eleven Go Chrono Stone è la terza serie animata di questa saga sportiva. Prodotta dalla OLM, è trasmessa su TV Tokyo in Giappone, Disney xD e Rai Gulp in Italia.
Sono trascorsi tre mesi dal torneo “Cammino Imperiale” e un giorno Arion Sherwind trova la Reimon profondamente cambiata. Il club di calcio non esiste più, così come la sua squadra. Persino il suo amico Jean-Pierre Lapin frequenta un altro club scolastico. Ipotizzando che si trovi in un mondo parallelo, il nostro protagonista comincia a indagare ed è così che si trova davanti Alpha. Questo misterioso ragazzo fa parte di un’organizzazione chiamata El Dorado e ha una missione importante: eliminare il calcio. E lo farà insieme alla sua squadra, la Protocollo Omega.
Che cosa li spinge ad eliminare questo sport? La risposta ad Arion non viene data, così deciderà di affrontarli pur di salvare lo sport che ama così tanto. E non sarà solo, perché al suo fianco ci sarà Fey Rune, un ragazzo dai capelli verdi proveniente dal futuro.
Affrontando la Protocollo Omega con i rispettivi capitani sia nel presente che nel passato, riusciranno a impedire una completa alterazione della storia e a ripristinare l’esistenza del calcio nel presente, anche se ci sarà purtroppo una legge che vieterà di praticarlo e di giocarlo. Ed è da questo momento in poi che sotto il suggerimento di David Evans – nonno di Mark Evans – il nostro protagonista insieme alla sua squadra e a Fey comincerà a viaggiare nel tempo per creare quella che viene definita come la Squadra Invicibile, l’unica che potrebbe essere capace di sconfiggere una volta per tutte l’El Dorado e la sua squadra, salvando così questo sport.

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Alcuni personaggi di Inazuma Eleven Go Chrono Stone.

Inazuma Eleven Go Chrono Stone mi è piaciuta molto di più rispetto alla serie precedente. Per prima cosa non è più soltanto un anime sportivo, ma anche fantascientifico con l’introduzione del viaggio nel tempo con la possibile alterazione della storia, se influenzata fin troppo dalle nostre azioni. E’ stato davvero bellissimo vedere i diversi punti della storia dell’umanità intrecciarsi all’interno di questa storia, di questa trama e soprattutto vedere come fatti realmente accaduti si mescolassero con qualcosa di fittizio, qualcosa che non esiste nella realtà ma soltanto nella nostra immaginazione, come questo anime appunto.
Un’altra cosa che ho apprezzato è stata l’introduzione di uno strumento chiamato Mixi Max e delle armature dello Spirito Guerriero. Per quanto riguarda il primo, consente al giocatore di fondere la propria forza con un animale o con una persona vissuta nel passato, così da acquisire nuove abilità e competenze che gli consentono di migliorare le proprie prestazioni di gioco in campo; mentre il secondo è l’utilizzo in pieno della forza del proprio Spirito Guerriero, che non viene più identificato soltanto come l’entità che rappresenta il proprio amore per questo sport ma diventa una vera e propria armatura, che consente più o meno le stesse cose del Mixi Max.
Per quanto riguarda il tema, non troviamo più soltanto l’amore per il calcio ma anche il valore dell’amicizia e soprattutto della famiglia, che viene messa più volte a dura prova durante tutti gli episodi di questa terza serie. In oltre viene toccato anche il tema del futuro, che va protetto partendo dalle azioni del presente con la consapevolezza di ciò che  è accaduto già in passato.
Questa recensione su Inazuma Eleven Go Chrono Stone termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

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Deadpool

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Deadpool insieme a Colosso e Testata Mutante Negasonica in una scena del film.

Basandosi sull’omonimo fumetto, Deadpool è un film diretto da Tim Miller ed è uscito nelle sale cinematografiche italiane a febbraio di quest’anno. Racconta la storia di Wade Wilson, un ex soldato delle forze speciali che dopo essere stato congedato con disonore, diventa un mercenario e spesso si reca presso un losco pub gestito dal suo amico Weasel, dove si organizza un gioco chiamato dead pool. Di che cosa si tratta? E’ praticamente una scommessa su chi sarà il prossimo a morire ed è in una di queste serate che incontra Vanessa, una ragazza con cui inizia una relazione nata dal più classico colpo di fulmine.
Passa esattamente un anno e il nostro mercenario viene per caso a conoscenza della sua reale condizione fisica e salutare: ha un tumore esteso alla maggior parte degli organi. Dal momento che non c’è via d’uscita, Wade Wilson decide di accettare un interessante e misteriosa proposta di quello che si presenta come un reclutatore con nobili intenti. In pratica gli viene offerta la totale guarigione dal cancro e la possibilità di acquisire poteri e abilità che vanno oltre l’immaginario umano, qualcosa che può essere facilmente paragonata alla figura del supereroe. Tuttavia, ciò che scoprirà successivamente è che lui e tutti gli altri lì presenti sono stati letteralmente ingannati e sottoposti a degli esperimenti, che li porteranno bene o male a produrre il così detto Gene X. Al nostro mercenario avviene la mutazione dopo terribili ed estenuanti torture, acquistando così un buon fattore rigenerante. Tuttavia, paga anche un duro prezzo proprio a causa della sua malattia: il suo aspetto non è più come prima. Ha un viso orribile, praticamente irriconoscibile e inguardabile. Nasce così la figura di Deadpool, quello che può essere considerato come un mercenario in calzamaglia nera e rossa il cui unico scopo è dare la caccia all’autore della sua trasformazione e mostruosità: Francis Freeman, noto come Ajax.

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Deadpool in una scena del film.

Dal momento che non ho intenzione di svelare tutta la trama e ho deciso si e no di dichiarare solo quanto sopra, passiamo alle considerazioni personali. Deadpool è un film che ho atteso forse da tantissimo tempo di vedere sul grande schermo. E’ vero che non ho avuto la possibilità di leggere tutti i volumi del suo fumetto, ma è un personaggio che mi ha sempre affascinata perché non è un eroe come tutti gli altri e mi è capitato di incontrarlo anche nei giochi di ruolo, ma mai di interpretarlo precisiamo. Deadpool agisce solo ed esclusivamente per un suo tornaconto personale, fatta eccezione per alcuni casi in cui non pensa a sé stesso ma agli altri. E’ un folle, uno svitato ed è praticamente fuori di testa. Ed è bellissima l’interazione che lui ha con gli spettatori all’interno del film, cosa che non si è mai vista con tutti gli altri eroi e supereroi del mondo Marvel. E’ come se lui fosse consapevole di non essere solo e soprattutto di essere osservato, di essere solo ed esclusivamente frutto dell’immaginazione di un disegnatore e così via. Ogni volta che si rivolge al pubblico, i personaggi presenti sulla scena con lui non capiscono mai con chi stia parlando. E forse è da questo fattore, da questo elemento fra i tanti che lo portano ad essere considerato come uno che non sta bene con la testa.

Deadpool (Ryan Reynolds) pauses from a life-and-death battle to break the fourth wall, much to the dismay of his comrades Negasonic Teenage Warhead (Brianna Hildebrand) and Colossus (voiced by Stefan Kapicic).
Deadpool insieme a Colosso e a Testa Mutante Negasonica in una scena del film.

Se ci fosse stato Captain America all’interno del film, avremo sentito più volte la parola “linguaggio”. Ebbene si, Deadpool è forse l’unico film dove non è stato storpiato il personaggio. Così com’è su carta, così è stato portato sul grande schermo. Niente censure. Tutto altamente genuino, quindi benvenute parolacce, imprecazioni e parole scurili.Ed è stata per una questione di linguaggio e di scene alquanto adulte e forse anche un bel po’ crude – quasi splatter alcune, eh! – che questo film è stato vietato ai minori, quindi niente bambini al cinema nemmeno accompagnati dai genitori.
Deadpool è un film che ha tutto: avventura, azione, commedia, fantascienza e anche una bella storia d’amore. E’ un mix che ha funzionato fin troppo bene, quindi questo messaggio è per chi non lo ha visto al cinema: guardatelo assolutamente, perché merita davvero. E ovviamente spero che ci sia un sequel.
La nostra recensione termina qui. A presto miei cari Sognatori e mie care Sognatrici e ricordate: “chi sogna, viaggia“.

Terra Formars

Terra Formars

terra-formars_oAmbientato in un futuro molto lontano, sulla Terra si è diffuso un virus che solo una certa cosa proveniente da Marte può far sì che le persone colpite possano guarire. Tutti i protagonisti sono persone che hanno a che fare o hanno avuto a che fare con il virus oppure hanno visto persone care morire a causa sua. Si recano tutti alla nuova NASA futuristica dove vengono sottoposti ad una procedura chirurgica, che consentirà loro di sopravvivere su Marte quando saranno in missione. La procedura consiste nell’inserire nel DNA umano quello di insetti e animali che possono sconfiggere e uccidere gli scarafaggi giganti, popolazione autoctona di Marte.
Appena arrivati sul pianeta rosso, si formano le squadre che si dividono per continenti: Asia, Europa, Africa e Americhe. Ogni gruppo viaggerà poi separatamente, combattendo gli orrendi insetti giganti un po’ strabici. La missione si vede che è sfigata fin dall’inizio e tra colpi di scena e battaglie si scoprono gli altarini delle missioni che si erano concluse precedentemente con massacri di grossissima entità. E si scopre così che non tutti gli orribili ed enormi scarafaggi sono stupidi e assassini a sangue freddo non senzienti, anzi alcuni si sono evoluti così tanto da sembrare quasi umani, anche se non hanno sviluppato il linguaggio verbale.
Devo dire che i disegni sono molto realistici e mi è piaciuto abbastanza, anche se io e gli insetti non andiamo proprio d’accordo. Consiglio soprattutto la visione di questo anime a chi è appassionato di fantascienza.